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“Nuovo ospedale di Terni: dopo anni di annunci, finalmente un percorso concreto e trasparente”. Nota dell'assessore De Rebotti

Perugia, 6 agosto 2026 – “Dopo anni di annunci, rinvii e soluzioni date per certe senza un vero confronto, sul nuovo ospedale di Terni esiste finalmente un percorso concreto, documentato e trasparente”. A parlare così è l’assessore all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti che risponde all’assessore comunale di Terni Sergio Anibaldi il quale sostiene di “smontare” il Docfap regionale.  
     “In realtà – prosegue De Rebotti - quelle dichiarazioni mettono soprattutto in evidenza una differenza politica e amministrativa molto netta: per il Comune di Terni sembra esistere una sola soluzione, individuata in partenza; la Regione ha invece scelto di confrontare tutte le alternative realisticamente praticabili prima di assumere una decisione definitiva.    
     Per la prima volta la città dispone di una lettura organica e verificabile di ciò che il nuovo ospedale dovrà essere, contenere e garantire. Il Docfap è un documento completo: analizza otto alternative e le confronta attraverso criteri sanitari, funzionali, economici, realizzativi, territoriali e ambientali. È su questi elementi che dovrebbe svilupparsi un confronto serio. Non su slogan, giudizi sommari o ricostruzioni parziali”.     
     “La Regione – continua l’assessore De Rebotti - non ha scelto definitivamente Sabbione e non ha escluso Colle Obito. La delibera di Giunta regionale n. 864 del 31 luglio 2026 prende atto della valutazione tecnica ed esprime l’indirizzo di sottoporre al dibattito pubblico le tre alternative meglio classificate: Sabbione, Campitello e Colle Obito. La stessa deliberazione rinvia all’esito di quel percorso l’approvazione definitiva del Docfap e gli indirizzi per la successiva progettazione.
     Sabbione rappresenta oggi l’ipotesi che, sulla base dei parametri tecnici adottati, presenta le migliori condizioni complessive. È una proposta da discutere, non un verdetto imposto alla città”.
     Per l’assessore regionale “anche la ricostruzione secondo cui il Docfap sarebbe stato predisposto in uno o due giorni non corrisponde al percorso effettivamente svolto. Il documento è il risultato di un’attività avviata nel 2023, sviluppata attraverso successivi approfondimenti, integrata con lo studio delle possibili localizzazioni svolto nel 2025 e completata alla luce del quadro esigenziale 2026.
     Il quadro esigenziale non individua il luogo in cui costruire l’ospedale. Definisce i fabbisogni sanitari, organizzativi e prestazionali che ciascuna alternativa deve essere in grado di soddisfare. Utilizzare la data della sua formale approvazione per cancellare anni di istruttoria, analisi e valutazioni significa confondere volutamente il completamento del procedimento con il suo intero sviluppo”.  
     “La differenza di metodo è evidente. Il Comune – aggiunge De Rebotti - continua a sostenere una sola localizzazione, senza un confronto omogeneo con le altre ipotesi e senza una valutazione comparativa complessiva di costi, tempi, vincoli, accessibilità, sostenibilità e possibilità di sviluppo. La Regione ha scelto il metodo opposto: valutare tutte le soluzioni praticabili, renderne pubblici vantaggi e criticità e coinvolgere la comunità ternana, affinché la decisione finale possa garantire la migliore soluzione per la città di Terni e per il suo territorio.    
     “È inoltre singolare che, da una parte, si accusi la Regione di avere già deciso per Sabbione e, dall’altra, di non avere deciso nulla. Le due contestazioni si contraddicono. La verità – è sempre De Rebotti a parlare - è che la Regione ha assunto una decisione precisa sul metodo: costruire la scelta finale attraverso un’istruttoria tecnica completa e un dibattito pubblico effettivo.     
     Negli anni precedenti si sono susseguiti indirizzi, annunci e proposte che non hanno condotto a una soluzione concretamente attuabile. Il vero ritardo non è il tempo necessario per confrontare seriamente le alternative; sono gli anni trascorsi senza una strategia capace di trasformare le dichiarazioni in un percorso decisionale.     
     Con questa amministrazione regionale, per la prima volta, Terni vede qualcosa di concreto: otto alternative analizzate, una graduatoria tecnica, tre soluzioni aperte al confronto e una procedura chiaramente definita.
     Non è neppure serio pretendere che modello realizzativo e quadro finanziario siano definitivamente cristallizzati prima di avere individuato l’alternativa da sviluppare. Localizzazione, costi, tempi e modalità attuative sono strettamente collegati. Prima si individua la soluzione migliore; poi si struttura su quella scelta il percorso progettuale, realizzativo e finanziario”.     
     “Il Docfap – conclude l’assessore regionale - troverà la propria definitiva approvazione all’esito del dibattito pubblico. Prima si confrontano le soluzioni e si ascolta la città; poi si decide.     
     Un’opera da oltre mezzo miliardo di euro non si realizza con un annuncio o indicando un’area sulla carta. Si realizza costruendo atti, responsabilità, risorse e consenso intorno a una soluzione realmente sostenibile e concretamente realizzabile”. 


Sorveglianza sanitaria in Umbria: intercettato precocemente il virus West Nile, attivate subito tutte le misure di prevenzione a tutela dei cittadini

Perugia, 6 agosto 2026 – Nell’ambito delle attività di prevenzione previste dal Piano regionale arbovirosi 2026, la direzione regionale Salute e welfare rende noto che è stata intercettata la circolazione virale del virus West Nile nella provincia di Perugia. Il virus è stato isolato in alcuni esemplari di gazza nell’ambito dei controlli costanti svolti sull’avifauna selvatica grazie alla collaborazione con le Atc (Ambiti territoriali di caccia) regionali, confermando la piena efficienza della rete di monitoraggio del territorio umbro.     
     La direzione intende rassicurare la popolazione ricordando che il virus West Nile non si trasmette in alcun modo per contatto diretto tra persone o da animale a uomo. L’infezione si contrae esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara comune (Culex pipiens), che hanno in precedenza punto uccelli selvatici infetti, i quali costituiscono il serbatoio naturale del virus. Proprio il costante controllo della gazza (Pica pica), “specie bersaglio” stanziale per la sorveglianza attiva, consente agli esperti di individuare la presenza del virus nell’ambiente con largo anticipo, prima che possa interessare l’uomo o altri animali. Per la provincia di Perugia, classificata come area ad alto rischio, il piano regionale stabilisce un programma molto rigoroso che prevede ben quattrocento campionamenti su queste specie.   
     L’intercettazione del virus ha fatto scattare subito i protocolli previsti per la massima tutela della salute pubblica. Sul fronte trasfusionale, sono state già avviate le misure di sicurezza per le donazioni di sangue ed emocomponenti nella zona interessata, così da azzerare ogni possibile rischio. In parallelo, le amministrazioni comunali coinvolte sono state sollecitate a rafforzare subito i trattamenti larvicidi e le azioni di contenimento delle zanzare nelle aree più sensibili, mentre prosegue ogni quindici giorni il monitoraggio tramite trappole dedicate per verificare la densità degli insetti sul territorio.
     A completamento delle azioni di controllo, la Regione Umbria evidenzia che proseguono in modo costante anche le verifiche sanitarie sugli equidi. I cavalli, proprio come gli esseri umani, non possono trasmettere l’infezione ad altri individui, ma la sorveglianza veterinaria attiva tutto l’anno assicura un’osservazione continua e un intervento tempestivo per rilevare qualsiasi eventuale sintomo neurologico e registrarlo nei sistemi informativi nazionali entro 24 ore.   Grazie alla sinergia tra i diversi settori della sanità pubblica e all’approccio integrato “One Health”, la Regione Umbria garantisce una vigilanza rigorosa e ininterrotta a salvaguardia della salute dei cittadini e della sicurezza di tutto il territorio. 


Papa Leone XIV ad Assisi, mobilitati 177 operatori e volontari. Presidente Proietti: “Immensa emozione per la presenza del Santo Padre e profonda gratitudine a chi lavora da giorni e dalle prime ore di questa mattina”

Perugia, 6 agosto 2026 – “È stata un’immensa emozione accogliere Papa Leone XIV nella terra di Francesco e Chiara. A questa gioia si unisce la profonda gratitudine della Regione Umbria verso tutte le donne e gli uomini che, già da giorni e fin dalle prime ore di questa mattina, hanno lavorato con competenza, dedizione e straordinario spirito di servizio per assicurare la migliore organizzazione possibile e garantire la sicurezza, l’assistenza sanitaria e l’accoglienza delle migliaia di persone presenti”. Lo dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in occasione della visita pastorale del Santo Padre a Santa Maria degli Angeli, ad Assisi.     
     La Regione Umbria ha mobilitato complessivamente 177 operatori e volontari, attraverso il sistema regionale di Protezione civile e le strutture sanitarie. Un dispositivo organizzativo e operativo predisposto nei giorni precedenti alla visita e pienamente attivo fin dalle prime ore della mattina, per assicurare il coordinamento degli interventi, il presidio sanitario e il supporto alla popolazione e alle istituzioni coinvolte.
     “Dietro una giornata di così grande intensità spirituale, istituzionale e civile – sottolinea la presidente – c’è un lavoro corale, spesso silenzioso e lontano dai riflettori. Rivolgo il più sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno messo a disposizione professionalità, tempo ed energie, consentendo all’Umbria di accogliere il Santo Padre con un’organizzazione all’altezza di un evento tanto importante. È una mobilitazione che dimostra, ancora una volta, il valore della collaborazione tra istituzioni, strutture sanitarie, sistema di Protezione civile e volontariato”.  
     Il dispositivo ha coinvolto 95 volontari di Protezione civile e 30 volontari sanitari. Sono stati inoltre impiegati 8 dipendenti della Centrale operativa 118, 9 dipendenti dell’Usl Umbria 1 (tra infermieri, autisti e altro personale), 3 dipendenti della direzione regionale Salute e Welfare, 24 dipendenti del servizio regionale di Protezione civile e 8 dipendenti del dipartimento nazionale della Protezione civile.
     “Un ringraziamento particolare – prosegue Proietti – va a coloro che hanno garantito un presidio costante durante tutte le fasi della visita, oltre alla Protezione civile, ai volontari e al sistema sanitario, a tutte le forze dell’ordine, alla polizia di Stato, ai Vigili del Fuoco, alle polizie locali, in particolare al Comune di Assisi, al sindaco Valter Stoppini, ai servizi operativi e alle strutture amministrative”.
     Papa Leone XIV è arrivato alle 8.30 al campo sportivo “Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli, dove è stato accolto, insieme alle altre autorità civili e religiose, dalla presidente Proietti. Il Santo Padre ha quindi raggiunto la Basilica di Santa Maria degli Angeli, incontrando in piazza i giovani partecipanti al “GO! Franciscan Youth Meeting 2026” e rispondendo a tre loro domande. La visita è proseguita nel chiostro del convento e nella Sala San Giuseppe con il saluto ai rappresentanti degli Ordini francescani, ai vescovi presenti e ai componenti del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Qui la presidente della Regione Proietti ha consegnato al Santo Padre la legge regionale n. 1 del 2026 che regola le celebrazioni per l’ottavo Centenario della morte di San Francesco e un volume sulla mostra alla Galleria Nazionale di Perugia su Giotto e Francesco.    
     Alle 10.30, nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, il Pontefice ha presieduto la Santa Messa per i giovani partecipanti all’incontro internazionale a cui hanno assistito per la Regione, oltre alla presidente, anche il vice presidente Tommaso Bori,  gli assessori Simona Meloni e Francesco De Rebotti e i direttori regionali Daniela Donetti e Gianluca Fagotti.   
     Il “GO! Franciscan Youth Meeting 2026” ha riunito a Santa Maria degli Angeli giovani provenienti da diversi Paesi, nell’anno dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco. La presenza del Pontefice ha rappresentato il momento culminante dell’incontro e ha rinnovato da Assisi un messaggio universale di fraternità, dialogo, speranza e pace.
     “Accogliere Papa Leone XIV nella terra di San Francesco – conclude la presidente Proietti – è stato un dono per tutta l’Umbria. La sua presenza tra i giovani richiama ciascuno di noi alla responsabilità di costruire comunità capaci di incontro, ascolto e pace. Oggi la nostra regione ha mostrato il volto migliore di sé: quello di una terra accogliente, organizzata e solidale, sostenuta dalla competenza del personale pubblico e dalla generosità del volontariato. A tutte e a tutti va la gratitudine più profonda della Regione Umbria”. 


Tecnologie strategiche STEP, pubblicati i due avvisi da oltre 31 milioni: dal 1° ottobre le imprese umbre possono presentare domanda. Assessore De Rebotti: "Con STEP chiediamo al nostro sistema produttivo un salto di qualità tecnologico"

(AUN)Perugia, 6 agosto 2026 – Sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria i due avvisi con cui la Regione dà attuazione alla piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), destinati a sostenere gli investimenti delle imprese nelle tecnologie strategiche critiche. Con una dotazione complessiva di oltre 31,4 milioni di euro a valere sul PR FESR Umbria 2021-2027, i due bandi passano dalla fase di programmazione a quella operativa: le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 1° ottobre 2026 fino alle ore 12:00 del 30 novembre 2026, esclusivamente tramite le piattaforme online dedicate.

I due interventi coprono gli stessi ambiti tecnologici individuati dal Regolamento europeo STEP – tecnologie digitali e deep tech, biotecnologie, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse – ma si rivolgono a platee diverse di beneficiari e utilizzano forme di aiuto differenti. Una scelta deliberata, pensata per rispondere alla natura sfidante della misura.

"STEP porta in Umbria una sfida ambiziosa: sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche, quelle che riducono le dipendenze strategiche dell'Europa e ne rafforzano le catene del valore", spiega l'assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. "Siamo consapevoli che si tratta di un terreno impegnativo per il nostro tessuto produttivo. Proprio per questo non abbiamo previsto un unico strumento, ma due misure distinte e complementari: una a fondo perduto, aperta anche alle grandi imprese e alla ricerca, e una a finanziamento agevolato dedicata alle PMI. L'obiettivo è raggiungere il maggior numero possibile di imprese e di progettualità STEP, senza lasciare indietro nessuno dei protagonisti della trasformazione industriale”.  L’Assessore ha anche sottolineato quanto "la partita che si apre è insieme tecnologica e territoriale. Le misure nascono da un lungo percorso di concertazione con associazioni di categoria, Università e imprese e puntano a sostenere la capacità dell'Umbria di stare nelle filiere del futuro, valorizzando le competenze e la ricerca che già esistono nella nostra regione”.

Per quanto riguardo il dettaglio degli avvisi, l’”Avviso per il sostegno allo sviluppo ed alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP 2026 - Linea a sovvenzione”, gestito da Sviluppumbria, ha una dotazione di 15 milioni e 421 mila euro, di cui 12.421.586 euro sull'Azione 1.6.1, dedicata alle tecnologie digitali e alle biotecnologie e 3 milioni sull'Azione 2.9.1, dedicata alle tecnologie green. La misura prevede un contributo a fondo perduto ed è rivolta alle grandi imprese, in forma singola oppure come capofila di un raggruppamento con PMI indipendenti (fino a un massimo di sei imprese). I progetti dovranno prevedere obbligatoriamente investimenti produttivi e possono includere, in via complementare, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, ammissibili fino al 35% della spesa complessiva e con l'obiettivo di far crescere le tecnologie da un livello di maturità già validato in ambiente rilevante fino alla dimostrazione in ambiente operativo. L'intensità dell'aiuto arriva fino al 40% sugli investimenti produttivi e, per le attività di ricerca e sviluppo, può raggiungere l'80% dei costi ammissibili. La soglia minima di progetto è fissata a 1,2 milioni di euro per le grandi imprese singole e a 1,7 milioni per i progetti aggregati; la selezione avviene per graduatoria di merito e i progetti dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla concessione.

Per quanto riguarda invece la seconda misura “Avviso per il sostegno allo sviluppo ed alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP 2026 – strumento finanziario”, gestito da Gepafin la dotazione si attesta a 16 milioni di euro, 14 milioni per finanziare tecnologie deep tech, digitali e biotecnologie e 2 milioni per le tecnologie green, ed è riservato alle PMI, singole o in raggruppamento. Anche in questo caso l'investimento produttivo è obbligatorio e può essere accompagnato da aiuti all'innovazione, ammissibili fino al 40% del costo del progetto. Lo strumento consiste in un finanziamento agevolato pari al 50% dell'investimento ammesso, a un tasso dell'1%, con una remissione parziale del debito che può arrivare fino al 50% a fronte della piena realizzazione dell'intervento e di un incremento occupazionale di almeno un'unità (o fino ad un massimo del 45% negli altri casi). Le soglie minime di progetto vanno da 500 mila euro per le micro e piccole imprese a 700 mila per le medie e aumentano di un milione qualora il progetto sia presentato da un raggruppamento di imprese. La procedura è di tipo valutativo a sportello, articolata in due fasi – una domanda preliminare e un progetto definitivo, una novità amministrativa importante che punta a procedere speditamente all’individuazione di progetti con caratteristiche effettivamente allineate a quelle previste dalla piattaforma STEP.  I progetti dovranno essere completati entro 30 mesi dalla sottoscrizione del contratto.

Le informazioni operative, la documentazione e l'accesso agli sportelli online sono disponibili sui siti istituzionali di Sviluppumbria e di Gepafin, oltre che sul portale della Regione Umbria, nel BUR n. 38 del 4 agosto 2026.


Papa Leone XIV ad Assisi il 6 agosto. La presidente Proietti: “L’Umbria Le apre il cuore. La Sua presenza è un dono di speranza per la nostra terra”

Perugia, 5 agosto 2026 – “A nome di tutta la comunità umbra desidero rivolgere il più caloroso benvenuto a Sua Santità Papa Leone XIV, che domani, 6 agosto, sarà ad Assisi per incontrare i giovani e presiedere la celebrazione eucaristica nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli”.       
     È il messaggio della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in vista della visita del Pontefice, che culminerà nell’incontro con migliaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Europa riuniti ad Assisi per il “Go! – Franciscan Youth Meeting”, il grande appuntamento internazionale dedicato ai giovani dai 18 ai 33 anni e promosso nell’ambito delle celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco.
     “L’Umbria accoglie il Santo Padre con profonda gratitudine e con il senso di responsabilità che accompagna ogni visita del Successore di Pietro – continua la presidente - La sua presenza nella terra di Francesco e Chiara è un dono per l’intera comunità regionale e rinnova la vocazione di questa terra al dialogo, alla fraternità e alla pace. La visita del Santo Padre assume un valore ancora più intenso nell’anno dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco. È un tempo speciale per la nostra comunità e per tutta la famiglia francescana, grazie al quale pellegrini da ogni parte del mondo sono invitati a riscoprire il messaggio universale di San Francesco d’Assisi”.  
     “La Basilica di Santa Maria degli Angeli – prosegue Stefania Proietti - custodisce i luoghi più significativi della vicenda umana e spirituale di San Francesco: la Porziuncola, dove maturò la sua vocazione, fondò l’Ordine dei Frati Minori, accolse santa Chiara e ricevette il dono del Perdono di Assisi, e la Cappella del Transito, dove concluse il suo cammino terreno riconsegnandosi al Signore. Per questo la celebrazione presieduta dal Santo Padre assume un significato spirituale straordinario per tutta la Chiesa e per la nostra regione”.
     Il Santo Padre era già stato ad Assisi in forma privata, in occasione dell’assemblea della Conferenza episcopale italiana, scegliendo il raccoglimento e la preghiera. Domani vi ritorna per incontrare soprattutto i giovani, ai quali dedica uno dei momenti più significativi della sua visita. “Proprio ai giovani – sottolinea la presidente – è affidata la speranza del nostro tempo. Vederli arrivare da tutta Europa ad Assisi significa vedere Francesco continuare a parlare alle nuove generazioni. In un’epoca segnata da guerre, disuguaglianze e smarrimento, il loro ritrovarsi nella città del Santo rappresenta un messaggio potente di fraternità, dialogo e costruzione della pace. Le prime parole del pontificato di Papa Leone XIV, con il richiamo a una pace disarmata e disarmante, trovano in Assisi il loro luogo naturale. Qui la pace non è soltanto un ideale, ma una responsabilità quotidiana che interpella istituzioni, comunità civili e religiose”.
     “L'Umbria è pronta ad accogliere il Santo Padre con i sentimenti di accoglienza e affetto che caratterizzano la nostra gente. Lo faremo con gratitudine, consapevoli che la sua presenza ci incoraggia a proseguire nel cammino di un’Umbria che vuole crescere tenendo insieme sviluppo e giustizia sociale, innovazione e dignità della persona, tutela del creato e coesione delle comunità. A Papa Leone XIV – conclude la presidente Proietti – rivolgo il benvenuto più affettuoso.      
Benvenuto nella terra di San Francesco e Santa Chiara.    
Benvenuto nella terra della Porziuncola e del Perdono di Assisi.     
Benvenuto in Umbria”. 


Vaccino HPV gratuito anche per i ragazzi nati nel 2005: la Giunta regionale estende l’offerta per rafforzare la prevenzione

Perugia, 5 agosto 2026 - La Regione Umbria estende la vaccinazione gratuita contro il Papillomavirus umano (HPV) ai ragazzi nati nel 2005, una generazione rimasta esclusa dalla chiamata attiva introdotta nel 2017 per i maschi nati dal 2006. La Giunta regionale ha approvato il provvedimento per estendere l’offerta gratuita e rafforzare la prevenzione dei tumori HPV-correlati.          
     La scelta si basa anche sui risultati ottenuti in questi anni: secondo il monitoraggio del ministero della Salute aggiornato al 2024, l’Umbria registra coperture vaccinali superiori alla media nazionale ed è tra le regioni più avanzate nel percorso di prevenzione dei tumori HPV-correlati. Tra le ragazze la copertura raggiunge l’82,66% nella coorte delle quindicenni e il 77,42% in quella delle dodicenni.  
     Anche tra i ragazzi i dati mostrano chiaramente l'efficacia dell’offerta gratuita: tra i nati nel 2005, che non avevano avuto accesso alla chiamata attiva, la copertura con ciclo vaccinale completo è dell’8,46%. Sale invece al 72,67% tra i nati nel 2006 e al 77,83% tra quelli del 2007.         
     “L’Umbria ha costruito negli anni un sistema di prevenzione che sta dando risultati importanti. I dati dimostrano che quando la vaccinazione è gratuita e viene proposta attivamente l’adesione cresce in modo significativo. Con questo provvedimento rafforziamo un percorso che punta a proteggere la salute delle persone attraverso la vaccinazione, lo screening e l’informazione, offrendo anche ai ragazzi nati nel 2005 un’opportunità in più di prevenzione”, dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.    
     Il Papillomavirus umano è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, ma quando persiste può causare diverse forme tumorali. In Italia si stimano oltre 6.000 nuove diagnosi ogni anno riconducibili all’HPV.
     Per attuare il provvedimento, la Regione ha stanziato fino a 500 mila euro. Le risorse saranno destinate alle Aziende Usl Umbria 1 e Umbria 2, che informeranno i cittadini interessati e promuoveranno attivamente la vaccinazione.  
     L’estensione dell’offerta si inserisce nella strategia regionale di prevenzione, in linea con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e con gli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità.


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