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Frecciarossa di Perugia: trasferito il contratto dalla Regione all’Agenzia con un risparmio di circa 230 mila dell’IVA. Dopo i notevoli incrementi dei costi degli ultimi anni, previsioni di spesa rispettate per il 2022 e sconto per i buoni risultati del primo trimestre dell’anno

.perugia, 14 ago. 022 - L’Umbria continuerà ad essere collegata alla Direttissima AV di Firenze per raggiungere Milano in poco più di tre ore, Torino in un’ora in più, con ritorno serale, non solo con il Freccia Rossa che esce alla stazione di Orte e serve una parte importante del centro sud regionale ma, anche con il Frecciarossa di Perugia, così come peraltro era previsto nel Contratto di Servizio che la Giunta regionale aveva stipulato con Trenitalia, subordinandolo oggi al rispetto delle previsioni economico-finanziarie per evitare sbilanci di esercizio e conseguenti rilevanti aggravi di costi a carico dell’Amministrazione regionale come già avvenuto negli anni passati.

La Giunta regionale – ha reso noto l’assessore - ha anche disposto il subentro dell’Agenzia Unica Regionale, a partire dal 1  settembre 2022, nella titolarità, gestione, controllo, verifica e monitoraggio di tale contratto. La spesa necessaria per il prolungamento del servizio, fino al 31 dicembre, ammonta a 550.000 euro che sono stati trasferiti dalla Regione all’Agenzia.

Previsioni di spesa quindi rispettate, e, ad oggi, non si riscontra il rischio di fattori negativi rispetto alla stima effettuata che possano condurre ad un ulteriore peggioramento del saldo a carico della Regione. Anzi, al contrario, Trenitalia ha comunicato ufficialmente l’applicabilità di uno sconto sul pedaggio per il primo trimestre 2022 che porterà ad un relativo minor costo per i primi mesi dell’anno in corso. E dunque la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alle infrastrutture e trasporti, ha dato il via libera all’estensione fino al 31 dicembre 2022 dei servizi di media lunga percorrenza interregionali Perugia-Arezzo e viceversa in continuità con  i servizi ferroviari AV da/verso Milano/Torino. Ma non solo perché la stessa Agenzia regionale, come è noto, ha anche il mandato per espletare, entro la fine dell’anno, la procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento, a decorrere dal 1 gennaio 2023, di questo servizio per gli anni a venire, consolidandolo in modo definitivo rispetto alla sperimentazione che ha caratterizzato questo primo periodo dal 2018 ad oggi.

“Prosegue quindi regolarmente, con la delibera citata – ha proseguito l’assessore -, la riorganizzazione complessiva dell’intero comparto dei Trasporti dell’Umbria con il trasferimento dell’ultimo contratto che aveva la Regione in portafoglio, con un ulteriore minor esborso dell’IVA di circa 230 mila euro, ma in totale, una volta completato nei prossimi mesi il trasferimento degli altri contratti di province e comuni, ad una minor spesa di circa 10 milioni all’anno, contribuendo quindi al risanamento indispensabile rispetto all’elevato deficit prodotto in passato, con vicende dolorose quanto indecorose, con penali pesantissime che gravano ancor oggi sul bilancio degli umbri”.

Il progetto di legislatura prevede per il settore trasporti il ritorno alla massima efficienza nei servizi erogati unitamente ad una indispensabile economicità che, abbinate, consentono fra l’altro non solo di continuare ad investire sulla qualità dei trasporti dell’Umbria, con misure fondamentali per il suo sviluppo e per la coesione sociale come, ad esempio, il rilancio dell’Aeroporto e la realizzazione dell’Air Link per rendere meglio fruibile tale opportunità a tutta la regione grazie all’utilizzo integrato treno+ autobus, ma anche la Carta Tutto Treno per le migliaia di pendolari che lavorano fuori regione e il consolidamento del Freccia Rossa di Perugia che contribuisce a rompere il nostro isolamento atavico.

“Solo grazie alla gara limpida e trasparente in corso di predisposizione – ha sottolineato l’assessore _, nonostante le resistenze conservatrici di alcuni settori del sindacato e di alcuni partiti, l’Umbria potrà finalmente superare la fase burrascosa che l’ha vista negli ultimi quindici anni regredire, con la chiusura della Ferrovia Centrale Umbra, che andiamo completamente a riaprire, con la necessitata totale privatizzazione del TPL ad iniziativa della giunta precedente che non riusciva neanche a pagare gli stipendi ai dipendenti di Umbria Mobilità, con la recente creazione dell’Agenzia, dopo una lunghissima quanto sofferta trattativa con le banche per trarre la società partecipata dal fallimento. Coloro che cercano in tutti i modi di ostacolare questo processo virtuoso dovrebbero ricordare le proprie responsabilità su quanto accaduto, ma anche sulla enorme differenza fra le precedenti società, APM, La Spoletina, ATC ed FCU i cui consigli di amministrazione aveva la vecchia politica costipato di decine e decine di politici e sindacalisti, spesso del tutto incompetenti, rispetto all’amministratore unico di Umbria Mobilità nominato da questa giunta. Un rapporto di 20 a 1. Ridicola infine l’accusa di ritorno al passato – ha concluso l’assessore - da parte di chi resiste con un pansindacalismo esasperato per ragioni esclusivamente corporative, ormai fuori dalla storia. I processi in corso in questi anni, i cui atti tutti i cittadini dovrebbero leggere, spiegano meglio di qualsiasi altro argomento la differenza fra i nostalgici del passato rispetto a chi lavora seriamente per il futuro”.


crisi trafomec, profonda preoccupazione da parte dell’assessore allo sviluppo economico della regione umbria

Perugia, 12 ago. 022 - Profonda preoccupazione è stata espressa dall'Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria rispetto alle notizie circa l’interruzione delle forniture di energia elettrica dello stabilimento Trafomec a partire dal 16 agosto. Nello stabilimento lavorano circa 70 dipendenti, che continuano a subire una situazione di totale incertezza, malgrado l’azienda tuttora abbia commesse significative da parte di importanti gruppi industriali.
  Nel corso dell’incontro dello scorso 5 luglio tra Regione Umbria e Organizzazioni Sindacali, viene ricordato, i rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato una situazione non più sostenibile a causa delle difficoltà di relazione con la proprietà che, tra l’altro, rendono molto complessa anche l'attivazione degli ammortizzatori sociali.
  A seguito dell’incontro – continua l’Assessore - la Regione Umbria ha immediatamente attivato il Ministero dello Sviluppo Economico, con richiesta di interessare tutte le competenti autorità, nazionali e diplomatiche, al fine di richiamare alle proprie responsabilità la proprietà cinese di Trafomec.
   Continuiamo a seguire la situazione con particolare attenzione – conclude l’Assessore - confermando la disponibilità a mettere ed attivare  la strumentazione regionale disponibile con l’obiettivo di assicurare la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità delle produzioni, invitando al tempo stesso la proprietà ad assumersi rapidamente le proprie responsabilità.

 


coronavirus: aggiornamento epidemiologico 12 agosto

Perugia 12 ago. 022 - La curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni nell’ultima settimana in Umbria,  mostra un trend in diminuzione rispetto a quelle precedenti.
L’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti al 09 agosto è pari a 512. L’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni è in diminuzione attestandosi ad un valore di 0,70.
L’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra un trend generale in diminuzione, così come mostra valori in calo la distribuzione territoriale dell’incidenza.
Rispetto alla settimana precedente si osserva una diminuzione nell’impegno ospedaliero regionale: al 09 agosto si registrano 232 ricoveri in area medica e 3 ricoveri in terapia intensiva. Sempre nella stessa data  la prevalenza della variante Omicron 5 ha raggiunto l’89 per cento. Complessivamente Omicron 4 e 5 superano il 97 per cento.
In netto calo nelle aziende ospedaliere e nelle aziende sanitarie, i medici, infermieri e altro personale sanitario attualmente positivi al covid: lo scorso 3 luglio i positivi erano 369, mentre il 7 agosto ne risultano 195.  
L’11 agosto in Umbria sono state somministrate 39 mila 394 quarte dosi (circa 13 per cento del target della popolazione vaccinabile con seconda dose booster individuato dal Ministero della Salute), con un aumento di circa 4 mila dosi rispetto alla scorsa settimana in cui risultavano somministrate 35 mila 359 quarte dosi, con una percentuale di copertura pari a circa il 12 per cento.  
Le agende per tutto il mese di agosto sono ancora aperte ed è possibile effettuare le prenotazioni in tutte le sedi vaccinali.
Per le prenotazioni, oltre al portale regionale (https://vaccinocovid.regione.umbria.it/) e all’App dedicata (SanitApp-Regione Umbria), la somministrazione del vaccino è prevista presso gli ambulatori dei medici di medicina generale e nelle farmacie.

 


crisi idrica: nuova ordinanza della regione per gli attingimenti

Perugia, 12 ago. 022 - La Presidente della Regione Umbria, in seguito al “Rapporto sulla situazione idrica in Umbria – Agosto 2022” della Regione Umbria - Direzione Regionale Governo del Territorio Ambiente, Protezione civile, redatto nell’ambito della riunione dell’osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, ha emanato una nuova Ordinanza con la quale limita ulteriormente gli attingimenti a tutela delle risorse idriche del territorio regionale. La precedente Ordinanza era stata emessa lo scorso primo luglio, ma il monitoraggio continuo effettuato dal Servizio Rischio Idrogeologico, idraulico e sismico, Difesa del suolo della Regione le segnalazioni pervenute dai territori hanno reso necessario un aggiornamento delle disposizioni.
E' stata così revocata l’Ordinanza del primo luglio 2022 e con la nuova, dalle ore 0.00 di oggi, venerdì 12 agosto fino alle ore 24.00 del 30/09/2022, in assenza di revoca della stessa precedente a tale data, è stato vietato l’attingimento a coloro che risultano essere titolari di concessione di derivazione e coloro che hanno presentato domanda di concessione preferenziale o di riconoscimento di antico diritto o domanda di concessione di derivazione in sanatoria o di concessione  ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica e a coloro che risultano essere titolari di licenza di attingimento ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica, dai corsi d’acqua e corpi idrici sotterranei (nella fascia di m.100 dagli stessi)di numerosi comuni umbri che rientrano nella situazione di criticità. 

Sono stati anche limitati gli attingimenti in aggiunta alle prescrizioni già impartite nelle autorizzazioni rilasciate (concessioni e licenze) a coloro che risultano essere titolari di concessione di derivazione e coloro che hanno presentato domanda di concessione preferenziale o di riconoscimento di antico diritto o domanda di concessione di derivazione in sanatoria o di concessione ordinaria  ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica; a coloro che risultano essere titolari di licenza di attingimento ad uso irriguo, ad uso irriguo non prevalente, ad uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica;

a coloro che utilizzano a qualsiasi titolo fonti di approvvigionamento idrico per uso irriguo, uso irriguo non prevalente, uso irriguo finalizzato a produzione agroenergetica, da invasi, laghetti collinari, ecc.; dai corpi idrici del territorio regionale, ad esclusione di quelli puntualmente indicati, del Lago Trasimeno, del Lago di Piediluco, del Fiume Nera e del Fiume Velino.

L’ordinanza dispone di assimilare i corpi idrici sotterranei ricadenti nella fascia di m 100 dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda di un corpo idrico superficiale a quest’ultimo per quanto concerne i divieti di attingimento, ad esclusione di coloro che attingono da corpi idrici sotterranei mediante pozzi di profondità superiore a m 50, se ubicati ad una distanza inferiore a m 30 dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda, superiore a m 30 se ubicati a distanza compresa fra 30 e 60 m dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda, superiore a m 20 se ubicati a distanza compresa fra 60 e 100 m dal piede dell’argine o dal ciglio della sponda. Per tali situazioni sono validi i divieti relativi ai “restanti corpi idrici sotterranei”.
Sono esclusi dai divieti gli Enti che gestiscono reti irrigue pubbliche e coloro che prelevano da reti irrigue gestite da soggetti pubblici e coloro che fanno uso di impianti a goccia, microirrigatori a spruzzo statici e dinamici, microgetti o simili in grado di assicurare una piovosità non superiore a 2,8 mm/ora per mq, per i quali si vieta l’attingimento nei giorni festivi fino alle ore 19:00; tale divieto non si applica agli Enti e/o Istituzioni che effettuano studi di ricerca in collaborazione con la Regione.
Per le concessioni dal Lago Trasimeno si ordina la sospensione totale dei prelievi, ad esclusione dell’uso idropotabile e dell’uso ittiogenico che garantisce la restituzione totale della risorsa idrica.
Per i prelievi dal Lago di Piediluco, Fiume Nera e Fiume Velino rimangono valide le prescrizioni impartite nelle concessioni/autorizzazioni all’attingimento.

  Ordinanza al link https://bit.ly/3paSiFo


calendario venatorio umbria: zac, addestramento e allenamento cani dal 15 agosto al 15 settembre

Perugia, 11 ago. 022 – Nella seduta della Giunta regionale di ieri è stato deliberato il periodo di apertura per l’addestramento e allenamento cani dal 15 agosto al 15 settembre 2022. 
  L’attività sarà consentita dall’alba fino alle ore 12, e dalle ore 17 alle 19, escluso il martedì e il venerdì di ciascuna settimana, in tutto il territorio regionale, con l’eccezione dei terreni in attualità di coltivazione; l’attività è inoltre consentita a non meno di 500 metri dalle aziende faunistico-venatorie.


Firmato accordo degli specialisti ambulatoriali tra Regione Umbria e SUMAI, strategie per abbattere le liste d’attesa e attenzione alle zone disagiate

Perugia 10 ago. 022 - Con la sottoscrizione di un Accordo integrativo regionale è stata definita l’intesa fra il Sindacato Unico della medicina specialistica ambulatoriale (SUMAI) e la Regione Umbria che, tra i vari contenuti, riserva particolare attenzione al piano strategico per l’abbattimento delle liste di attesa.

L’accordo è stato siglato, tra l’assessorato alla Salute della Regione Umbria e i rappresentanti del SUMAI,  il Segretario Regionale e Provinciale Perugia Sumai, la dottoressa Francesca Castellani, insieme al segretario Provinciale Terni Sumai, dottor Andrea Raggi.

L’accordo – ha spiegato l’assessore alla Salute – è frutto di una delibera regionale. A seguito del periodo emergenziale, causato dalla pandemia infatti, la problematica delle liste di attesa si è accentuata in maniera esponenziale e quindi è stato necessario  adottare tutti gli strumenti utili per recuperare le attività sospese o ridotte.

Pertanto per quanto riguarda il contenimento liste di attesa, al fine di assicurare un’offerta appropriata alla domanda e tale da garantire equità di accesso ai servizi utilizzando strategie di aumento dell’offerta (ore aggiuntive di attività programmata , aumento del monte orario degli specialisti ambulatoriali), di interventi finalizzati all’appropriatezza e l’attivazione di prestazioni di particolare interesse (P.P.I) per garantire la presa in carico del paziente, con conseguente diminuzione dell’ospedalizzazione di pazienti affetti da patologie croniche.

Altro elemento cardine dell’accordo è la definizione dei criteri per l’individuazione delle zone disagiate in cui i medici e i professionisti che ci opereranno potranno usufruire di condizioni economiche più vantaggiose.

Grande attenzione è stata rivolta all’attività dei medici che lavorano negli istituti penitenziari essendo, le Aziende USL, in notevole difficoltà ad individuare medici disponibili ad acquisire incarichi in tali contesti.

Il segretario Regionale Sumai, Francesca Castellani, ha espresso la propria soddisfazione dichiarando che si tratta di “un accordo di portata storica che i quasi 400 specialisti ambulatoriali umbri aspettavano da troppi anni. L’ultimo accordo regionale risale addirittura al 2007 con un’integrazione nel 2013 e non era più coerente né con l’attuale accordo nazionale, né con i tanti cambiamenti in ambito sanitario degli ultimi anni. Siamo pronti – ha aggiunto - a contribuire alla risoluzione della problematica delle liste di attesa tanto sentita dai pazienti umbri. Inoltre, aver riconosciuto un incentivo economico ai medici e ai professionisti che lavorano nelle zone disagiate ha una grandissima rilevanza in un momento storico così delicato anche a causa della carenza dei medici. Confidiamo che questo accordo sia l’inizio di una collaborazione sempre più costruttiva fra noi specialisti ambulatoriali, la Regione e le Aziende Sanitarie nell’interesse dei cittadini umbri”.


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