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20 marzo 2026 - Il disegno di legge “Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative”, di iniziativa della Giunta regionale, è stato presentato durante una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni e a cui hanno preso parte il presidente della Terza commissione, Luca Simonetti, e l’assessore regionale alla cultura, Tommaso Bori.
Aprendo l’incontro, l’assessore Bori ha ricordato che si tratta di “un testo basato su una grande partecipazione e che vuole affrontare una profonda riforma del sistema culturale regionale, passando dall’evento al processo, creando lavoro, crescita e coinvolgimento. Una legge che introduce la programmazione triennale e il raddoppio delle risorse, con un finanziamento che integra risorse regionali, nazionali ed europee, per complessivi 31 milioni di euro. Il disegno di legge è già in discussione in Terza commissione e il 31 marzo, a San Francesco al Prato (Perugia), si svolgerà la consultazione pubblica con soggetti e operatori culturali per la definizione delle priorità del piano triennale”.
Il presidente Simonetti ha evidenziato che “il Testo unico della cultura rappresenta un cambio di paradigma: si supera una logica frammentata e intermittente e si introduce un investimento strutturale, stabile, programmato nel tempo. Tutto ciò attraverso un percorso che non nasce nei Palazzi ma parte da Terni, da un confronto reale e partecipato, partito da una città che esprime una domanda precisa: spazi, strumenti, possibilità di espressione. Questa legge introduce struttura, continuità e integrazione tra cultura, economia e territorio. Non è una legge sugli eventi ma una legge sull’organizzazione di un sistema”.
SCHEDA “NORME IN MATERIA DI CULTURA E IMPRESE CULTURALI E CREATIVE”
La legge introduce l’ATTO DI INDIRIZZO TRIENNALE per la cultura, che consente agli enti locali, alle istituzioni culturali e agli operatori del settore di pianificare con continuità le attività. Esso contiene: l’analisi del contesto territoriale e del sistema culturale regionale, dei suoi soggetti, infrastrutture e risorse; le linee di indirizzo e gli obiettivi generali, che individuano le direttrici di sviluppo e le priorità di intervento nei
diversi ambiti disciplinati dalla legge; gli interventi a titolarità regionale e gestiti direttamente dalla Regione; le linee guida per i Programmi operativi annuali; l’individuazione delle azioni integrate con altri piani e programmi regionali e locali, in particolare nei settori del turismo, dell’ambiente, dell’artigianato, del cinema, della formazione, del welfare e dello sviluppo economico.
L’OSSERVATORIO REGIONALE per la cultura e la creatività avrà il compito di raccogliere, elaborare, monitorare e valutare i dati relativi al sistema culturale regionale. Viene recepita la definizione della Convenzione UNESCO del 2003 che riconosce la pluralità delle espressioni del PATRIMONIO IMMATERIALE: prassi, saperi, riti, feste, tradizioni popolari. E vengono individuate le attività attraverso cui la Regione promuove e sostiene la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Ed anche le sue espressioni, come elementi fondanti della propria identità collettiva: la FESTA DEI CERI DI GUBBIO, simbolo identitario raffigurato nello stesso stemma regionale; la GIOSTRA DELLA QUINTANA DI FOLIGNO, quale bene costitutivo del patrimonio culturale immateriale dell’Umbria; le INFIORATE ARTISTICHE, per le quali sarà istituito un Calendario regionale, quale strumento di coordinamento e valorizzazione.
Viene istituito il Calendario regionale delle manifestazioni di RIEVOCAZIONE STORICA, a cui la Regione riconosce un ruolo centrale nella trasmissione della memoria collettiva regionale. La legge definisce il patrimonio di ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE quale insieme di beni materiali e immateriali non più utilizzati nei processi produttivi, che costituiscono testimonianza storica della cultura industriale del territorio regionale. VILLE, DIMORE, COMPLESSI ARCHITETTONICI e paesaggistici, parchi e giardini storici, di proprietà pubblica o privata, saranno promossi dalla Regione, in ragione del loro valore identitario, estetico e ambientale.
Viene disciplinato l’utilizzo dell’ART BONUS (legge 106/2014): la Regione individua i beni e gli istituti culturali da inserire nei progetti finanziabili tramite erogazioni liberali, sollecitandone l’uso e ponendo attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione di tali erogazioni. La legge individua gli ISTITUTI E LUOGHI DELLA CULTURA: circa 240 istituti tra musei, biblioteche, archivi ed ecomusei che richiedono un fabbisogno annuale adeguato a supporto ai costi di gestione delle strutture, incluso ampliamento degli orari e potenziamento dei servizi al pubblico.
La Regione riconosce il valore culturale delle IMPRESE EDITORIALI INDIPENDENTI, che contribuiscono alla diffusione e alla promozione del libro nel territorio regionale e delle librerie di qualità. Viene disciplinata la promozione della partecipazione degli EDITORI UMBRI a manifestazioni regionali, nazionali e internazionali, come il “Salone internazionale di Torino”, la fiera “Più libri più liberi” di Roma e la Manifestazione “Lucca Comics”. Viene introdotto il principio del WELFARE CULTURALE, riconoscendo la cultura come strumento di promozione del benessere individuale e collettivo, di inclusione sociale, di supporto alle disabilità e di prevenzione della marginalizzazione e del disagio sociale. Si valorizza il ruolo delle SOCIETÀ OPERAIE DI MUTUO SOCCORSO come soggetti storici di promozione sociale, culturale e solidale.
Viene disciplinata la funzione della Regione di promozione e sostegno di interventi finalizzati al RIUSO CULTURALE E SOCIALE DI SPAZI DISMESSI o sottoutilizzati e la rigenerazione dei cosiddetti attrattori culturali, promuovendo partenariati tra soggetti pubblici e privati.
Lo SPETTACOLO DAL VIVO viene riconosciuto come uno dei settori più vitali della cultura, capace di unire espressione artistica, crescita umana, educazione e sviluppo economico. Le RESIDENZE ARTISTICHE sono definite come spazi professionali dedicati alla creazione, alla ricerca e allo sviluppo di progettualità artistiche. MANIFESTAZIONI BANDISTICHE E CORALI vengono infine riconosciute quali espressioni della tradizione musicale diffusa e viene previsto uno specifico sostegno regionale alle attività, alla formazione musicale di base e alle manifestazioni di rilevanza regionale.
Perugia, 20 marzo 2026 – Si è tenuto oggi a Palazzo Graziani, dopo l’apertura dello scorso 16 marzo presso la sede di Arpa Terni, il secondo appuntamento del ciclo “L’Umbria che cambia”, organizzato in collaborazione tra Regione e 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare, dedicato alla presentazione delle strategie e degli strumenti operativi messi in campo dalla Regione Umbria per affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’incontro ha focalizzato l’attenzione sul Progetto Uracc (Umbria region adaptation to climate change) e sulla nuova Rete integrata meteorologica umbra (Progetto Rimu-Clima).
I dati illustrati durante l’evento confermano l’urgenza di passare all’azione: il periodo 2000-2024 ha registrato in Umbria un aumento inequivocabile delle temperature medie e massime, accompagnato da una maggiore irregolarità delle precipitazioni e dall’intensificarsi di fenomeni estremi come ondate di calore e siccità prolungate.
A margine dell'incontro, l’Assessore regionale Thomas De Luca ha ribadito la centralità politica della sfida climatica per il governo regionale: “Abbiamo di fronte una scelta: se vogliamo essere ricordati per quelli che si sono voltati dall'altra parte, senza agire, o vogliamo invece essere ricordati per coloro che di fronte a queste evidenze si sono assunti la responsabilità di fare quello che andava fatto per mettere in condizione le nostre comunità di poter resistere e adattarsi”.
“I cambiamenti climatici – ha concluso l’assessore De Luca - sono la grande sfida dei nostri tempi, tema centrale dell'azione della Regione Umbria e uno dei pilastri della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Siamo impegnati a declinare a livello territoriale gli obiettivi nazionali di adattamento garantendo un sistema di monitoraggio integrato, attraverso strumenti conoscitivi efficaci, per avere la continua disponibilità e qualità dei dati necessari alla ricerca scientifica e ai processi decisionali. È necessario che questi principi formino l'ossatura per costruire gli obiettivi di tutti i piani e programmi settoriali sottoposti a Valutazione ambientale strategica”.
La Regione Umbria ha presentato il “Focus sull’adattamento ai cambiamenti climatici” sviluppato nell’ambito del Progetto Uracc – finanziato dal Programma Europeo Pathways2Resilience – un documento che rappresenta la cornice climatica unitaria della Regione e costituisce una base conoscitiva e metodologica per costruire un Piano d’azione concreto per aumentare la resilienza del territorio e dei settori più vulnerabili (agricoltura, risorse idriche, salute).
Parallelamente, il Progetto Rimu-Clima, che vede la collaborazione anche dell’Università degli Studi di Perugia, prevede tra l’atro che la Regione si doti di un sistema di monitoraggio all’avanguardia, unificando le reti osservative esistenti per fornire dati scientifici certi a supporto delle decisioni politiche e della protezione civile. Durante i lavori sono state inoltre presentate le nuove Linee Guida per la Verifica Climatica (Climate Proofing), uno strumento tecnico fondamentale per assicurare che le nuove infrastrutture e gli investimenti regionali siano progettati per resistere agli impatti climatici futuri, garantendo così efficienza amministrativa e un accesso facilitato ai finanziamenti europei.
L’evento ha visto la partecipazione di esperti dell’Università degli studi di Perugia, di ARPA Umbria, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), del Programma Climate Kic alla presenza dei rappresentanti degli ordini professionali, a testimonianza di un approccio corale che coinvolge istituzioni, mondo scientifico e professionisti del territorio.
(AUN) – Perugia, 20 marzo 2026 – “Monsignor Sorrentino ha lasciato un segno profondo nel cammino spirituale e civile dell’Umbria. In questi anni ha esercitato il suo ministero con autorevolezza, sobrietà e capacità di ascolto, offrendo un contributo importante alla vita delle comunità diocesane e anche alla crescita di una coscienza più attenta alla dignità della persona, ai più fragili, al lavoro, alla pace e al bene comune”.
Con queste parole la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, saluta l’arcivescovo Domenico Sorrentino, che dopo vent’anni di servizio alla guida della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, dal 2021, anche di quella di Foligno, ha concluso il proprio mandato.
“Il suo episcopato – afferma la presidente – ha accompagnato i nostri territori con una presenza solida, capace di tenere insieme profondità spirituale, attenzione pastorale e senso dell’unità. Monsignor Sorrentino ha interpretato il suo ruolo con uno stile limpido e concreto, lasciando un’impronta che resta viva nella vita delle diocesi e dell’intera Umbria”.
Nel messaggio della presidente emerge con chiarezza l'importanza del suo ministero. “La scelta di partire dai più fragili e di porre sempre al centro la persona e le comunità racconta la direzione del suo cammino. È uno stile che ha reso concreta la prossimità, trasformandola in attenzione e presenza costante”.
Un passaggio centrale del saluto riguarda il legame con Assisi e con il messaggio francescano. “In questi anni Monsignor Sorrentino ha contribuito a rafforzare il valore di Assisi come luogo universale, capace di parlare al mondo di pace, fraternità, dialogo e custodia della dignità umana. Nel solco di San Francesco ha promosso il rinnovamento del cammino parrocchiale, una forte attenzione ai giovani e un impegno costante sui temi del lavoro, della carità e dell’economia della fraternità".
Tra i passaggi più significativi del suo ministero si ricordano il Sinodo diocesano del 2012, le visite papali ad Assisi, la valorizzazione del Santuario della Spogliazione, il legame con la figura di San Carlo Acutis e il consolidamento del ruolo di Assisi come punto di riferimento internazionale per il dialogo e la pace.
“Il suo servizio – conclude Proietti – rafforza il profilo dell’Umbria come terra che, attraverso l’eredità di San Francesco, continua a offrire un messaggio di fraternità e responsabilità. E personalmente durante gli anni in cui sono stato sindaco di Assisi è stato una guida magistrale e sensibile, un sostegno nei periodi bui come la pandemia del Covid e un punto di riferimento prezioso per le nostre comunità puntando sempre a salvaguardare il sentimento di unità. La Regione Umbria esprime riconoscenza per questo lungo cammino condiviso e per un impegno che continuerà a parlare ai nostri territori anche oltre la conclusione del suo incarico”.
Perugia, 19 marzo 2026 – L'Assemblea legislativa ha approvato le modificazioni alla legge regionale 16 ottobre 2025 n. 7 (Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro) adeguandola al nuovo quadro normativo nazionale definito dai nuovi articoli del Dlgs 190/2024 e agli impegni presi nelle interlocuzioni con il Governo nazionale. "Abbiamo fatto una modifica in tempi record per consegnare regole certe nella semplificazione della realizzazione degli impianti. Un'accelerazione segnata dalla volontà di dare risposte concrete alla crisi energetica in atto. Per una volta la politica è riuscita a stare al passo con la realtà e per questo voglio ringraziare tutti i consiglieri della maggioranza del Patto Avanti" commenta l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Thomas De Luca.
Tale intervento - apportato all'interno dell'atto 287 'Modificazioni di leggi regionali cosiddetto Omnibus' - della LR 7/2025 risponde, innanzitutto, all'esigenza di recepire quanto disposto a livello statale per effetto dell'entrata in vigore delle novità del DLgs 190/2024 in materia di disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. "Abbiamo tenuto fede agli impegni assunti dalla Presidente Stefania Proietti con il Governo, nello spirito di leale collaborazione, a seguito dell'interlocuzione con i Ministeri competenti. Mentre siamo rimasti assolutamente fermi sulle aree non idonee. Non possiamo in alcun modo accettare che il nostro territorio sia oggetto di una predazione senza alcuna pianificazione" prosegue l'assessore De Luca.
Quanto alle aree non idonee viene, infatti, richiamato il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 settembre 2010, ancora vigente, che le delinea. Viene, altresì, chiarito che tale classificazione non origina un divieto assoluto di installazione. In queste aree, piuttosto, gli obiettivi di protezione sono tali da rendere molto probabile un esito negativo in sede di valutazione. Viene modificato e rivisto il precedente "principio di prevalenza di idoneità" alla luce delle nuove disposizioni statali e dei rilievi posti dal Governo. Nello specifico, il regime semplificato disposto per le aree idonee si applica soltanto qualora l'impianto da fonti rinnovabili ricada interamente all'interno delle aree idonee individuate dalla Regione Umbria. Ulteriori modifiche sono in sostanza conseguenza dell'accoglimento dei rilievi formulati dai Ministeri in sede di esame della legittimità costituzionale della LR 7/2025 che la Regione si è resa disponibile a recepire.
"Nello spirito di leale collaborazione che contraddistingue questa amministrazione - precisa l'assessore De Luca - abbiamo lavorato per adeguare il testo regionale al mutato quadro normativo nazionale a seguito del decreto Transizione 5.0. Tuttavia, la nostra direzione resta ferma e coerente: la transizione energetica per l'Umbria è quella che mira all'autonomia energetica senza abdicare al governo del territorio e al contempo tutelando il nostro patrimonio paesaggistico da grandi impianti sovradimensionati e da rischi di speculazione. L'Umbria è stata la prima regione a definire idonee le aree per progetti a servizio delle CER perché crediamo che autoprodursi energia sia un diritto dei cittadini e delle imprese locali, non un terreno di conquista".
Le modifiche definiscono un quadro di maggiore certezza normativa circoscrivendo con precisione le "ulteriori aree idonee" individuate dalla Regione Umbria. Viene inoltre confermata una mappatura delle aree a bassa esposizione panoramica per impianti eolici, da condividere con la soprintendenza dell'Umbria.
"Con questo atto - conclude De Luca - vogliamo superare l'incertezza normativa che rischiava di bloccare i piccoli progetti destinati al tessuto economico regionale. L'adeguamento ai rilievi ministeriali non intacca la nostra visione: una transizione energetica democratica, diffusa e governata dalle istituzioni locali, capace di conciliare la produzione di energia pulita con la difesa identitaria del cuore verde d'Italia".
Perugia, 19 marzo 2026 – Ater Umbria entra nella giunta esecutiva di Federcasa, l’organismo nazionale che riunisce gli enti di edilizia residenziale pubblica. Il presidente Federico Santi è stato nominato tra gli undici componenti dell’organo che guiderà la federazione nel triennio 2024-2027.
“Desidero rivolgere al presidente Santi i migliori auguri per il lavoro che lo attende - ha sottolineato l’assessore alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli - L’Umbria acquisisce una presenza diretta in un luogo in cui si definiscono indirizzi e scelte che incidono sulle politiche abitative del Paese”.
Federcasa coordina circa ottanta enti su tutto il territorio nazionale e rappresenta il principale interlocutore istituzionale sui temi della casa, dalla gestione del patrimonio pubblico alle strategie per ampliare l’accesso all’abitare.
“Questa nomina rafforza il percorso che abbiamo avviato per riportare il diritto alla casa al centro dell’agenda regionale e per consolidare il lavoro politico che stiamo portando avanti - prosegue l’assessore - Un risultato che si inserisce nel lavoro della giunta regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti, che con la riprogrammazione dei Fondi sociali ha posto la questione abitativa tra le priorità dell’azione amministrativa”.
Tutto questo si affianca al lavoro già avviato con il Piano industriale di Ater Umbria, coerente con l’indirizzo tracciato dalla Regione, mantenendo un’attenzione costante a garantire il diritto alla casa e a promuovere politiche abitative che pongano l’abitare al centro delle esigenze dei cittadini.
(AUN) – Perugia, 18 marzo 2026 – “La memoria di ciò che abbiamo vissuto è una responsabilità pubblica. Ricordare le vittime del Covid significa rinnovare ogni giorno l’impegno delle istituzioni a tutela della salute, della dignità e della vita delle persone”.
Con queste parole la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, interviene nella Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, istituita per onorare chi ha perso la vita e per riconoscere il sacrificio di operatori sanitari, volontari e di tutte le persone che hanno garantito la tenuta del Paese nei momenti più difficili dell’emergenza.
“Questa ferita ha attraversato famiglie, territori e istituzioni. È una pagina che continua a interrogarci profondamente su come intendiamo costruire il nostro presente e il futuro – prosegue la presidente. L’Umbria ha conosciuto il dolore, ma anche la forza della propria rete sanitaria, la dedizione straordinaria del personale medico e infermieristico, il valore della protezione civile e del volontariato”.
Nel suo intervento, la presidente richiama con forza il ruolo del sistema sanitario pubblico e la necessità di continuare a investire in prevenzione, innovazione e prossimità dei servizi: “La pandemia ricorda che la salute è un bene primario che richiede visione, competenza e capacità di programmazione. Rafforzare la sanità territoriale, integrare i servizi e garantire risposte tempestive ai cittadini è la priorità che guida ogni nostra scelta”.
Un passaggio significativo è dedicato anche al valore della memoria come elemento attivo delle politiche pubbliche: “Ricordare è un atto che orienta le decisioni, che impone rigore e che ci chiede di essere all’altezza delle responsabilità istituzionali. Alle famiglie delle vittime va il pensiero più profondo e il rispetto dell’intera comunità regionale”.
La Giornata rappresenta, infine, un momento di raccoglimento ma anche di consapevolezza collettiva: “Custodire questa memoria significa rafforzare il senso civico e la coesione sociale - ha concluso la presidente - e significa riconoscere ciò che è accaduto per trasformarlo in un impegno concreto perché tragedie come quella vissuta non trovino mai più un sistema impreparato”.
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