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Perugia, 12 giugno 2026 – Con la conclusione, nella giornata del 13 giugno, della fase di lavori programmata sulla tratta ferroviaria Terni-Foligno e la ripresa della normale circolazione da sabato 14 giugno, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Francesco De Rebotti esprime soddisfazione per il rispetto del cronoprogramma previsto.
“I tempi annunciati sono stati rispettati e questo è stato l’elemento che abbiamo sempre preteso. Siamo consapevoli dei disagi che cittadini, lavoratori e studenti hanno dovuto affrontare nelle ultime settimane a causa di interventi necessari per il potenziamento della rete ferroviaria”, dichiara De Rebotti.
“Detto questo, sarebbe un errore pensare che il problema del trasporto ferroviario umbro coincida con il cantiere appena concluso. Lo abbiamo ribadito più volte in questi mesi: le criticità che interessano migliaia di pendolari umbri riguardano la qualità complessiva del servizio, l’affidabilità dei collegamenti, l’accesso alla Direttissima verso Roma e la necessità di garantire all’Umbria un sistema ferroviario all’altezza delle esigenze di cittadini e imprese”.
L’assessore sottolinea come la Regione continuerà a mantenere alta l’attenzione sui temi già portati all’attenzione del Governo, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei soggetti gestori della rete. “I lavori finiscono, ma resta aperta la questione più importante: garantire collegamenti efficienti, puntuali e competitivi ai pendolari umbri. È su questo che continueremo a chiedere risposte concrete e interventi strutturali. L’Umbria non può essere penalizzata da decisioni che rischiano di ridurre ulteriormente le opportunità di mobilità dei nostri cittadini”.
“In questo quadro si inseriscono anche le forti preoccupazioni che abbiamo espresso nei confronti della delibera 49/2026 dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Se dovessero essere confermati alcuni degli indirizzi contenuti nel provvedimento, il rischio sarebbe quello di ridurre ulteriormente gli spazi destinati al trasporto pubblico regionale a vantaggio dei servizi a mercato, con conseguenze particolarmente pesanti per i pendolari umbri e per i collegamenti verso Roma”.
“Per questo la Regione Umbria continuerà il confronto con il Governo e con le altre amministrazioni regionali coinvolte. Già lunedì 15 giugno incontrerò i sindaci umbri per condividere il quadro della situazione e rafforzare una posizione comune a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini. Su questi temi è necessario che il territorio si presenti unito e faccia sentire con forza la propria voce”.
Perugia, 12 giugno 2026 - Firmato a Palazzo Donini dalla Presidente Stefania Proietti e dal Generale di divisione Francesco Mazzotta, alla presenza anche della Direttrice Salute e Welfare Daniela Donetti, il protocollo d’intesa tra la Regione e il Comando regionale della Guardia di Finanza volto a rafforzare la tutela della legalità e il controllo sulla spesa sanitaria, consolidando una collaborazione istituzionale avviata già nel 2013 e successivamente rinnovata nel 2022.
“La sottoscrizione di questo protocollo innovativo – dichiara la Presidente della Regione – rafforzerà in maniera concreta gli strumenti di tutela della legalità e di presidio sull’utilizzo delle risorse pubbliche, in un ambito delicato e centrale come quello della sanità. Garantire trasparenza, correttezza ed efficienza nella gestione della spesa sanitaria significa non solo prevenire e contrastare fenomeni illeciti, ma anche assicurare ai cittadini servizi di qualità e un uso responsabile delle risorse. Si consolida una collaborazione già avviata da anni con la Guardia di Finanza, rendendola ancora più strutturata e orientata all’analisi preventiva dei rischi. L’integrazione delle competenze e lo scambio qualificato di informazioni consentiranno di intercettare tempestivamente eventuali criticità, migliorando la capacità dell’amministrazione di intervenire con rapidità e precisione”.
“L’importanza dei controlli sulla spesa sanitaria – ha spiegato il Generale Francesco Mazzotta – è chiaramente rappresentata dal fatto che essa, da sola, costituisce un terzo degli esborsi per l'acquisizione di beni e servizi della Pubblica Amministrazione a livello nazionale. Un'attività consapevole di controllo, al fine di preservare la corretta destinazione delle risorse pubbliche alla fornitura di servizi ai cittadini, va soprattutto nella direzione di garantire le fasce più deboli della popolazione, che potrà usufruire così di migliori prestazioni sanitarie. Voglio infine sottolineare l'innovatività di questo protocollo di intesa, basato su una attività condivisa di analisi predittiva del rischio, che consentirà ai Reparti umbri della Guardia di finanza di avvalersi di un set selezionato di informazioni che potranno indirizzare l’attenzione investigativa verso le anomalie più gravi”.
“Come Regione – ha concluso la Presidente Proietti – riteniamo fondamentale promuovere una cultura della legalità amministrativa orientata al miglioramento continuo dei processi. In questo senso, il protocollo si inserisce pienamente nel nostro impegno per una Pubblica Amministrazione sempre più trasparente, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini, capace di coniugare rigore nei controlli e qualità nei servizi”.
Nel dettaglio, il protocollo punta a prevenire e reprimere fenomeni di frode, malversazione ed ogni altra forma di sperpero, con tre focus specifici su spesa farmaceutica, prestazioni specialistiche e approvvigionamenti, promuovendo al contempo una più ampia cultura della legalità amministrativa. Particolare attenzione sarà riservata alla corretta gestione delle risorse finanziarie pubbliche e al miglioramento continuo dei livelli di efficienza nella spesa sanitaria. La collaborazione tra Regione Umbria e Guardia di Finanza si svilupperà quindi attraverso un articolato sistema di analisi di dati interoperabili, relativi alla spesa sanitaria regionale. Tali dati saranno confrontati con benchmark nazionali e indicatori di efficienza, al fine di individuare eventuali scostamenti o anomalie gestionali. L’attività congiunta si concentrerà in particolare sui comparti maggiormente esposti a rischi. In questo ambito, sarà fondamentale lo scambio costante di informazioni tecniche e qualificate tra la Direzione regionale Salute e Welfare e il Comando Regionale e saranno organizzati momenti di formazione che vedranno impegnati tanto i funzionari della Regione quanto il personale della Guardia di Finanza.
(AUN) – Perugia, 12 giugno 2026 – Si celebra il 14 giugno la Giornata mondiale del Donatore di sangue, un appuntamento che la direzione regionale Salute e Welfare dell’Umbria accoglie con l’obiettivo prioritario di ringraziare i donatori e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza fondamentale di un gesto semplice ma vitale per migliaia di persone. La ricorrenza di quest’anno vuole rimarcare in modo deciso il valore strategico del fare rete sul territorio regionale, unendo in un unico grande sforzo le aziende sanitarie, i professionisti della salute, le amministrazioni comunali e le associazioni di volontariato, indispensabili per garantire l’efficacia del sistema trasfusionale e tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino.
Il raggiungimento dell’autosufficienza rappresenta un traguardo comunitario possibile soltanto attraverso l’impegno collettivo, specialmente alla luce dell’andamento di raccolta. Guardando i dati forniti dal Centro regionale sangue (Crs) relativi all’anno 2025, in Umbria sono state registrate 37.589 donazioni di sangue intero, a cui si aggiungono oltre 3.700 procedure per la raccolta mirata delle singole componenti del sangue, come il plasma e le piastrine. Sul fronte dell’assistenza e delle cure, il sistema sanitario regionale ha garantito la trasfusione di ben 35.567 sacche di globuli rossi a beneficio di oltre 9.500 pazienti. A questo straordinario sforzo si affianca l’utilizzo del plasma a fini terapeutici: 231 pazienti hanno ricevuto complessivamente 1.072 unità di plasma derivato dalle donazioni di sangue. Infine, l’attività ha riguardato la trasfusione di oltre 5.000 unità di concentrati piastrinici, una risorsa salvavita fondamentale che ha permesso di curare 820 pazienti.
Questo quadro numerico dimostra quanto sia importante promuovere la cultura del dono, non solo per il sangue intero ma anche per il plasma (l’Umbria si pone tra le regioni che sono ancora molto sotto la media dei livelli necessari all’autosufficienza), elemento insostituibile per la produzione di farmaci salvavita destinati a patologie croniche e rare.
“La donazione di sangue – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – è una delle massime espressioni di civismo e solidarietà concreta all’interno di una comunità. Come istituzione regionale siamo profondamente grati a tutti i cittadini che regolarmente tendono la propria mano e il proprio braccio per salvare vite umane. La sfida dell’autosufficienza ematica e plasmatica ci impone tuttavia di non abbassare la guardia e di consolidare quella straordinaria rete territoriale che unisce la sanità umbra al mondo del volontariato, affinché nessuno resti indietro e la nostra sanità continui a rispondere con prontezza ed eccellenza a ogni emergenza e percorso di cura”.
Importante è anche la sinergia istituzionale a livello regionale, a partire dalla firma del Protocollo d’intesa siglato tra Avis Umbria e Anci Umbria, che prevede nella serata del 14 l’illuminazione di rosso, colore simbolo del sangue e del dono, dei principali monumenti comunali della regione, offrendo così una testimonianza visiva del valore sociale e civico di questa giornata. Accanto a questa iniziativa, si rivela prezioso il supporto del Forum del Terzo settore e di numerose realtà associative e ordini professionali impegnati nella tutela della salute, tutti uniti in una campagna di comunicazione coordinata sui canali social per coinvolgere le nuove generazioni di donatori. In questo quadro di mobilitazione, un ruolo fondamentale è giocato anche dalle Avis comunali, che capillarmente promuoveranno eventi e attività di sensibilizzazione direttamente nelle piazze e nei centri cittadini della regione. Attraverso l’allestimento di stand informativi per la promozione della cultura della solidarietà, l’organizzazione di camminate naturalistiche, momenti di aggregazione e controlli gratuiti dello stato di salute.
Il fine settimana anche la rete sanitaria regionale si mobilitata con eventi e aperture straordinarie volti ad avvicinare la cittadinanza. L’Azienda ospedaliera di Perugia apre le proprie porte nella mattinata di sabato con un apposito open day presso il Servizio di Immunotrasfusionale, consentendo ai cittadini di recarsi agevolmente a donare. Nella stessa giornata di sabato, l’Azienda ospedaliera di Terni ha in programma, nell’aula A del proprio Centro di formazione, un corso di formazione e approfondimento scientifico dal tema “La donazione di sangue in ottica di genere – Sesso e genere: le differenze che fanno le differenze”. Anche l’Usl Umbria 2 promuove, domenica 14, un’apertura del Centro prelievi del presidio ospedaliero di Orvieto, che ha già registrato una straordinaria risposta da parte dei cittadini. L’Usl Umbria 1, invece, ha in calendario due giornate di raccolta del sangue sabato 13 nei presidi ospedalieri di Città di Castello e di Assisi e martedì 16 in quello di Umbertide. Mentre martedì 16 a Castiglione del Lago è previsto un banchetto informativo per promuovere la donazione, nella mattinata di sabato 27 è in programma all’auditorium dell’ospedale di Branca un incontro.
Tutte le informazioni utili sulle modalità di donazione e sui requisiti di idoneità sono costantemente reperibili nei portali ufficiali, la direzione regionale invita la popolazione idonea a compiere questo fondamentale gesto di generosità.
(aun) - Perugia, 12 giu. 026 – La Giunta regionale dell'Umbria ha adottato in via definitiva il disegno di legge relativo agli “Interventi in materia di tributi regionali” voluto congiuntamente dal vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio, Tommaso Bori, e dall'assessore regionale alle Politiche sociali e al Welfare, Fabio Barcaioli, con l'obiettivo di sostenere le realtà sociali del territorio di fronte alle recenti evoluzioni normative nazionali.
Il provvedimento è frutto di un proficuo percorso di partecipazione e confronto che ha coinvolto attivamente gli enti del Terzo settore operanti in ambito socio-sanitario e l'intero mondo della cooperazione umbra.
L'aggiornamento della normativa regionale si è reso necessario per via della riforma nazionale del Terzo settore che ha istituito il Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) in sostituzione di tutti i precedenti registri.
Dal primo gennaio 2026 infatti, l'Anagrafe unica delle Onlus è stata soppressa, imponendo agli enti una migrazione verso il nuovo sistema per poter mantenere i benefici.
Il nuovo disegno di legge quindi, interviene proprio per assicurare la continuità e il potenziamento dei benefici fiscali per gli operatori rientranti in queste categorie.
Tra le principali misure introdotte dal testo, spicca una riduzione dell'aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), che viene fissata all'1,50 per cento per gli enti iscritti al Runts che svolgono in via esclusiva o principale attività di assistenza socio-sanitaria, sociale residenziale e non residenziale, identificati dai codici Ateco 86, 87 e 88.
Questa misura garantisce un trattamento di continuità strutturale con le passate agevolazioni previste per le ex Onlus.
Il provvedimento interviene anche in materia di tassa automobilistica regionale, assicurando la continuità delle esenzioni dal pagamento per i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato, di promozione sociale, del settore sanitario, sociale e della protezione civile.
Tali benefici saranno d'ora in avanti vincolati alla regolare iscrizione al Runts oppure all'elenco territoriale del volontariato di protezione civile istituito presso la Regione Umbria.
La manovra prevede un impegno finanziario a carico del bilancio regionale pari a 275mila euro annui a decorrere dall'esercizio 2026, necessari a coprire le minori entrate derivanti dalle riduzioni fiscali a sostegno del welfare regionale.
Rimangono pienamente operative le agevolazioni che azzerano o riducono l'aliquota IRAP a favore delle cooperative di lavoro e delle cooperative sociali (tipo A e B), senza che siano necessari ulteriori interventi legislativi.
A seguito della sua adozione definitiva in Giunta, il disegno di legge sarà ora trasmesso all'Assemblea legislativa per la discussione e la successiva approvazione, affinché le misure di sostegno possano entrare in vigore a supporto delle reti di solidarietà umbre già a valere dal corrente anno.
"Il disegno di legge che abbiamo licenziato in Giunta regionale – sottolinea Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio – non è una semplice misura tributaria, ma una precisa scelta politica a difesa del nostro tessuto sociale. Il Terzo settore non è un accessorio, ma costituisce una rete fondamentale che unisce persone, associazioni e istituzioni, in Umbria e nel resto del Paese. In un momento in cui le riforme nazionali rischiano di indebolire questo modello di solidarietà, la Regione risponde offrendo a queste realtà basi solide per dare continuità e slancio ai loro progetti sul territorio. Proteggere chi fa innovazione sociale e garantisce inclusione – conclude Bori – significa redistribuire benessere e creare uno scudo a difesa dei più fragili".
"Con questo provvedimento – ha evidenziato l'assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli - riconosciamo il ruolo che il Terzo settore svolge quotidianamente nelle nostre comunità. Associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali garantiscono servizi, accompagnano le persone più fragili e offrono un supporto prezioso a molte famiglie. L'adeguamento della normativa regionale consente di mantenere strumenti importanti per sostenere queste attività e dare continuità a un patrimonio di competenze, impegno e solidarietà diffuso in tutta l'Umbria".
Sansepolcro (AR), 11 giugno 2026 – Un traguardo storico per la diga di Montedoglio, per EAUT - Ente Acque Umbre Toscane e, in generale, per il centro Italia. La Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha recentemente autorizzato l’entrata in esercizio ordinario dell’invaso tiberino che, certificando stabilità e sicurezza dello sbarramento, ha posto fine alla fase di collaudo e ha sancito il definitivo ingresso dell’infrastruttura nella piena operatività, aprendo una nuova fase per la gestione della risorsa idrica al servizio dei territori della Toscana e dell’Umbria. “Celebriamo il raggiungimento di un obiettivo storico - spiega Simone Viti, presidente di EAUT, - che rappresenta il compimento di un complesso e decennale percorso che ha confermato, unitamente al completamento della rete di adduzione, la capacità di EAUT di realizzare e sviluppare un patrimonio infrastrutturale strategico. Oggi possiamo guardare al futuro con la consapevolezza di avere a disposizione un’infrastruttura sicura, strategica e pienamente operativa, capace di garantire sviluppo, sostenibilità e tutela della risorsa idrica per comunità e territori di Umbria e Toscana”.
Questo risultato è stato festeggiato alla diga di Montedoglio con una giornata di festa che ha riunito i rappresentanti di Ministeri, Regioni e Comuni, offrendo l’occasione per condividere le prospettive future legate a un’opera che, con la piena funzionalità, rafforza il proprio ruolo come uno dei principali nodi del sistema idrico dell’Italia centrale. L’evento è stato aperto dai saluti dell’ingegner Simone Viti, presidente di EAUT, che ha ricordato le tappe di un percorso che ha preso simbolicamente il via nel lontano 1959 con la proposta di legge dei deputati Bucciarelli Ducci e Fanfani per l’istituzione dell’Ente per la Irrigazione della Val di Chiana e delle Valli Aretine, che è proseguito con la definizione del Piano Generale Irriguo da parte del professor Filippo Arredi e che ha trovato concretizzazione con l’inizio dei lavori nel 1977. Il direttore di EAUT, l’ingegner Andrea Canali, ha poi ricordato come i cicli di invaso sperimentale e i conseguenti collaudi tecnico-speciali hanno caratterizzato la più recente storia di Montedoglio, scandendo un complesso percorso di verifiche, monitoraggi e interventi che ha portato al riconoscimento definitivo della piena sicurezza e affidabilità dell’opera. Le caratteristiche tecniche della diga sono state altresì illustrate dall’ingegnere responsabile della diga, l’ingegner Thomas Cerbini.
“Oggi celebriamo un traguardo storico che va nella direzione della piena attuazione di una visione concepita tra gli anni ‘60 e ‘70 e che finalmente trova il suo compimento - commenta Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. - Con l’entrata in esercizio ordinario della diga di Montedoglio, diamo vita a quel disegno originario basato sulle condotte di adduzione che collegano strategicamente il triangolo Montedoglio-Lago Trasimeno-Valdichiana. Si tratta di un’opera fondamentale che si inserisce in una più ampia collaborazione con la Regione Umbria. Grazie a questa sinergia e alla piena operatività della rete apriremo una nuova fase per la gestione della risorsa idrica al servizio dei territori della Toscana e dell’Umbria garantendo l’irrigazione, l’approvvigionamento e il sostegno al comparto agricolo di un intero territorio interregionale. È la dimostrazione di come le grandi infrastrutture pensate per il futuro possano concretizzarsi per diventare motore di sviluppo per il territorio”.
I festeggiamenti alla diga di Montedoglio hanno rappresentato anche un’occasione per ribadire il ruolo strategico di un’infrastruttura che, con una capacità di invaso di oltre 135 milioni di metri cubi d’acqua, costituisce oggi una risorsa fondamentale per l’agricoltura, per l’approvvigionamento idropotabile e per la tutela del territorio. L’autorizzazione all’esercizio ordinario fino alla quota massima di regolazione di 393,60 metri sul livello del mare permette infatti di valorizzare pienamente il potenziale dell’opera, garantendo una maggiore disponibilità d’acqua a beneficio di cittadini, imprese e attività produttive. Nel corso degli anni, accanto alla realizzazione e alla gestione della diga, EAUT ha sviluppato anche una complessa rete di adduzione primaria e secondaria che permette di destinare l’acqua a un territorio particolarmente vasto tra Valtiberina, Valdichiana, Alto Tevere Umbro e lago Trasimeno, attraverso la doppia linea di adduzione del Sistema Occidentale e del Sistema Orientale. Questa rete, a regime, consentirà di garantire acqua a scopo irriguo per circa 30.000 ettari di territorio e risorsa idropotabile per circa 700.000 persone tra Toscana e Umbria. A testimoniare il valore di Montedoglio per il sistema agricolo ha simbolicamente contribuito, nel corso dell’evento, la degustazione dei prodotti delle aziende del territorio che beneficiano dell’acqua della diga come dimostrazione concreta di come questa infrastruttura abbia contribuito a rafforzare la competitività delle imprese agricole, a sostenere produzioni di eccellenza e a garantire continuità e sostenibilità alle coltivazioni.
“L’entrata in esercizio ordinario della diga di Montedoglio è un passaggio storico per l’Umbria, per la Toscana e per l’intero sistema idrico dell’Italia centrale - aggiunge Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. - La certificazione della piena stabilità e sicurezza dell’invaso consolida un’infrastruttura strategica, attesa da decenni, che oggi entra nella sua fase di piena operatività e mette a disposizione dei territori una risorsa essenziale per il futuro. Per l’Umbria, Montedoglio rappresenta una leva fondamentale per l’approvvigionamento idrico, per l’agricoltura, per il sostegno alle imprese e per la tutela ambientale. La disponibilità di acqua è oggi una questione decisiva di sicurezza, sviluppo e adattamento ai cambiamenti climatici. Poter contare su un sistema pienamente funzionante significa rafforzare la capacità dei nostri territori di programmare, produrre e proteggere una risorsa preziosa. Il collegamento con l’Alto Tevere umbro e con il lago Trasimeno assegna a questa opera un valore concreto, è una risposta strutturale ai bisogni delle comunità, del mondo agricolo e delle attività produttive. Ringrazio l’Ente Acque Umbre Toscane, il Ministero, la Regione Toscana, i Comuni e tutti i tecnici che hanno seguito un percorso complesso, fatto di verifiche, responsabilità e lavoro costante. Un plauso all’assessora regionale Simona Meloni per l’attenzione e il lavoro portato avanti su un tema strategico per l’agricoltura umbra, per il Trasimeno e per la gestione sostenibile della risorsa idrica. Un ringraziamento infine va anche ai commissari straordinari nazionali per la scarsità idrica che hanno seguito il dossier Trasimeno, Nicola Dell’Acqua e Fabio Ciciliano, per il contributo assicurato in una fase decisiva del percorso. Oggi si chiude una lunga fase di collaudo e si apre una stagione nuova, fondata su sicurezza, cooperazione istituzionale e capacità di governo”.
Perugia, 11 giugno 2026 – La giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore regionale alle Politiche agricole Simona Meloni, ha approvato i criteri di selezione e i termini di ammissibilità della spesa per la concessione di aiuti a favore degli allevatori umbri destinati all’acquisto di riproduttori selezionati, iscritti ai libri genealogici o ai registri anagrafici di razza.
L’intervento, finanziato con 150mila euro a valere sul Fondo unico regionale per l’agricoltura, è finalizzato alla conservazione delle risorse genetiche di interesse agrario, al miglioramento del patrimonio zootecnico regionale, alla tutela della biodiversità agricola e alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità. Il sostegno sarà concesso sotto forma di contributo in conto capitale, fino a un massimo del 60 per cento della spesa sostenuta, nei limiti previsti dal regime de minimis.
“Esprimo grande soddisfazione per un provvedimento che l’Umbria attendeva dal 2012 – sottolinea l’assessore regionale Simona Meloni –. Con questa misura diamo una risposta concreta a un settore strategico della nostra agricoltura e lo facciamo mettendo a disposizione risorse che rappresentano un segnale preciso di attenzione verso gli allevatori umbri, verso le aree rurali e verso il patrimonio zootecnico della nostra regione”.
Il sostegno è rivolto alle imprese agricole, singole o associate, che esercitano attività zootecnica in Umbria e risultano iscritte nella Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica. Sono ammissibili gli acquisti di riproduttori maschi e fattrici femmine di diverse specie – bovini, bufalini, ovini e caprini, suini, asinini ed equini – iscritti, secondo la normativa vigente, ai rispettivi libri genealogici, registri anagrafici di razza o al registro regionale previsto dalla legge regionale 12 del 2015.
“Investire sui riproduttori selezionati – prosegue Meloni – significa sostenere il miglioramento genetico degli allevamenti, rafforzare la qualità delle produzioni, tutelare le razze e le risorse genetiche presenti nel nostro territorio. Ma significa anche riconoscere il ruolo degli allevatori come presidio economico e ambientale delle aree rurali umbre. La zootecnia è parte della storia agricola dell’Umbria, delle sue tradizioni, della sua biodiversità e della sua identità”.
La gestione operativa dell’intervento sarà affidata a Gepafin S.p.A., secondo quanto già stabilito dalla Giunta regionale, che procederà all’attivazione dell’avviso pubblico sulla base dei criteri approvati.
“Questo provvedimento – conclude l’assessore Meloni – si inserisce nel lavoro più ampio che stiamo portando avanti per sostenere il mondo agricolo umbro: semplificazione, attenzione alle filiere, strumenti mirati per le imprese, tutela della qualità e valorizzazione delle produzioni. Dopo anni di attesa rimettiamo al centro un intervento concreto per gli allevatori, con risorse adeguate e con una visione chiara”.
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