Piano stralcio Piediluco
Questo Piano, redatto ai sensi della L. 183/89, rappresenta lo strumento conoscitivo e tecnico-normativo per il raggiungimento di due obiettivi principali.

Obiettivi del Piano

 

I due obiettivi principali sono:

  1. prevenire e ridurre progressivamente il  fenomeno eutrofico delle acque del lago di Piediluco, anche attraverso una disciplina delle attività umane ovvero dei cicli produttivi che comportano rilascio di fosforo.

    A tal fine sono individuati i seguenti settori produttivi:
    • agricolo - zootecnico
    • civile - industriale
    • ittiogenico
  2. recuperare i fenomeni di dissesto e prevenire quelli di instabilità che caratterizzano le sponde del lago al fine di ripristinare le condizioni di stabilità delle sponde.

Per raggiungere questi obiettivi il piano prevede:

  1. la disciplina delle attività mediante:
    • indirizzi di salvaguardia e prescrizioni immediatamente vincolanti per gli usi e le attività nei settori produttivi citati;
    • indirizzi di sviluppo e gestione rivolti alle amministrazioni con competenze specifiche nei settori produttivi citati;
  2. la definizione di interventi:
    • di tipo strutturale:
      • con carattere emergenziale (rimozione dei sedimenti dal fondo);
      • volti all'adeguamento dei sistemi della depurazione e del collettamento degli scarichi civili ed industriali;
      • volti al contenimento e prevenzione dei fenomeni di dissesto spondale;
    • di tipo manutentivo:
      • sul reticolo drenante;
      • sui versanti in erosione;
      • a carattere sperimentale, approfondimenti delle conoscenze, monitoraggio.

Il Piano è fortemente sostenuto dalla considerazione che, in base al D.Lgs. 152/99, il lago di Piediluco è inserito tra le "Aree sensibili" in quanto posto ad una altitudine sotto i 1000 m s.l.m. ed avente una superficie superiore a 0,3 Kmq, nonché con scarso ricambio idrico ove possono verificarsi fenomeni di accumulo di nutrienti.

 

Al complessivo processo di pianificazione ha costantemente contribuito un Sottocomitato composto da rappresentanti del Comitato tecnico e da delegati delle amministrazioni provinciali interessate, che hanno così garantito l'indispensabile concertazione delle azioni promosse dal Piano stralcio per il lago di Piediluco.

Di seguito viene riportato l'iter amministrativo che ha portato all'approvazione del Piano:

  • adozione del Progetto di Piano da parte dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere con delibera del Comitato Istituzionale n. 102 del 25 febbraio 2003, nella stessa seduta, con delibera n. 103,  sono state approvate anche le misure di salvaguardia;
  • adozione del Piano da parte dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere con delibera del Comitato Istituzionale n. 111 del 30 novembre 2005;
  • approvazione del Piano da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 aprile 2006;
  • pubblicazione del Decreto del  Presidente del Consiglio dei Ministri sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (serie generale) n. 233 del 6 ottobre 2006.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, gli Enti, i soggetti pubblici e privati sono tenuti ad attivare tutte le azioni previste dalle Norme Tecniche di Attuazione.

 

Ambito territoriale

 

Le acque che raggiungono il lago di Piediluco provengono:

    dal bacino naturale, che si estende su una superficie di circa 74 Kmq;
    dal bacino del fiume Nera chiuso a Triponzo da cui parte, in galleria, il Canale Medio Nera che recapita le acque del bacino sotteso direttamente nel lago;
    dal bacino del Fiume Velino, il quale contribuisce all‘alimentazione del lago di Piediluco attraverso un canale artificiale che svolge le funzioni di emissario ed immissario del lago, in relazione al regime di funzionamento della centrale idroelettrica ENEL (oggi Eon) di Galleto Monte S. Angelo.

La superficie complessiva del bacino, così come descritto, ammonta complessivamente a circa 3200 Kmq.
L'area di Piano ha una superficie complessiva che ammonta a circa 2100 Kmq, risultando comunque molto estesa in confronto alla superficie del lago, pari a soli 1,6 Kmq (vedi Cartografia - Inquadramento territoriale).

Il lago funziona come invaso di regolazione giornaliera delle portate che alimentano la centrale di Galleto Monte S. Angelo, secondo lo schema seguente:

    Il Canale Medio Nera alimenta il lago per 24 ore su 24 con circa 15 mc/sec;
    Il fiume Velino alimenta il lago per le 9 ore notturne con circa 10 mc/sec.

Si rileva quindi che, sul volume totale di acque che alimentano il lago giornalmente, l‘80% proviene dal bacino del Nera ed il 20% da quello del Velino.

I Comuni umbri interessati dal Piano sono:

 

Comune

Superficie del Comune (Kmq)

Superficie compresa nel piano (Kmq)

Arrone

40,973

12,768

Campello sul Clitunno

49,681

4,36

Cascia

180,46

177,354

Cerreto di Spoleto

74,648

44,805

Ferentillo

69,473

0,018

Foligno

264,295

11,327

Monteleone di Spoleto

62,06

55,284

Norcia

274,963

211,11

Poggiodomo

40,021

2,859

Polino

19,536

5,505

Preci

81,862

81,862

Sellano

85,694

47,208

Stroncone

71,071

3,744

Terni

212,154

21,423

 

Azioni del piano


Il Piano Stralcio per il lago di Piediluco agisce attraverso:

Disposizioni generali

Valide per tutta l'area di Piano, volte alla diminuzione degli impatti delle attività antropiche che comportano produzione e rilascio di fosforo nei bacini.

Tali disposizioni prevedono:

  • le fasce di rispetto dei corsi d'acqua con funzioni di filtro delle attività agricole;
  • il controllo dell'erosione e trasporto solido;
  • la gestione degli effluenti di allevamento;
  • la depurazione dei reflui di centri e nuclei con abitanti equivalenti maggiori di 10.000;
  • il divieto di nuovi impianti ittiogenici e regolamentazione degli esistenti.

 

Disposizioni specifiche

 

Valide per alcuni sottobacini (AMBITI CRITICI) caratterizzati da elevate produzioni di fosforo provenienti da agro - zootecnia e reflui civili - industriali. Sono stati individuati i seguenti ambiti critici:

  • AMBITO A: lo specchio lacustre, le sponde, la fascia circumlacuale;
  • AMBITO B: il bacino naturale del lago di Piediluco;
  • AMBITO C: il comparto civile industriale;
  • AMBITO D: il comparto agro-zootecnico.

Ad esempio, è previsto che sulle sponde di tutti i corsi d'acqua che attraversano suoli agricoli coltivati, è prevista una fascia di rispetto di larghezza minima di 5 m a partire dal ciglio di sponda o dal piede esterno dell'argine con funzioni di filtro delle attività agricole.

Nelle fasce di rispetto si applicano le disposizioni normative di cui all'art. 96 del R.D. n.523 del 1904, ed inoltre:

  • è vietata qualsiasi trasformazione edilizia, fatti salvi gli interventi di conservazione sul patrimonio edilizio esistente in base alla legislazione vigente;
  • all'interno del corso d'acqua sono ammessi esclusivamente gli interventi volti al disinquinamento, alla manutenzione ordinaria e straordinaria del corso d'acqua e delle opere idrauliche connesse da effettuare, per quanto possibile, con le tecniche dell'ingegneria naturalistica;
  • è vietato l'uso di diserbanti, fitofarmaci e fertilizzanti chimici.

 

Interventi programmati

 

Il Piano ha previsto:

  • interventi strutturali sui sistemi di collettamento e depurazione;
  • interventi sperimentali attuati direttamente sul lago;
  • manutenzione dei versanti per il controllo e la progressiva riduzione dell'erosione;
  • azioni di monitoraggio.


Elenco generale degli Interventi programmati e relativo fabbisogno finanziario:

 

 

INTERVENTI

IMPORTO

Rimozione dei sedimenti dal fondo

775.000*

Rilievo finalizzato alla individuazione, per tratti omogenei, delle attuali sistemazioni di sponda con individuazione delle possibili tipologie di intervento

52.000

Realizzazione e adeguamento degli impianti di depurazione delle acque reflue civili – industriali e delle reti fognarie

34.106.000

Interventi mirati alla riduzione e alla migliore gestione della fertilizzazione fosfatica in agricoltura

1.395.000

Interventi mirati al contenimento dei fenomeni di erosione idrica del suolo

59.337.000

Taglio periodico delle macrofite, manutenzione fragmiteto

78.000

Campagne di monitoraggio dei principali parametri di qualità delle acque del lago e dei maggiori corsi d'acqua

780.000

Interventi per l'abbattimento dei carichi di fosforo in acquacoltura

962.000

Interventi sperimentali attuati direttamente sulle acque del lago

207.000

Studio modellistico dell'idrodinamismo del lago in relazione ad una ipotesi di diversa distribuzione delle immissioni al lago - Studio di fattibilità

258.000

TOTALE

97.950.000

 

*(già finanziato con Accordo di programma tra A.B.T., regione dell'Umbria e provincia di Terni il 29.12.1999)

Monitoraggio e aggiornamento

Al fine di valutare l'efficacia delle azioni del Piano e lo stato ambientale del lago, le regioni interessate dovranno predisporre un modello di monitoraggio dello specchio lacustre.

 

Il monitoraggio dovrà rilevare i parametri macrodescrittori indicati nel D.Lgs. 152/99 e successive modificazioni ed integrazioni, e dovrà prestare particolare attenzione alla scelta dei punti di prelievo, per la valutazione del carico totale di fosforo, affinché questi siano rappresentativi dell'effettivo stato generale di eutrofizzazione del lago.

 

Per l'aggiornamento del Piano, le regioni predisporranno un sistema di monitoraggio per la misura, con cadenza mensile, dei parametri indicati nel D.Lgs. 152/99 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dei solidi sospesi e delle portate, da attuarsi, in contemporanea, in corrispondenza delle sezioni di chiusura dei 25 sottobacini che costituiscono l'area di Piano, o di loro aggregazioni.

 

Per assicurare la funzionalità del sistema di monitoraggio il presente Piano prevede un apposito finanziamento a base annuale.


Sezione Tutela e salvaguardia della qualità delle acque
Piazza Partigiani, 1 - 06124 Perugia
Responsabile Giancarlo Mazzasette
Tel. 075 504 2721
Fax 075 504 2732