Piano stralcio per il bacino del lago Trasimeno
Il Piano stralcio per il bacino del lago Trasimeno, redatto ai sensi della L. 183/89 e approvato con D.P.C.M. del 19 luglio 2002, definisce gli obiettivi strategici dello sviluppo e della tutela del territorio e persegue il fine del ripristino, della tutela e della valorizzazione ambientale dell'ecosistema lacustre.

Per questo nel piano sono previste una serie di azioni quali:

  • la pianificazione degli usi delle acque e del suolo nel lungo periodo;
  • la previsione di misure dirette a fronteggiare problemi contingenti legati alla qualità e quantità della risorsa idrica disponibile;
  • la realizzazione di opere atte a contenere l'attuale fenomeno di abbassamento idrometrico quali ad esempio l'allacciamento al sistema idrico, proveniente dall'invaso di Montedoglio, delle reti irrigue attualmente alimentate dalle acque lacustri.

Attraverso queste azioni si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:

  • recupero del deficit idrico annuale;
  • contenimento dell'abbassamento del livello del lago;
  • tutela e valorizzazione ambientale dell'ecosistema lacustre;
  • riduzione progressiva dell'apporto di sostanze inquinanti ai corpi idrici e al suolo;
  • manutenzione funzionale della rete idrografica;
  • promozione di forme di controllo sui consumi idrici;
  • promozione di forme di contenimento dei consumi idrici a scopi irrigui;
  • avere conoscenze ulteriori per l'aggiornamento del piano.

 

Comuni umbri interessati dal piano

 

L'area oggetto del Piano stralcio per il lago Trasimeno comprende il bacino idrografico naturale di stretta pertinenza del lago, costituito dai territori dei Comuni di:

  • Castiglione del Lago;
  • Città della Pieve;
  • Lisciano Niccone;
  • Magione;
  • Paciano;Panicale;
  • Passignano sul Trasimeno;
  • Piegaro;
  • Tuoro sul Trasimeno.

 

Le azioni del Piano

 

Il piano prevede due tipi di azioni:

 

Azioni non strutturali

 

Prevedono un'articolazione del territorio in ambiti:

  • ambito dello specchio lacustre;
  • ambito circumlacuale e delle isole;
  • ambito della pianura irrigua e basso collinare;
  • ambito collinare;
  • ambito alto collinare;
  • ambito degli insediamenti.

Per ognuno di questi ambiti, anche in base alle attività che lo caratterizzano, sono state previste diverse azioni quali ad esempio il controllo e monitoraggio della qualità delle acque lacustri, le norme sui prelievi, l'abbattimento dell'apporto di sostanze inquinanti ecc.

 

Azioni strutturali


Tra queste va sicuramente evidenziato l'allaccio della rete irrigua al sistema idrico proveniente dall'invaso di Montedoglio.

Le opere di adduzione consistono in una galleria adduttrice e in condotte in pressione. Lungo le adduttrici principali il progetto prevede la realizzazione di serbatoi (laghetti) di compenso giornaliero, da cui si diramano le condotte tubate, a servizio dei vari distretti irrigui.

Tra queste azioni rientra anche la programmazione degli interventi.

Le linee di intervento rispondono alle seguenti finalità ed obiettivi:

  • pianificazione degli usi delle acque e del suolo nel lungo periodo;
  • misure dirette a fronteggiare problemi contingenti legati alla qualità e quantità della risorsa idrica;
  • realizzazione di opere atte a contenere l'attuale fenomeno di abbassamento idrometrico del lago;
  • salvaguardia dell'ecosistema lacustre e manutenzione funzionale delle sponde e della rete idrografica;
  • attività conoscitive complementari.

contatti

Sezione Tutela e salvaguardia della qualità delle acque
Piazza Partigiani, 1 - 06124 Perugia
Responsabile Giancarlo Mazzasette
Tel. 075 504 2721
Fax 075 504 2732