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Salute e benessere animale: l’Umbria lancia il nuovo sistema integrato basato sull'approccio "One Health"

(AUN) – Perugia, 30 aprile 2026 - Si è tenuto questa mattina, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia, il convegno regionale “Sistema Umbria per la salute e il benessere degli animali”, un evento che ha sancito l'integrazione ufficiale della sanità veterinaria all'interno della futura programmazione sociosanitaria dell’Umbria. La giornata, coordinata dal dirigente del servizio regionale Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare Salvatore Macrì, ha riunito i principali attori del territorio, dalle istituzioni regionali all'Università degli Studi di Perugia, passando per le Usl, i Comuni e le associazioni protezionistiche, per discutere una strategia comune basata sulla prevenzione e sulla sorveglianza. I saluti istituzionali sono stati portati dalla presidente della Regione Stefania Proietti, dalla consigliera provinciale Francesca Pasquino, dall’assessore del Comune di Perugia David Grohmann, dal professor Stefano Bruscoli in rappresentanza del rettorato dell’Università degli Studi di Perugia e da Vincenzo Caputo, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche.    
     L'iniziativa ha posto al centro del dibattito l'approccio One Health, che riconosce il legame indissolubile tra la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente. Durante i lavori è stata presentata l'architettura del sistema regionale dedicata alla governance territoriale e alla prevenzione del randagismo. Gli interventi tecnici hanno approfondito i modelli di gestione dei canili e delle strutture di ospitalità, con una particolare attenzione al polo cinofilo di comunità come esempio di integrazione tra presidio del territorio e benessere animale. “Il benessere animale non è un tema isolato – ha affermato la presidente Proietti - ma è il pilastro di una visione moderna: la One Health. La salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente è profondamente interconnessa e monitorare il randagismo e le malattie infettive sul territorio non è solo un atto di sensibilità, ma una scelta di sanità pubblica fondamentale per proteggere l’intera comunità umbra. I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale – ha aggiunto - il volto più vicino ai cittadini e le vere sentinelle della convivenza civile, chiamati non solo a gestire i canili ma a trasformare queste strutture in luoghi aperti e integrati, veri poli di comunità capaci di coniugare decoro urbano, sicurezza e benessere animale. In questo sistema un ruolo strategico è svolto dai servizi veterinari delle Usl, che rappresentano il braccio operativo della Regione e garantiscono ogni giorno vigilanza, prevenzione e qualità, dalla sorveglianza epidemiologica alle attività di sterilizzazione e microchippatura, assicurando standard elevati nelle strutture e trasformando i canili in centri di eccellenza sanitaria. Senza il contributo delle associazioni – ha detto in conclusione la presidente - il sistema non sarebbe completo, perché il volontariato rappresenta una risorsa insostituibile, capace di prendersi cura degli animali e di costruire un ponte concreto tra istituzioni e cittadini”.    
     “Quando parliamo di benessere degli animali parliamo di politiche e azioni sinergiche – ha rimarcato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, aprendo i lavori del convegno - oggi abbiamo il piacere di presentare quelle politiche programmatiche che abbiamo inserito all’interno del nostro piano sociosanitario regionale e che prevedono la partecipazione della comunità e di tutti gli attori protagonisti. Ci tengo a ringraziare – ha aggiunto la direttrice - i servizi veterinari che hanno una visione allargata, più di quanto si pensi, e un ruolo fondamentale nella tutela della salute. Noi siamo appassionati di animali – ha detto in conclusione Daniela Donetti – ma la nostra passione non è fine a sé stessa, siamo consapevoli che gli animali sono esseri senzienti con la loro sensibilità e siamo consapevoli del fatto che la loro tutela fa parte della nostra tutela. Non solo: ci tengo a ricordare che per garantire la salute umana e la salute animale bisogna investire fortemente anche nella tutela dell’ambiente”.   
     Il contributo scientifico al convegno è stato garantito dal dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Perugia, che ha sottolineato l'importanza del registro tumori animali come strumento fondamentale per il monitoraggio epidemiologico e ha esposto i risultati del progetto Randagiamo dedicato alle adozioni responsabili. In particolare sono stati riportati alcuni dati significativi come la diminuzione costante dei cani accalappiati, passati da 1380 a 698 in due anni, e gli ottimi risultati ottenuti dai canili sanitari e dai canili rifugio, che in un anno hanno permesso la restituzione di 107 cani e l’adozione di 367. Sono state inoltre affrontate le strategie per il controllo di malattie infettive come la leishmaniosi e il ruolo cruciale della medicina trasfusionale veterinaria come sentinella per la salute pubblica. Il convegno ha dato voce anche ai Comuni, rappresentati da Federsanità Anci Umbria, e alle associazioni del territorio che hanno evidenziato le necessità operative quotidiane legate alla tutela degli animali. Le conclusioni della giornata hanno confermato che quanto emerso costituirà la base conoscitiva per il nuovo piano sociosanitario regionale, dove il benessere animale non sarà più considerato un elemento isolato ma una dimensione integrante della salute pubblica moderna.   
     “L’Umbria è oggi un modello perché ha saputo costruire una rete in cui istituzioni scientifiche, servizi veterinari, Comuni e associazioni lavorano insieme, uniti in un unico obiettivo di salute globale e civiltà, rafforzando anche il ruolo della prevenzione, della ricerca e delle adozioni consapevoli come strumenti fondamentali per garantire un futuro dignitoso agli animali e maggiore sicurezza per tutta la comunità”, ha detto in conclusione la presidente Stefania Proietti. 


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