Interventi di restauro

La Soprintendenza ai beni librari nella attività di promozione delle tutela e valorizzazione delle raccolte librarie e storico-documentarie con particolare riferimento al materiale antico, raro e di prestigio approva e collauda i progetti di restauro (L.R. n° 37/90 art. 3 h).


La Soprintendenza ai beni librari annualmente, sia a seguito delle istanze che con procedura di urgenza, su segnalazione del proprietario o a seguito di sopralluogo, eroga contributi per il restauro e interventi conservativi di opere (singoli libri, manoscritti, autografi, carteggi, stampe, incisioni  matrici, disegni degli enti pubblici territoriali). La richiesta deve essere presentata compilando l'apposito modulo entro il 30 aprile di ogni anno e, una volta approvato il progetto di massima, l'Ente proprietario deve approvare e presentare alla Soprintendenza il progetto esecutivo redatto su apposita scheda da parte della Fondazione per la conservazione e il restauro dei beni librari a Spoleto. La Fondazione, istituita con L.R.  38/97, fondata da soggetti pubblici (MIBAC, Reione Umbria, Province di Perugia e Terni, Comune di Spoleto) dispone delle professionalità necessarie ad indicare e specificare le metodiche e le tecniche da utilizzare negli interventi di restauro, i tempi di realizzazione ed i costi (unitari o a corpo) relativi ai materiali da impiegare e alle tariffe orarie. Al progetto deve comunque essere allegata una relazione da parte del bibliotecario che illustri la scelta dell'opera da restaurare e le caratteristiche che la rendono peculiare, motivando la scelta e corredando il tutto con documentazione fotografica che mostri il frontespizio e le parti maggiormente danneggiate.
Indipendentemente dalla forma di finanziamento, (fondi propri, contributi regionali, sponsorizzazioni, etc.) per qualunque tipo di intervento sui beni librari, i possessori devono chiedere preventiva autorizzazione alla Soprintendenza.
Ad avvenuta approvazione del progetto e concessione dell'autorizzazione allo spostamento delle opere dalla loro naturale sede di conservazione per permettere gli interventi di restauro, gli Enti proprietari, in base alla normativa vigente in materia di appalti pubblici, individuano la ditta cui viene assegnata la realizzazione dell'intervento di restauro. La sede e denominazione della ditta e l'inizio dei lavori vengono comunicate alla Soprintendenza e alla Fondazione, al fine di consentire l'effettuazione di collaudi in corso d'opera che verranno congiuntamente effettuati, insieme ad un rappresentante dell'istituto proprietario.
In caso di esito positivo del collaudo finale , l'ente proprietario potrà procedere alla liquidazione delle spese relative all'intervento di restauro.

La raccolta delle immagini, dei dati, dei progetti e dei collaudi sui beni restaurati  costituisce la banca dati regionale sul restauro dei beni librari e documentari.


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