Il progetto contribuisce ad animare il territorio attivando spazi comuni come presidi di welfare culturale e promuovendo la conoscenza, la partecipazione, la condivisione, il confronto, l’aggregazione, il protagonismo dei bambini e delle famiglie.
Grazie ai laboratori creativi "I Giorni del Fare", Orvieto ha offerto ai giovani un'esperienza interattiva e formativa unica. La città si è rivelata un autentico "libro di testo vivente", dove elementi architettonici come capitelli, chiese e palazzi, solitamente visti come semplici monumenti, sono diventati il punto di partenza per un innovativo percorso didattico.
I partecipanti hanno imparato a interpretare la pietra come un linguaggio, decifrando le narrazioni incise sulle sue superfici e le testimonianze del passato. Grazie a questa "rigenerazione immaginativa", ogni giovane partecipante ha potuto trasformarsi da semplice spettatore a autore attivo del proprio paesaggio urbano, acquisendo una nuova consapevolezza del ruolo che può giocare nella configurazione e nell'interpretazione della propria città.
Il laboratorio ha strutturato l'esperienza dei ragazzi dai 6 ai 12 anni in percorsi distinti ma interconnessi:
I percorsi: i ragazzi sono stati invitati a rappresentare il tragitto quotidiano tra la propria casa e luoghi significativi come la biblioteca o la scuola. Questa attività ha favorito una maggiore consapevolezza dello spazio urbano e delle proprie abitudini, stimolando la riflessione sulla mobilità e sulla percezione del proprio ambiente.
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La città che vorrei: partendo dalle osservazioni e dalle ispirazioni raccolte, i partecipanti hanno immaginato e progettato la loro città ideale, un luogo dove i desideri e le esigenze dei più giovani potessero trovare espressione in architetture e spazi urbani innovativi e a misura di bambino.
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Argilla: attraverso la manipolazione dell'argilla, i disegni e le idee si sono concretizzati in forme tridimensionali. Case, palazzi, torri e giardini hanno preso vita, dando forma tangibile ai sogni e alle visioni dei ragazzi e culminando nella creazione del modello di città collettivo.
Il processo creativo del laboratorio ha sapientemente integrato quattro principi fondamentali:
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La scoperta: attraverso l'esplorazione attiva, i ragazzi hanno sviluppato una nuova percezione della città, imparando a guardare Orvieto con occhi diversi e cogliendo la sua storia e la sua anima in ogni angolo.
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Il riuso: promuovendo l'utilizzo di materiali di recupero, il laboratorio ha sensibilizzato i partecipanti all'importanza della sostenibilità ambientale e alla circolarità delle risorse, dimostrando come il "rifiuto" possa trasformarsi in nuova materia creativa.
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La narrazione: ai ragazzi è stata data voce per raccontare le storie dei luoghi incontrati, permettendo loro di reinterpretare e personalizzare il ricco patrimonio storico-culturale della città.
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La manipolazione: il principio dell'imparare facendo ("learning by doing") è stato centrale, consentendo ai giovani di tradurre le idee in forme concrete attraverso l'uso dell'argilla, un materiale versatile e plasmabile che stimola la manualità e la creatività.
L'iniziativa "I Giorni del Fare" è stata resa possibile grazie alla sinergia e alla collaborazione di diverse realtà del territorio quali il Comune di Orvieto, la Cooperativa sociale Il Quadrifoglio e la Nuova Biblioteca pubblica L. Fumi che hanno creduto nell'importanza di un'educazione creativa e partecipativa.
Leggi il libro “I giorni del fare per rileggere la città”
06124 Perugia