Notizie
(AUN) – Terni, 4 maggio 2026 – “Con la ripresa dell’attività nella sede regionale di via Saffi restituiamo piena funzionalità agli uffici regionali di Terni, valorizziamo un edificio pubblico recuperato dopo anni di abbandono, riduciamo i costi a carico dell’ente e rafforziamo la presenza della Regione in una parte importante della città” ha dichiarato il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori presente questa mattina a Terni - insieme all'assessore regionale all'ambiente e all'energia Thomas De Luca e al consigliere Luca Simonetti - in occasione della ripresa operativa degli uffici regionali nella sede di via Saffi.
“È il risultato di un lavoro tecnico e organizzativo complesso – ha precisato Bori – che ha tenuto insieme sicurezza, sostenibilità, accessibilità, razionalizzazione degli spazi e continuità dei servizi”.
L’intervento di adeguamento sismico ed efficientamento energetico dell’edificio di via Saffi è stato finanziato con fondi europei e statali per circa 4 milioni e 450 mila euro.
L'assessore regionale all'ambiente e all'energia, Thomas De Luca, ha evidenziato: "Avere una casa della Regione nel cuore del centro cittadino ha un'altissima valenza simbolica. Vogliamo che questo spazio sia realmente uno sportello aperto verso la città, garantendo una presenza fisica costante degli assessori. È un segno fondamentale per dimostrare che la Regione è presente e vicina a Terni in un'ottica policentrica".
L’edificio è stato adeguato dal punto di vista sismico attraverso un intervento innovativo per il patrimonio regionale esistente, con l’introduzione di isolatori sismici alla base del fabbricato. Questa soluzione consente di classificare l’immobile come edificio strategico, con garanzia di funzionalità anche in caso di emergenza, in particolare sismica.
Sul piano energetico sono stati completamente sostituiti gli impianti interni, compresi quelli elettrici e di riscaldamento e raffrescamento, con pompe di calore di ultima generazione. Sono stati inoltre installati infissi in alluminio a taglio termico, vetri termici e serrande frangisole regolabili con movimentazione elettrica. L’intervento ha riguardato anche l’accessibilità, con l’inserimento di un ascensore interno e l’adeguamento funzionale degli spazi e dei servizi igienici. Il piano seminterrato ha recuperato nuovi ambienti destinati ad archivio, magazzino e rimessa.
“A Terni la Regione consolida una sede moderna, sicura e più efficiente – ha aggiunto il vicepresidente. La scelta di concentrare in via Saffi gli uffici della Giunta regionale produce un beneficio organizzativo immediato, perché riunisce funzioni prima distribuite in più sedi, migliora i processi amministrativi e rende più semplice l’accesso ai servizi”.
Nello specifico via Saffi ospita gli uffici della Giunta regionale, mentre Palazzo De Santis accoglie il Centro per le pari opportunità, il Centro antiviolenza, i gruppi consiliari dell’Assemblea legislativa, Afor, Sviluppumbria e altri servizi.
L’operazione consente anche una riduzione strutturale della spesa pubblica. La Regione azzera i costi sostenuti per la locazione degli spazi presso il Centro multimediale, pari a circa 150 mila euro annui oltre IVA e adeguamenti Istat, cui si aggiungevano oneri condominiali stimati tra 100 mila e 120 mila euro l’anno. Le economie complessive superano quindi i 250 mila euro annui.
“Il recupero di via Saffi produce un doppio risultato – ha sottolineato Bori: da un lato riduce spese ripetitive e libera risorse pubbliche; dall’altro permette la riconsegna del Centro multimediale al Comune di Terni, aprendo la strada alla nuova sede del Conservatorio statale di musica Giulio Briccialdi. È una scelta che tiene insieme amministrazione, cultura, rigenerazione urbana e interesse pubblico”.
Il completamento della piena funzionalità dell’immobile è stato coordinato dal Servizio Demanio e Patrimonio, sotto la guida dell’ingegnera Francesca Pazzaglia, in sinergia con il Servizio Opere pubbliche e con il coinvolgimento dei servizi regionali competenti per impiantistica, sicurezza, prevenzione incendi, pulizia, logistica, traslochi, archivi, forniture, infrastrutture digitali, rete e telefonia.
“Ringrazio le strutture regionali e il personale – ha dichiarato Bori – per il lavoro svolto e per la collaborazione garantita durante le fasi di trasferimento. La ripresa dell’attività è stata possibile anche grazie alla disponibilità dei dipendenti, che hanno assicurato continuità operativa e capacità di adattamento. La Regione resta impegnata a gestire con tempestività eventuali criticità interne ai nuovi spazi, tutelando il comfort degli ambienti e le esigenze operative di chi lavora”.
Con un nuovo stanziamento di 800 mila euro, si procederà al completamento delle aree esterne e delle facciate dell'edificio per migliorarne il decoro, la sicurezza e la fruibilità complessiva.
“Via Saffi torna a essere una sede regionale pienamente operativa – ha concluso Bori – e diventa un tassello di una strategia più ampia: usare meglio il patrimonio pubblico, recuperare immobili esistenti, ridurre sprechi, migliorare i servizi e rafforzare il rapporto tra Regione, città di Terni e cittadini”.
Perugia 1 maggio 2026 - In occasione della Festa dei Lavoratori, la Presidente della Regione ha indirizzato questo messaggio alle Organizzazioni sindacali per ribadire l'impegno comune verso la tutela dei lavoratori e il dialogo sociale. Nella mattinata, la Presidente ha partecipato alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro presso la Prefettura di Perugia. A causa di questo impegno istituzionale non ha potuto prendere parte alla manifestazione di Umbertide.
Il messaggio integrale rivolto alle organizzazioni sindacali
(Aun) – Perugia 1° maggio 026 - Il Salone Bruschi del Palazzo della Prefettura di Perugia ha ospitato questa mattina il conferimento delle Stelle al Merito del Lavoro, l’onorificenza attribuita con Decreto del Presidente della Repubblica ai lavoratori dipendenti che si sono distinti per perizia, laboriosità e rettitudine morale.
L’evento, inserito nel quadro delle celebrazioni per la Festa del Lavoro e presieduto dal Prefetto di Perugia Francesco Zito e dal Prefetto di Terni Antonietta Orlando, ha visto la partecipazione della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e delle autorità civili e militari.
Il riconoscimento riguarda per l’anno 2026 diciotto cittadini umbri: dieci per la circoscrizione di Perugia e otto per quella di Terni. Sedici dei nuovi Maestri del Lavoro hanno ricevuto la decorazione nel corso dell’odierna cerimonia prefettizia; due di loro, Roberto Casciari, della provincia di Perugia, e Anna Claudia Ricci, della provincia di Terni, riceveranno la decorazione direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica, nel corso della cerimonia istituzionale prevista nel mese di ottobre al Quirinale.
“La Repubblica, attraverso le Stelle al Merito del Lavoro, rende omaggio a una vita di lavoro, professionalità e responsabilità. Ma questo riconoscimento – ha affermato la Presidente Proietti – non premia solo la competenza: premia anche l’umanità, la correttezza, la dedizione, la capacità di tenere insieme il lavoro, le famiglie, le imprese, le istituzioni e la comunità”.
La Presidente ha richiamato il valore fondativo del lavoro nella Costituzione e il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come il Primo Maggio richiami tutte le istituzioni al dovere di costruire “un lavoro alla portata dei sogni e delle aspettative delle persone, in particolare delle nuove generazioni. Anche nei momenti di crisi – ha proseguito la presidente Proietti – le istituzioni devono guardare con sincerità la realtà, ma anche riconoscere i motivi di luce e di speranza. L’Umbria registra dati importanti: cresce il tasso di occupazione, che si attesta al 69,8 per cento, superiore all’anno precedente e alla media nazionale, e migliora anche il dato relativo alla disoccupazione giovanile, scesa dal 13,9 al 12,4 per cento. Sono segnali positivi, che però ci consegnano una responsabilità ancora più grande: creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare, lavorare e costruire il proprio futuro in Umbria”.
La Presidente ha quindi richiamato la qualità del capitale umano regionale, evidenziando i risultati dell’Umbria sul piano dell’istruzione, della bassa povertà educativa e del contenimento dell’abbandono scolastico. “Formiamo giovani brillanti, nelle scuole e nelle università, ma troppo spesso li vediamo andare via dall’Italia. Dobbiamo essere capaci di offrire loro una regione all’altezza dei loro sogni”.
Nel suo intervento, la presidente ha posto l’accento anche sulle trasformazioni tecnologiche e sull’intelligenza artificiale: “La tecnologia non potrà mai sostituire il genio, la sensibilità e il carisma dell’uomo e della donna. Dobbiamo fare dell’innovazione uno strumento per attrarre capacità, valorizzare competenze e migliorare il lavoro, non per sostituire le persone”.
Centrale, nel suo messaggio, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. “L’Umbria ha perso diciannove lavoratori nello scorso anno. Sono diciannove vite, diciannove famiglie, diciannove comunità colpite. Per questo dobbiamo proseguire, insieme a Prefetture, Ispettorato del Lavoro, Inail, parti sociali, imprese e Maestri del Lavoro, in una vera rivoluzione culturale della prevenzione”.
“Il lavoro dignitoso – ha aggiunto – è un lavoro sicuro, giustamente retribuito, fondato sul rispetto della persona e sulla responsabilità condivisa. Come Regione continueremo a lavorare per rafforzare la vigilanza, promuovere la cultura della sicurezza, coinvolgere le scuole e sostenere le imprese che investono nella tutela dei lavoratori”.
La presidente ha rivolto un pensiero anche all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, richiamando l’impegno della Regione Umbria per dare concreta attuazione ai progetti di vita e rafforzare percorsi di autonomia, partecipazione e inserimento nel mondo del lavoro. “Il lavoro è pienamente tale quando include, quando riconosce capacità e talenti, quando non lascia indietro nessuno. La dignità del lavoro riguarda tutti e deve poter essere accessibile a tutti”.
Particolare rilievo è stato attribuito anche al ruolo dei Maestri del Lavoro nella testimonianza formativa rivolta alle nuove generazioni. Attraverso le attività nelle scuole, le Maestre e i Maestri del Lavoro mettono a disposizione degli studenti il patrimonio di competenze e valori maturato in anni di esperienza professionale. Gli incontri riguardano temi come la cultura della sicurezza, la sostenibilità, l’etica del lavoro, l’orientamento scolastico e professionale e, in Umbria, anche esperienze legate alla gestione di progetti in ambito aerospaziale. Negli ultimi tre anni, nella regione, sono stati incontrati oltre 4.500 studenti, per circa 3.500 ore in aula, compresi i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.
“Grazie ai Maestri del Lavoro – ha concluso la presidente – perché siete un esempio. E sono gli esempi, prima ancora delle parole, a cambiare la storia delle nostre comunità, della nostra regione e del nostro Paese. Ai nuovi Maestri del Lavoro umbri rivolgo il ringraziamento della Regione Umbria e l’augurio più sincero: il vostro percorso è motivo di orgoglio e un riferimento per le generazioni che stanno costruendo il proprio futuro”.
Perugia, 30 aprile 2026 - La Cabina di coordinamento sisma ha approvato un pacchetto di provvedimenti che segnano una svolta decisiva nella ricostruzione post-sisma 2016 e 2023, con particolare attenzione alla nostra regione. Le nuove misure mirano a snellire le procedure, aggiornare i costi per l’equilibrio economico dei progetti e risolvere le criticità dei cantieri bloccati, garantendo maggiore trasparenza e certezza dei tempi.
"L'approvazione di questo pacchetto di ordinanze – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – risponde con determinazione alle esigenze dei cittadini e delle imprese e rappresenta la prova tangibile che la stretta e proficua collaborazione tra Regione, Struttura del commissario, Ufficio speciale ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti sta dando risultati concreti. Il nostro impegno non si ferma alla semplice riparazione, ma guarda alla rigenerazione completa del tessuto sociale e urbano. Stiamo costruendo, con celerità e rigore, non solo strutture più sicure, ma anche nuove prospettive ritorno alla piena normalità e di sviluppo economico per i nostri territori. Queste misure rappresentano un passaggio cruciale, trasformando le sfide normative in opportunità per garantire la continuità e l’efficacia dei lavori, assicurando stabilità finanziaria e accelerando la ricostruzione privata e pubblica”.
Ricostruzione privata
Tra le novità più rilevanti scaturite dalla riunione di oggi, l’approvazione del Prezzario unico del cratere (Puc) - Edizione 2026, che recepisce l’aumento delle materie prime e dell’energia, garantendo l’equilibrio economico dei progetti. Contestualmente, sono stati adeguati i costi parametrici per assorbire l’aumento dei prezzi, evitando oneri aggiuntivi per i cittadini. Sono previste maggiorazioni (+4% per edifici L4, +2% per L1-L3, +1% per L0) e incentivi fino al 10% per isolatori sismici, 5% per sistemi di dissipazione di energia, e fino al 20% per l’impiego di legno a "chilometro zero".
Particolarmente attesa, poi, l’ordinanza dedicata all’ex Superbonus, che risolve il problema degli accolli e dei cantieri bloccati. Il provvedimento riconosce un contributo aggiuntivo sisma per coprire le spese eccedenti destinate al Superbonus 110%, trasformando un potenziale debito privato in un contributo pubblico aggiuntivo. La misura riguarda lavori non ultimati (inclusi quelli dei condomini) entro il 31 dicembre 2025 e copre spese per Ecobonus e Sismabonus, con tetti massimi di spesa per unità immobiliare (96.000 euro per il Sismabonus, 40.000 euro (per le prime 8 unità) o 30.000 euro (oltre le prime 8 o per unità indipendenti) per il cappotto termico, 20.000 euro (prime 8 unità) o 15.000 euro (successive) per gli impianti centralizzati, sottomassimali per infissi e caldaie (es. circa 10.000 euro per caldaie a condensazione/pompe di calore).
Sono state apportate modifiche al Testo unico della ricostruzione privata (Turp), abrogando le proroghe eccezionali e stabilendo scadenze certe, in base alla complessità dell’intervento. Viene introdotto un sistema di decurtazioni economiche proporzionali al ritardo, con penali per imprese e professionisti, e segnalazioni all’Ordine professionale in caso di ritardi superiori a 12 mesi. Per i cantieri con termini già scaduti, la nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2026.
L’ordinanza rivede infine le modalità di erogazione dei fondi, riducendo il rischio speculativo: l’anticipo lavori (Sal 0) massimo scende dal 30% al 20% (tetto di 500.000 euro) e conferma l’anticipazione del 50% ai professionisti. Mentre, se non richiesto subito, il professionista può ottenere il 90% del compenso in concomitanza con il Sal 0. Si prevede che il superamento dei termini comporti la cessazione del contributo per il disagio abitativo. Vengono introdotti obblighi di comunicazione dell’impresa, consegna del cronoprogramma e scadenze per il deposito del contratto di incarico al progettista.
Tutte le modifiche si applicano anche alla ricostruzione sisma di Umbertide del 2023.
Ricostruzione pubblica
Anche per la ricostruzione pubblica sono state approvate misure di semplificazione e pianificazione strategica. Il nuovo Prezzario unico del cratere (Puc) 2026 si applicherà a tutte le progettazioni di opere pubbliche avviate dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza e alle progettazioni in corso alla data di entrata in vigore della ordinanza e per le quali non sia ancora intervenuta l’approvazione del progetto da porre a base di gara, con facoltà per le stazioni appaltanti di applicare i prezzari regionali. È stata meglio definita la disciplina per la Conferenza di servizi speciale, semplificando l’iter e garantendo effetti giuridici immediati. Tale precisazione assume particolare rilievo per i numerosi procedimenti di ricostruzione pubblica che comportano l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali o sovracomunali: edifici pubblici da ricostruire in nuovi siti, infrastrutture viarie o scolastiche, delocalizzazioni di servizi pubblici, piani di ricostruzione integrati o programmi di rigenerazione urbana. Viene infine specificato che il parere di congruità economica dei progetti è reso dall’Ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente e che la determinazione motivata di conclusione della Conferenza viene immediatamente trasmessa al soggetto attuatore ai fini della verifica e dell’approvazione dei relativi progetti secondo quanto stabilito dal codice dei contratti pubblici.
Interventi specifici
Sono stati inoltre finanziati interventi specifici di rigenerazione e restauro modificando gli elenchi delle opere pubbliche già in essere. Per l’Umbria, a seguito della criticità urgente riscontrata dal comune di Todi nel tratto delle mura urbiche prospiciente Via Termoli, la Cabina di Coordinamento, ha approvato la richiesta di frazionare l’intervento complessivo, già precedentemente finanziato, in due lotti funzionali distinti: lotto 1 (muro via Termoli -urgenza e consolidamento per 285.000 euro); lotto 2 (intervento residuo. 4 milioni e 390 mila euro).
Perugia, 30 aprile 2026 – È partito da Spoleto il percorso di partecipazione territoriale dedicato al nuovo disegno di legge sull'economia circolare e all'aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti. L'incontro, il primo di una serie di sei appuntamenti che coinvolgeranno cittadini, associazioni, enti, stakeholder e rightsholder, ha visto l'assessore all'ambiente Thomas De Luca, insieme al sindaco di Spoleto e presidente dell'Auri, Andrea Sisti, e all'assessora Agnese Protasi, illustrare una visione radicalmente innovativa per l'Umbria. I presenti hanno presentato le loro proposte e osservazioni al disegno di legge.
"Il nostro obiettivo è uscire definitivamente dalla logica dell'emergenza per adottare soluzioni strutturali che trasformino la gestione dei rifiuti in una risorsa capace di generare valore economico, sociale e ambientale. Al centro della riforma c'è una scelta precisa: lo stop definitivo a ogni ipotesi di nuovo inceneritore e il divieto di ampliamento delle attuali discariche. Questa direzione si fonda sul principio europeo del "Do no significant harm" (Dnsh), l'impegno a non arrecare danni significativi alla salute pubblica e all'ambiente. Il nuovo paradigma punta con decisione sulla raccolta differenziata, che dovrà raggiungere l'80% entro il 2030. Ma la vera sfida si sposta sulla qualità del recupero e sulla riduzione del rifiuto residuo indifferenziato, con l'obiettivo ambizioso di scendere a un massimo di 100 kg per abitante. Non è un traguardo irraggiungibile, alcune aree della nostra regione hanno già dimostrato che questi numeri sono possibili" ha spiegato De Luca.
Per sostenere questa transizione, la Regione estenderà meccanismi di tariffazione puntuale (Payt) basati sul principio "chi inquina paga" premiando i comuni e i cittadini più virtuosi. "L'innovazione tecnologica giocherà un ruolo chiave con la trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall'intelligenza artificiale e sensori ottici, capaci di selezionare e recuperare materia preziosa anche dai rifiuti indifferenziati - ha spiegato l'assessore De Luca - la riforma mira inoltre a una riduzione complessiva della produzione di rifiuti del 10%, promuovendo politiche di riuso, riparazione e contrasto allo spreco alimentare. Oltre ai benefici ambientali, si prevede un impatto economico positivo derivante dai minori conferimenti in discarica, a cui si aggiungono 1,5 milioni dai proventi della vendita delle materie prime seconde. L'Umbria si candida a essere un modello di innovazione, creando un ecosistema industriale dove lo scarto di uno diventa risorsa per l’altro attraverso la simbiosi industriale" ha concluso l'assessore De Luca.
Questi i prossimi incontri già calendarizzati:
- Magione, Officina Teatrale La Piazzetta piazza Mengoni 4 - martedì 5 maggio, ore 21. Comuni ambiti di riferimento: Castiglione del Lago, Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Tuoro sul Trasimeno
- Orvieto, Sala Digipass presso Biblioteca Fumi piazza Febei 1 - venerdì 8 maggio, ore 17. Comuni ambiti di riferimento: Allerona, Alviano, Attigliano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Orvieto, Parrano, Penna in Teverina, Porano.
- Marsciano, Biblioteca Sala Capitini piazza degli Uffici 2 - martedì 12 maggio, ore 21. Comuni ambiti di riferimento: Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Perugia, San Venanzo, Todi, Torgiano, Valfabbrica.
- Terni, Sala Santoloci Arpa via Carlo Alberto dalla Chiesa - giovedì 14 maggio, ore 21. Comuni ambiti di riferimento: Arrone, Calvi dell'Umbria, Ferentillo, Montefranco, Narni, Otricoli, Terni, Montecastrilli, Acquasparta, Amelia, Avigliano Umbro, Polino, San Gemini, Stroncone.
- San Giustino, Museo del tabacco viale Toscana 5 - venerdì 15 maggio, ore 21. Comuni ambiti di riferimento: Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide.
(AUN) – Perugia, 30 aprile 2026 - Si è tenuto questa mattina, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia, il convegno regionale “Sistema Umbria per la salute e il benessere degli animali”, un evento che ha sancito l'integrazione ufficiale della sanità veterinaria all'interno della futura programmazione sociosanitaria dell’Umbria. La giornata, coordinata dal dirigente del servizio regionale Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare Salvatore Macrì, ha riunito i principali attori del territorio, dalle istituzioni regionali all'Università degli Studi di Perugia, passando per le Usl, i Comuni e le associazioni protezionistiche, per discutere una strategia comune basata sulla prevenzione e sulla sorveglianza. I saluti istituzionali sono stati portati dalla presidente della Regione Stefania Proietti, dalla consigliera provinciale Francesca Pasquino, dall’assessore del Comune di Perugia David Grohmann, dal professor Stefano Bruscoli in rappresentanza del rettorato dell’Università degli Studi di Perugia e da Vincenzo Caputo, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche.
L'iniziativa ha posto al centro del dibattito l'approccio One Health, che riconosce il legame indissolubile tra la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente. Durante i lavori è stata presentata l'architettura del sistema regionale dedicata alla governance territoriale e alla prevenzione del randagismo. Gli interventi tecnici hanno approfondito i modelli di gestione dei canili e delle strutture di ospitalità, con una particolare attenzione al polo cinofilo di comunità come esempio di integrazione tra presidio del territorio e benessere animale. “Il benessere animale non è un tema isolato – ha affermato la presidente Proietti - ma è il pilastro di una visione moderna: la One Health. La salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente è profondamente interconnessa e monitorare il randagismo e le malattie infettive sul territorio non è solo un atto di sensibilità, ma una scelta di sanità pubblica fondamentale per proteggere l’intera comunità umbra. I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale – ha aggiunto - il volto più vicino ai cittadini e le vere sentinelle della convivenza civile, chiamati non solo a gestire i canili ma a trasformare queste strutture in luoghi aperti e integrati, veri poli di comunità capaci di coniugare decoro urbano, sicurezza e benessere animale. In questo sistema un ruolo strategico è svolto dai servizi veterinari delle Usl, che rappresentano il braccio operativo della Regione e garantiscono ogni giorno vigilanza, prevenzione e qualità, dalla sorveglianza epidemiologica alle attività di sterilizzazione e microchippatura, assicurando standard elevati nelle strutture e trasformando i canili in centri di eccellenza sanitaria. Senza il contributo delle associazioni – ha detto in conclusione la presidente - il sistema non sarebbe completo, perché il volontariato rappresenta una risorsa insostituibile, capace di prendersi cura degli animali e di costruire un ponte concreto tra istituzioni e cittadini”.
“Quando parliamo di benessere degli animali parliamo di politiche e azioni sinergiche – ha rimarcato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, aprendo i lavori del convegno - oggi abbiamo il piacere di presentare quelle politiche programmatiche che abbiamo inserito all’interno del nostro piano sociosanitario regionale e che prevedono la partecipazione della comunità e di tutti gli attori protagonisti. Ci tengo a ringraziare – ha aggiunto la direttrice - i servizi veterinari che hanno una visione allargata, più di quanto si pensi, e un ruolo fondamentale nella tutela della salute. Noi siamo appassionati di animali – ha detto in conclusione Daniela Donetti – ma la nostra passione non è fine a sé stessa, siamo consapevoli che gli animali sono esseri senzienti con la loro sensibilità e siamo consapevoli del fatto che la loro tutela fa parte della nostra tutela. Non solo: ci tengo a ricordare che per garantire la salute umana e la salute animale bisogna investire fortemente anche nella tutela dell’ambiente”.
Il contributo scientifico al convegno è stato garantito dal dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Perugia, che ha sottolineato l'importanza del registro tumori animali come strumento fondamentale per il monitoraggio epidemiologico e ha esposto i risultati del progetto Randagiamo dedicato alle adozioni responsabili. In particolare sono stati riportati alcuni dati significativi come la diminuzione costante dei cani accalappiati, passati da 1380 a 698 in due anni, e gli ottimi risultati ottenuti dai canili sanitari e dai canili rifugio, che in un anno hanno permesso la restituzione di 107 cani e l’adozione di 367. Sono state inoltre affrontate le strategie per il controllo di malattie infettive come la leishmaniosi e il ruolo cruciale della medicina trasfusionale veterinaria come sentinella per la salute pubblica. Il convegno ha dato voce anche ai Comuni, rappresentati da Federsanità Anci Umbria, e alle associazioni del territorio che hanno evidenziato le necessità operative quotidiane legate alla tutela degli animali. Le conclusioni della giornata hanno confermato che quanto emerso costituirà la base conoscitiva per il nuovo piano sociosanitario regionale, dove il benessere animale non sarà più considerato un elemento isolato ma una dimensione integrante della salute pubblica moderna.
“L’Umbria è oggi un modello perché ha saputo costruire una rete in cui istituzioni scientifiche, servizi veterinari, Comuni e associazioni lavorano insieme, uniti in un unico obiettivo di salute globale e civiltà, rafforzando anche il ruolo della prevenzione, della ricerca e delle adozioni consapevoli come strumenti fondamentali per garantire un futuro dignitoso agli animali e maggiore sicurezza per tutta la comunità”, ha detto in conclusione la presidente Stefania Proietti.
Altre informazioni dall'Ufficio stampa
Le altre news, il quindicinale AUN, il notiziario radiofonico, la rassegna stampa e i contatti sono sulle pagine dell'Ufficio stampa, alla voce Agenzia Umbria Notizie.