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Suicidio a Capanne, il cordoglio della presidente Proietti e dell’assessore Barcaioli: “Quarto caso dall’inizio del 2026 nelle carceri umbre”

(AUN) – Perugia, 3 giugno 2026 - “Il suicidio avvenuto il 2 giugno nella Casa circondariale di Perugia, il quarto registrato nelle carceri umbre dall’inizio dell’anno, impone una riflessione che riguarda l’intero sistema penitenziario” sottolineano la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e l’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli, che si sono subito messi in contatto con la direzione del carcere. I due esprimono cordoglio per la morte del detenuto e vicinanza ai familiari, alla direzione della struttura, agli operatori coinvolti e a tutte le persone che vivono e lavorano quotidianamente all’interno della Casa circondariale di Perugia Capanne.

     “Ogni suicidio avvenuto in carcere richiama tutti a una responsabilità che non può essere elusa. La tutela della dignità della persona deve restare un principio irrinunciabile e richiede un’attenzione costante, capacità di ascolto e strumenti adeguati per intercettare situazioni di sofferenza - continuano Proietti e Barcaioli - Al 30 aprile 2026 nelle quattro strutture penitenziarie umbre, Perugia-Capanne, Terni, Spoleto e Orvieto sono presenti 1.708 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.340 posti. Questa è una situazione inaccettabile”. 

E ancora: “In questi luoghi operano ogni giorno agenti della Polizia penitenziaria, personale sanitario, educatori e operatori che svolgono un compito delicato in condizioni spesso difficili. La carenza di organico, segnalata da tempo dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi operatori, si confronta con un numero di presenze che continua a superare la disponibilità regolamentare dei posti. A ciò si aggiunge l’aumento della popolazione detenuta registrato negli ultimi mesi, anche in conseguenza delle disposizioni introdotte dal Decreto Sicurezza che rendono necessario un rafforzamento stabile degli organici della Polizia penitenziaria e delle altre professionalità coinvolte, insieme a un adeguamento delle risorse complessive destinate al funzionamento delle strutture”.

“A cinque mesi dall’inizio del 2026, i suicidi registrati in Umbria rappresentano il 17% di quelli avvenuti nelle carceri italiane. Inoltre il rapporto tra popolazione detenuta e popolazione regionale, pari allo 0,19%, risulta tra i più alti a livello nazionale. È necessario perciò rafforzare la prevenzione del disagio psichico, e mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita delle persone detenute - concludono Proietti e Barcaioli - La Regione Umbria continuerà a collaborare con le istituzioni competenti affinché questi temi restino al centro del confronto pubblico e affinché il ministero della Giustizia avvii interventi capaci di affrontare la complessità del sistema carcerario”. 


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