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(AUN) – Perugia, 10 giugno 2026 – La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato il regolamento che adegua le disposizioni in materia di edilizia residenziale sociale alle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 2 del 26 febbraio 2026. Il provvedimento, proposto dall’assessore alle Politiche della casa Fabio Barcaioli, aggiorna il regolamento regionale e rende operative le novità approvate dall’Assemblea legislativa per favorire un accesso più equo agli alloggi pubblici e una maggiore attenzione alle condizioni di fragilità sociale ed economica.
Tra le principali modifiche vi è il superamento del requisito del periodo minimo di residenza o di attività lavorativa nel territorio regionale e comunale per l’accesso all’edilizia residenziale sociale pubblica. Una scelta che recepisce gli orientamenti consolidati della giurisprudenza costituzionale, secondo cui il bisogno abitativo deve essere valutato sulla base delle effettive condizioni di disagio delle persone e non della durata della loro permanenza in un determinato territorio. Il regolamento aggiorna inoltre i criteri per la formazione delle graduatorie e adegua il sistema di attribuzione dei punteggi alle modifiche introdotte dalla legge regionale.
Tra gli interventi previsti figura anche l’eliminazione della distinzione tra figli minori in base all’età, superando una differenziazione che non risultava coerente con la definizione giuridica di minore. Particolare attenzione viene inoltre riservata ai nuclei familiari nei quali sono presenti persone anziane, con disabilità o comunque appartenenti alle categorie più esposte a situazioni di vulnerabilità.
“Con questo atto completiamo il percorso avviato con la legge regionale approvata a febbraio, traducendo in disposizioni operative scelte che vogliono rendere il sistema dell’edilizia residenziale pubblica più equo e più vicino ai bisogni delle persone - spiega l’assessore Barcaioli - L’accesso alla casa è un tema che riguarda la qualità della vita e la coesione delle nostre comunità. Per questo abbiamo lavorato per adeguare il quadro regolamentare ai principi introdotti dalla riforma regionale”.
“Le modifiche approvate consentono di semplificare alcuni passaggi amministrativi e di aggiornare i criteri di accesso e valutazione delle domande, con particolare attenzione ai nuclei familiari che vivono condizioni di maggiore fragilità - conclude Barcaioli - L’obiettivo è favorire una gestione più efficace del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e offrire risposte adeguate a chi incontra maggiori difficoltà nel reperire un’abitazione”.
Perugia, 9 giugno 2026 – Il recupero di 254 alloggi di edilizia residenziale pubblica distribuiti nei quartieri di Terni segna un nuovo passo nella programmazione regionale per la casa. L’intervento è stato presentato oggi nella sala del Consiglio comunale della città, dall’assessore regionale alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli, accompagnato dall’assessora comunale all’Edilizia residenziale pubblica, Alessandra Salinetti.
“Garantire una casa a chi vive una situazione di difficoltà è una priorità della Regione Umbria. Per questo abbiamo messo in campo risorse e strumenti che consentiranno di riportare a disposizione dei cittadini 254 alloggi distribuiti nei diversi quartieri della città” ha sottolineato Barcaioli.
Gli interventi interesseranno San Valentino, Campitello, Cospea, San Giovanni, Centro, Campomicciolo, Bovio-Tre Venezie e Gabelletta e saranno realizzati attraverso una programmazione che integra fondi europei Fesr, risorse di Ater Umbria, finanziamenti del Piano nazionale complementare (Pnc) e fondi Cipe. A questi si aggiungono 1,88 milioni di euro di fondi regionali destinati al completamento delle opere nel quartiere San Lucio.
Nel corso dell’incontro l’assessore Barcaioli ha illustrato i tempi delle prossime assegnazioni. Entro il 30 giugno 2026 saranno disponibili 11 alloggi tra via Cadore, via XX Settembre, via Brodolini, via Giovanni XXIII, via Ghione, via Fratelli Rosselli e via Fratelli Cervi. Entro il 31 luglio 2026 ne saranno consegnati altri 9 tra largo Mezzetti, via Fratelli Cervi, strada Cardeto, via Giovanni XXIII e via Brodolini.
Sono 20 i milioni di euro del fondo Fesr che la Regione investe per questi interventi nel triennio 2026-2028, un importante stanziamento destinato al recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. “Ringrazio il presidente di Ater Umbria Federico Santi, il direttore generale Andrea Napoletano e tutti i soggetti coinvolti in questo percorso. Esprimo un ringraziamento per la sinergia con il Comune di Terni e l’assessora Salinetti. Restituire alloggi oggi non utilizzabili significa offrire una risposta attesa da molte famiglie umbre” ha aggiunto Barcaioli.
Al termine della conferenza stampa Barcaioli, Salinetti e il direttore generale di Ater Umbria Andrea Napoletano hanno effettuato un sopralluogo in diverse zone della città e nel quartiere San Lucio, incontrando i residenti e raccogliendo segnalazioni sulle principali criticità della zona.
“Il sopralluogo a San Lucio è stato un momento importante di ascolto - continua Barcaioli - Abbiamo incontrato cittadine e cittadini che vivono ogni giorno questi quartieri, raccolto segnalazioni, fatto nostre difficoltà che non possono essere ignorate. Una signora, in particolare, è stata molto chiara nel raccontarci i problemi che affronta quotidianamente e nelle richieste rivolte alle istituzioni. È proprio di queste voci che abbiamo bisogno per capire dove intervenire e come migliorare le cose”.
“Vogliamo che le case popolari tornino a essere luoghi dignitosi, sicuri e accoglienti, spazi in cui le persone possano vivere serenamente e guardare al futuro con maggiore fiducia. Sappiamo che non tutto dipende dalla Regione e che alcune questioni richiedono il coinvolgimento di altri enti e altre istituzioni. Per quanto ci riguarda, però, non intendiamo voltarci dall’altra parte. Ci impegneremo a dare seguito alle richieste che abbiamo ascoltato oggi e a fare tutto ciò che è nelle nostre competenze per offrire risposte ai residenti” ha concluso l’assessore Barcaioli.
Perugia, 9 giugno 2026 - La Regione Umbria e l’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria rafforzano l’alleanza tra sistema sanitario e sistema educativo per promuovere salute, benessere psicofisico e prevenzione nelle scuole umbre. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, Ernesto Pellecchia, hanno sottoscritto oggi a Palazzo Donini il Protocollo d’intesa per la realizzazione di iniziative condivise rivolte a studenti, famiglie, docenti, personale scolastico e all’intera comunità educante.
“Per noi la scuola è il paradigma della comunità che vogliamo costruire. Quando parliamo di inclusione, diritti delle persone, disabilità, rispetto delle diversità, libertà di opinione e capacità di stare insieme, la scuola indica la via. Le sfide si vincono insieme e il futuro dell’Umbria passa in modo indivisibile dai nostri giovani - ha dichiarato la presidente Proietti”.
Il Protocollo, approvato dalla Giunta regionale con DGR 487 del 20 maggio 2026, ha durata quadriennale e consolida una collaborazione strutturata tra Regione Umbria e Ufficio scolastico regionale, con il coinvolgimento delle Aziende Usl, delle reti territoriali di promozione della salute e delle istituzioni scolastiche. L’intesa si inserisce nel Piano regionale della prevenzione, attraverso il Programma predefinito PP01 “Scuole che promuovono salute”, e nella cornice europea del modello SHE, promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità.
“Questo accordo entra pienamente nella nostra pianificazione sanitaria e assume un valore fondativo anche nel piano sociosanitario regionale che stiamo redigendo”, ha proseguito la presidente. “Dentro la scuola vive una comunità di oltre centomila studentesse e studenti, ragazze e ragazzi che oggi si preparano alla pausa estiva, agli esami, alla conclusione del percorso scolastico, all’università o al lavoro”.
Le attività previste riguardano formazione, analisi dei bisogni, buone pratiche validate, promozione delle competenze personali e relazionali, educazione socio-affettiva, prevenzione delle dipendenze, contrasto dei disturbi alimentari, del bullismo e del cyberbullismo, sicurezza, benessere psicofisico, movimento e alimentazione. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’uso consapevole del digitale, al gaming, al gioco d’azzardo, all’uso patologico del web e alle “Linee guida per la disconnessione” elaborate nel 2026 dalle scuole aderenti alla rete umbra. Il Protocollo si collega inoltre all’azione regionale “Umbria contro ogni genere di violenza”.
“La scuola è paradigmatica della comunità - ha aggiunto Proietti. Lo è quando educa al rispetto, all’ambiente, alla parità di genere e alla partecipazione. Lo è anche quando fa emergere fragilità, bullismo, dipendenza dallo smartphone, uso problematico dei social e nuove forme di disagio. Ma proprio la scuola possiede gli anticorpi per curare queste ferite, perché sa costruire legami e accompagnare la crescita”.
La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha sottolineato il valore strategico dell’accordo: “È un progetto al quale teniamo moltissimo, perché conferma una collaborazione importante e costruisce in modo sistemico relazioni sulla promozione della salute. Le attività coinvolgono le due aziende territoriali, Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, le reti di promozione della salute e una rete di scuole che oggi conta oltre 70 istituti. Vogliamo superare le azioni occasionali e rendere stabile una collaborazione di valore, con una governance chiara, un Tavolo paritetico regionale, referenti scolastici negli ambiti territoriali e il supporto scientifico del Centro regionale per la salute globale”.
Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, Ernesto Pellecchia, ha evidenziato: “È un’azione qualificata, incisiva ed efficace. Tocca temi di estrema rilevanza in ambito scolastico, dalla salute al benessere, dalla sicurezza alla qualità della vita dentro le scuole, e assume un carattere sistemico. Il modello attuato in Umbria rappresenta una valida governance integrata e merita di essere sostenuto e rafforzato”.
Fabiana Cruciani, dirigente scolastica dell’ITTS Volta di Perugia, scuola capofila regionale della rete delle scuole che promuovono salute, ha richiamato il valore educativo del progetto: “Parlare di scuole che promuovono salute significa parlare di scuole di qualità. Scuola di qualità e scuola del benessere coincidono, perché il benessere deve vivere in tutte le componenti della comunità scolastica. Il fine della scuola è un bene comune: la scuola del benessere è scuola della Costituzione”.
Il Protocollo sarà realizzato senza oneri aggiuntivi diretti a carico del bilancio regionale e dell’Ufficio scolastico regionale. Il coordinamento tecnico sarà seguito dal Servizio Salute umana, animale e dell’ecosistema, in coerenza con l’approccio One Health, che collega salute delle persone, ambiente, comunità e qualità dei contesti di vita.
La presidente Proietti ha infine ringraziato il direttore generale Ernesto Pellecchia, la direttrice Daniela Donetti, l’assessore regionale all’istruzione Fabio Barcaioli, la consigliera regionale Letizia Michelini, la dirigente scolastica Fabiana Cruciani, la rete dei docenti referenti, il personale scolastico e sanitario e tutte le realtà coinvolte: “Questo accordo cammina sulle gambe di chi ogni giorno lavora nelle scuole e nei servizi. Insieme costruiamo un’Umbria che protegge il suo bene più prezioso: le nuove generazioni”.
La presidente ha rivolto anche un saluto alle studentesse e agli studenti umbri nel giorno di conclusione dell’anno scolastico: “A tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che oggi chiudono un anno di studio, relazioni, crescita e impegno va il nostro augurio più sincero. A chi si prepara agli esami rivolgiamo un incoraggiamento speciale: affrontateli con fiducia e serenità. La Regione Umbria è al vostro fianco, perché il vostro futuro è il futuro della nostra comunità”.
Perugia, 8 giugno 2026 – La Regione Umbria chiede un intervento urgente del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per evitare che gli effetti della delibera 49/2026 dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) compromettano ulteriormente il sistema del trasporto pubblico ferroviario regionale e, in particolare, i collegamenti dei pendolari verso Roma. È questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo Donini.
“La delibera attualmente in discussione – ha spiegato De Rebotti – rischia di modificare profondamente l’equilibrio tra trasporto pubblico e servizi a mercato, aggravando una situazione che per l’Umbria e per molte regioni del Centro Italia è già particolarmente complessa. Per questo stiamo lavorando insieme alle altre Regioni affinché vengano accolte le osservazioni presentate ai tavoli tecnici e istituzionali”. Secondo l'assessore, uno degli aspetti più critici riguarda la riduzione dello spazio riservato al trasporto pubblico ferroviario in caso di conflitto con operatori privati. “La proposta prevede che la quota di capacità destinata ai servizi pubblici possa scendere dall’attuale 85 per cento fino al 40 per cento. Una prospettiva che rischia di penalizzare ulteriormente i collegamenti regionali, soprattutto lungo la direttrice verso Roma, dove già oggi i treni dei pendolari subiscono rallentamenti e limitazioni dovuti alla priorità assegnata ai servizi di mercato”.
Particolare preoccupazione desta anche la previsione che fissa a 250 chilometri orari la velocità minima per l’accesso ad alcune infrastrutture strategiche come la linea Direttissima. “L’Umbria ha investito da anni nel rinnovo della flotta ferroviaria e sta per vedere entrare in servizio i nuovi treni da 200 chilometri orari. Si tratta di un investimento importante, programmato fin dal 2018, che rischia di essere quasi del tutto vanificato da una scelta che non tiene conto delle caratteristiche del servizio regionale”. Tra i punti contestati vi è inoltre il nuovo criterio per la classificazione dei treni pendolari, basato sull’orario di partenza dalla stazione di origine. “Nel caso di alcuni collegamenti che partono dalle Marche e attraversano l’Umbria per raggiungere Roma – ha spiegato De Rebotti – il servizio svolge una funzione pendolare essenziale per i cittadini umbri, pur avendo origine prima delle sei del mattino. Per questo chiediamo che venga considerata la stazione di arrivo e non quella di partenza, così da fotografare correttamente la reale funzione del servizio”.
L'assessore ha espresso inoltre forte contrarietà rispetto alla possibilità che le nuove disposizioni producano effetti anche sugli accordi quadro già sottoscritti, mettendo in discussione gli equilibri raggiunti e le garanzie di servizio programmate per i prossimi anni. “Non si tratta di una battaglia politica – ha sottolineato – ma della tutela di un diritto fondamentale. Parliamo di migliaia di persone che ogni giorno utilizzano il treno per raggiungere il posto di lavoro, l’università o altri servizi essenziali. È necessario che il Governo assuma un ruolo di regia nazionale per garantire un equilibrio sostenibile tra l’alta velocità e il trasporto pubblico regionale”. De Rebotti ha ricordato che la Regione Umbria, insieme ad altre amministrazioni del Centro Italia, ha già avanzato osservazioni formali sulla delibera e ha chiesto un confronto urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Senza una visione nazionale e senza correttivi adeguati – ha concluso – il rischio è quello di assistere a una progressiva riduzione degli spazi e delle opportunità per il trasporto pubblico ferroviario, con conseguenze dirette sui pendolari umbri e sui cittadini di molte altre regioni”.
(AUN) – Perugia, 8 giugno 2026 – L’assemblea dei soci del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto ha nominato i membri del nuovo consiglio di amministrazione che guiderà le attività per i prossimi tre anni presso la sede istituzionale della Rocca Albornoziana. All'assemblea hanno preso parte Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega alla cultura, Andrea Sisti, sindaco del Comune di Spoleto, e Aldo Romani, direttore del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia.
Nel corso dell’incontro, il vicepresidente Tommaso Bori ha voluto sottolineare l'importanza strategica della struttura: "Il Laboratorio di Diagnostica rappresenta un'eccellenza di grandissimo valore sul piano nazionale nel settore del recupero e della diagnostica dei beni culturali. Desidero esprimere i miei più sentiti complimenti per lo straordinario lavoro svolto in questi anni e augurare un proficuo lavoro ai nuovi nominati. Come Regione, confermiamo il nostro pieno sostegno a questo centro di ricerca, fondamentale non solo per i musei regionali, ma come vero e proprio polo d'innovazione scientifica".
Anche il sindaco Andrea Sisti ha ribadito l'importanza di dare continuità alle attività del Laboratorio, che opera a Spoleto dal 2007, consolidando la secolare tradizione della città nel campo del restauro storico, artistico e architettonico. Da parte sua, Aldo Romani ha garantito che il rapporto di collaborazione nei progetti di ricerca scientifica tra l'Università e il Laboratorio sarà ulteriormente incrementato.
Il Consiglio uscente, giunto a scadenza naturale, ha ricevuto i ringraziamenti unanimi per l'eccellente lavoro svolto sotto la presidenza dell’avv. Marina Balsamo e delle consigliere Vittoria Garibaldi (direttore tecnico scientifico) e Maria Chiara Sordini (esperta commercialista). Negli ultimi anni, l'attività di ricerca del Laboratorio ha infatti conseguito risultati di risonanza internazionale, come la scoperta del blu egizio nell’affresco di Raffaello "Il Trionfo di Galatea" a Villa Farnesina, frutto di indagini non invasive commissionate dall’Accademia Nazionale dei Lincei per il Cinquecentenario della morte del maestro urbinate.
Il nuovo consiglio di amministrazione è composto da Bernardino Sperandio, restauratore di beni culturali, nominato Presidente; Vittoria Garibaldi, storica dell’arte; Filippo De Angelis, professore ordinario presso il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università di Perugia. La nuova governance garantirà la continuità operativa del gruppo di lavoro, che nei prossimi giorni consegnerà un'imponente ricerca sui materiali e sulle tecniche dei dipinti del Perugino, legata al progetto "Luce e colore del Rinascimento umbro" (2021-2024). L'obiettivo principale del nuovo mandato sarà quello di trasformare il Laboratorio in una struttura sempre più agile, aperta verso il territorio e a stretto contatto con la comunità scientifica, a costante supporto delle attività di tutela e salvaguardia del patrimonio artistico e monumentale.
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