Valorizzazione dei Beni culturali

La politica che caratterizza l'azione regionale nel campo dei beni culturali ha portato a risultati oggettivamente riconosciuti di qualità: una rete museale articolata e diffusa sul territorio, un conosciutissimo patrimonio archeologico, borghi e centri storici recuperati nel rispetto del contesto paesaggistico e ambientale, monumenti conservati e recuperati al pubblico godimento.

Valorizzare i beni culturali dell'Umbria significa aprire i portoni dei palazzi, dei castelli, dei monasteri, per trovare tesori poco conosciuti; significa scendere le scale di cantine in fondo alle quali si scoprono ancora in situ mosaici e affreschi di case romane; significa proporre connubi tra antico e moderno; significa proporre modi diversi di vivere l'arte, le tradizioni storiche e gli antichi mestieri; significa stupire il visitatore sia con eventi dedicati ai grandi nomi sia con piccoli ma inediti tesori.
Il lavoro fatto attraverso gli anni ha portato a proporre un'Umbria diversa, più attuale, accanto alla tradizionale immagine legata al turismo devozionale.

Anche le testimonianze di fede si scoprono in stretta relazione con il patrimonio culturale e ambientale, con i borghi e i musei.
Se negli ultimi anni il concetto di "bene culturale" si è allargato fino a includere oggetti e testimonianze materiali e immateriali della vita e della civiltà di un luogo, l'approccio con il patrimonio culturale non può che avvenire in modo complessivo e integrato con la più ampia offerta dei beni naturalistici, dei festival, delle produzioni tipiche.

Le iniziative di valorizzazione e promozione che la Regione sostiene si ispirano a questi principi e si rivolgono ad un pubblico sempre più selettivo e desideroso di esperienze originali, che vive le dimensioni limitate dell'Umbria come una possibilità in più per afferrarne tutti i contorni.


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