Inquinamento atmosferico
Le cause dell'inquinamento atmosferico sono da individuare nelle attività antropiche di produzione e utilizzo di combustibili e carburanti quali il traffico veicolare, il riscaldamento degli edifici, le attività di produzione industriale, l'estrazione dei minerali, l'incenerimento dei rifiuti e l'attività agricola, anche se si deve sottolineare che la qualità dell'aria non dipende in modo esclusivo solo dalle emissioni ma anche dalle condizioni meteorologiche e orografiche del territorio.

Si definisce inquinamento atmosferico l'alterazione dello stato di qualità dell'aria conseguente all'immissione nella stessa di sostanze di qualsiasi natura in misura e condizioni tali da alterarne la salubrità e le normali condizioni ambientali; da costituire pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo; da alterare le risorse biologiche e i beni a beni materiali pubblici e/o privati.

In Umbria le sostanze inquinanti che maggiormente superano i limiti di concentrazione previsti dalla normativa sulle emissioni in atmosfera sono le polveri fini (PM10) e il biossido di azoto (NO2). Il PM10  è principalmente prodotto dalla combustione di biomasse per il riscaldamento domestico, mentre il traffico, oltre a dare un importante contributo nell'emissione delle polveri, costituisce la principale causa di criticità per l'NO2

 

Il nuovo Piano regionale della qualità dell'aria , approvato dall'Assemblea legislativa regionale nel dicembre 2013, ha individuato, sulla base dei dati raccolti dalla Rete regionale di monitoraggio della qualità dell'aria, le aree attualmente a maggior rischio di inquinamento atmosferico nella regione.

Con particolare attenzione a queste aree, il Piano ha individuato una serie di misure di intervento con l'obiettivo di raggiungere livelli di qualità dell'aria che non comportino impatti negativi per la salute umana e per l'ambiente.

Le misure del Piano riguardano principalmente iniziative per la riduzione del traffico leggero e pesante in corrispondenza dei centri urbani nonché la diffusione di sistemi ad alto rendimento per la combustione domestica delle biomasse legnose, in sostituzione delle attuali stufe, caldaie e caminetti, privi di particolari caratteristiche di efficienza e quindi molto più inquinanti.

 

Il 14 dicembre 2018 la Presidente della Regione Umbria e il Ministro dell'Ambiente hanno firmato l'Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell'aria nella Conca Ternana. Il documento, che richiama quello già adottato per il Bacino padano, individua una serie di misure di risanamento concordate con i Comuni di Terni e Narni, per le quali il Ministero dell'Ambiente ha stanziato un contributo di 4 milioni di Euro.

Le azioni individuate nell'Accordo di programma sono integrate nella proposta di Abggiornamento del Piano regionale della qualità dell'aria e mirano a ridurre le polveri prodotte dalle principali fonti emissive, ovvero il traffico veicolare e l'utilizzo delle biomasse in caminetti e stufe tradizionali, attraverso misure di tipo sia incentivante che prescrittivo.

Con DGR n. 741 del 28/7/2021 è stata adottata la proposta di Aggiornamento del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria (Allegato A) e gli scenari di riferimento per la Qualità dell'Aria (Allegato B). L'atto ed i relativi allegati sono stati trasmessi all'Assemblea Legislativa per la loro approvazione.

Accordo MATTM-Umbria

 

 

Per approfondire:

Valutazione della qualità dell'aria in Umbria

 

l'Ozono

 

 


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