4.4.1 Investimenti non produttivi finalizzati prioritariamente alla conservazione della biodiversità

Gli interventi non produttivi, rappresentano un complemento indispensabile alla conservazione della biodiversità seppure difficilmente realizzati in assenza di obblighi specifici. La perdita e la frammentazione
degli habitat, unitamente alla riduzione della biodiversità e alla semplificazione del paesaggio agrario rendono necessarie azioni volte a migliorare la situazione attuale, anche tramite un approccio di area vasta.
E‘ importante, pertanto, dare un sostegno alle imprese nella realizzazione/ripristino di strutture vegetali lineari, come siepi e filari composti di specie autoctone ed altri elementi del paesaggio di importanza ecologica, che
aumentano la complessità dell‘ecosistema, arricchiscono e diversificano il paesaggio rurale, potenziano le reti ecologiche e creano luoghi di rifugio e riproduzione della fauna selvatica. Svolgono quindi una importante
azione di salvaguardia della biodiversità sia vegetale che animale. Inoltre i processi di rinaturalizzazione in atto sono elementi chiave per spiegare l‘incremento della consistenza delle popolazioni di specie appartenenti
alla fauna selvatica, e pertanto indispensabile agire sulla prevenzione dei danni che la fauna selvatica può provocare alle aree agricole ponendo in atto azioni specifiche in grado di garantire la coesistenza di
ecosistemi naturali con attività agricole.

Sono ammissibili a contributo le seguenti tipologie di interventi:

a) interventi di rinaturalizzazione di habitat di pregio ecologico e interventi di miglioramento delle biocenosi presenti.
b) interventi di valorizzazione degli aspetti strutturali e compositivi di ecosistemi di particolare pregio che prevedono la messa a dimora di piante arboree e arbustive in formazioni lineari, boschetti e piante isolate.
c) interventi finalizzati alla mitigazione di impatti e conflitti a carico di specie animali e vegetali concernenti l‘acquisto e l‘installazione di sistemi di protezione e prevenzione dei danni da fauna selvatica.
d) reintroduzione di specie autoctone.
e) interventi di contenimento della vegetazione arborea ed arbustiva di invasione di specie alloctone.
f) interventi di ripristino, valorizzazione e tutela delle cenosi prato-pascolive.
g) interventi per favorire il collegamento tra habitat o siti (creazione di corridoi e biotopi ecologici).
h) interventi per la riqualificazione degli ecosistemi e del paesaggio rurale mediante realizzazione e ripristino degli elementi fissi tipici del paesaggio rurale.

 

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