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Sisma del 9 marzo 2023 a Umbertide, Gubbio e Perugia, al Cva di Sant’Orfeto illustrati i progressi, gli obiettivi e le nuove misure organizzative, alla presenza del Commissario straordinario Guido Castelli. Presidente Proietti: “L’obiettivo ora è quello di velocizzare al massimo e avere una ricostruzione in tempi record”

(aun) – Perugia, 9 marzo 2026 – Il 9 marzo 2026 segna il terzo anniversario del sisma che ha colpito i territori di Umbertide, Gubbio e Perugia. A tre anni da quell'evento, si è svolto al Cva di Sant’Orfeto un evento pubblico teso non tanto a fare la conta dei danni subiti, quanto, soprattutto a dare continuità alla risposta decisa e strutturata che ha permesso di superare la fase emergenziale e di gettare fondamenta solide per la ricostruzione. Con una scadenza precisa che si avvicina, quella del 31 marzo prossimo, data entro la quale andranno presentate le domande per il mantenimento del contributo per il disagio abitativo.
  Un evento che ha visto la presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione, senatore Guido Castelli, del sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, della presidente della regione Umbria Stefania Proietti, di monsignor Ivan Maffeis, della vicesindaca di Umbertide Annalisa Mierla, del sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci, della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e del presidente del Comitato rinascita 9 marzo, Paolo Arcelli, oltre a numerosi parlamentari di entrambi gli schieramenti politici.
  “A tre anni dall’evento – ha dichiarato la Presidente della Regione Stefania Proietti – possiamo ritenerci soddisfatti per il percorso avviato. La ricostruzione, infatti, non è più un auspicio, ma un processo iniziato con determinazione. L'accelerazione è stata garantita dalla stretta sinergia istituzionale tra la struttura del Commissario, l'Ufficio Speciale Ricostruzione (Usr) della Regione Umbria, i Comuni di Umbertide, Perugia e Gubbio e il Comitato Rinascita 9 Marzo. Dobbiamo battere un record con il sisma del 2023, il record della ricostruzione più veloce. Un lavoro di squadra che ha già permesso di garantire unità di intenti e chiarezza nelle procedure. Sono tre anni da quel sisma che colpì tante famiglie, lo ricordiamo, con oltre 200 famiglie che ancora stanno fuori dalle loro case. È ora di ricostruire, di dare una risposta a queste comunità, che in realtà non si sono mai sfaldate. Con forza hanno chiesto, chiedono come oggi in maniera corretta, dignitosa, ma forte e decisa, l'impegno delle istituzioni, un impegno che non manca. Oggi possiamo annunciare i primi progetti di ricostruzione che sono stati approvati nella cabina di regia. Questo impegno congiunto ha permesso di definire con precisione la portata del lavoro da compiere e delle risorse necessarie: per la Ricostruzione Privata si stimano 380 interventi per un fabbisogno che supera i 430 milioni di euro. Per la Ricostruzione Pubblica sono previsti 34 interventi per oltre 40 milioni di euro”.
   “I primi interventi sulla ricostruzione pubblica – ha spiegato il Commissario straordinario Castelli – riguarderanno i beni ecclesiastici, perché sono i primi che hanno presentato le domande, ed erano i primi pronti, ma oggi siamo qui anche ad annunciare che noi saremo presenti anche qui attraverso i comuni per accogliere le prime domande di ricostruzione che sono legate tra l'altro all'erogazione del contributo che viene dato proprio alle famiglie che sono al di fuori della loro casa. Sul fronte della ricostruzione privata sono state poste le basi operative e normative essenziali. La piattaforma Ge.Di.Si. è operativa dal 27 febbraio 2026 per la presentazione delle istanze di contributo, offrendo uno strumento digitale fondamentale per i tecnici. Cruciale è anche il sostegno alla popolazione: dal 1° gennaio 2026 l’assistenza abitativa è stata garantita con la sostituzione del Cas (Contributo di Autonoma Sistemazione) con il più mirato Contributo per il Disagio Abitativo (Cda). Le risorse sono state tempestivamente trasferite ai Comuni per garantirne l’erogazione fino a tutto marzo 2026 e sono in corso le procedure per assicurare la copertura finanziaria fino a settembre 2026, garantendo la continuità nell'assistenza.
   A livello organizzativo, è stato illustrato come la riorganizzazione dell’Usr Umbria, guidato dell’ingegner Gianluca Fagotti, con l’ampliamento dei Servizi dedicati alla Ricostruzione privata e pubblica ai sismi 2016 e 2023 e l'approvazione delle Linee Guida e delle Ordinanze del Commissario Straordinario testimoniano la volontà di operare in un quadro normativo chiaro e semplificato, estendendo al sisma del 2023 anche le disposizioni straordinarie già applicate nel cratere del 2016. Le scadenze più immediate sono rappresentate dai termini del 31 marzo per il mantenimento del contributo per il disagio abitativo, la presentazione delle domande e dal 30 giugno per inserire nella piattaforma Ge.Di.Si il contratto di incarico del tecnico prescelto per seguire i lavori e il 31 dicembre 2026 per caricare nella piattaforma il progetto dei lavori.


Sicurezza sul lavoro, l’Umbria aderisce all’accordo con Inail per rafforzare la formazione nelle imprese. Approvate le linee di indirizzo per un avviso pubblico destinato a progetti formativi aggiuntivi, assegnate risorse per oltre 216 mila euro

(AUN) – Perugia, 9 marzo 2026 – Perugia, 9 marzo 2026 – Rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso nuovi percorsi formativi rivolti a lavoratrici e lavoratori. È questo l’obiettivo dell’adesione della Regione Umbria all’Accordo quadro di collaborazione tra Inail e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Francesco De Rebotti.

  Il provvedimento consente alla Regione di partecipare alla campagna nazionale finalizzata al rafforzamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei contesti produttivi, con particolare attenzione ai settori a maggiore rischio infortunistico. Gli interventi formativi saranno aggiuntivi rispetto alla formazione obbligatoria già prevista dagli accordi Stato-Regioni e mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi e delle corrette misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

  “Promuovere la sicurezza sul lavoro significa prima di tutto investire sulla formazione e sulla prevenzione – afferma l’assessore Francesco De Rebotti –. Con questo atto l’Umbria aderisce a un’iniziativa nazionale importante che ci permette di rafforzare le competenze di lavoratrici e lavoratori e di diffondere una cultura della sicurezza sempre più radicata nelle imprese e nei contesti produttivi”.

  All’Umbria sono stati assegnati complessivamente 216.963 euro, risorse finanziate da Inail nell’ambito delle iniziative collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e destinate alla realizzazione dei percorsi formativi sul territorio regionale. La Giunta ha inoltre approvato le linee di indirizzo per la definizione di un avviso pubblico che consentirà la presentazione di progetti formativi dedicati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  L’attuazione degli interventi sarà affidata ad Arpal Umbria, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che curerà la gestione delle attività e la realizzazione dei percorsi formativi previsti dall’accordo. “L’obiettivo – prosegue De Rebotti – è favorire un aggiornamento continuo delle competenze e promuovere comportamenti sempre più consapevoli rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro. La sicurezza deve essere un valore condiviso e quotidiano, che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni”.

  Le attività formative rientrano nel quadro dell’accordo nazionale sottoscritto nel 2023 tra Inail e la Conferenza delle Regioni e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione delle imprese e garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili.


L’infermiere di famiglia al centro della riforma sanitaria: al via la VII edizione del corso regionale. L’Umbria rafforza il presidio territoriale nell’ambito del Piano sociosanitario regionale 2025-2030

Perugia, 9 marzo 2026 - Un modello di assistenza che anticipa il bisogno, riduce le ospedalizzazioni e mette il cittadino al centro: è questa la visione che anima la VII edizione del Corso di formazione specialistica per infermiere di famiglia o di comunità (IFoC), avviata mercoledì 4 marzo 2025 presso la sede della Scuola umbra di amministrazione pubblica.

  L’iniziativa formativa è stata aperta dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in collegamento remoto da Bruxelles. La presidente ha sottolineato “la centralità dell’infermiere di famiglia che, operando nelle Case di comunità e nelle Centrali operative territoriali, funge da raccordo tra il paziente, il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta e i servizi sociali. Insieme, – ha aggiunto la Presidente – riusciremo a portare la sanità sempre più vicino ai cittadini e costruiremo punti di riferimento efficaci e qualificati per cure, assistenza e servizi sociosanitari sul territorio”.

  L'iniziativa si inserisce organicamente nel Piano sociosanitario regionale 2025-2030, il documento strategico con cui la Regione Umbria ridisegna la propria architettura assistenziale, spostando il baricentro dal ricovero ospedaliero alla cura sul territorio. Il nuovo Piano sociosanitario identifica nell’infermiere di famiglia o di comunità una figura strutturale e non complementare della rete assistenziale.

  “L’infermiere di famiglia – ha dichiarato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti – è un professionista esperto, competente e qualificato. Regione Umbria sta investendo con entusiasmo in qualità professionale, elemento più nobile del sistema sanitario regionale e leva fondamentale per passare da un paradigma centrato sulla prestazione ad un modello centrato sulla proattività e prossimità, che consenta maggiore controllo sulle cronicità, migliori l’assistenza domiciliare e prenda in carico le persone più fragili”.

  In linea con gli obiettivi della Missione 6 del Pnrr e del DM 77/2022, il Piano sociosanitario regionale 2025-2030 assegna all'infermiere di famiglia il compito di presidiare la transizione epidemiologica verso la cronicità, garantendo continuità assistenziale e appropriatezza delle cure.

  Il Piano individua tre aree di intervento prioritarie in cui l’infermiere di famiglia svolge un ruolo determinante: la gestione proattiva della cronicità, attraverso l’identificazione precoce dei pazienti ad alto rischio e la personalizzazione dei percorsi di cura; la prevenzione delle ospedalizzazioni evitabili, favorendo la permanenza del paziente al proprio domicilio in sicurezza; e l‘integrazione sociosanitaria, con un’azione di orientamento e coordinamento tra i diversi soggetti della rete territoriale.

Il corso della durata di 80 ore articolate in 12 giornate - ha ricordato l’amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello - “rappresenta un tassello di una visione più grande e lungimirante di riforma del sistema sanitario umbro. Attraverso questo corso e numerose altre iniziative formative, stiamo accompagnando Regione Umbria in questo importante processo che valorizza i servizi assistenziali di prossimità in una dimensione di interoperabilità digitale”.

  La progettazione didattica, riservata a 24 infermieri delle aziende sanitarie regionali (12 per la USL Umbria 1 e 12 per la USL Umbria 2), integra tre dimensioni formative: le competenze clinico-assistenziali avanzate, le capacità digitali — con attenzione alla telemedicina, al Fascicolo sanitario elettronico e alla piattaforma Atl@nte — e le competenze relazionali e organizzative per coordinare reti multi professionali complesse.

  Ad oggi, ha ricordato Valentina Battiston, Direzione salute e welfare della Regione Umbria, “sono stati formati su tutto il territorio umbro 146 infermieri di famiglia e comunità”. Il programma didattico si struttura in tre moduli progressivi: dall’inquadramento normativo del ruolo dell’infermiere di famiglia, al processo di nursing domiciliare e alla gestione della cronicità, fino all’utilizzo avanzato degli strumenti digitali per la presa in carico integrata. È prevista una visita didattica presso la Casa della comunità di Ponte San Giovanni, che consentirà ai partecipanti di osservare direttamente l’organizzazione dei nuovi hub territoriali.

  Nella giornata di apertura sono, inoltre, intervenuti: Elisa Ceciarini (Ordine degli infermieri di Perugia), Paola Calcagno e Serena Agrestini (Usl Umbria 2), Marco Zucconi (Usl Umbria 1) e Lorena Martini (Agenas).


Art Bonus: imprese della sanità al fianco della Regione Umbria per il progetto di restauro degli affreschi di Gerardo Dottori nella Cappella dell'ex Policlinico di Monteluce a Perugia

 Perugia, 07 marzo 2026 - È stato presentato questa mattina, nella sede di Confindustria Umbria, il progetto di restauro dei dipinti murali della Cappella Salus Infirmorum dell’ex Policlinico di Monteluce a Perugia, realizzati nel 1943 dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori.
  L’incontro, promosso da Regione Umbria e da Aiop Umbria (Associazione Italiana Aziende Sanitarie e Socio-Sanitarie di Diritto Privato), ha coinvolto rappresentanti delle imprese della sanità privata e privata convenzionata del territorio chiamate a sostenere l’intervento attraverso lo strumento dell’Art Bonus, con l’obiettivo di attivare una rete di sostegno e contribuire al recupero di un’opera di grande valore artistico e simbolico per la città di Perugia e per la storia della sanità umbra. Attraverso l’intervento nella Cappella di Monteluce la Regione Umbria, per la prima volta, utilizza questa opportunità di finanziamento che rappresenta una delle novità introdotte nel Testo Unico della Cultura e dell'impresa creativa approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale.
  All’iniziativa hanno preso parte il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, il Presidente di Aiop Umbria, Alberto Cucchia, Giovanni Luca Delogu per la Soprintendenza dell’Umbria, la dirigente regionale del Servizio Patrimonio immobiliare, Francesca Pazzaglia e gli amministratori delle strutture sanitarie e dei centri polispecialistici provenienti da tutta la regione.
  Il progetto per la costruzione della cappella a pianta centrale, realizzata tra il 1936 e il 1943, fu affidato per concorso pubblico all’ingegner Carlo Cucchia nell’ambito dell’ampliamento dell’allora ospedale di Monteluce. La cappella ospita un ciclo pittorico realizzato da Gerardo Dottori che, pur mantenendo un linguaggio tradizionale adatto a un luogo di preghiera, integra elementi tipici dell’aeropittura futurista, con scenari lirici e visioni dall’alto del paesaggio umbro.
  La superficie pittorica complessiva interessata dal restauro è di circa 240 metri quadrati. Le decorazioni presentano oggi diffuse cadute di colore, depositi di polvere, perdita delle finiture dorate e segni di infiltrazioni d’acqua che nel tempo hanno compromesso la vivacità cromatica dell’opera.
  La cappella, la cui proprietà nel 2016 è passata dal Comune di Perugia alla Regione Umbria, era già stata oggetto di un intervento di restauro dei dipinti negli anni Novanta.  Successivamente anche sul piano edilizio, sono stati fatti lavori di sistemazione della parete esterna e di impermeabilizzazione della cupola.
  Il progetto di restauro prevede un articolato intervento conservativo che comprenderà indagini diagnostiche preliminari, pulitura delle superfici, consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, rimozione di depositi e sali, stuccature delle lacune e reintegrazioni pittoriche ad acquerello, oltre al ripristino delle dorature presenti nelle fasce luminose della cupola.
  L’intervento, che sarà realizzato da una azienda specializzata nel restauro di beni culturali, avrà una durata stimata di circa cinque mesi.
  “Anche attraverso lo strumento dell’Art Bonus vogliamo rafforzare l’impegno della Regione Umbria nella tutela del patrimonio culturale, coinvolgendo imprese, fondazioni e cittadini nella valorizzazione dei beni che appartengono a tutta la comunità – ha evidenziato il Vicepresidente Tommaso Bori – Il restauro del ciclo pittorico di Gerardo Dottori nella Cappella di Monteluce rappresenta il primo progetto in questa direzione e segna l’avvio di un percorso che punta a sostenere in modo sempre più partecipato la conservazione e la valorizzazione del patrimonio regionale. Un intervento che vogliamo accompagnare anche con una campagna di comunicazione dedicata, per promuovere la partecipazione e il senso di appartenenza della comunità”.
  “Questo progetto – ha sottolineato Alberto Cucchia - rappresenta un esempio concreto di come il mondo della sanità voglia contribuire non solo all’assistenza e alla cura delle persone, ma anche alla tutela del territorio che inizia dalla custodia del patrimonio culturale. Attraverso lo strumento dell’Art Bonus vogliamo promuovere una partecipazione attiva delle imprese della sanità privata e privata convenzionata al nobile fine del recupero di un’opera di grande valore artistico e simbolico per l’Umbria e per la storia della nostra comunità. Il restauro degli affreschi di Gerardo Dottori nella Cappella di Monteluce è un gesto di responsabilità e di restituzione alla città di un luogo che unisce arte, spiritualità e continuità mnemonica della sanità umbra”.


Zes unica per Marche e Umbria: tappa a Fabriano per presentare le opportunità per imprese e territori. Presidente Proietti: “Grande opportunità, la sfida è fare in modo che gli strumenti previsti siano pienamente conosciuti e pienamente utilizzabili”

Perugia, 7 marzo 2026 – Il credito d’imposta per gli investimenti, l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale Zes e i nuovi incentivi alle assunzioni sono le principali novità al centro dell’incontro che si è svolto presso la Sala conferenze di Palazzo del Podestà a Fabriano.
  All’evento hanno partecipato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale delle Marche alla Zes, Giacomo Bugaro e il coordinatore della Struttura di Missione Zes Unica Giosy Romano. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Fabriano Daniela Ghergoe sono stati coordinati da Mirella Battistoni, consigliere regionale della commissione Attività produttive.
  L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto operativo con imprese, professionisti, associazioni di categoria ed enti locali, per illustrare strumenti, agevolazioni e opportunità legate all’ingresso di Marche e Umbria nella Zes Unica. Nel corso dell’incontro sono state approfondite le principali misure oggi disponibili per sostenere gli investimenti, l’occupazione e la competitività del territorio.
  “La Zes Unica per Marche e Umbria rappresenta un’opportunità significativa di sviluppo per i nostri territori – ha sottolineato nel suo intervento la presidente Stefania Proietti -. Ma l’opportunità va colta nella sua interezza e sarà reale solo se saremo capaci di renderla accessibile, rapida e utile per chi investe, per chi produce e per chi crea lavoro. La Zes può essere davvero un grande volano su questo fronte, credo che dobbiamo metterci quell'entusiasmo, quell'ambizione, quella fiducia che porta avanti tutto il mondo delle nostre imprese ogni volta che inizia la sua giornata lavorativa. L’Umbria è una regione manifatturiera, una regione di piccole e medie imprese, una regione che sostiene la competitività del sistema produttivo e che accompagna la crescita delle aree interne, dei territori più fragili. Per questo guardiamo alla Zes come a una leva concreta di politica industriale e territoriale”. 
  “La sfida – ha proseguito la presidente Proietti – è quella di fare in modo che gli strumenti previsti dalla Zes siano pienamente conosciuti e pienamente utilizzabili. Serve accompagnare le imprese, informare i territori, costruire un rapporto continuo tra Regioni, Governo, Struttura di missione e sistema economico locale. E serve anche affrontare con rapidità le criticità che ancora restano aperte, affinché nessun comparto strategico venga penalizzato.  Vogliamo che questa misura contribuisca a rafforzare gli investimenti, ad attrarre nuove opportunità, a sostenere l’occupazione e a dare ai nostri territori una prospettiva più forte di crescita”. 
  “Il futuro economico della nostra regione passa per una visione strategica che metta al centro l’innovazione, la ricerca e l’internazionalizzazione delle nostre imprese – ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli -. Il nostro è un territorio vocato all’eccellenza, non alla produzione di massa. La Zona Economica Speciale aumenterà la nostra attrattività e competitività: se un sistema produttivo crede in questa opportunità deve farne una strategia. Contiamo che, con gli investimenti e con l’innovazione che può portare la Zes, anche in termini di capacità competitiva delle imprese, si potrà avere una crescita e soprattutto un’attrattività rispetto ai giovani e rispetto a tutta una serie di opportunità che altrimenti potrebbero essere precluse ai nostri territori”.
   Tra i pilastri della Zona Economica Speciale c’è infatti il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nelle aree ammesse, con percentuali differenziate in base alla dimensione aziendale: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. Accanto all’incentivo fiscale, la Zes agisce sulla semplificazione amministrativa attraverso l’Autorizzazione Unica rilasciata tramite lo Sportello Unico Digitale Zes, piattaforma interamente telematica che consente di concludere l’iter entro 60 giorni e sostituisce numerosi titoli abilitativi, tra cui la variante urbanistica, garantendo tempi certi e procedure chiare per le imprese.
  Sul fronte dell’occupazione, il pacchetto di incentivi prevede il Bonus Zes Unica per le assunzioni, con un esonero contributivo fino a 650 euro al mese per i datori di lavoro che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi, favorendo il reinserimento nel mercato del lavoro di persone rimaste a lungo escluse.
  “Il Governo – ha ricordato il sottosegretario Lucia Albano - ha finanziato la Zes in legge di bilancio con uno stanziamento di 2,3 miliardi per il 2026, il più alto di sempre, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Recentemente, si è intervenuti anche con il decreto Milleproroghe, che ho seguito nel suo iter di approvazione, prorogando e aggiornando gli incentivi occupazionali dedicati ai territori compresi nella ZES”.
  "L'inserimento delle Marche e dell'Umbria nella ZES Unica – ha spiegato infine il coordinatore della Struttura di missione Giosy Romano - avviene in un contesto già solido e strutturato, partendo da basi estremamente incoraggianti. Nonostante siamo ancora in una fase embrionale dell'applicazione normativa, i dati degli ultimi mesi confermano la tangibilità e l'efficacia degli strumenti messi in campo. Le prospettive per il prossimo triennio sono decisamente positive. Grazie alla recente legge Finanziaria, l'orizzonte temporale del credito d'imposta è stato esteso fino al 2028. Questa stabilità normativa offre agli imprenditori la certezza necessaria per pianificare investimenti a lungo termine, garantendo che le Marche e l'Umbria possano beneficiare appieno di questa importante misura agevolativa almeno per i prossimi tre anni".


Approvate linee guida per il nuovo bando del Bacino Sangemini. Assessore De Luca: "Priorità a tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale ed equa remunerazione per il territorio"

Perugia, 07 marzo 2026 – La Giunta regionale, su proposta dell'assessore Thomas De Luca, ha approvato le indicazioni strategiche e gestionali per la predisposizione dell'avviso relativo alla procedura di evidenza pubblica per il rilascio delle concessioni di acqua minerale del Bacino Sangemini. L'atto riguarda un complesso di concessioni di alto rilievo, tra cui Sangemini, Antiche Sorgenti Umbre – Fabia, Fonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta. 
  Si tratta della prima applicazione della nuova disciplina regionale (Legge regionale 7/2021) che introduce il metodo della gara pubblica per l'assegnazione delle risorse idriche minerali.   
  "Con questo provvedimento – dichiara l'assessore Thomas De Luca – definiamo un quadro chiaro e innovativo di criteri che mette al centro l'interesse pubblico, la dignità del lavoro e il rispetto dell'ambiente. Non stiamo solo assegnando una risorsa, ma stiamo tracciando il futuro industriale e sociale di un intero territorio, garantendo che lo sfruttamento di un bene comune porti benefici tangibili alla comunità umbra". 
  Nello specifico, la delibera fissa alcuni pilastri strategici. In primo luogo, la tutela occupazionale, la procedura di gara prevederà clausole sociali vincolanti per garantire la stabilità occupazionale. Gli operatori economici dovranno impegnarsi a utilizzare tutti i lavoratori già impiegati dal concessionario uscente. Sono previsti inoltre meccanismi di premialità per le offerte che proporranno un ulteriore incremento dei livelli occupazionali. Poi la sostenibilità ambientale ed economia circolare. La Regione premierà i progetti volti alla riduzione dei rifiuti, con particolare favore per l'uso del vetro e l'introduzione del sistema del deposito cauzionale. Viene inoltre prevista la possibilità di un uso plurimo delle acque. E ancora il principio di equa remuneratività per l'Umbria. 
   Per assicurare che la risorsa idrica generi un ritorno economico equo per la collettività, il nuovo concessionario sarà tenuto a versare, oltre al diritto annuo di superficie, un corrispettivo commisurato al volume di acqua effettivamente utilizzata, secondo quanto stimato nel piano economico finanziario di offerta. Infine, l’unitarietà del Bacino: per garantire una gestione industriale efficiente e coerente, la procedura assicurerà l'unitarietà delle concessioni oggetto della gara.


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