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Bastia Umbra, 7 ottobre 2026 – Nasce in Umbria il laboratorio regionale che punta a ridisegnare le politiche sociali attraverso innovazione, dati e partecipazione. La Scuola regionale di innovazione e generatività sociale, promossa dalla Regione Umbria e sostenuta dal Fondo sociale europeo plus 2021-2027, rappresenta una delle più significative iniziative regionali dedicate al rafforzamento del welfare territoriale, realizzata in collaborazione con la Scuola umbra di amministrazione pubblica.
A segnare simbolicamente l'avvio del percorso è “Genera Umano”, l'evento di lancio della Scuola, ospitato oggi pomeriggio presso il centro congressi di Umbria Fiere e concepito come uno spazio aperto di ascolto, confronto e costruzione condivisa del welfare regionale. L'iniziativa ha riunito circa quattrocento partecipanti tra amministratori pubblici, operatori sociali e professionisti che saranno i protagonisti del percorso di costruzione partecipata del nuovo Piano sociale regionale.
“Genera Umano” si è articolato in tre momenti che rappresentano simbolicamente il metodo di lavoro della nuova Scuola: “Genera incontro”, uno spazio dinamico di ascolto e partecipazione di chi vive e anima quotidianamente il sistema sociale regionale con l'obiettivo di raccogliere bisogni e proposte per il futuro del welfare umbro; “Genera confronto”, sessione plenaria istituzionale aperta dai saluti della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e dall'introduzione dell'Assessore regionale alle Politiche sociali, Fabio Barcaioli. Tra gli interventi anche l’amministratore unico Suap, Joseph Flagiello; “Genera energia”, momento informale di networking finalizzato a favorire la nascita di collaborazioni e progettualità tra i diversi attori del sistema sociale umbro.
Ad accompagnare l'intero evento la narrazione di Claudio Morici, performer e scrittore, chiamato a interpretare, con il suo linguaggio originale, idee e visioni che muoveranno nei prossimi due anni le attività della Scuola.
Tra le principali azioni previste vi è il percorso di costruzione partecipata del nuovo Piano sociale regionale, che coinvolgerà l'intero ecosistema sociale umbro attraverso processi di ascolto, confronto e co-progettazione. Il Piano sarà sviluppato a partire dall'analisi dei dati territoriali, dall'ascolto dei bisogni emergenti e dal contributo diretto dei soggetti che operano quotidianamente nei territori. Un ruolo strategico sarà riservato anche all'innovazione organizzativa e alla programmazione basata sulle evidenze, attraverso la creazione di strumenti di analisi dei dati sociali, sistemi di monitoraggio e modelli di valutazione dell'impatto delle politiche pubbliche. La Scuola si propone inoltre di rafforzare le competenze delle amministrazioni e del Terzo settore, sostenere la diffusione dell'amministrazione condivisa, promuovere la partecipazione giovanile attraverso il Servizio civile universale e favorire la nascita di una rete stabile di collaborazione tra tutti gli attori dello sviluppo sociale regionale.
“Genera Umano apre un percorso che considero particolarmente importante per la nostra regione – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. La mia responsabilità in materia sanitaria e per le persone con disabilità mi porta ogni giorno a vedere quanto siano legati salute, qualità della vita e condizioni sociali. Quando una persona vive una fragilità, i suoi bisogni non possono essere separati. Servono servizi capaci di parlarsi e comunità in grado di accompagnare le persone e le famiglie nel tempo. In questo lavoro voglio rivolgere un ringraziamento particolare a chi opera ogni giorno nel sociale. Educatori, assistenti sociali, operatori, volontari, cooperative e associazioni sono vicini alle persone nei momenti più delicati. Il loro lavoro è prezioso e merita ascolto, attenzione, riconoscimento e partecipazione. È questa la direzione verso cui stiamo lavorando e il nuovo Piano sociale regionale, dovrà dialogare strettamente con la programmazione sanitaria. Vogliamo costruire un sistema più vicino alle persone, attento alle differenze e capace di sostenere il diritto di ciascuno all’autonomia e alla partecipazione. L’Umbria è stata tra le prime regioni in Italia a investire sull’amministrazione condivisa. Con la Scuola regionale di innovazione e generatività sociale facciamo un passo avanti, mettendo in rete esperienze e competenze per far crescere un modo nuovo di lavorare insieme. Una regione piccola può avere una visione grande e contribuire a indicare una strada anche oltre i propri confini. Ringrazio l’assessore Fabio Barcaioli per il lavoro che ha reso possibile questa giornata, la Scuola di amministrazione pubblica Villa Umbra e tutte le persone che hanno scelto di partecipare. Da oggi abbiamo uno spazio in più per ascoltarci, imparare gli uni dagli altri e prenderci cura delle nostre comunità”.
L’assessore al Welfare della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha aggiunto: “Oggi avviamo la Scuola regionale di innovazione e generatività sociale con una partecipazione straordinaria. È una giornata storica per l’Umbria, perché per la prima volta mettiamo in rete competenze, esperienze e realtà diverse, costruendo uno spazio comune di confronto e progettazione e riportando il sociale al centro dell’agenda politica regionale. Abbiamo bisogno di cambiare paradigma e di guardare alle politiche sociali da una prospettiva diversa. Il welfare riguarda la qualità della vita delle persone, ma anche le loro capacità, le energie delle comunità e le possibilità di crescita della nostra regione. Per questo considero le politiche sociali una grande opportunità per l’Umbria e per questo abbiamo voluto che questa giornata fosse anche un momento di riconoscimento e gratitudine verso chi lavora ogni giorno in un ambito così impegnativo. La Scuola nasce per mettere in relazione tutto questo patrimonio e farne un percorso comune. Da qui prenderà avvio il lavoro sul nuovo Piano sociale regionale, che vogliamo costruire insieme ai territori. Regione, Comuni, zone sociali, Terzo settore, università, professionisti, giovani e cittadinanza devono poter partecipare tutti sullo stesso piano, dentro un confronto orizzontale, portando conoscenze, proposte e punti di vista. Oggi apriamo il percorso che ci porterà a definirlo, attraverso il confronto e l’ascolto di chi conosce da vicino i bisogni e le risorse delle nostre comunità. È un lavoro che richiederà tempo e responsabilità condivisa. Iniziamo da un punto di partenza significativo, una comunità ampia e partecipe che ha scelto di esserci”.
L’amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica, Joseph Flagiello, ha commentato: “Le sfide sociali di oggi richiedono un cambio di paradigma: servono competenze, innovazione e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, Terzo settore e comunità locali. La Scuola vuole essere molto più di un centro di formazione: un laboratorio permanente di innovazione pubblica dove idee, esperienze e competenze si trasformano in soluzioni tangibili e in politiche capaci di migliorare concretamente la qualità dei servizi e la vita delle comunità. Un luogo in cui pubblico e privato collaborano per sviluppare buone pratiche, migliorare la qualità dei servizi e generare valore per i cittadini. Con questo progetto l’Umbria investe sulla capacità delle persone e delle organizzazioni di lavorare insieme, sperimentare nuovi modelli di welfare e costruire risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini, trasformando l’innovazione sociale in un motore di sviluppo e crescita per l’intera regione”.
Perugia, 07 ottobre 2026 – Un sostegno concreto alle persone in difficoltà economica, per prevenire il rischio di usura. La Regione Umbria conferma il proprio impegno al fianco della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura, con la Giunta regionale che ha deliberato oggi l’erogazione del contributo annuale di 200mila euro per il 2026. Ad annunciarlo, durante la conferenza stampa dedicata alle iniziative della Fondazione, sono stati la presidente della Regione Stefania Proietti e il presidente della Fondazione, Fausto Cardella, alla presenza dei Rettori dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, e dell’Università per Stranieri, Valerio De Cesaris, poiché i due Atenei hanno visto l’estensione degli interventi alle loro studentesse in casi di particolare bisogno.
Al centro dell’incontro la seconda edizione del progetto “Sostegno Donna”, che introduce appunto la novità dell’estensione degli interventi alle studentesse universitarie, per le quali l’iscrizione a un corso di studi sostituisce il requisito della residenza in Umbria da almeno cinque anni. Un ampliamento presentato alla presenza dei Rettori dei due Atenei, per rafforzare la collaborazione tra istituzioni e offrire una risposta anche alle difficoltà economiche che possono compromettere la continuità degli studi.
“Abbiamo voluto deliberare proprio oggi il contributo annuale alla Fondazione, per dare un segnale concreto di conferma del nostro sostegno – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti –. Questi 200mila euro significano tante vite salvate. Il lavoro della Fondazione salva letteralmente la vita delle persone, dietro ogni intervento ci sono storie e situazioni delicate, che devono essere rispettate e tutelate. Per questo desidero ringraziare Fausto Cardella, la Fondazione e tutti coloro che contribuiscono a questa esperienza, insieme alle nostre Università”.
“Sostegno Donna” interviene attraverso il pagamento di piccoli debiti e spese essenziali, con aiuti fino a circa 2mila euro e una soglia Isee di 20mila euro. L’obiettivo è evitare che una difficoltà economica temporanea si trasformi in una condizione di dipendenza o esponga al rischio di usura. Non si tratta di contributi a fondo perduto: le somme devono essere restituite secondo modalità sostenibili, alimentando un circuito nel quale i rimborsi consentono di aiutare altre persone.
“L’autonomia economica – ha sottolineato Fausto Cardella – è una condizione fondamentale della libertà personale. Nella mia precedente esperienza professionale ho incontrato situazioni nelle quali la dipendenza economica rendeva più difficile, per una donna, sottrarsi alla violenza e alla sopraffazione. Questo progetto nasce anche da quella consapevolezza. Il nostro principio è quello dell’assistenza, non assistenzialismo: aiutiamo a superare una difficoltà e chiediamo una partecipazione responsabile. Le somme restituite tornano in circolo e permettono di sostenere altre donne”.
“Abbiamo voluto rafforzare il collegamento con le due Università – ha aggiunto Cardella – perché le istituzioni della nostra regione devono collaborare e mettere in comune competenze e responsabilità. Anche un piccolo aiuto può consentire a una studentessa di continuare gli studi e costruire il proprio futuro. Ringrazio la Regione, la Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria e i beneficiari dei precedenti progetti che, attraverso i loro rimborsi, rendono possibili nuovi interventi”.
Accanto al sostegno alle donne, la collaborazione tra Regione e Fondazione comprende il progetto “Tutela del sovraindebitato”, per il quale sono previste risorse complessive pari a 120mila euro nel triennio 2026-2028, con 40mila euro per ciascuna annualità. Una misura distinta dal contributo annuale alla Fondazione e dagli interventi di “Sostegno Donna”.
Perugia, 07 ottobre 2026 – È Paolo Chifari, dottore commercialista con una vasta esperienza, il nuovo amministratore unico di Sviluppumbria. Lo ha nominato all’unanimità, su proposta della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l'assemblea ordinaria di Sviluppumbria che si è riunita nel primo pomeriggio di oggi.
La presidente Proietti, anche a nome della Giunta regionale, ha espresso al nuovo amministratore unico “gli auguri di buon lavoro” e ha rivolto un “sentito ringraziamento al precedente amministratore unico professor Luca Ferrucci, per la preziosa attività svolta sin qui. Ora il testimone passa nelle mani di Paolo Chifari, che saprà dare continuità al positivo lavoro svolto”.
Perugia, 07 ottobre 2026 – Garantire il diritto di restare e creare le condizioni per tornare, attraverso servizi accessibili, opportunità di lavoro e investimenti capaci di contrastare lo spopolamento. È questa la prospettiva che la Regione Umbria pone al centro del confronto con la Commissione parlamentare per le questioni regionali, presieduta dal senatore Francesco Silvestro, nell’ambito della missione dedicata alle aree interne e montane tra Umbria e Toscana.
La tappa ternana del 6 ottobre, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, della Camera di Commercio dell’Umbria e dei rappresentanti dei Comuni della Valnerina, del Sud Ovest Orvietano e della Media Valle del Tevere, ha rappresentato un’occasione per portare all’attenzione del Parlamento le esigenze dei territori e rafforzare il raccordo tra politiche nazionali e programmazione regionale.
“Le aree interne e montane – ha spiegato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – non sono territori residuali, ma una componente essenziale del futuro dell’Umbria. Custodiscono comunità, patrimonio naturale e culturale, attività produttive e competenze che dobbiamo mettere nelle condizioni di crescere. Garantire il diritto di restare significa rendere concretamente possibile scegliere di vivere, lavorare e costruire una famiglia in questi luoghi”.
“A questo diritto – prosegue la presidente Proietti – dobbiamo affiancare quello di tornare: i giovani devono poter studiare e fare esperienze altrove, senza essere costretti a rinunciare alle proprie radici. Servono servizi sanitari territoriali, scuole di qualità, trasporti, connessioni digitali e opportunità di occupazione. Non interventi isolati, ma politiche strutturali, risorse certe e una collaborazione stabile tra Stato, Regione e amministrazioni locali”.
In Umbria la Strategia nazionale per le aree interne coinvolge 59 Comuni su 92 e oltre 200mila residenti. Alle tre aree del ciclo 2014-2020 – Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria e Valnerina – si sono aggiunte l’Unione dei Comuni del Trasimeno e la Media Valle del Tevere. Per il periodo 2021-2027 le risorse programmate, comprese quelle aggiuntive, ammontano a circa 59,4 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 36,8 milioni del precedente ciclo.
Gli investimenti puntano a rafforzare i servizi sociali, sanitari e per l’istruzione, sostenere l’occupazione e la formazione, valorizzare il patrimonio culturale e ambientale e riqualificare gli spazi delle comunità. In questo quadro si inserisce il progetto “Insieme”, individuato tra le operazioni di importanza strategica dei programmi regionali Fesr e Fse+: un intervento integrato che promuove lo scambio tra generazioni e la partecipazione attiva di giovani e anziani alla vita dei territori.
Per i territori montani, la Regione ha inoltre programmato circa 13 milioni di euro sulle annualità 2022, 2023 e 2024 del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. Gli interventi riguardano la prevenzione del dissesto idrogeologico, la tutela dell’ambiente e della biodiversità, la manutenzione della viabilità, l’accessibilità digitale, il rafforzamento dei servizi essenziali e il sostegno alle attività economiche.
Un altro tema centrale è il rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli Comuni. La gestione associata dei servizi, gli uffici condivisi, la formazione e il supporto tecnico possono aiutare gli enti a elaborare strategie di lungo periodo e a tradurre le risorse disponibili in interventi efficaci. La prospettiva regionale lega così lo sviluppo dei territori alla qualità dei servizi e alla capacità delle istituzioni di accompagnare le comunità nel tempo.
Perugia, 7 ottobre 2026 – “Quando parliamo di servizi alla persona parliamo della vita quotidiana di cittadine e cittadini e del lavoro di chi quei servizi li garantisce ogni giorno. Per questo abbiamo scelto di intervenire sulle regole degli affidamenti, mettendo al centro la qualità delle prestazioni, i diritti di chi lavora e la continuità dell’assistenza. Con queste linee guida chiediamo alle amministrazioni di cambiare prospettiva, superando una logica nella quale il prezzo può diventare il criterio che schiaccia tutto il resto. Il welfare non può essere affidato alla gara al ribasso. Deve esserci spazio per la qualità, per la tutela del lavoro e per l’inclusione delle persone più fragili. È questa la direzione che abbiamo scelto e che ora affidiamo a Comuni, aziende sanitarie e agli altri soggetti chiamati ad applicare la legge regionale”. È quanto sottolinea l’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli, dopo l’approvazione definitiva, da parte della Giunta regionale, delle linee guida per l’applicazione della legge regionale 2/2024 sulla qualità del lavoro e dei servizi alla persona.
Il provvedimento conclude il percorso avviato nel giugno scorso con la preadozione delle linee guida e l’apertura di una fase di consultazione con enti del Terzo settore, organizzazioni sindacali, Anci Umbria e gli altri soggetti interessati. I contributi pervenuti da Cgil e Confcooperative Federsolidarietà Umbria sono stati attentamente esaminati e, ove ritenuti coerenti con l’impianto e le finalità delle linee guida, recepiti nel testo definitivo.
Le linee guida danno alle stazioni appaltanti un quadro unitario per l’affidamento dei servizi alla persona. Prima di ricorrere alle gare, le amministrazioni dovranno verificare la possibilità di utilizzare strumenti di amministrazione condivisa e di coprogettazione con il Terzo settore. Quando si ricorrerà alla gara, il peso dell’offerta economica sarà di norma limitato al 20%, mentre la qualità avrà un ruolo prevalente. Saranno inoltre rafforzate le tutele nei cambi di appalto, con un progetto di riassorbimento del personale, la salvaguardia dell’anzianità maturata e la tutela delle condizioni economiche e normative.
Particolare attenzione viene riservata al costo del lavoro e alla corretta individuazione del contratto collettivo nazionale applicato in relazione alle attività svolte. Le linee guida prevedono inoltre che le amministrazioni definiscano, con cadenza annuale, una programmazione degli appalti riservati a operatori economici e cooperative sociali il cui scopo principale sia l’inserimento lavorativo di persone con disabilità o in condizione di svantaggio.
La Giunta ha inoltre previsto un Tavolo tecnico permanente per seguire gli effetti delle nuove disposizioni su contratti, occupazione e qualità dei servizi. Le linee guida saranno sottoposte a una verifica di efficacia ogni due anni, sulla base dei dati raccolti con il coordinamento dell’Osservatorio regionale paritetico appalti e accreditamenti.
Perugia, 6 ottobre 2026 – La Regione Umbria accoglie con gioia l’annuncio del ritorno di Papa Leone XIV ad Assisi, il prossimo 27 ottobre, per la giornata conclusiva dell’incontro internazionale dedicato al quarantesimo anniversario dello “Spirito di Assisi”. Una presenza che rinnova il legame del Pontefice con la terra di San Francesco e richiama i valori universali del dialogo e della fraternità.
“Si tratta – dichiara la presidente della Regione Stefania Proietti – della terza visita del Pontefice nel giro di un anno, il coronamento ideale delle celebrazioni francescane in questo straordinario Ottavo Centenario della morte di San Francesco. Si rinnova un legame profondo, suggellato anche dal caloroso saluto che il Santo Padre ha voluto rivolgere alla nostra comunità durante l’Angelus il 4 ottobre scorso”.
“Saremo ancora ad Assisi con Papa Leone – prosegue la presidente Proietti – a invocare la pace, una pace disarmata e disarmante, di poter essere operatori e costruttori di pace. Per l’Umbria questo appuntamento rappresenta un invito a tradurre il messaggio francescano in un impegno quotidiano di promuovere l’incontro, custodire il creato e difendere la dignità delle persone, a partire dai più piccoli e fragili. L’Umbria tutta torna a rivolgere al mondo un messaggio di speranza: la pace si costruisce attraverso l’incontro, l’ascolto e il rispetto reciproco. Un impegno che oggi, di fronte ai conflitti e alle divisioni, assume un significato ancora più forte”.
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