L'abbandono prematuro degli studi rappresenta uno dei risultati del cattivo funzionamento del sistema scolastico e formativo. Per questo la quota di giovani che abbandonano prematuramente gli studi è un indicatore largamente utilizzato per misurare le policy attuate in materia di istruzione e formazione.
Nel 2012 l'Umbria presenta una percentuale di abbandono pari al 13,6%, inferiore al valore nazionale pari al 17,6%, che la colloca al quinto posto tra le regioni.
In Umbria, nel 2012, più del 99% della popolazione in età 15-19 anni è in possesso almeno della licenza di scuola media inferiore. Nel contesto italiano la nostra regione presenta un valore dell'indicatore molto elevato, che la colloca alla 3° posizione, in aumento rispetto al dato del 2011.
Il livello di istruzione della popolazione di 20-24 anni, o tasso di scolarizzazione superiore, è definito come la percentuale di popolazione in età 20-24 anni che ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Nel 2012 in Umbria tale diploma è stato conseguito dall'82,1% (77,1% in Italia) dei giovani in età 20-24 anni, posizionandosi nei primi posti della graduatoria delle regioni.
Analizzando la percentuale di laureati, nel 2012 in Umbria il 21,6% della popolazione di 25 anni è laureata, un valore superiore rispetto al dato nazionale pari al 20,3%.
Nella percentuale di adulti che partecipano alla formazione permanente, l'Umbria nel 2012 con un valore pari al 7,9% (in Italia il 6,6%) si colloca tra le regioni leader insieme a Trentino Alto Adige e Toscana, mantenendo il secondo posto rispetto al 2011.
Nella percentuale di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche per mille abitanti in età 20-29 anni nel 2011, l'Umbria presenta un valore pari al 12,0%, inferiore alla media nazionale (12,9%), che colloca l'Umbria al 9° posto della classifica delle regioni, la stessa rispetto al 2010.
Nel 2011, la spesa pubblica erogata nel settore cultura in Umbria è risultata pari a 125,66 euro pro capite, collocando la regione al 9° posto tra le regioni italiane, inferiore solo a quella di alcune Regioni a statuto speciale (Province Autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Valle D'Aosta, Sardegna), del Lazio (dove pesa la presenza di Roma), del Veneto (dove pesa la presenza di Venezia) e della Liguria.
La spesa delle famiglie per cultura e servizi ricreativi sul totale della spesa per consumi delle famiglie è pari in Umbria all'8,1%, percentuale leggermente inferiore alla media italiana (8,2%) ma superiore a quella del Centro (8,0%).
La domanda culturale espressa dall'indice di fruizione sintetico (persone di 6 anni e più che dichiarano di aver assistito a un evento culturale almeno una volta nell'ultimo anno), nel 2012 risulta in Umbria relativamente bassa e, in riferimento all'intero periodo, manifesta una riduzione maggiore di quella che si è verificata nella media delle regioni centrali e meridionali. In contrapposizione a questa minor propensione alla fruizione di beni ed eventi culturali e ricreativi degli umbri, la regione presenta un valore tra i più alti d'Italia nella dotazione di risorse del patrimonio culturale (53,1 beni archeologici, architettonici e museali per 100 km²).
Nel 2013 le persone di 3 anni o più che praticano sport nella nostra Regione sono il 30,9% della popolazione, di cui il 21,2% in modo continuativo e il 9,7% in modo saltuario; tale percentuale è superiore alla media italiana (30%) ma inferiore a quella del Centro (32,1%).