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Precisazioni dell'assessore De Rebotti in merito agli incontri relativi alla progettualità E78

Riceviamo e pubblichiamo - Perugia, 20 maggio 2026 - Apprendo con stupore le parole dell'Onorevole Marchetti in merito all'incontro che ho avuto premura di organizzare con i Sindaci di Città di Castello, Citerna e San Giustino.
Definire "passarella" un appuntamento istituzionale voluto per valutare le ripercussioni territoriali riferibili alla progettualità E78 nel tratto regionale è, da parte di un rappresentante umbro in Parlamento, un inciampo poco elegante, sia per ciò attiene la dimensione istituzionale, sia, proprio, per il merito della materia. Istituzionalmente perché all'Onorevole Marchetti la, seppur breve, esperienza da Consigliere Comunale avrebbe dovuto insegnare che il territorio, i Comuni, sono la meravigliosa base su cui poggia la piramide istituzionale. Tale consapevolezza dovrebbe condurre ad un atteggiamento tale da far attribuire priorità alle esigenze delle comunità locali rispetto all'appartenenza politica classicamente intesa.
Nel merito perché la discussione avviata coi Sindaci ha come obiettivo il tentativo di costruire un equilibrio, necessario, tra il fondamentale obiettivo della realizzazione di un'opera strategica per il centro Italia e l'altrettanta centrale esigenza di promuovere percorsi di salvaguardia e sviluppo equilibrato dei territori dell'Alto Tevere.
Anticipo alcuni contenuti che, con coerenza rispetto a quanto condiviso con Sindaci di diversa estrazione politica ma che hanno, tutti, principalmente a cuore i destini delle proprie comunità, sono stati indicati come rilevanti.
La priorità assoluta è la realizzazione della seconda canna della Guinza, oltre che la progettazione complessiva dell'intervento su territorio umbro adottando accorgimenti e soluzioni condivise con i rappresentanti dei territori. Richiediamo il finanziamento complessivo sia di detta seconda canna e, contestualmente, dell'intero tratto umbro della E78. Quando, come sostiene l'Onorevole Marchetti, le opere sono di interesse nazionale è giusto rivendicare l'attuazione progettuale e realizzativa nel rispetto di questi principi.
Di stralci poco significativi, di progettazioni parziali, di assenza o carenza di risorse per la realizzazione di collegamenti viari questa Regione (e più in generale il centro Italia) non ha certamente più bisogno.
Sta definitivamente emergendo la condizione nella quale, da anni, le politiche governative hanno relegato l’Umbria per ciò che attiene il tema delle infrastrutture, in particolare attraverso il reiterato disconoscimento del ruolo di territorio di cerniera del centro Italia nel collegamento est-ovest.
Anche la E78 avrebbe la dignità di un ponte, da costruire con gli umbri andando oltre la dinamica dell'autarchia del governo nelle scelte progettuali. Avversiamo decisamente questo continuo e improduttivo frazionamento degli interventi che spesso hanno, conseguentemente, tempi infinitamente lunghi per la loro realizzazione, in una condizione fortemente caratterizzata anche dell'assenza di finanziamento adeguati per la loro definitiva progettazione.


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