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(AUN) – Perugia, 13 giugno 2026 – Si è concluso ieri a Perugia il percorso formativo IRIDELab, l'iniziativa promossa nell'ambito del programma IRIDE da Agenzia Spaziale Europea (ESA), Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Regione Umbria per accompagnare la pubblica amministrazione nell'utilizzo delle tecnologie e dei dati satellitari per il governo del territorio e il supporto alle politiche pubbliche.
L'evento finale, ospitato presso Palazzo Broletto a Perugia, ha rappresentato il momento di restituzione dei risultati di un percorso avviato nel 2025 e sviluppato attraverso attività di sensibilizzazione, formazione di base e approfondimento specialistico rivolte a dirigenti, funzionari e tecnici delle amministrazioni regionali e locali.
Ad aprire i lavori sono stati il vicepresidente della Regione Umbria con delega all'Innovazione digitale, Tommaso Bori e il direttore regionale Governo del territorio, ambiente, protezione civile, riqualificazione urbana e coordinamento PNRR Gianluca Fagotti.
Nel corso della mattinata Marco Casucci, ESA IPT member, ha illustrato il ruolo e le prospettive del programma IRIDE per le amministrazioni pubbliche, mentre Marcello Maranesi, chief executive officer di Gmatics, e Chiara Clementini, chief product officer della stessa società, hanno presentato il percorso IRIDELab e i risultati raggiunti in Umbria.
“L'intelligenza artificiale e la valorizzazione dei dati rappresentano una delle direttrici strategiche sulle quali vogliamo accompagnare l'Umbria nel percorso di trasformazione digitale – ha dichiarato il vicepresidente Bori -. L'esperienza di IRIDELab, nata come un progetto sperimentale e rivelatasi un successo oltre le aspettative, ha dimostrato quanto sia forte la domanda di formazione, di analisi dei dati e di utilizzo consapevole delle nuove tecnologie da parte della pubblica amministrazione. La collaborazione con ESA, insieme al coinvolgimento di Regione, Comuni, Provincia, ARPA, CNR e delle realtà del territorio, ci consente di fare squadra e di aprire nuove prospettive di innovazione. Per questo vogliamo proseguire lungo questa strada, investendo nelle competenze e nella capacità delle istituzioni di utilizzare in modo intelligente dati e tecnologie al servizio dei cittadini e dello sviluppo del territorio”.
Tra gli elementi maggiormente emersi nel corso dell'iniziativa, l'elevata adesione del personale regionale – più di 2.000 persone - appartenente a differenti direzioni, servizi e aree tematiche, a conferma dell'interesse crescente verso strumenti innovativi in grado di supportare la programmazione e la gestione delle politiche pubbliche.
Il programma, strutturato in 2.500 ore di formazione, ha consentito ai partecipanti di acquisire competenze sull'utilizzo dei dati di osservazione della Terra e sulle loro applicazioni in settori strategici quali la pianificazione territoriale, la sostenibilità ambientale, la gestione del rischio, la transizione energetica e il monitoraggio dei cambiamenti climatici.
Oltre alle attività formative, il progetto ha messo a disposizione delle amministrazioni coinvolte dati satellitari e servizi sperimentali dedicati al monitoraggio del territorio. In particolare sono stati sviluppati casi applicativi relativi al monitoraggio delle aree rurali, alla progettazione degli spazi urbani, all'analisi dei movimenti del terreno, alla gestione della vegetazione urbana e al monitoraggio delle isole di calore.
La tavola rotonda conclusiva ha visto il contributo di rappresentanti della Regione Umbria, di ARPA Umbria e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che hanno condiviso esperienze e prospettive sull'utilizzo dei dati satellitari nei processi decisionali pubblici. Dal confronto è emersa la volontà di proseguire il percorso intrapreso, valorizzando le competenze acquisite e ampliando l'impiego di queste tecnologie in progetti di innovazione territoriale, smart city e digital twin.
L'esperienza di IRIDELab conferma il valore strategico della formazione specialistica per la pubblica amministrazione e la necessità di continuare a investire, anche oltre la conclusione del PNRR, nello sviluppo di competenze digitali avanzate capaci di migliorare la qualità dei servizi, rafforzare il supporto alle decisioni e rendere sempre più efficaci le politiche pubbliche basate sui dati.
Perugia, 12 giugno 2026 – Con la conclusione, nella giornata del 13 giugno, della fase di lavori programmata sulla tratta ferroviaria Terni-Foligno e la ripresa della normale circolazione da sabato 14 giugno, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Francesco De Rebotti esprime soddisfazione per il rispetto del cronoprogramma previsto.
“I tempi annunciati sono stati rispettati e questo è stato l’elemento che abbiamo sempre preteso. Siamo consapevoli dei disagi che cittadini, lavoratori e studenti hanno dovuto affrontare nelle ultime settimane a causa di interventi necessari per il potenziamento della rete ferroviaria”, dichiara De Rebotti.
“Detto questo, sarebbe un errore pensare che il problema del trasporto ferroviario umbro coincida con il cantiere appena concluso. Lo abbiamo ribadito più volte in questi mesi: le criticità che interessano migliaia di pendolari umbri riguardano la qualità complessiva del servizio, l’affidabilità dei collegamenti, l’accesso alla Direttissima verso Roma e la necessità di garantire all’Umbria un sistema ferroviario all’altezza delle esigenze di cittadini e imprese”.
L’assessore sottolinea come la Regione continuerà a mantenere alta l’attenzione sui temi già portati all’attenzione del Governo, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei soggetti gestori della rete. “I lavori finiscono, ma resta aperta la questione più importante: garantire collegamenti efficienti, puntuali e competitivi ai pendolari umbri. È su questo che continueremo a chiedere risposte concrete e interventi strutturali. L’Umbria non può essere penalizzata da decisioni che rischiano di ridurre ulteriormente le opportunità di mobilità dei nostri cittadini”.
“In questo quadro si inseriscono anche le forti preoccupazioni che abbiamo espresso nei confronti della delibera 49/2026 dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Se dovessero essere confermati alcuni degli indirizzi contenuti nel provvedimento, il rischio sarebbe quello di ridurre ulteriormente gli spazi destinati al trasporto pubblico regionale a vantaggio dei servizi a mercato, con conseguenze particolarmente pesanti per i pendolari umbri e per i collegamenti verso Roma”.
“Per questo la Regione Umbria continuerà il confronto con il Governo e con le altre amministrazioni regionali coinvolte. Già lunedì 15 giugno incontrerò i sindaci umbri per condividere il quadro della situazione e rafforzare una posizione comune a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini. Su questi temi è necessario che il territorio si presenti unito e faccia sentire con forza la propria voce”.
(AUN) – Perugia, 12 giugno 2026 – Diffondere una cultura della prevenzione del rischio nella gestione della spesa sanitaria, rafforzando gli strumenti di controllo e tutela delle risorse pubbliche prima che emergano criticità o anomalie. È questo l’obiettivo strategico del protocollo d’intesa firmato a Palazzo Donini dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dal generale di divisione Francesco Mazzotta, comandante regionale della Guardia di Finanza, alla presenza della direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti.
“La vera sfida oggi – dichiara la presidente Stefania Proietti – è costruire una cultura della prevenzione del rischio che consenta alle istituzioni di individuare tempestivamente eventuali criticità e intervenire prima che si trasformino in problemi. Questo protocollo rappresenta un passo avanti importante perché rafforza non solo i controlli, ma soprattutto la capacità di prevenzione dell’amministrazione pubblica. Garantire trasparenza, correttezza ed efficienza nella gestione della spesa sanitaria significa proteggere le risorse pubbliche e assicurare ai cittadini servizi di qualità. Con la Guardia di Finanza consolidiamo una collaborazione che diventa sempre più strutturata, orientata all’analisi preventiva dei fenomeni di rischio e al miglioramento continuo dei processi amministrativi”.
“L’importanza dei controlli sulla spesa sanitaria – spiega il generale Francesco Mazzotta – è chiaramente rappresentata dal fatto che essa, da sola, costituisce un terzo degli esborsi per l’acquisizione di beni e servizi della Pubblica Amministrazione a livello nazionale. Un’attività consapevole di controllo, al fine di preservare la corretta destinazione delle risorse pubbliche alla fornitura di servizi ai cittadini, va soprattutto nella direzione di garantire le fasce più deboli della popolazione, che potrà usufruire così di migliori prestazioni sanitarie. Voglio infine sottolineare l’innovatività di questo protocollo di intesa, basato su una attività condivisa di analisi predittiva del rischio, che consentirà ai Reparti umbri della Guardia di finanza di avvalersi di un set selezionato di informazioni che potranno indirizzare l’attenzione investigativa verso le anomalie più gravi”.
“Come Regione – conclude la presidente Proietti – promuoviamo una cultura della legalità amministrativa fondata sulla prevenzione, sulla responsabilità e sul miglioramento continuo dei processi. Questo protocollo si inserisce pienamente nel nostro impegno per una Pubblica Amministrazione trasparente, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini, capace di coniugare rigore nei controlli, qualità dei servizi e piena tutela dell’interesse pubblico”.
Nel dettaglio, il protocollo introduce un modello avanzato di prevenzione del rischio applicato alla spesa sanitaria, finalizzato a individuare tempestivamente anomalie e criticità gestionali e, al tempo stesso, a prevenire e reprimere fenomeni di frode, malversazione e ogni altra forma di sperpero. Tre i focus specifici individuati: spesa farmaceutica, prestazioni specialistiche e approvvigionamento. Particolare attenzione sarà riservata alla corretta gestione delle risorse finanziarie pubbliche e al miglioramento dei livelli di efficienza nella spesa sanitaria. La collaborazione tra Regione Umbria e Guardia di Finanza si svilupperà attraverso un sistema articolato di analisi di dati interoperabili relativi alla spesa sanitaria regionale. Tali dati saranno confrontati con benchmark nazionali e indicatori di efficienza, con l’obiettivo di individuare eventuali scostamenti o anomalie gestionali nei comparti maggiormente esposti a rischio.
In questo ambito, sarà centrale lo scambio costante di informazioni tecniche e qualificate tra la Direzione regionale Salute e Welfare e il Comando Regionale della Guardia di Finanza. Saranno inoltre organizzati momenti di formazione congiunta che vedranno impegnati sia i funzionari della Regione sia il personale della Guardia di Finanza, per rafforzare competenze, metodo di lavoro condiviso e capacità preventiva dell’azione amministrativa.
(AUN) – Perugia, 12 giugno 2026 – Si celebra il 14 giugno la Giornata mondiale del Donatore di sangue, un appuntamento che la direzione regionale Salute e Welfare dell’Umbria accoglie con l’obiettivo prioritario di ringraziare i donatori e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza fondamentale di un gesto semplice ma vitale per migliaia di persone. La ricorrenza di quest’anno vuole rimarcare in modo deciso il valore strategico del fare rete sul territorio regionale, unendo in un unico grande sforzo le aziende sanitarie, i professionisti della salute, le amministrazioni comunali e le associazioni di volontariato, indispensabili per garantire l’efficacia del sistema trasfusionale e tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino.
Il raggiungimento dell’autosufficienza rappresenta un traguardo comunitario possibile soltanto attraverso l’impegno collettivo, specialmente alla luce dell’andamento di raccolta. Guardando i dati forniti dal Centro regionale sangue (Crs) relativi all’anno 2025, in Umbria sono state registrate 37.589 donazioni di sangue intero, a cui si aggiungono oltre 3.700 procedure per la raccolta mirata delle singole componenti del sangue, come il plasma e le piastrine. Sul fronte dell’assistenza e delle cure, il sistema sanitario regionale ha garantito la trasfusione di ben 35.567 sacche di globuli rossi a beneficio di oltre 9.500 pazienti. A questo straordinario sforzo si affianca l’utilizzo del plasma a fini terapeutici: 231 pazienti hanno ricevuto complessivamente 1.072 unità di plasma derivato dalle donazioni di sangue. Infine, l’attività ha riguardato la trasfusione di oltre 5.000 unità di concentrati piastrinici, una risorsa salvavita fondamentale che ha permesso di curare 820 pazienti.
Questo quadro numerico dimostra quanto sia importante promuovere la cultura del dono, non solo per il sangue intero ma anche per il plasma (l’Umbria si pone tra le regioni che sono ancora molto sotto la media dei livelli necessari all’autosufficienza), elemento insostituibile per la produzione di farmaci salvavita destinati a patologie croniche e rare.
“La donazione di sangue – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – è una delle massime espressioni di civismo e solidarietà concreta all’interno di una comunità. Come istituzione regionale siamo profondamente grati a tutti i cittadini che regolarmente tendono la propria mano e il proprio braccio per salvare vite umane. La sfida dell’autosufficienza ematica e plasmatica ci impone tuttavia di non abbassare la guardia e di consolidare quella straordinaria rete territoriale che unisce la sanità umbra al mondo del volontariato, affinché nessuno resti indietro e la nostra sanità continui a rispondere con prontezza ed eccellenza a ogni emergenza e percorso di cura”.
Importante è anche la sinergia istituzionale a livello regionale, a partire dalla firma del Protocollo d’intesa siglato tra Avis Umbria e Anci Umbria, che prevede nella serata del 14 l’illuminazione di rosso, colore simbolo del sangue e del dono, dei principali monumenti comunali della regione, offrendo così una testimonianza visiva del valore sociale e civico di questa giornata. Accanto a questa iniziativa, si rivela prezioso il supporto del Forum del Terzo settore e di numerose realtà associative e ordini professionali impegnati nella tutela della salute, tutti uniti in una campagna di comunicazione coordinata sui canali social per coinvolgere le nuove generazioni di donatori. In questo quadro di mobilitazione, un ruolo fondamentale è giocato anche dalle Avis comunali, che capillarmente promuoveranno eventi e attività di sensibilizzazione direttamente nelle piazze e nei centri cittadini della regione. Attraverso l’allestimento di stand informativi per la promozione della cultura della solidarietà, l’organizzazione di camminate naturalistiche, momenti di aggregazione e controlli gratuiti dello stato di salute.
Il fine settimana anche la rete sanitaria regionale si mobilitata con eventi e aperture straordinarie volti ad avvicinare la cittadinanza. L’Azienda ospedaliera di Perugia apre le proprie porte nella mattinata di sabato con un apposito open day presso il Servizio di Immunotrasfusionale, consentendo ai cittadini di recarsi agevolmente a donare. Nella stessa giornata di sabato, l’Azienda ospedaliera di Terni ha in programma, nell’aula A del proprio Centro di formazione, un corso di formazione e approfondimento scientifico dal tema “La donazione di sangue in ottica di genere – Sesso e genere: le differenze che fanno le differenze”. Anche l’Usl Umbria 2 promuove, domenica 14, un’apertura del Centro prelievi del presidio ospedaliero di Orvieto, che ha già registrato una straordinaria risposta da parte dei cittadini. L’Usl Umbria 1, invece, ha in calendario due giornate di raccolta del sangue sabato 13 nei presidi ospedalieri di Città di Castello e di Assisi e martedì 16 in quello di Umbertide. Mentre martedì 16 a Castiglione del Lago è previsto un banchetto informativo per promuovere la donazione, nella mattinata di sabato 27 è in programma all’auditorium dell’ospedale di Branca un incontro.
Tutte le informazioni utili sulle modalità di donazione e sui requisiti di idoneità sono costantemente reperibili nei portali ufficiali, la direzione regionale invita la popolazione idonea a compiere questo fondamentale gesto di generosità.
(aun) - Perugia, 12 giu. 026 – La Giunta regionale dell'Umbria ha adottato in via definitiva il disegno di legge relativo agli “Interventi in materia di tributi regionali” voluto congiuntamente dal vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio, Tommaso Bori, e dall'assessore regionale alle Politiche sociali e al Welfare, Fabio Barcaioli, con l'obiettivo di sostenere le realtà sociali del territorio di fronte alle recenti evoluzioni normative nazionali.
Il provvedimento è frutto di un proficuo percorso di partecipazione e confronto che ha coinvolto attivamente gli enti del Terzo settore operanti in ambito socio-sanitario e l'intero mondo della cooperazione umbra.
L'aggiornamento della normativa regionale si è reso necessario per via della riforma nazionale del Terzo settore che ha istituito il Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) in sostituzione di tutti i precedenti registri.
Dal primo gennaio 2026 infatti, l'Anagrafe unica delle Onlus è stata soppressa, imponendo agli enti una migrazione verso il nuovo sistema per poter mantenere i benefici.
Il nuovo disegno di legge quindi, interviene proprio per assicurare la continuità e il potenziamento dei benefici fiscali per gli operatori rientranti in queste categorie.
Tra le principali misure introdotte dal testo, spicca una riduzione dell'aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), che viene fissata all'1,50 per cento per gli enti iscritti al Runts che svolgono in via esclusiva o principale attività di assistenza socio-sanitaria, sociale residenziale e non residenziale, identificati dai codici Ateco 86, 87 e 88.
Questa misura garantisce un trattamento di continuità strutturale con le passate agevolazioni previste per le ex Onlus.
Il provvedimento interviene anche in materia di tassa automobilistica regionale, assicurando la continuità delle esenzioni dal pagamento per i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato, di promozione sociale, del settore sanitario, sociale e della protezione civile.
Tali benefici saranno d'ora in avanti vincolati alla regolare iscrizione al Runts oppure all'elenco territoriale del volontariato di protezione civile istituito presso la Regione Umbria.
La manovra prevede un impegno finanziario a carico del bilancio regionale pari a 275mila euro annui a decorrere dall'esercizio 2026, necessari a coprire le minori entrate derivanti dalle riduzioni fiscali a sostegno del welfare regionale.
Rimangono pienamente operative le agevolazioni che azzerano o riducono l'aliquota IRAP a favore delle cooperative di lavoro e delle cooperative sociali (tipo A e B), senza che siano necessari ulteriori interventi legislativi.
A seguito della sua adozione definitiva in Giunta, il disegno di legge sarà ora trasmesso all'Assemblea legislativa per la discussione e la successiva approvazione, affinché le misure di sostegno possano entrare in vigore a supporto delle reti di solidarietà umbre già a valere dal corrente anno.
"Il disegno di legge che abbiamo licenziato in Giunta regionale – sottolinea Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio – non è una semplice misura tributaria, ma una precisa scelta politica a difesa del nostro tessuto sociale. Il Terzo settore non è un accessorio, ma costituisce una rete fondamentale che unisce persone, associazioni e istituzioni, in Umbria e nel resto del Paese. In un momento in cui le riforme nazionali rischiano di indebolire questo modello di solidarietà, la Regione risponde offrendo a queste realtà basi solide per dare continuità e slancio ai loro progetti sul territorio. Proteggere chi fa innovazione sociale e garantisce inclusione – conclude Bori – significa redistribuire benessere e creare uno scudo a difesa dei più fragili".
"Con questo provvedimento – ha evidenziato l'assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli - riconosciamo il ruolo che il Terzo settore svolge quotidianamente nelle nostre comunità. Associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali garantiscono servizi, accompagnano le persone più fragili e offrono un supporto prezioso a molte famiglie. L'adeguamento della normativa regionale consente di mantenere strumenti importanti per sostenere queste attività e dare continuità a un patrimonio di competenze, impegno e solidarietà diffuso in tutta l'Umbria".
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