Attività estrattive
Attività estrattive
Attività estrattive

Nel territorio regionale si estraggono principalmente ghiaie e sabbie per inerti, seguono pietre da costruzione e quindi per calce e cementi.

La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie del sottosuolo, industrialmente utilizzabili, sotto qualsiasi forma o conduzione fisica, si distinguono in due categorie:  miniere e cave,  in base al criterio della qualità dei materiali.

 

Il nostro ordinamento,  si ispira al regime demaniale per le miniere, le quali possono essere coltivate soltanto da chi ne abbia avuto la concessione, e lascia le cave alla disponibilità del proprietario del suolo, anche per quanto riguarda lo sfruttamento: pertanto la condizione giuridica delle cave  è di diritto privato e tale rimane, anche se la pubblica amministrazione, con propria autorizzazione, ne disciplina il modo di sfruttamento nella la tutela di interessi generali.

 

Le attività estrattive rivestono un ruolo molto importante nel settore edile, in quello infrastrutturale ed industriale, ma si caratterizzano come attività ad alto impatto, per le elevate modificazioni indotte all'ambiente ed al paesaggio e per il consumo di risorse non rinnovabili.

 

Per il rilevante impatto ambientale, è condizione imprescindibile una corretta individuazione e gestione delle attività estrattive.

 

La legislazione regionale pone il  Piano regionale attività estrattive come l'atto fondamentale della disciplina, costituendo strumento di verifica, di indicazione di limiti ragionevoli e coerenti del materiale da estrarre, di contemperamento delle esigenze di estrazione e di tutela ambientale. 

 

L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di cava è rilasciata dal Comune competente per territorio che approva il progetto definitivo nel rispetto delle limitazioni e prescrizioni eventualmente impartite in occasione dell'accertamento o della successiva valutazione di impatto ambientale.

 

Il rilascio o il rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti di minerali solidi e risorse geotermiche sono state attribuite dallo Stato alla Regione che provvede anche alla riscossione del diritto annuale miniere o canone.

 

Le attività di vigilanza in materia di cave e miniere, precedentemente effettuate dalla Provincia, a seguito del riordino stabilito dalla L. 56/2014 ed in attuazione della L.R. 10/2015, sono state riallocate nella Regione Umbria, a far data dal 01.12.2015.

Per vigilanza lavori di competenza regionale si intende:

1) la vigilanza sull’attività di cava in ordine al rispetto del progetto e delle prescrizioni dell’autorizzazione secondo quanto disposto dall’art. 14 comma 1 della L.R. n. 2/2000

2) la vigilanza sul rispetto delle norme di polizia mineraria (sicurezza lavoro) per quanto previsto dall’art. 1, comma 2 della L.R. n. 2/2000.

Le attività di vigilanza su lavori di cava sono svolte in maniera coordinata con ARPA Umbria secondo quanto previsto dal punto “1.2 Piano Operativo dei Controlli di Cave e Miniere” approvato con D.G.R. n. 1507 del 12 dicembre 2007.