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La sezione di controllo della Corte dei Conti parifica il bilancio 2025 della Regione Umbria. Presidente Proietti: “Nella sanità raggiunto l’azzeramento del disavanzo con un recupero di solidità complessiva, accompagnato da una migliore pianificazione e gestione”

Perugia, 16 luglio 2026 – La sezione regionale di controllo per l’Umbria della Corte dei Conti ha emesso questa mattina, giovedì 16 luglio, al termine dell’udienza pubblica, il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2025.
  “La parifica del rendiconto per l’esercizio 2025 – dichiara la presidente della Regione Stefania Proietti - conferma il miglioramento rispetto all’anno precedente e segna un cambio di passo riconosciuto anche dalla Corte dei Conti. La seduta odierna, che giunge a coronamento dell'intensa e proficua attività istruttoria e di confronto avviata nei mesi scorsi, costituisce il momento più alto di verifica della legittimità e dell'efficacia dell'azione amministrativa posta in essere dalla Giunta regionale. I risultati evidenziano conti in progressivo riequilibrio, grazie alla riduzione del disavanzo e alla capacità di immettere risorse significative nel territorio, nel rispetto dei principi di corretta gestione della spesa pubblica e di leale collaborazione tra istituzioni”. “
  “La Regione Umbria ha superato positivamente – prosegue la presidente Proietti - la scadenza perentoria del 30 giugno 2026 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, centrando tutti i target di competenza regionale e blindando le risorse assegnate al territorio. Con una governance che abbraccia circa 650 progetti abbiamo impresso una spinta decisiva alla trasformazione digitale, alla transizione ecologica, alle politiche per il rafforzamento dei sistemi di istruzione, agli ottimi risultati del programma Gol e dell’housing sociale. Parimenti appare soddisfacente il bilancio per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma 2016. Se la ricostruzione leggera è ormai prossima alla conclusione, quella pesante procede a ritmo sostenuto: la ricostruzione privata ha raggiunto una percentuale di evasione delle istanze presentate in forma completa pari al 91%, con 2.488 cantieri ultimati su 3.854 avviati: ciò significa che 6 famiglie e attività economiche su 10 sono rientrate nelle loro proprietà”. 
  “Particolare rilievo – dichiara ancora la presidente Proietti -assume il settore sanitario, in cui è stato raggiunto l’azzeramento del disavanzo e un recupero di solidità complessiva, accompagnato da una migliore pianificazione e gestione, anche sul fronte delle liste d’attesa. Non abbiamo inseguito scorciatoie, né praticato tagli lineari: abbiamo introdotto strumenti di controllo, riforme strutturali e una cultura amministrativa orientata alla trasparenza e alla prevenzione degli squilibri, cambiando radicalmente la governance. Sono state istituite e convocate ogni mese specifiche Cabine di regia di controllo della spesa, con un passaggio dal un mero controllo a consuntivo a un approccio preventivo, supportato da strutture specializzate, come quella per le Politiche del Farmaco e dei Dispositivi Medici”. 
  “Accanto alla sanità – prosegue la presidente della Giunta regionale - restano centrali gli ambiti del trasporto pubblico e della gestione delle risorse idriche, sui quali proseguono gli interventi di rafforzamento. In materia di mobilità, la Regione ha approvato strumenti fondamentali come il piano di bacino e il piano tariffario, senza aumenti per gli utenti ma con un potenziamento dei servizi, sostenuto da nuovi investimenti. Tra le misure più significative, l’introduzione dell’abbonamento agevolato a 70 euro per i giovani dai 14 anni in su. Grande attenzione è stata inoltre dedicata alla sostenibilità, con azioni sull’economia circolare, la gestione dei rifiuti e la tutela delle risorse idriche. Sul fronte delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale restano alcune criticità, ma sono già stati adottati atti concreti per affrontarle”.
  “Rispetto alla sfida della crisi demografica – ha concluso la presidente della Regione Stefania Proietti – la strategia dell’Umbria punta al rafforzamento dei servizi alle famiglie: investimenti nel sistema 0-6 anni, ampliamento dei posti negli asili nido a costi accessibili, estensione del tempo scuola e potenziamento dei servizi nelle aree interne. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e sostenere la genitorialità, creando le condizioni per invertire il trend demografico nei prossimi anni”.
  Il presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti dell’Umbria, Paolo Peluffo, ha incentrato i principali rilievi della sua relazione sulla “crisi demografica che colpisce in particolar modo la Regione Umbria e in prospettiva diventerà un grosso problema, attraverso la riduzione della capacità contributiva, e per quanto riguarda la mobilità sanitaria passiva che occorre migliorare l'attrattività del sistema sanitario regionale. Il risultato dell'amministrazione è in miglioramento graduale e le entrate fiscali sono in crescita, ma va migliorata la capacità di trovare entrate extra tributarie, per esempio delle entrate demaniali provenienti dalla gestione delle acque.”
  “Il 2025 va considerato un anno di transizione e il Defr regionale elaborato in questa fase – ha detto nel corso della sua requisitoria il procuratore regionale Antonietta Bussi - rappresenta un segnale importante di cambio di passo, che lascia intravedere un’evoluzione positiva sul piano della pianificazione. Sotto questo profilo, la Regione appare già allineata a modelli di programmazione più avanzati. Tuttavia, alla qualità della pianificazione dovrà necessariamente accompagnarsi una concreta capacità di attuazione, senza una chiara misurazione dei risultati, infatti, il rischio è che anche i migliori propositi restino privi di effetti concreti. Per questo è indispensabile una riorganizzazione capace di dare coerenza, efficacia e verificabilità all’azione pubblica”.

 

 

RELAZIONE COMPLETA DELLA PRESIDENTE DELLA REGIONE

 


Diritto allo studio universitario, presentato nuovo bando Adisu Umbria: 200 posti letto aggiuntivi e cinque Comuni riclassificati come fuori sede

(AUN) – Perugia, 16 luglio 2026 – L’assessore regionale all’Istruzione e al Diritto allo Studio, Fabio Barcaioli, e l’Amministratore Unico di Adisu Umbria, Giacomo Leonelli, hanno presentato questa mattina, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, il Bando di concorso per l’assegnazione di borse di studio e servizi per il diritto allo studio universitario relativo all’Anno Accademico 2026/2027. Insieme a loro anche il garante dello Studente, Gianluca Cucina.

Il nuovo bando introduce importanti novità per studentesse e studenti universitari. Vengono aggiornate le soglie economiche per l’accesso alle borse di studio e ai servizi per il diritto allo studio universitario, con un valore Isee massimo fissato a 28.339,88 euro e un valore Ispe massimo pari a 61.608,48 euro. Cresce inoltre l’offerta abitativa, con 200 posti letto aggiuntivi che dal primo ottobre 2026 porteranno la disponibilità complessiva da 1.262 a 1.462 posti.

Cambiano anche le modalità di accesso al servizio mensa a tariffa agevolata, per il quale viene superato il requisito di merito, l’agevolazione sarà determinata sulla base della condizione economica e dell’iscrizione universitaria. Tra le nuove misure previste dal bando rientra inoltre l’introduzione dell’identità alias, che potrà essere richiesta per l’accesso ai servizi erogati da Adisu Umbria.

Per l’assessore Barcaioli “Il diritto allo studio deve garantire a ogni studentessa e a ogni studente la possibilità di frequentare l’università e di costruire il proprio percorso formativo, senza che le condizioni economiche costituiscano un ostacolo - ha sottolineato l’assessore Barcaioli. L’aumento di 200 posti letto, che porta la disponibilità complessiva da 1.262 a 1.462, va nella direzione di rispondere a una delle necessità più avvertite da chi sceglie di studiare in Umbria - continua Barcaioli - Il bando introduce inoltre una novità per gli studenti residenti a Bevagna, Cannara, Fratta Todina, Piegaro e Todi. Questi Comuni sono stati infatti classificati come fuori sede e consentirazzo agli studenti che vi risiedono di accedere ai servizi e alle agevolazioni previsti per tale categoria e ampliando così il numero dei destinatari delle misure per il diritto allo studio. Ringrazio l’Adisu Umbria e l’amministratore unico Leonelli per il lavoro svolto nella predisposizione del bando e per la collaborazione istituzionale che ha reso possibile questo risultato”.

“Questo bando rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento del diritto allo studio in Umbria e nella costruzione di un sistema di servizi sempre più vicino ai bisogni reali degli studenti e delle studentesse - ha evidenziato Leonelli - Il suo miglioramento passa anche attraverso l’accoglimento di numerose indicazioni avanzate dai rappresentanti degli studenti, con i quali abbiamo costruito un confronto sempre più costruttivo e continuo. L’aumento di 200 posti letto rappresenta una risposta concreta a una delle esigenze più sentite dalla comunità universitaria: quella dell’abitare. Un risultato raggiunto anche grazie alle convenzioni con i soggetti privati, che ci consentono di ampliare l'offerta abitativa riducendo di quasi un terzo la spesa complessiva rispetto al 2024. È questa la direzione su cui continueremo a lavorare insieme all’assessore Barcaioli, alla Regione Umbria e alle istituzioni del territorio, per rendere l’Umbria una regione sempre più attrattiva, capace di offrire servizi, opportunità e una comunità universitaria nella quale ogni studente possa sentirsi parte”.

Il garante Cucina ha poi aggiunto: “Come rappresentanti della comunità studentesca possiamo ritenerci soddisfatti delle modifiche introdotte con il bando 2026/2027. Apprezziamo l’impegno dell’agenzia e dell’amministratore unico nell’accogliere le istanze della comunità studentesca, che siamo sicuri saranno migliorative nella tutela del diritto allo studio universitario. L’aumento della quota monetaria e l’adeguamento delle soglie Isee e Ispe ai nuovi limiti massimi dettati dal Mur, oltre alla riclassificazione dello status di alcuni comuni della regione da quello di “pendolare” a “fuorisede”, sono solo alcune delle proposte che vanno a inserirsi in un piano reale e funzionante di welfare studentesco.

Allo stesso tempo, di grande impatto sarà la modifica del metodo di assegnazione dei posti letto, con l’introduzione di una procedura di accettazione del posto completamente digitalizzata, e, l’inserimento di una possibilità di richiesta di proroga nella procedura per la parte di comunità studentesca impossibilitata a raggiungere le residenze adisu in un breve lasso di tempo. Accogliamo con entusiasmo anche la modifica del regolamento alias dell’Agenzia, che va di pari passo con la recente riforma dello stesso approvata a giugno dall'università degli studi di Perugia”.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro le ore 12 del 2 settembre 2026. Gli studenti che richiedono il posto letto come nuova assegnazione dovranno inoltre trasmettere la conferma di interesse all’alloggio tramite l’Area Studenti dal 24 al 28 settembre 2026. Il bando completo e tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili sui canali istituzionali di Adisu Umbria.


Cantieri e viabilità, la Presidente della Regione: "Situazione non più tollerabile a Perugia. Anas chiuda le gallerie solo di notte per tutelare cittadini e lavoratori"

Perugia, 15 luglio 2026 – "Nonostante i ripetuti incontri convocati in queste settimane dalla Regione, da ultimo anche con il fondamentale coinvolgimento delle Prefetture, continuiamo purtroppo ad assistere a una situazione viaria non più sopportabile. Le code chilometriche e i tempi di percorrenza inaccettabili in entrata e in uscita da Perugia, in particolare a Ponte San Giovanni, stanno creando disagi gravissimi e rischi reali per la sicurezza pubblica". È quanto dichiara la Presidente della Regione Umbria in merito alle criticità legate ai cantieri stradali attualmente attivi sul territorio.

  “A fronte di questo scenario – prosegue la Presidente – è doveroso e necessario ribadire con chiarezza ai cittadini un punto fondamentale: stiamo parlando di viabilità statale, la cui gestione, programmazione e organizzazione dei cantieri è di esclusiva competenza di Anas, e non della Regione Umbria. Tuttavia, come Istituzione regionale non possiamo in alcun modo accettare passivamente le pesanti ripercussioni che tali scelte operative stanno avendo sulla vita della nostra comunità".

  "In questi giorni stiamo affrontando condizioni climatiche proibitive. Le temperature estreme del periodo rendono le ore di coda un pericolo concreto per le persone intrappolate nei veicoli, così come rappresentano una condizione di lavoro dannosa e rischiosa per gli stessi operai impiegati sull'asfalto. Per questo motivo – sottolinea la Presidente – torniamo a chiedere con estrema forza, come peraltro già più volte sollecitato in tutte le sedi istituzionali, un approccio radicalmente diverso: la chiusura delle gallerie e i lavori più impattanti devono avvenire esclusivamente in orario notturno. Questa è l'unica soluzione di buonsenso che consentirebbe, da un lato, di non sottoporre a un calvario inaccettabile le persone in viaggio e, dall'altro, di garantire alle maestranze di operare in condizioni ambientali e termiche decisamente più favorevoli".

  "Domani – conclude la Presidente – è convocato l'ennesimo incontro istituzionale con Anas e il Prefetto. In quella sede ribadiremo la nostra posizione e chiederemo con fermezza un'immediata revisione della cantierizzazione. Non c'è più margine per soluzioni a metà: servono interventi drastici per ripristinare la vivibilità delle nostre arterie stradali".


Incendi in Umbria, Presidente Proietti: “Cinque mezzi aerei impegnati nelle operazioni a Costacciaro, Nocera Umbra e Scheggia e Pascelupo e Baiano di Spoleto. Grazie a tutti gli operatori in campo”

Perugia, 15 luglio 2026 – “Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi degli incendi che stanno interessando diversi territori della nostra regione. Sono in costante contatto con i sindaci dei Comuni coinvolti, con i quali abbiamo seguito fin dalle prime ore l’andamento dei diversi fronti e le operazioni messe in campo per contenere e spegnere le fiamme”. Lo afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in relazione agli incendi attivi nelle aree di Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Nocera Umbra e Baiano di Spoleto.

  Secondo l’ultimo aggiornamento comunicato dalla Sala operativa unificata permanente, sono 5 i mezzi della flotta aerea attualmente impiegati sui diversi fronti: 4 Canadair e un elicottero. A Baiano di Spoleto dove l’incendio si è sprigionato nel pomeriggio sono accorse due squadre dei vigili del fuoco e una squadra dell’Agenzia forestale.

  I primi due incendi si sono sviluppati nel territorio del Parco regionale del Monte Cucco, in aree particolarmente impervie e difficili da raggiungere via terra. Sul posto operano i vigili del fuoco, le squadre specializzate dell’Agenzia forestale regionale e i carabinieri forestali, con il coordinamento dei direttori delle operazioni di spegnimento e della Sala operativa.

  “Voglio esprimere, a nome dell’intera Regione Umbria, la più profonda gratitudine a tutte le donne e a tutti gli uomini che stanno lavorando senza sosta – prosegue la presidente Proietti. Ringrazio i vigili del fuoco, gli operatori dell’Agenzia forestale regionale, il personale della Sala operativa, i piloti e gli equipaggi dei mezzi aerei, i carabinieri forestali, le forze dell’ordine, la Protezione civile, le associazioni di volontariato, i sindaci e gli amministratori locali. È un sistema articolato di professionalità, competenze e generosità che sta affrontando una situazione complessa con grande determinazione”.

  “Il nostro ringraziamento – conclude la presidente – va anche alle comunità dei territori interessati, che stanno collaborando con responsabilità e senso civico. La Regione continuerà a seguire costantemente la situazione e ad assicurare tutto il supporto necessario. In queste ore è fondamentale evitare qualsiasi comportamento che possa provocare nuovi incendi e segnalare immediatamente ogni principio di rogo”.

  Si ricorda che l'incendio costituisce un grave reato contro l'incolumità pubblica e le pene che prevedono la reclusione si commisurano alle diverse tipologie di fatti.

 


Fondi idroelettrico 2026, la Regione Umbria assegna oltre 3,6 milioni di euro per i territori interessati dalle grandi derivazioni. Assessore De Luca: "I canoni diventano volano di sviluppo sostenibile. Dal 2027 maggiore flessibilità per i Comuni nell'utilizzo delle risorse"

Perugia, 15 luglio 2026 – La Giunta Regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore all'ambiente e all'energia Thomas De Luca, ha approvato la delibera riguardante il riparto delle risorse derivanti dai canoni di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche per l'annualità 2026. In attuazione della Legge Regionale n. 1 del 6 marzo 2023, lo stanziamento complessivo di 3.697.000 euro sarà destinato a favore di 13 comuni umbri, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo, la valorizzazione e la riqualificazione dei territori che ospitano i grandi impianti.

  Le risorse, calcolate sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2026, sono state suddivise in quattro ambiti strategici di intervento: 1,85 milioni di euro per politiche giovanili e sport; 647 mila euro per lo sviluppo del turismo; 600 mila euro per l'assetto del territorio e l'urbanistica; e ulteriori 600 mila euro per la viabilità e le infrastrutture stradali. I comuni beneficiari individuati sono: Alviano, Arrone, Baschi, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Narni, Norcia, Orvieto, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Terni e Vallo di Nera. Tra questi, l'assegnazione maggiore per il Comune di Terni (oltre 2,4 milioni di euro totali), seguito da Orvieto e Narni, scaturisce in virtù del maggior peso demografico.

 

Questo l'elenco dei comuni beneficiari con le relative risorse totali assegnate:

 

* Terni: 2.481.134,09 euro

* Orvieto: 444.807,34 euro

* Narni: 411.514,50 euro

* Norcia: 102.703,52 euro

* Baschi: 59.394,81 euro

* Arrone: 58.460,92 euro

* Ferentillo: 41.254,19 euro

* Alviano: 30.771,37 euro

* Cerreto di Spoleto: 22.436,48 euro

* Preci: 15.829,27 euro

* Sant'Anatolia di Narco: 11.440,04 euro

* Scheggino: 9.852,44 euro

* Vallo di Nera: 7.401,03 euro

 

"Con questo atto garantiamo una reale ed equa restituzione di risorse a quei territori che da decenni contribuiscono in modo decisivo alla produzione energetica regionale - dichiara l'assessore Thomas De Luca - non si tratta di una semplice ripartizione tecnica, ma di una scelta politica precisa: trasformare il canone idroelettrico in un volano di sviluppo sostenibile, potenziando lo sport, il turismo e le infrastrutture locali. È un atto di giustizia territoriale che permette ai sindaci di programmare interventi strutturali attesi da tempo, migliorando la qualità della vita dei cittadini umbri. Dal prossimo anno il metodo di ripartizione dei fondi sarà diverso e consentirà maggiore flessibilità a beneficio dei Comuni nel loro utilizzo".

  L'assegnazione definitiva dei fondi è ora subordinata alla presentazione, da parte dei Comuni, di programmi o progetti idonei, che dovranno essere inviati ai competenti uffici regionali entro il 31 agosto 2026. La valutazione di ammissibilità sarà curata dalle direzioni competenti, tra cui il Servizio Coordinamento PNRR e il Servizio Infrastrutture per la mobilità.


Incontro a Palazzo Donini su energie rinnovabili, assessore De Luca: “L’Umbria punta all’autonomia energetica nel rispetto del territorio”

(AUN) – Perugia, 15 luglio 2026 – “L’Umbria vuole raggiungere l’autonomia energetica attraverso le energie rinnovabili. È un obiettivo chiaro, che va oltre i traguardi assegnati alle singole Regioni e che deve guardare fino al 2050”. Lo ha affermato l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca intervenendo, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, all’incontro “Energie rinnovabili? Sì. Rispetto del paesaggio, diritti dei territori, nuova politica energetica nazionale”, promosso dall’associazione Perlumbria Cultura Economia Società.
Al confronto, coordinato dal presidente dell’associazione Perlumbria Giampiero Rasimelli, sono intervenuti l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca; Giacomo Porrazzini, già sindaco di Terni ed europarlamentare; Alberto Giombetti, già sindaco di Costacciaro e dirigente nazionale della Confederazione italiana agricoltori; Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club; Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria; Carlo Calvieri, avvocato e professore dell’Università degli Studi di Perugia, e un rappresentante dell’associazione Energia per l’Italia.
Nel suo intervento De Luca ha sottolineato la necessità di aggiornare la programmazione energetica regionale. “Con l’Università degli Studi di Perugia stiamo dialogando da diversi mesi e stiamo cercando di concretizzare una collaborazione per sviluppare il nuovo piano energetico regionale, dal momento che quello attuale risale al 2004 – ha spiegato. Da allora lo scenario è profondamente cambiato, sia sul piano ambientale sia rispetto alla sicurezza energetica e alle esigenze del sistema produttivo”.
In questa prospettiva, l’assessore ha condiviso la proposta avanzata da Rasimelli di costruire un tavolo ampio per un “Patto per la transizione energetica in Umbria”, capace di coinvolgere istituzioni, enti locali, associazioni, rappresentanze economiche e sociali e comunità territoriali. “La transizione energetica deve essere governata attraverso il confronto e una programmazione condivisa – ha affermato De Luca. Siamo disponibili a lavorare alla costruzione di un percorso ampio, nel quale mettere insieme gli obiettivi energetici, la tutela del paesaggio, le esigenze delle imprese e i diritti dei territori”.
L’assessore ha evidenziato che la Regione sta lavorando alla costruzione di un mix di fonti rinnovabili capace di rispondere alle diverse esigenze del territorio. “Abbiamo bisogno anche di grandi impianti, perché strutture come gli ospedali e le acciaierie hanno consumi rilevanti – ha dichiarato. Allo stesso tempo, il nostro interesse è sviluppare soprattutto molti impianti al servizio del tessuto economico regionale, insieme alle comunità energetiche e a sistemi di produzione diffusi”.
De Luca ha richiamato anche le difficoltà che stanno rallentando lo sviluppo delle comunità energetiche e degli impianti di minori dimensioni, a partire dai tempi necessari per le connessioni alla rete elettrica. Su queste problematiche, ha ricordato, è già stato costituito un tavolo tecnico regionale.
“Abbiamo circa 900 megawatt di progetti di impianti attualmente in istruttoria presso la commissione tecnica, rispetto a un obiettivo complessivo di circa 1.300 megawatt – ha aggiunto. Questo non significa che tutti i progetti debbano essere autorizzati, ma dimostra che il ritardo non è di certo attribuibile alla Regione ma allo Stato. Il tema è governare questi processi e valutare le diverse proposte all’interno di una programmazione complessiva”.
Una parte dell’intervento è stata dedicata alla disciplina delle aree idonee. De Luca ha ricordato che la Regione Umbria era intervenuta con la legge regionale 7 del 2025, individuando ulteriori aree nelle quali favorire l’installazione degli impianti, comprese quelle collegate alle comunità energetiche, alle infrastrutture, alle zone industriali, agli invasi artificiali e ai consorzi di bonifica.
Il successivo intervento della normativa nazionale, secondo l’assessore, ha però modificato radicalmente il quadro, restringendo fortemente la possibilità per le Regioni di individuare ulteriori aree idonee. I vincoli introdotti rispetto alle distanze dai beni tutelati producono, in un territorio come quello umbro, una drastica riduzione delle zone nelle quali è possibile accelerare le procedure.
“Un’area idonea non è un luogo nel quale qualsiasi progetto viene automaticamente autorizzato – ha precisato De Luca. È un’area nella quale le procedure sono semplificate e i tempi ridotti. La Regione aveva cercato di costruire un sistema trasparente, distinguendo le aree nelle quali favorire gli impianti, quelle soggette alla procedura ordinaria e quelle interessate da vincoli particolari”.
Per quanto riguarda l’eolico, l’assessore ha osservato che la disponibilità della risorsa è concentrata soltanto in alcune zone dell’Umbria. L’attuale sistema, ha spiegato, spinge gli operatori a presentare rapidamente i progetti per ottenere per primi l’autorizzazione, determinando spesso la sovrapposizione di più proposte sulle stesse aree e limitando il confronto preventivo con i Comuni.
“La Regione aveva cercato di cambiare questo meccanismo, individuando le zone con maggiore disponibilità della risorsa e con una minore interferenza paesaggistica – ha detto. Auspichiamo una revisione della normativa nazionale che restituisca alle Regioni la possibilità di programmare in maniera più efficace e di accelerare le procedure proprio nelle aree considerate strategiche”.
De Luca ha aggiunto che la Regione intende lavorare attraverso il confronto con i soggetti proponenti per ridurre gli impatti dei progetti e attraverso la valorizzazione delle aree e dei beni pubblici regionali che possono essere messi a disposizione della transizione energetica.
“Il nostro obiettivo è ragionare su un mix energetico di fonti rinnovabili che tenga insieme grandi impianti e una produzione diffusa al servizio del tessuto economico regionale – ha concluso De Luca. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi energetici, ma farlo cercando di ridurre gli impatti e di valorizzare le aree più adatte”.
Ad aprire l’incontro era stato Giampiero Rasimelli, presidente dell’associazione Perlumbria, che ha ricondotto l’iniziativa alle vicende riguardanti i grandi progetti eolici presentati nel territorio regionale e alla necessità di riportare il tema della transizione energetica e della tutela del paesaggio al centro del dibattito pubblico.
Rasimelli ha proposto la costruzione di un tavolo ampio per arrivare a un “Patto per la transizione energetica in Umbria”, attraverso il coinvolgimento della Regione, degli enti locali, delle forze economiche e sociali, delle associazioni e delle comunità interessate. Un percorso, ha spiegato, che consenta di individuare obiettivi condivisi, modalità trasparenti di programmazione e strumenti capaci di conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la salvaguardia del territorio e del paesaggio.
“È difficile immaginare che la Regione possa rinunciare alle proprie prerogative costituzionali in materia di governo del territorio – ha affermato Rasimelli. Allo stesso tempo, è necessario individuare un percorso che consenta alla Regione e agli enti locali di contribuire alla massima diffusione delle energie rinnovabili”.
Secondo Rasimelli, una trasformazione tanto profonda non può essere realizzata attraverso decisioni esclusivamente verticistiche. Servono il coinvolgimento delle comunità, una programmazione concreta, tempi definiti e un quadro normativo comprensibile.
“Il Governo deve mettere le risorse, avviare una programmazione efficace e definire un percorso normativo leggibile – ha aggiunto. Senza un consenso forte e approfondito nel Paese sarà difficile raggiungere un obiettivo strategico così complesso”.
Giacomo Porrazzini, già sindaco di Terni ed europarlamentare, ha richiamato la necessità di valutare le fonti rinnovabili tenendo sempre presente il contesto della crisi climatica.
“Il rapporto tra costi e benefici di una fonte rinnovabile raramente ha un valore assoluto – ha affermato. Ha un valore relativo alla situazione nella quale ci troviamo e agli obiettivi che intendiamo raggiungere”.
Porrazzini ha ricordato le conseguenze prodotte da due secoli di sviluppo industriale fondato sulle fonti fossili e dalle decisioni non assunte negli ultimi cinquant’anni. “La responsabilità della nostra generazione – ha concluso – è quella di aver saputo ciò che stava accadendo, perché la scienza ci aveva avvertito, ma di aver fatto finta di non vedere, senza assumere le decisioni necessarie”.


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