Scarto

Lo scarto di materiale librario e documentario posseduto dalle biblioteche di competenza regionale deve essere autorizzato dalla Soprintendenza ai Beni librari.

La Soprintendenza ai Beni librari rilascia, su richiesta presentata dagli Enti proprietari, l'autorizzazione per lo scarto di monografie, periodici e altro materiale bibliografico appartenente alle biblioteche pubbliche di competenza regionale. Le proposte di scarto vengono valutate sia in relazione alla natura e alle caratteristiche della raccolta, che in relazione all'interesse culturale e alla rarità dei beni oggetto di eliminazione. Il procedimento si conclude con un provvedimento autorizzativo oppure di diniego, o di autorizzazione sotto condizione (es. trasferimento dei beni ad altra raccolta pubblica).
La richiesta di autorizzazione deve essere accompagnata  da un atto formale adottato dall'Ente proprietario con cui si propone lo scarto e da una relazione che illustri, sulla scorta delle linee guida IFLA ed UNESCO, i criteri adottati nella scelta e comprendente l'elenco delle opere oggetto di scarto, distinte in monografie e periodici, delle quali va indicato il numero di inventario e l'eventuale altra copia posseduta.
Per le opere di proprietà degli Enti locali, e dunque soggette agli artt. 822, 824 e 829 del Codice Civile, una volta autorizzato lo scarto si deve procedere all'aggiornamento del registro d'ingresso riportando accanto a ciascun titolo le annotazioni "fuori uso" o "trasferito ad altro istituto" e, a seguire, l'anno; infine per ciascuna unità libraria scartata devono essere annullati i timbri di appartenenza e il numero d'ingresso.

Il provvedimento di autorizzazione o diniego (totale o parziale) viene di norma adottato entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta.
Non possono essere oggetto di scarto:
1.    le opere appartenenti a fondi o nuclei specialistici
2.    le opere acquisite in rispetto della normativa sul deposito legale
3.    le opere che riguardino la storia e la cultura dell'area geografica e culturale cui la biblioteca fa riferimento e che per loro natura siano di difficile reperimento in altre biblioteche della regione come quelle, monografie o periodici, edite localmente e che possono avere avuto una circolazione assai limitata;
4.    gli esemplari già appartenuti a personaggi o ad istituzioni di rilievo per la cultura locale che, dunque, assumono un carattere di pregio ed unicità dal punto di vista storico e che possono contenere infotrmazioni particolari quali la presenza di ex libris, timbri di possesso o note manoscritte di interesse anche non locale;
5.    le legature di particolare importanza o pregio, anche se ormai prive di opere al loro interno;
6.    le edizioni o gli esemplari importanti (prime edizioni rare, edizioni in tiratura limitata, edizioni illustrate, esemplari appartenuti a personaggi o ad istituzioni di rilievo; esemplari con coperta originale o di fattura pregiata, …).

Vedi anche...
Edizione italiana delle linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo curata dalla Commissione Nazionale Biblioteche pubbliche dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB). L'IFLA (International Federation of Library Associations) è la federazione internazionale delle associazioni e istituzioni bibliotecarie, non governativa e senza scopi di lucro, che conta 1750 membri in 150 paesi del mondo. Le linee guida forniscono strumenti pratici ai bibliotecari per il miglioramento dei servizi; l'edizione italiana ricomprende un'appendice sulla realtà italiana.


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