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(Aun) – Perugia, 25 agosto 2026 – Rivolgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro ai nuovi garanti nominati dall’Assemblea legislativa dell’Umbria: Andrea Pensi, Garante per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale; Renato Tomei, Garante per i diritti delle persone con disabilità; Matteo Severini, Garante per l’infanzia e l’adolescenza; Carla Casciari, Garante per le persone anziane; e Fabrizio Schettini, Difensore civico regionale.
Sono figure alle quali viene affidato un compito di grande responsabilità, perché chiamate a rappresentare e tutelare diritti fondamentali e a mantenere aperto un canale di ascolto tra le persone - soprattutto quelle che vivono condizioni di maggiore fragilità - e le istituzioni. È un lavoro che richiede competenza, equilibrio e capacità di ascolto, ma anche la sensibilità necessaria per comprendere bisogni e situazioni che spesso rischiano di rimanere ai margini.
La Regione Umbria considera queste figure un presidio importante di democrazia e di tutela dei diritti e, proprio per questo, sono certa che sapremo costruire con loro un rapporto di collaborazione proficuo e concreto, nel pieno rispetto delle reciproche competenze. L’obiettivo comune deve essere quello di rendere sempre più forte una comunità che sappia prendersi cura delle persone, riconoscendo a ciascuno dignità, diritti e opportunità.
Un ringraziamento va anche a quanti, negli anni precedenti, hanno ricoperto le funzioni di garanzia già presenti nella nostra Regione, contribuendo con il loro impegno a costruire un patrimonio di esperienza e attenzione alla tutela dei diritti.
Ora si apre una nuova fase, nella quale sono certa che i nuovi garanti sapranno mettere esperienza, professionalità e sensibilità al servizio dell’Umbria e dei suoi cittadini. A loro va il mio augurio di buon lavoro e il ringraziamento fin d’ora per l’impegno che sono chiamati ad assumere.
Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria
(AUN) – Perugia, 25 agosto 2026 – La Giostra della Quintana di Foligno si prepara al gran finale delle celebrazioni per l’Ottantennale con la Giostra della Rivincita.
Il programma dell’edizione settembrina, al via giovedì 27 agosto, è stato presentato oggi a Palazzo Donini alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del vicepresidente e assessore alla Cultura Tommaso Bori, del presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana Domenico Metelli, dell’assessore alla Quintana del Comune di Foligno Riccardo Meloni e del direttore del GAL Valle Umbra e Sibillini David Fongoli.
L’Ottantennale è accompagnato anche dal riconoscimento della Quintana nella nuova legge regionale in materia di cultura e imprese culturali e creative, che la individua quale bene costitutivo del patrimonio culturale immateriale dell’Umbria.
“La Quintana è un patrimonio comune dell’Umbria – ha sottolineato la presidente Proietti. Il riconoscimento nella legge regionale nasce da un percorso di grande partecipazione che ha coinvolto oltre 350 soggetti del mondo della cultura. È una manifestazione che appartiene a Foligno ma rappresenta l’intera Umbria”.
La presidente Proietti ha richiamato il valore sociale della manifestazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso i rioni e le taverne. “La Quintana costruisce comunità, partecipazione e responsabilità. È questa energia, nata anche dalla capacità di Foligno di rialzarsi dalle macerie della guerra nel 1946, che continua ancora oggi a unire la città”. La presidente ha inoltre espresso apprezzamento per la crescente attenzione al benessere dei cavalli e per la decisione di non consentire più l’utilizzo della frusta nel Campo de li Giochi. “La Regione sarà sempre insieme alla Quintana e al suo popolo”.
Il vicepresidente e assessore alla Cultura Tommaso Bori ha ricordato il percorso che ha portato all’inserimento della manifestazione nella normativa regionale. “Per gli 80 anni avevamo assunto un impegno: inserire per la prima volta la Quintana in un testo di legge regionale. Non è soltanto una questione di finanziamenti, ma soprattutto di riconoscimento: essere in una legge significa far parte di un patrimonio comune”. Bori ha inoltre sottolineato il prestigio del Palio della Rivincita realizzato da Mimmo Paladino e il messaggio di pace legato all’opera.
“Questa festa appartiene ormai all’Umbria intera”, ha affermato il presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana Domenico Metelli, che ha ringraziato la Regione per il sostegno e ricordato il ruolo delle centinaia di persone, in particolare dei giovani, impegnate durante tutto l’anno nella vita dei rioni.
Tra le novità dell’edizione anche il rafforzamento dell’accessibilità, con interpretariato nella lingua dei segni al Campo de li Giochi e sottotitolazione delle dirette del Corteo e della Giostra, oltre ai pannelli in Braille già presenti nel Museo della Quintana.
Cresce anche la visibilità internazionale: il 23 per cento del valore delle vendite online dei biglietti proviene dall’estero, mentre lo speciale Rai 3 del 20 giugno ha raggiunto oltre 380 mila spettatori. Dal 6 al 12 settembre è prevista inoltre una nuova campagna televisiva nazionale sulle reti Rai.
Il programma accompagnerà Foligno fino al 13 settembre con le prove ufficiali, la Fiera dei Soprastanti, la Notte Barocca, il premio “12 giornali sotto braccio”, il concerto della Banda musicale della Guardia di Finanza e, sabato 12 settembre, il Corteo delle rappresentanze rionali. Domenica 13 settembre, dalle ore 15, i dieci Rioni si contenderanno al Campo de li Giochi il Palio della Giostra della Rivincita, firmato per l’Ottantennale dal maestro Mimmo Paladino.
Perugia, 25 agosto 2026 – In merito alla nota pubblicata dal Comune di Orvieto circa l'avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per l'ampliamento della discarica "Le Crete", l'assessore regionale all'ambiente Thomas De Luca ritiene doveroso fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti, carte alla mano, per evitare strumentalizzazioni politiche che non giovano al dibattito istituzionale né ai cittadini.
Nell'avviso pubblico datato 6 luglio 2026, è scritto nero su bianco che "il progetto prevede ampliamento della discarica in ottemperanza di quanto riportato nella DGR n.2 del 05/01/2022 con la quale la Regione Umbria ha stabilito l'estensione della volumetrie delle discariche strategiche regionali di 1.000.000 di mc oltre un 20%". L'apertura dell'istruttoria per il PAUR non rappresenta quindi in alcun modo una nuova scelta politica dell'attuale Giunta di centrosinistra, bensì un atto tecnico-amministrativo dovuto e consequenziale, avviato su istanza del gestore, che trova il suo fondamento programmatico nelle scelte irreversibili operate dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra. La sindaca Tardani chiede di sapere "quali siano oggi i presupposti". La risposta è proprio scritta a chiare lettere nella Deliberazione della Giunta Regionale (DGR) n. 2 del 5 gennaio 2022 (Giunta Tesei), che ha stabilito in modo inequivocabile il destino del polo di Orvieto.
In quel documento, la precedente amministrazione ha certificato il fallimento delle proprie politiche di riduzione dei rifiuti, ammettendo testualmente al punto 2 che «le azioni messe in campo dalla vigente programmazione hanno esaurito il loro effetto sulla diminuzione dell'utilizzo di discarica». Per risolvere l'emergenza da loro stessi denunciata, la Giunta Tesei ha deliberato al punto 4 “l'estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 di metri cubi oltre un 20% complessivo”, indicando esplicitamente i tre impianti destinati a tale ampliamento: Belladanza, Borgogiglione e, per l'appunto, “impianto Le Crete nel Comune di Orvieto”. Il fabbisogno volumetrico aggiuntivo per fronteggiare la crisi, stimato tra 1.000.000 e 1.400.000 metri cubi, è dettagliato chiaramente anche nell'Allegato Fabbisogni approvato con la medesima delibera.
La sindaca di Orvieto fa riferimento al punto 6 della stessa delibera e alla sentenza del TAR per sostenere che l'ampliamento non fosse stato deciso. Si tratta di una lettura totalmente pretestuosa. Il punto 6 della DGR 2/2022 non esclude affatto "Le Crete" dall'ampliamento, ma stabilisce semplicemente una tempistica differente: «considerando l'attuale disponibilità di volumetria autorizzata e la maggiore capacità rispetto agli altri due impianti, eventuali riprofilature potranno essere valutate successivamente». Il termine "successivamente" stabiliva solo una priorità temporale per gli altri impianti più in sofferenza (Belladanza e Borgogiglione), ma inseriva a tutti gli effetti la discarica di Orvieto nel piano strategico di ampliamento da 1,2 milioni di metri cubi.
Oggi, a fronte della richiesta del gestore basata proprio su quelle volumetrie stabilite dalla precedente giunta Tesei, gli uffici regionali hanno l'obbligo di legge di avviare l'istruttoria tecnica. Confondere un iter tecnico-amministrativo (il PAUR) con una decisione politica (la DGR 2/2022) è un errore che chi amministra un Comune importante come Orvieto non dovrebbe commettere. Tra l'altro, a seguito della DGR 2/2022 che stabilisce l'estensione della capacità residua delle volumetrie, la precedente Giunta regionale ha autorizzato il riempimento delle discariche umbre con rifiuti da fuori regione compromettendo la resilienza del sistema di gestione.
Rispediamo dunque al mittente le accuse di incoerenza. L'attuale Giunta regionale sta lavorando alacremente, attraverso l'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti, proprio per riparare le lacune lasciate dalla precedente programmazione. Il nostro obiettivo reale e non puramente enunciato è superare il ricorso strutturale alle discariche, puntando con forza sull'economia circolare, sulla riduzione alla fonte e sulla reale impiantistica di recupero, per raggiungere l'obiettivo europeo del conferimento massimo al 10% ed evitare che territori come quello orvietano continuino a pagare il prezzo di decenni di mancate scelte alternative.
La Regione Umbria, nel rigoroso rispetto delle procedure di legge, valuterà il progetto in sede di istruttoria PAUR con la massima attenzione e rigidità tecnica, garantendo il pieno coinvolgimento del Comune di Orvieto e la massima tutela per la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente.
Perugia, 24 agosto 2026 – La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'ambiente Thomas De Luca, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra la Regione Umbria e ARPA Umbria per l'istituzione del Nucleo P.U.M.A. (Piattaforma Umbra per il Monitoraggio Ambientale). L'iniziativa mira a potenziare le attività di controllo e tutela del patrimonio naturale attraverso l'impiego sistematico di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR) e tecnologie geomatiche di ultima generazione.
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a sistema competenze e dotazioni strumentali già presenti nei due enti, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di costi. Il Nucleo P.U.M.A. opererà in ambiti strategici quali monitoraggio delle matrici ambientali, discariche, aree industriali e siti contaminati, rilievo cartografico del territorio, controllo volumetrico delle attività estrattive (cave e miniere), sorveglianza del rischio idrogeologico, delle frane e delle aree naturali protette tramite l'utilizzo di droni, laser scanner, georadar e sensoristica avanzata.
"Con la nascita del Nucleo P.U.M.A. - dichiara l'assessore Thomas De Luca - l'Umbria compie un passo decisivo verso una gestione del territorio moderna, digitale e sostenibile. Questa piattaforma non è solo un potenziamento tecnologico, ma un nuovo modello di collaborazione istituzionale con ARPA che ci permetterà di vigilare con estrema precisione sulle nostre risorse naturali, prevenire i rischi idrogeologici e supportare i Comuni nelle loro attività di controllo. L'utilizzo strategico dei dati acquisiti tramite droni e sensoristica avanzata, in coerenza con gli obiettivi del DEFR 2026-2028, garantisce una maggiore resilienza ai rischi ambientali e una tutela più efficace per i cittadini e per l'ambiente umbro. Un ringraziamento particolare al responsabile della sezione Risorse Minerarie e Vigilanza e ingegnere capo della Polizia Mineraria della Regione Umbria, Simone Padella".
"Il Nucleo P.U.M.A. - aggiunge il direttore di ARPA Umbria, Alfonso Morelli - ci consente di integrare competenze tecniche, strumenti di rilievo e capacità di elaborazione dei dati al servizio delle attività di monitoraggio e controllo ambientale - dichiara il Direttore Generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli -. L'utilizzo di droni, sistemi GPS, fotogrammetria e strumenti GIS permette di acquisire informazioni puntuali sul territorio e di disporre di dati utili per le attività tecniche dell'Agenzia e per il supporto agli enti locali. La collaborazione con la Regione ci permette inoltre di utilizzare queste tecnologie in modo coordinato, anche nelle situazioni di emergenza, mettendo a disposizione competenze e strumenti quando è necessario intervenire rapidamente".
L'accordo, ai sensi dell'art. 15 della legge 241/1990, avrà una durata di sei anni e vedrà il coinvolgimento di personale tecnico specializzato e piloti abilitati ENAC/EASA. La dotazione iniziale del Nucleo comprende droni multirotore (come i modelli DJI Mavic 3 Enterprise e Mini 4 Pro), stazioni totali, antenne GPS e software avanzati per la fotogrammetria e l'elaborazione GIS. Oltre al monitoraggio ordinario, il Nucleo P.U.M.A. fornirà supporto cruciale alla Protezione Civile in caso di emergenze ambientali e collaborerà alla verifica del layout autorizzativo di impianti industriali complessi. Per il funzionamento e l'aggiornamento tecnologico della piattaforma, gli enti hanno previsto un impegno economico minimo di riferimento di 10.000 euro annui ciascuno, a conferma della volontà di investire in una struttura operativa permanente e all'avanguardia.
(AUN) – Perugia, 24 agosto 2026 - Ricordare le vittime con commozione e partecipazione, essere accanto alle loro famiglie e alle comunità colpite, continuare a trasformare, con dedizione assoluta, la ricostruzione in una vera opera di prevenzione e contemporaneamente nella rinascita dell’Appennino centrale. Con questo spirito la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti partecipa oggi ad Amatrice alle commemorazioni per il decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016.
Una presenza nel segno del raccoglimento e della vicinanza dell’Umbria a un territorio con il quale condivide una delle pagine più dolorose della propria storia recente. Alle 3.36 di dieci anni fa la terra sconvolse Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerosi centri dell’Appennino centrale, provocando 299 vittime. Fu l’inizio di una lunga sequenza sismica che nei mesi successivi avrebbe colpito duramente anche l’Umbria, fino alla scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre con epicentro nel territorio di Norcia.
“Dieci anni non cancellano il dolore di quella notte e il tempo non potrà mai cancellare il ricordo delle 299 persone che persero la vita – afferma la presidente Proietti - Oggi siamo ad Amatrice innanzitutto per loro, per le loro famiglie e per le comunità che hanno attraversato una prova immensa. La memoria richiede rispetto e raccoglimento, ma ci affida anche una grande responsabilità: continuare a lavorare con impegno e cura perché questi territori possano rinascere pienamente, nel segno di una ricostruzione che diventa prevenzione e rinascita sociale”.
Da Amatrice a Norcia, da Accumoli ad Arquata del Tronto, da Cascia a Preci e Castelluccio, il terremoto ha disegnato una geografia del dolore che ha superato i confini amministrativi e, allo stesso tempo, ha dato vita a una straordinaria rete di solidarietà tra territori e comunità.
“Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo hanno condiviso l’emergenza e condividono oggi la grande sfida della ricostruzione e della prevenzione del rischio sismico – sottolinea la presidente Proietti. Dietro ogni edificio ricostruito c’è una famiglia che può tornare a casa, un’attività che può ripartire, un servizio che torna a essere disponibile, ragazzi e ragazze che tornano a scuola, un pezzo di comunità che ritrova il proprio luogo di culto o di socialità. È questa la misura più autentica della rinascita”.
A dieci anni dal sisma, il processo di ricostruzione ha registrato un’accelerazione, pur in un quadro nel quale resta ancora molto lavoro da compiere. I cantieri aperti nei territori colpiti riguardano abitazioni, edifici pubblici, scuole, strutture sanitarie, chiese, infrastrutture e interi centri storici. Ad Amatrice la ricostruzione del cuore della città procede attraverso un intervento unitario che interessa il tessuto urbano e i suoi servizi essenziali.
“Anche in Umbria la ricostruzione sta restituendo progressivamente luoghi e simboli alle comunità, da Norcia a Cascia, Preci e Castelluccio. Ma la sfida – evidenzia la presidente - non si esaurisce nella ricostruzione materiale.
Dalle macerie devono poter rinascere innanzitutto le comunità. Ricostruire una casa è fondamentale, ma dobbiamo contemporaneamente garantire servizi, lavoro, collegamenti, opportunità per le famiglie, per tutte le categorie sociali in particolare gli anziani e i più fragili, per le imprese e dobbiamo dare prospettive ai giovani. Il vero impegno dei prossimi anni per il Paese, non solo per l’area del cratere, è fare in modo che questi territori siano ricostruiti con il massimo livello di innovazione nella prevenzione, e tornino ad essere pienamente vissuti. Non dimenticheremo mai le vittime, otto sono stati i nostri corregionali uccisi dal sisma, ci sentiamo fraternamente vicini alle famiglie e ai parenti di tutte le 299 persone decedute, per le quali ci impegneremo attivamente per sollecitare l’istituzione di un Fondo nazionale dedicato ai familiari”.
“Amatrice e Norcia – conclude la presidente – sono state simboli della devastazione provocata dal terremoto. Oggi devono diventare, insieme a tutti i borghi dell’Appennino colpito, simboli della capacità di fare prevenzione e al contempo rinascere. È il modo più concreto per onorare chi non c’è più: custodirne la memoria facendo vivere i luoghi ai quali apparteneva, ricostruendo il più velocemente meglio possibile mettendo al centro ogni accorgimento e ogni innovazione per la prevenzione dal rischio sismico. Affinché la tragedia della notte del 24 agosto 2016 non accada mai più”.
Perugia 22 ago. 026- "Più redditività, primato nazionale per densità di municipi culturali e una forza propulsiva capace di accendere l’economia anche al di fuori dei grandi centri urbani. È un’Umbria viva sul versante culturale e ad alto potenziale di crescita quella fotografata dagli ultimi dati divulgati dalla Camera di Commercio, numeri che danno linfa e pieno valore alla svolta strategica messa in campo dalla Regione": a commentare il report è il vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori, che legge negli indicatori dello studio "la dimostrazione concreta che fare della creatività e della cultura la vera anima vitale del sistema economico umbro, sia stata la scelta giusta".
"I dati della Camera di Commercio non sono semplici statistiche, ma la prova tangibile che la strada intrapresa dalla Regione è quella corretta e che la nostra azione politica sta andando esattamente nella direzione della crescita - dichiara Bori - i numeri dimostrano con forza che la cultura in Umbria non è una vetrina da contemplare, ma un generatore di ricchezza, benessere e lavoro per l'intero territorio, dai capoluoghi fino ai borghi più interni".
"Proprio per dare struttura e continuità a questa energia - prosegue - abbiamo approvato la nuova legge regionale sulla cultura e le imprese creative, norma cornice pensata per valorizzare anche l'innovazione e la produzione culturale come asset strategici dell'Umbria contemporanea".
Il vicepresidente sottolinea quindi la concretezza delle misure finanziarie messe a terra dalla Regione:
"Alla visione politica facciamo seguire i fatti e le risorse. Con il pacchetto di avvisi pubblici recentemente presentati e già pubblicati, unitamente a quelli di prossima emanazione, mettiamo in campo un sostegno finanziario senza precedenti. Vogliamo offrire agli operatori, ai giovani e alle aziende creative gli strumenti adatti per fare impresa, digitalizzarsi e trasformare l'immenso patrimonio umbro in opportunità di crescita stabile e diffusa".
"Ringraziamo la Camera di Commercio per questo spaccato di analisi - conclude Bori - La sintonia tra lettura economica e programmazione regionale ci dice che siamo sulla rotta giusta per fare della cultura e della creatività i veri catalizzatori del futuro dell'Umbria".
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