Notizie
Perugia, 18 giugno 2026 – Oltre 15.800 persone seguite dai Centri di salute mentale, più di 13 mila utenti assistiti dai servizi di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, quasi 3mila persone prese in carico dai servizi per le dipendenze, 13.569 cittadini interessati dai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Sono alcuni dei numeri che fotografano lo stato della salute mentale in Umbria e che ieri hanno accompagnato la presentazione del Piano di azioni regionale per la salute mentale nel corso dell'evento “Salute mentale in Umbria: dal Piano di azioni nazionale al percorso regionale partecipato”, ospitato nella Sala del Consiglio della Provincia di Perugia. All'iniziativa hanno preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il rettore dell'Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, insieme a rappresentanti delle aziende sanitarie regionali, degli ordini professionali, delle istituzioni scolastiche, degli enti locali e del terzo settore.
“Il Piano di azioni regionale per la salute mentale nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto professionisti, enti del terzo settore e tutti i principali stakeholder, con l'obiettivo di costruire una programmazione capace di rispondere ai reali bisogni della cittadinanza umbra – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti –. In coerenza con il Piano nazionale, vogliamo promuovere un approccio bio-psico-sociale-culturale e la prospettiva One Health – One Mental Health, superando una visione esclusivamente clinica del disagio psichico e rafforzando l'integrazione tra servizi sanitari, sociali ed educativi. L'obiettivo è costruire percorsi di cura e prevenzione sempre più vicini alle persone, con particolare attenzione ai giovani, alle nuove dipendenze e alle situazioni di maggiore vulnerabilità, attraverso un modello di Integrated Community Care che renda la cura un autentico progetto di comunità”.
A introdurre i lavori è stata la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, che ha illustrato i contenuti del Piano, coerente con la progettualità e gli obiettivi del Piano nazionale, un documento di oltre 180 pagine che recepisce e contestualizza in Umbria gli indirizzi del Piano di azioni nazionale per la salute mentale, individuando tra le priorità d’intervento il contrasto al disagio giovanile, la cura delle nuove dipendenze, il rafforzamento delle attività di prevenzione, l'attenzione alla salute mentale forense e la delicata transizione tra i servizi neuropsichiatrici infantili e quelli per l'età adulta. “Questo Piano è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti, aziende sanitarie, università e istituzioni – ha dichiarato la direttrice Donetti –. L'obiettivo è costruire servizi sempre più integrati, capaci di prendere in carico la persona nella sua complessità, riducendo frammentazione ed eterogeneità degli interventi e garantendo percorsi omogenei ma personalizzati”.
Daniela Donetti ha inoltre ripercorso le principali tappe che hanno portato alla definizione del documento, nato da una fase iniziale di mappatura delle principali complessità del sistema regionale e successivamente sottoposto a un percorso di confronto e validazione con i portatori di interesse.
I dati regionali presentati nel corso dell’evento evidenziano una domanda di assistenza per la salute mentale significativa: sono 15.835 le persone seguite dai Centri di salute mentale in Umbria, pari a 214,3 assistiti ogni 10 mila abitanti, a fronte di una media nazionale di 171,9. Nell'area delle dipendenze l'Umbria registra uno dei più elevati tassi di utenza del Paese, con 351 assistiti ogni 100 mila abitanti, mentre i servizi di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza hanno registrato nel solo 2025 oltre 118 mila accessi. Accanto alla tenuta complessiva del sistema emergono tuttavia criticità che richiedono risposte sempre più integrate, come il progressivo aumento delle fragilità tra adolescenti e giovani. Il benessere psicologico passa dal 71,4 per cento degli undicenni al 52,4 per cento dei diciassettenni, evidenziando differenze di genere particolarmente marcate a svantaggio delle ragazze. Circa il 50 per cento degli adolescenti umbri riferisce inoltre di essere stato vittima di cyberbullismo, mentre il 13 per cento manifesta un utilizzo problematico della rete che interferisce con il sonno e le relazioni sociali. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, fenomeno che registra un allarmante abbassamento dell'età di esordio, oggi compresa tra gli 8 e i 12 anni, e una crescente complessità clinica dovuta alla frequente presenza di altre problematiche psichiatriche associate. Sul fronte delle dipendenze, oltre all'aumento delle richieste di trattamento legate all'uso di cocaina e crack, continua a destare preoccupazione il fenomeno dell'abuso di alcol, mentre emergono nuove forme di dipendenza che coinvolgono soprattutto le giovani generazioni.
“Tra gli aspetti più qualificanti del Piano c'è il forte investimento sulla prevenzione e sulla promozione della salute – ha sottolineato la direttrice Donetti –. Vogliamo sviluppare azioni concrete e misurabili, costruite insieme alle scuole, alle istituzioni e alle comunità locali, accompagnate da strumenti di monitoraggio che consentano di adeguare costantemente le risposte ai bisogni emergenti della popolazione”.
Dopo una fase articolata di confronto e consultazione, culminata in sei incontri territoriali e tematici svolti nel maggio scorso e nell'acquisizione di 23 contributi formali da parte degli stakeholder, il documento entra ora nella fase conclusiva del percorso di approvazione. Il recepimento del Piano di azioni nazionale per la salute mentale e la preadozione da parte della giunta regionale apriranno infatti un ulteriore momento di partecipazione pubblica finalizzato all'adozione definitiva del Piano, prevista entro la fine dell'estate. Seguirà quindi la fase attuativa, con l'avvio degli interventi programmati, il monitoraggio degli obiettivi e la valutazione dei risultati.
Assisi, 18 giugno 2026 – Si è aperta questa mattina alla Domus Pacis di Assisi la riunione della Commissione Enve (Ambiente, cambiamenti climatici ed energia) del Comitato europeo delle Regioni, alla presenza di 150 partecipanti da tutta Europa. La sessione, convocata per la seconda volta in Italia, esaminerà e discuterà la relazione curata dalla presidente della Regione Stefania Proietti e dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca sulla revisione dell’attuazione ambientale (Environmental Implementation Review – EIR 2025), che l’Umbria è stata incaricata di preparare per conto di tutti le Regioni europee. Al termine delle due giornate di lavoro la Commissione Enve adotterà il parere oggetto dei lavori.
“È per me un grande onore e una profonda emozione – ha detto la presidente Proietti nell’aprire i lavori della mattinata – accogliervi oggi ad Assisi, nel cuore dell'Umbria, per questa importante riunione. Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento a tutti voi che avete raggiunto la nostra regione da ogni parte d'Europa. La vostra presenza ad Assisi testimonia l'importanza del dialogo tra territori e il ruolo fondamentale che regioni e città svolgono nella costruzione delle politiche europee. La scelta di Assisi come sede di questa riunione non è casuale. È una scelta profondamente strategica e ricca di significato. Assisi è una città conosciuta in tutto il mondo come luogo di dialogo, pace e rispetto per il creato. Qui il messaggio universale di San Francesco continua a parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo, richiamandoci alla responsabilità verso l'ambiente, le comunità e le generazioni future”.
“In un momento storico segnato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche e profonde sfide sociali – ha proseguito la presidente Proietti – Assisi rappresenta un luogo particolarmente adatto per riflettere sul rapporto tra sviluppo, sostenibilità e coesione territoriale. Da qui vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la transizione verde non può essere imposta dall'alto, ma deve essere costruita insieme ai territori, alle comunità locali, alle regioni e alle città europee. Abbiamo bisogno di politiche ambientali ambiziose, ma anche efficaci, comprensibili e capaci di valorizzare le specificità territoriali. Abbiamo bisogno di un'Europa che continui a guidare la lotta ai cambiamenti climatici senza perdere competitività, coesione sociale e capacità di innovazione. L'Umbria è orgogliosa di contribuire a questo percorso. Una regione che ha scelto di investire nella sostenibilità, nella tutela delle risorse naturali, nell'economia circolare, nelle energie rinnovabili e nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico come leva per uno sviluppo equilibrato e duraturo”.
“Desidero ringraziare – ha concluso la presidente – tutti coloro che hanno reso possibile l'organizzazione di questo importante appuntamento europeo: il Comitato europeo delle Regioni, i servizi della Commissione ENVE, il Comune di Assisi e tutti i partner che hanno collaborato alla realizzazione dell'evento, tra cui Sviluppumbria, i GAL dell'Umbria, ARPA Umbria e GEPAFIN. Il loro impegno dimostra la capacità del nostro territorio di lavorare in rete e di presentarsi unito nelle sfide europee. Benvenuti in Umbria, benvenuti ad Assisi e buon lavoro a tutti noi. Viva le città e le regioni d'Europa! Viva la cooperazione europea!”
Scuola, dalla Regione Umbria oltre 4,2 milioni di euro per ampliare le attività educative pomeridiane nelle scuole primarie
(AUN) - Perugia, 18 giugno 2026 – La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato i criteri per l’attuazione dell’intervento “Tempo integrato scuola”, destinando 4.290.069 euro alle scuole primarie pubbliche umbre per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028. Le risorse provengono dal Programma regionale del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 e sosterranno progetti educativi pomeridiani rivolti alle studentesse e agli studenti delle primarie.
“Vogliamo offrire a ogni bambina e a ogni bambino le stesse opportunità di crescita, indipendentemente dal luogo in cui vive o dalla situazione familiare di partenza - sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli - Con questo intervento investiamo sulla scuola come spazio aperto alla comunità, capace di accompagnare i percorsi educativi oltre l’orario delle lezioni e di costruire occasioni di partecipazione, socialità e apprendimento accessibili a tutte e tutti”.
L’iniziativa punta ad ampliare il tempo scuola attraverso attività extrascolastiche realizzate in collaborazione con enti locali, Terzo settore, associazioni, realtà culturali e sportive e famiglie. L’obiettivo è rafforzare le comunità educanti e offrire risposte ai bisogni dei territori, favorendo il successo formativo, il benessere delle studentesse e degli studenti e il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa.
I progetti potranno prevedere laboratori artistici e creativi, attività sportive, supporto allo studio, corsi linguistici, percorsi dedicati all'educazione alle relazioni, iniziative sulla sostenibilità ambientale e occasioni di partecipazione alla vita culturale delle comunità locali. Le attività si svolgeranno in orario pomeridiano per almeno quattro giorni alla settimana e per una parte significativa dell'anno scolastico.
Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione, all’accessibilità, alle pari opportunità e al coinvolgimento delle alunne e degli alunni che vivono situazioni di fragilità. Tra gli elementi valutati per l'assegnazione dei finanziamenti figurano infatti la qualità educativa delle proposte, la capacità di costruire reti territoriali, la promozione della non discriminazione e la valorizzazione delle differenze.
“La scuola pubblica - conclude Barcaioli - è uno dei principali strumenti attraverso cui una comunità può ridurre le disuguaglianze e allargare i diritti. Per questo continuiamo a investire risorse europee nell’istruzione, sostenendo percorsi che aiutino bambini e bambine a sviluppare talenti, relazioni e autonomia, dentro una rete educativa che coinvolga l’intero territorio”.
Perugia, 18 giugno 2026 – Il Comune di Narni e la Regione Umbria esprimono la propria vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Sangraf e alle loro famiglie, che da troppo tempo vivono una situazione di incertezza e preoccupazione legata al futuro dell’azienda e alla continuità occupazionale.
"Dietro questa vicenda non ci sono soltanto numeri, bilanci o procedure aziendali – dichiarano il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti – ma persone, famiglie, storie di lavoro e di sacrificio che meritano rispetto. Quando vengono meno le certezze sugli stipendi, sui contributi e sul futuro occupazionale, si determina una condizione di forte disagio sociale che coinvolge l’intera comunità".
Comune e Regione sottolineano come la Sangraf rappresenti una realtà produttiva significativa per il territorio e come il suo futuro non riguardi esclusivamente i lavoratori impiegati nello stabilimento, ma l’intero tessuto economico e sociale dell’area.
"Nessun territorio può permettersi di perdere il proprio patrimonio produttivo e professionale nell’indifferenza generale – proseguono Lucarelli e De Rebotti –. Per questo chiediamo all’azienda di fornire in tempi rapidi risposte chiare, concrete e verificabili sulle questioni sollevate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. La trasparenza e il confronto rappresentano condizioni indispensabili per ricostruire un clima di fiducia e individuare soluzioni credibili per il futuro".
Il Comune di Narni e la Regione Umbria rivolgono inoltre un appello al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché continui a seguire con la massima attenzione la vertenza, attivando ogni strumento utile ad aprire un confronto serio sul futuro del sito produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.
"Le istituzioni continueranno a fare la propria parte – concludono il sindaco Lucarelli e l’assessore De Rebotti –. Come avvenuto in questi mesi, saremo al fianco dei lavoratori, sosterremo ogni iniziativa utile a favorire la ricerca di soluzioni e manterremo alta l’attenzione su una vicenda che riguarda il futuro di molte famiglie e dell’intera comunità. Questo è il tempo della responsabilità: ognuno deve assumersi il proprio ruolo e fornire risposte concrete a chi chiede rispetto, lavoro e prospettive per il futuro".
Perugia, 18 giugno 2026 – La Giunta regionale ha approvato due provvedimenti nell’ambito del PR FESR Umbria 2021-2027 dedicati allo sviluppo e alla fabbricazione di tecnologie strategiche STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), con una dotazione complessiva superiore ai 31 milioni di euro destinata a rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.
Le misure danno attuazione alla riprogrammazione del Programma regionale FESR in chiave STEP, la piattaforma europea istituita per sostenere tecnologie critiche ed emergenti, ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione e consolidare le catene del valore nei settori ad alto contenuto innovativo. “Con questi provvedimenti mettiamo a disposizione delle imprese umbre strumenti concreti per affrontare le trasformazioni che stanno interessando l’economia europea e internazionale”, dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. “L’obiettivo è sostenere investimenti capaci di generare innovazione, aumentare la competitività delle aziende e rafforzare il posizionamento dell’Umbria nei settori tecnologici strategici”.
Il primo intervento riguarda l’Avviso STEP 2026 attraverso strumento finanziario, rivolto alle piccole e medie imprese, singole o aggregate, per sostenere investimenti nei settori delle tecnologie digitali, delle tecnologie deep tech, delle biotecnologie e delle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse. La misura prevede una dotazione finanziaria complessiva di 16 milioni di euro: 14 milioni destinati all’Azione 1.6.1 del PR FESR “Supporto agli investimenti in tecnologie digitali, innovazione delle tecnologie deep tech e biotecnologie” e 2 milioni per l’Azione 2.9.1 “Sostegno alle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse”. L’accesso alle agevolazioni avverrà attraverso una procedura valutativa a sportello articolata in due fasi: una prima domanda preliminare, nella quale saranno valutate capacità tecniche, organizzative, economiche e finanziarie delle imprese e il profilo degli investimenti proposti, e una seconda fase riservata ai progetti che supereranno la valutazione iniziale.
Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta, a sovvenzione, riguarda invece le linee guida per l’Avviso STEP destinato al sostegno dello sviluppo e della fabbricazione di tecnologie critiche. In questo caso la dotazione finanziaria è pari a 15 milioni e 421 mila euro, di cui 12 milioni e 421 mila euro a valere sull’Azione 1.6.1 e 3 milioni sull’Azione 2.9.1. L’avviso sarà rivolto anche alle grandi imprese, in forma associata con le piccole e medie, e potrà sostenere investimenti produttivi e, in via complementare, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori individuati dal regolamento europeo STEP: digitale e deep tech, tecnologie pulite, biotecnologie e ambiti collegati. “L’innovazione tecnologica rappresenta una delle principali leve di sviluppo per i territori”, prosegue De Rebotti. “La programmazione europea ci consente di accompagnare imprese e filiere verso produzioni più avanzate, sostenibili e integrate nelle nuove catene del valore. La sfida è creare condizioni affinché l’Umbria possa essere protagonista nei processi di trasformazione industriale, valorizzando competenze, ricerca e capacità produttive già presenti”.
Per l’Avviso STEP mediante strumento finanziario sarà coinvolta Gepafin, soggetto gestore degli strumenti finanziari regionali a sostegno delle imprese. Mentre per la gestione dell’Avviso STEP a sovvenzione è stata individuata Sviluppumbria quale Organismo intermedio ai sensi della normativa europea. Per le attività connesse alla gestione della procedura è previsto un importo massimo di 250 mila euro a valere sulle risorse di assistenza tecnica del PR FESR 2021-2027. I due interventi si inseriscono nella strategia regionale di utilizzo dei fondi europei per accompagnare il sistema economico umbro verso maggiore innovazione, sostenibilità e autonomia tecnologica, in coerenza con gli obiettivi della piattaforma STEP europea.
(AUN) – Perugia, 17 giugno 2026 – Un premio internazionale che pone Norcia, città natale di San Benedetto, al centro del confronto sulla pace, sul dialogo tra i popoli e sulle radici spirituali dell’Europa. È il Premio Internazionale San Benedetto da Norcia, promosso dal Comune e presentato questa mattina nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e al sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera.
La prima edizione, dedicata al tema della pace, si svolgerà dal 27 giugno al 19 luglio e avrà il suo momento centrale l’11 luglio, giorno dedicato a San Benedetto, patrono d’Europa. Alle ore 20, in piazza San Benedetto, il riconoscimento sarà conferito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, indicato come testimone autorevole di dialogo, riconciliazione e convivenza in uno dei contesti più complessi del nostro tempo.
Il Premio nasce per valorizzare la figura di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale e patrono d’Europa, e per promuovere, a partire dalla città che gli ha dato i natali, un messaggio di dialogo, fraternità, riconciliazione e convivenza tra i popoli. Un’iniziativa che intreccia il cammino di rinascita della città dopo il sisma con una prospettiva internazionale, affidando alla cultura, alla spiritualità, alla musica, all’arte e alla testimonianza civile il compito di parlare all’Europa e al mondo.
“Questo è un premio destinato a permanere - ha affermato la presidente Stefania Proietti, ringraziando il Comune di Norcia per l’impegno grande e importante assunto nell’organizzazione dell’iniziativa. Come Regione Umbria – ha sottolineato – sosteniamo convintamente questo percorso, perché Norcia è un luogo che continua a parlare al mondo. È un Comune piccolo nelle dimensioni, ma grande per il messaggio che custodisce e che trasmette: quello di San Benedetto, patrono d’Europa”.
Per la presidente, il Premio si inserisce pienamente nel cammino di rinascita della città dopo il sisma e nel più ampio ruolo spirituale e culturale dell’Umbria. “Norcia è una città che sta rinascendo, una città che torna a mostrarsi nella sua bellezza e nella sua forza. Questo premio contribuisce a quella rinascita e al respiro internazionale che Norcia deve avere. Noi abbiamo il privilegio, come regione Umbria, di essere la terra dei grandi santi: San Benedetto, San Francesco, Santa Rita e tante altre figure che ancora oggi parlano alla coscienza del mondo”.
La presidente ha richiamato anche il valore dei cammini e delle esperienze spirituali che attraversano l’Umbria, “luoghi nei quali le persone ritrovano se stesse, cercano ristoro non solo materiale ma anche interiore, incontrano comunità, paesaggi autentici e una dimensione umana unica”. Da questo punto di vista, ha aggiunto, il Premio “mette insieme le peculiarità immense dell’Umbria e le proietta in una dimensione internazionale, facendo di Norcia un punto di riferimento per la pace, per il dialogo e per la ricostruzione morale dell’Europa”.
Il sindaco Giuliano Boccanera ha evidenziato il valore storico e identitario dell’iniziativa per la comunità nursina. “Per Norcia – ha detto – questo è un momento importante. Il Premio nasce per promuovere la nostra città e il nostro territorio, ma soprattutto per rendere attuale il pensiero di San Benedetto. La sua Regola, il suo messaggio, la capacità di costruire comunità e civiltà sono oggi più che mai necessari”.
Anche Boccanera ha collegato il tema della pace alla ricostruzione. “Noi abbiamo vissuto un periodo difficile e, grazie alla capacità dei nursini e al lavoro delle istituzioni regionali, nazionali e comunali, stiamo ricostruendo passo dopo passo la nostra città. Come Norcia ricostruisce se stessa, mattone dopo mattone, così anche le terre segnate dalla guerra devono poter ricostruire la pace. Il pensiero di San Benedetto può indicare una strada”.
Il programma del Premio prevede sedici giorni di eventi, con otto appuntamenti dedicati alla pace attraverso musica, arte, spiritualità, storia, testimonianza e confronto pubblico. Il 27 giugno si aprirà con la mostra “Radici di Pace”, dedicata allo scultore Andrea Roggi, autore dell’opera simbolo del Premio, e con “PAX: quello che rimane”, drammaturgia per voce e due strumenti con Marco Bocci, Maria Cristina Lalli e Maria Cecilia Berioli. Il 3 luglio sarà la volta della lezione-concerto “La musica come linguaggio universale di pace” con Paolo André Gualdi, mentre il 5 luglio la Fondazione Luigi Salvatorelli curerà la tavola rotonda “Il confine e la soglia. La pace ai margini d’Europa”.
Il 7 luglio il professor Franco Cardini terrà la lectio magistralis “San Benedetto e le radici dell’Occidente. Europa, identità, futuro”. L’8 luglio l’incontro “Voci dall’Ucraina. La pace come ferita aperta” accoglierà una comunità ucraina in visita a Norcia nell’ambito del progetto LIFE Debris2Resource, mentre il 9 luglio “La notte della pace” coinvolgerà associazioni e comunità del territorio in una serata di testimonianze, musica e partecipazione civile. Il 10 luglio il convegno “Il cammino e il tempo” sarà dedicato al Cammino di San Benedetto, con la partecipazione dei sindaci dei comuni attraversati dall’itinerario e del commissario straordinario alla ricostruzione sisma, Guido Castelli.
Na serata dell’11 luglio ci sarà il concerto finale dell’Orchestra della Polizia di Stato. Il 12 luglio il Teatro Civico ospiterà il concerto dell’Orchestra Filarmonica Umbra “Vittorio Calamani”, mentre il 19 luglio il programma si concluderà con il 5° Trofeo San Benedetto da Norcia, corsa ciclistica su strada per la categoria Juniores.
“Norcia – ha concluso la presidente Proietti – è simbolo di una rinascita che riguarda le comunità, le relazioni, la cultura e la speranza. Da qui, dalla terra di San Benedetto, può partire ancora una volta un messaggio forte all’Europa e al mondo: la pace si costruisce con responsabilità, con dialogo, con pazienza e con la capacità di riconoscersi parte della stessa umanità”.
Altre informazioni dall'Ufficio stampa
Le altre news, il quindicinale AUN, il notiziario radiofonico, la rassegna stampa e i contatti sono sulle pagine dell'Ufficio stampa, alla voce Agenzia Umbria Notizie.