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L'Umbria cuore e cervello verde d'Italia: al via il Progetto SIERO per la bonifica sostenibile delle falde acquifere

(AUN) – Perugia, 2 aprile 2026 - Trasformareuno scarto dell'industria casearia in una risorsa preziosa per la cura e ilrisanamento dell'ambiente. È questo il cuore del Progetto SIERO, l'iniziativasperimentale a scala pilota che ha preso ufficialmente il via allo stabilimentodel Gruppo Grifo Agroalimentare a Ponte San Giovanni. Presenti l'assessoreall'Ambiente della Regione Umbria Thomas De Luca, il direttore generale ArpaUmbria Alfonso Morelli, il country manager director Ramboll Italy AndreaCampioni, il presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare Carlo Catanossi, ilvice direttore ITS Umbria Academy Oscar Proietti e l'Istituto ZooprofilatticoSperimentale dell'Umbria e delle Marche.Il progetto in collaborazione tra RegioneUmbria, Arpa Umbria, Ramboll Italy e Gruppo Grifo Agroalimentare mira abonificare le falde acquifere contaminate da solventi clorurati attraversol'innovativa tecnologia Enhanced Reductive Dechlorination. Questa metodologiaprevede l'iniezione nel sottosuolo di scotta di siero di latte, residuo diproduzione fornito a chilometro zero da GrifoLatte che funge da substratoorganico per attivare i batteri naturali capaci di degradare gli inquinanti.Già presentato con successo al RemTech Expo di Ferrara e alla COP30 in Brasile,il Progetto SIERO rappresenta un'eccellenza internazionale nella gestione dellearee ad inquinamento diffuso, coniugando sostenibilità ambientale e partnershippubblico-privato.Thomas De Luca (assessore Regione Umbria):"Con il Progetto SIERO, l'Umbria si conferma non solo cuore, ma anchecervello verde d'Italia. Mettiamo in campo un modello di economia circolare erigenerativa mai sperimentato su così larga scala, capace di restituire allacomunità risorse idriche preziose utilizzando un prodotto di scarto, con unintervento a costo zero per l’amministrazione regionale".Alfonso Morelli (direttore Arpa Umbria):"L'agenzia si propone come soggetto non solo di monitoraggio e controlloma anche come promotore di innovazione e formazione. Il tutto grazie anche alcoinvolgimento di ITS Umbria Academy. Il monitoraggio tecnico, che durerà seimesi per questa prima fase, sarà curato da Arpa con il supporto dell'IstitutoZooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche per le analisi sullamatrice siero".La Fase I del progetto è partita mercoledì 1°aprile presso lo stabilimento di Ponte San Giovanni con le attività di log ecampionamento della falda a cui è seguita l'esecuzione della prima iniezione discotta di siero di latte. La prima iniezione è stata preceduta, oltre che dalprelievo dei campioni di acqua di falda e siero, anche dalla determinazione deiparametri chimico fisici dell'acqua di falda per varie profondità. Taleattività - svolta mediante l'uso di attrezzatura ITS Umbria Academy - ha visto lacondivisione sul campo delle modalità esecutive della misura e del prelievocampioni da parte di tutte quelle risorse, personale ARPA e tirocinanti ITS,che cureranno le successive operazioni di iniezione e campionamento previsteper i prossimi sei mesi con frequenza quindicinale. La Fase I con iniezioni disiero e analisi sulle falde proseguirà quindi per sei mesi, la sperimentazionepotrà poi essere replicata su larga scala a livello regionale.Carlo Catanossi (presidente Gruppo GrifoAgroalimentare): "Questo progetto è la sperimentazione per la soluzione diun problema che per la nostra cooperativa è prima di tutto di natura economica,legato direttamente all'elevato consumo di acqua necessaria al lavaggio deimacchinari e dei materiali di confezionamento per l'ottenimento dei nostriprodotti. Una situazione che ci pone di fronte non solo agli elevati costidella preziosa risorsa, ma anche a un problema etico, ambientale e sociale.Intorno alla nostra azienda c'è una falda inquinata che ormai da trent'anni nonci consente l'attingimento di risorse idriche che potrebbero risultareestremamente utili per la nostra azienda e per la collettività del nostroterritorio. Abbiamo grandi attese, grande fiducia, e anche un pizzico disperanza rispetto a questo progetto. Per la sperimentazione utilizziamo ilsiero, un prodotto che abbiamo in abbondanza e per il quale il progettorappresenta un utilizzo alternativo al normale smaltimento. Sarebbe una grandesoddisfazione pensare al suo uso per la cura delle falde inquinate da unamalattia così grave".Oscar Proietti (vice direttore e responsabiletecnico scientifico di ITS Umbria Academy): "ITS Umbria Academy ringraziai promotori dell'iniziativa, in primo luogo la Regione Umbria e ARPA Umbria,per aver coinvolto le nostre classi dell'area Biotecnologie – Sostenibilitàambientale. Grazie al supporto di ARPA, gli studenti sono stati direttamenteimpegnati in attività di monitoraggio e campionamento di alcune faldecontaminate e, successivamente, nella progettazione di un modello di bonificabasato sul riutilizzo di scarti caseari. Un'esperienza concreta che haconsentito loro di applicare sul campo i principi dell'economiacircolare".Andrea Campioni (Country manager RambollItaly): "Con il Progetto SIERO mettiamo a frutto l'esperienza che Rambollha maturato dal 2012 nell'applicare i principi dell'economia circolare allabonifica delle acque sotterranee in numerosi siti industriali. A Ponte SanGiovanni abbiamo sviluppato la strategia di bonifica per passare dalla scala distabilimento a quella dell'intera piana e sviluppato il progetto pilota allaGrifoLatte per attivare processi di degradazione naturale degli inquinantisecondo il principio del minimo intervento. La nostra partecipazione è a titologratuito: vogliamo dimostrare e diffondere su larga scala un modello dibonifica efficace, accessibile e circolare, capace di trasformare uno scarto inuna risorsa e di rigenerare le falde in modo sostenibile".


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