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Strategia regionale integrata contro l’antimicrobico resistenza. A Villa Umbra il seminario sull’uso appropriato degli antibiotici in un’ottica one-health

(AUN) – Perugia, 21 maggio 2026 – Promuovere un uso più appropriato degli antibiotici. Integrare i dati di monitoraggio sul consumo nazionale e regionale degli antibiotici in un’ottica One health. Contrastare la diffusione dell’antimicrobico-resistenza nei settori della salute umana, animale e ambientale.  Questi i temi al centro del seminario “Contrasto all’antimicrobico resistenza (Amr): L’appropriatezza dell’uso degli antibiotici in un’ottica one-health” organizzato oggi pomeriggio a Villa Umbra e promosso dalla direzione Salute e welfare della Regione Umbria nell’ambito del Piano unico di formazione in sanità 2026 in collaborazione con Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

     Ad aprire i lavori Salvatore Macrì, dirigente servizio Prevenzione, Sanità veterinaria, Sicurezza alimentare della Regione Umbria: “L’incontro di oggi non rappresenta soltanto un momento di aggiornamento scientifico, ma si configura come un passaggio importante delle strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza della nostra Regione”.

     Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco, nel 2024 in Italia il consumo totale di antibiotici sistemici e non sistemici, tra uso territoriale e ospedaliero, si è attestato a 49 dosi giornaliere definite su 1000 abitanti, per una spesa complessiva di 1.501,4 milioni di euro. Circa il 90% dei consumi a carico del Servizio Sanitario Nazionale avviene in regime di assistenza convenzionata e quasi 4 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione antibiotica nell’anno. Permane un’ampia variabilità regionale, con livelli di consumo più elevati al Sud rispetto al Centro e al Nord, sebbene in diminuzione nelle regioni meridionali. Si conferma, inoltre, una maggiore esposizione nelle fasce di età estreme: nei bambini nei primi 4 anni di vita e negli over 85 si registrano le più alte prevalenze d’uso. Dal punto di vista delle classi terapeutiche, le penicilline associate a inibitori delle beta-lattamasi rappresentano ancora la quota maggiore dei consumi (40%), seguite da macrolidi, cefalosporine di terza generazione e fluorochinoloni. Nonostante la riduzione di alcune categorie, persiste una marcata preferenza per antibiotici ad ampio spettro, con valori superiori alla media europea.

     In Umbria, nel 2024 la spesa pro capite degli antibiotici per uso sistemico si è attestata a 11 euro, in aumento del 2,8% rispetto al 2023, ma con un valore più basso della spesa media italiana, pari a 16 euro. Tale andamento è stato determinato esclusivamente da un incremento del consumo (+4,2%) mentre il costo per dose giornaliera definita si è ridotto dell’1,6%. A livello regionale 4 persone su 10 hanno assunto almeno un antibiotico nel corso del 2024. Il distretto di Assisi presenta il valore più elevato di prevalenza d’uso (47,1%) mentre a Perugia e Todi si riscontra il dato più basso (41,6% in entrambi i distretti). L’analisi delle caratteristiche degli utilizzatori di antibiotici sistemici evidenzia un maggior consumo nelle fasce di età estreme, con valori leggermente più elevati tra gli uomini. In particolare, si osserva in Umbria un maggior utilizzo nella fascia 5-9 anni, con una prevalenza d’uso superiore al 50%, e nella popolazione con età pari o superiore a 70 anni, principalmente tra gli ultra-ottantacinquenni, per i quali la prevalenza d’uso raggiunge il 60%. Differenze di genere emergono tra i 15-69 anni, dove le donne risultano maggiormente esposte in termini di consumo e prevalenza d’uso. Mentre tra i soggetti di età superiore ai 65 anni si osserva maggiore esposizione tra gli uomini, sia in termini di consumo che di intensità d’uso.

     Dati illustrati e approfonditi da qualificati relatori, a partire da Roberto Da Cas, Istituto Superiore di Sanità; Antonella Mencacci, Azienda Ospedaliera di Perugia – Università degli Studi di Perugia; Stefano Cappanera, Azienda Ospedaliera di Terni; Ermanno Federici, dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie - Università degli Studi di Perugia; Chiara Casadio, Regione Emilia-Romagna e Valentina Stefanetti, dipartimento di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Perugia.

     Gli interventi, moderati dal dottor Giampaolo Bucaneve e dalle dottoresse Paola Papa e Maria Chiara Borghi, hanno evidenziato l’impatto dell’uso degli antibiotici sulla diffusione dell’antimicrobico-resistenza e il ruolo dell’appropriatezza prescrittiva in ambito umano, veterinario e ambientale.

     “In coerenza con l’approccio ‘One Health’ – ha sottolineato Salvatore Macrì - Regione Umbria promuove un confronto che non si limita alla dimensione umana ma copre tutti gli ambiti di interesse, compreso quello veterinario e ambientale in un’unica strategia di prevenzione. Gli spunti emersi nel convegno a Villa Umbra rappresentano indicatori interessanti in vista della chiusura, prorogata a dicembre di quest’anno, del vigente Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza e in vista del prossimo Piano”. 


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