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Perugia, 3 luglio 2026 – La Regione Umbria ribadisce profonda preoccupazione per il perdurare dell’assenza di risposte concrete da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Rfi e di Anas rispetto alle criticità più volte segnalate, anche alla presenza dei Prefetti di Perugia e di Terni, riguardanti la rete ferroviaria e viaria regionale. La situazione infrastrutturale dell’Umbria, infatti, ha ormai superato ogni limite di tollerabilità.
L’attuale sovrapposizione di interventi, non adeguatamente coordinati, sta determinando una situazione non più sostenibile, con effetti gravi sulla mobilità, sull’accessibilità della regione e sulla sicurezza dei cittadini. L’Umbria rischia oggi un isolamento di fatto, con ripercussioni economiche e sociali rilevanti.
Particolarmente critica è la condizione del trasporto ferroviario: i lavori programmati, pur necessari, non giustificano i ritardi sistematici e di entità rilevante che quotidianamente penalizzano viaggiatori e pendolari, in assenza di informazioni chiare e tempestive. Una situazione che incide direttamente sul diritto alla mobilità e sulla qualità della vita di migliaia di cittadini. Tutti i giorni leggiamo notizie di disagi e ritardi dei treni che partono e arrivano in Umbria, con orari ritoccati e perfino cancellazioni, oltre che tratte annullate per lavori (come il Frecciarossa dal 5 al 10 luglio) e la sospensione della linea Perugia-Terontola dal 14 luglio al 6 settembre.
Quest’ultimo lavoro programmato pur non avendo la scadenza del PNRR, costringerà i passeggeri all’uso di mezzi sostitutivi su gomma che insisteranno sullo stesso tratto di strada interessato dai pesanti lavori in galleria a Madonna Alta effettuati di giorno. Entrambe queste situazioni riverseranno nelle strade del centro di Perugia, dove peraltro c’è il cantiere BRT, un traffico addirittura superiore: i disagi si cumulano rendendo l’estate invivibile per i cittadini e i turisti, che sono già numerosi come non mai nella prima parte dell’anno.
Analoga gravità si riscontra sulla rete stradale.
In riferimento specifico alla direttrice della Pian d’Assino, dove permane una condizione di rischio elevato che richiederebbe un intervento organico e risolutivo, a fronte delle reiterate richieste della giunta Proietti, Anas ha finora fornito risposte insufficienti, sottovalutando una criticità che invece presenta caratteri di vera e propria emergenza per i troppi incidenti mortali occorsi. Addirittura Anas, nella risposta alla Presidente Proietti, ha affermato che l’ultimo stralcio dei lavori sulla Pian d’Assino, stimato in 326 milioni, non essendo stato inserito dalla precedente giunta regionale nel contratto di programma 2021-2025 (mentre la giunta Proietti lo ha inserito nel programma presentato lo scorso autunno al Ministero) non sarà finanziato.
A ciò si aggiunge il crescente sovraccarico della E45, piena di cantieri con pochi lavoratori e interessata da un incremento anomalo del traffico pesante, determinato anche dall’aumento dei costi autostradali e dei carburanti. Una dinamica che sta trasferendo sulla viabilità umbra un flusso non più sostenibile, con conseguenze rilevanti in termini di sicurezza, usura delle infrastrutture e qualità della circolazione.
In questo contesto, la Regione Umbria ha avanzato la proposta di limitare il transito dei mezzi pesanti sulla E45 ai soli veicoli con origine o destinazione nel territorio regionale, quale misura temporanea ma necessaria per ristabilire condizioni minime di transitabilità e sicurezza.
Riteniamo non più rinviabile un intervento deciso e coordinato da parte del Governo, di Rfi e di Anas, che assuma come prioritaria la tutela della mobilità e della sicurezza dei cittadini umbri.
L’Umbria non può continuare a sopportare le conseguenze di scelte inefficaci o ritardi decisionali che gravano in modo sproporzionato sul proprio territorio. Non accetteremo ulteriori rinvii né risposte evasive. Il Governo, Rfi e Anas devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e intervenire immediatamente con atti concreti, risorse adeguate e tempi certi.
La Regione continuerà a farsi portavoce delle istanze dei cittadini e delle imprese, chiedendo risposte immediate, tempi certi e soluzioni strutturali, poiché Umbria non può continuare a subire le conseguenze di scelte sbagliate e di una gestione che, nei fatti, sta compromettendo il diritto alla mobilità e alla sicurezza dei suoi cittadini, causando inoltre difficoltà e disagi ai quanti vorrebbero venire a seguire le sue manifestazioni più importanti e a visitarne luoghi storici e bellezze naturali.
Stefania Proietti
Francesco De Rebotti
Perugia, 03 luglio 2026 – Si è svolto presso il Salone d'Onore di Palazzo Donini, il kick-off meeting di RIMU-Clima (Rete Integrata Meteorologica Umbra e Strumenti per l'analisi climatica in Umbria).
Si tratta di un progetto di importanza strategica del PR FESR 2021-2027, con un investimento complessivo di 3 milioni e 925mila euro, che punta a rafforzare e integrare la rete idro-meteorologica regionale, migliorando il monitoraggio delle variabili meteorologiche e dell'evoluzione dei cambiamenti climatici. Tra gli obiettivi principali vi è la realizzazione di un sistema di modelli meteorologici operativi gestiti direttamente a livello regionale, in grado di supportare le attività di previsione e di rappresentare uno strumento fondamentale per la redazione del Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Il progetto prevede inoltre l'integrazione delle reti di monitoraggio regionali, l'uso di sistemi di calcolo ad alte prestazioni (HPC) e l'aggiornamento degli scenari idrologici, garantendo all'Umbria strumenti di previsione e gestione dei fenomeni estremi all’altezza dei migliori standard internazionali.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali, in collegamento da remoto, della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e di Andrea Floria, Desk Officer per l'Umbria della Commissione Europea, che ha sottolineato l'alto valore dell'operazione per gli obiettivi di coesione. A Palazzo Donini è intervenuto il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, suggellando il forte partenariato scientifico in essere tra la Regione Umbria e l'Ateneo.
"Siamo di fronte a una scelta: restare spettatori o assumerci la responsabilità di agire - ha dichiarato a chiusura dell'evento l'assessore all'Ambiente con delega all'adattamento climatico, Thomas De Luca -. RIMU-Clima non è solo un potenziamento tecnologico, ma un pilastro d'avanguardia per dotare l'Umbria di una catena di modelli meteorologici autonomi. Questo ci permetterà, aprendo le porte alla ricerca scientifica e mettendo a sistema le conoscenze, di garantire sicurezza alle nostre comunità, fornendo dati certi agli studiosi e ai decisori politici per la redazione del Piano Regionale di Adattamento ai cambiamenti climatici".
L'evento, moderato da Sandro Costantini a capo del Servizio Protezione Civile e del Servizio Rischio Idrogeologico, Idraulico e Sismico della Regione Umbria, ha visto l'illustrazione tecnica dei pilastri del progetto da parte dei referenti dei soggetti coinvolti: Paolina Bongioannini Cerlini (UniPG), Christian Massari (CNR-IRPI), Marco Vecchiocattivi (ARPA Umbria), Alessia Dorillo (3A Parco Tecnologico) e il team del Servizio Protezione Civile ed Emergenze della Regione composto da Maryam Fatemi Far, Federico Governatori Leonardi e Daniela Marcellini.
Al tavolo dei lavori e tra le autorità presenti, la Prof.ssa Silvia Meniconi (Vicedirettrice del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), il Prof. Andrea Nicolini (Direttore del CIRIAF), il Prof. Alessandro Paciaroni (Direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia).
(AUN) – Perugia, 3 luglio 2026 – “Gli ottant’anni della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa raccontano una parte importante della storia economica, sociale e civile dell’Umbria. CNA rappresenta una rete diffusa, solida, capace di arrivare in tutti i 92 Comuni umbri, non solo nei capoluoghi ma anche nelle aree interne, dove le imprese sono spesso presidio economico, sociale e comunitario”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenendo alla celebrazione per gli 80 anni della CNA.
La giornata ha unito impresa, territorio e cultura: dopo la cerimonia al Teatro Pavone, con la premiazione delle imprese storiche e di quelle che si sono distinte per crescita e performance aziendale, è seguito il concerto gratuito di Serena Brancale in Piazza IV Novembre, anteprima dell’edizione 2026 di Umbria Jazz.
Alla cerimonia sono intervenuti Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il presidente nazionale CNA Dario Costantini e il presidente di CNA Umbria Michele Carloni.
“La Regione – ha sottolineato Proietti – ha il dovere di accompagnare questa crescita. Parliamo di lavoratrici e lavoratori, di famiglie, competenze, sacrifici, innovazione e lavoro quotidiano. L’impresa è anche una comunità: c’è l’imprenditore, ma c’è anche la famiglia dei lavoratori. Per questo le piccole e medie imprese rappresentate da CNA sono l’ossatura produttiva dell’Umbria”.
La presidente Proietti ha poi evidenziato il ruolo di CNA nel confronto con la Regione: “Nei tavoli di lavoro CNA non manca mai, e porta sempre proposte serie, forti, concrete e tempestive. È un metodo che vogliamo continuare a seguire: programmare le risorse e definire le politiche insieme a chi ogni giorno vive l’economia reale”.
Tra le priorità richiamate dalla presidente, energia, innovazione, ricerca e digitalizzazione. “Sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili – ha spiegato – abbiamo messo a disposizione 30 milioni di euro di risorse europee. Ma il punto decisivo è anche la semplificazione: per la prima volta l’accesso ai bandi avverrà con il meccanismo dell’autocertificazione, una scelta fatta per accelerare e aiutare concretamente le imprese”.
Sul fronte dell’innovazione, Proietti ha ribadito una misura dedicata alla ricerca applicata nelle aziende: “Con 4 milioni di euro di risorse bandiremo borse di dottorato tra le più alte d’Italia, con un incremento del 40 per cento rispetto agli importi ordinari, per favorire l’ingresso della ricerca dentro le piccole e medie imprese, su progetti costruiti con le aziende. È una leva fondamentale anche per rendere l’innovazione uno strumento accessibile e utile al sistema produttivo umbro”.
La presidente ha quindi richiamato la sfida delle aree interne: “Voi conoscete meglio di altri le difficoltà di chi fa impresa nei territori più fragili: dalla mancanza di infrastrutture digitali ai problemi nei rapporti con fornitori, mercati e internazionalizzazione. Per questo digitalizzazione e strategia per le aree interne sono questioni decisive per il futuro dell’Umbria”.
La presidente Proietti ha infine ricordato il valore del rapporto tra imprese e giovani: “CNA svolge un ruolo fondamentale anche nel colmare il divario tra scuola e lavoro. Ai nostri ragazzi dobbiamo dare fiducia, mostrando loro un’Umbria all’altezza dei loro sogni, fatta di imprese che crescono, innovano e offrono opportunità”.
La presidente ha concluso con un augurio alla Confederazione e alla regione: “A CNA Umbria auguro altri ottanta anni di questo impegno. E all’Umbria auguro altre 10 mila imprese come queste: imprese capaci di costruire futuro, lavoro e comunità”.
(AUN) – Perugia, 2 luglio 2026 – Le aree interne rappresentano una risorsa strategica da valorizzare attraverso investimenti, infrastrutture, servizi e politiche di sviluppo capaci di generare nuove opportunità di crescita, lavoro e permanenza nei territori”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenendo questa mattina a Roma, al Carpegna Palace Hotel, all’Assemblea dell’Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, dedicata al tema “L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”.
La presidente Proietti ha preso la parola nella sessione “Politiche e risorse della coesione. Crescita, sviluppo e lavoro nelle aree interne” e alla stessa sessione sono intervenuti Massimo Gargano, direttore generale ANBI, Giuseppe Romano, coordinatore della Struttura di missione ZES Unica, Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Ilaria Fontana, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, e Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale della Sardegna.
Nel suo intervento, la presidente ha richiamato il ruolo delle aree interne come parte essenziale dell’identità, della coesione e della capacità produttiva del Paese: “Sono territori che custodiscono risorse ambientali, produzioni agricole e agroalimentari di qualità, patrimonio culturale e artistico, biodiversità, competenze, mestieri e comunità che contribuiscono in modo determinante alla tenuta dell’Italia. Non sono aree marginali da assistere, ma luoghi nei quali investire per costruire futuro”.
La presidente Proietti ha sottolineato come il tema assuma un valore particolare per l’Umbria anche nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco: “Il centenario francescano ci richiama alla riscoperta dell’autenticità dei territori, dei borghi, delle comunità e dei paesaggi che fanno delle aree interne non una periferia, ma il cuore più profondo e riconoscibile dell’Umbria e dell’Italia. La lezione di Francesco ci parla di cura del creato, sobrietà, comunità e responsabilità: valori che oggi diventano anche una chiave moderna per ripensare sviluppo, coesione e qualità della vita”.
La presidente ha quindi evidenziato il ruolo centrale della politica di coesione. “La coesione – ha affermato – non è soltanto riequilibrio territoriale, ma una condizione per rafforzare la competitività complessiva del Paese. Significa ridurre le distanze infrastrutturali, economiche e sociali che separano territori e comunità, ma anche costruire strategie capaci di mettere in relazione infrastrutture, servizi, attività produttive, tutela delle risorse naturali e qualità della vita”.
In questo quadro, ha ricordato Proietti, il Programma regionale FESR Umbria 2021-2027 dispone di una dotazione complessiva di 523,66 milioni di euro, con oltre l’80 per cento delle risorse già programmato o delineato. “Le principali direttrici di intervento – ha spiegato – riguardano ricerca, innovazione, competitività del sistema produttivo, transizione energetica e digitale, sostenibilità ambientale, mobilità urbana sostenibile, cultura, innovazione sociale, strategie territoriali e housing sociale”.
Particolare rilievo è stato attribuito alle strategie territoriali, Agenda Urbana e Aree interne, nell’ambito dell’obiettivo europeo di una Europa più vicina ai cittadini. “La governance e la co-progettazione – ha detto la presidente – sono il filo conduttore delle strategie territoriali del Programma FESR, perché solo partendo dai bisogni reali delle comunità e dal coinvolgimento degli attori locali è possibile costruire interventi efficaci e duraturi”.
Per l’Umbria, nel ciclo 2021-2027, sono state riconfermate le tre aree interne Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria e Valnerina, già presenti nel ciclo precedente, e sono state individuate due nuove aree, Media Valle del Tevere e Unione dei Comuni del Trasimeno. Complessivamente sono coinvolti 59 comuni su 92, pari al 52 per cento dei comuni umbri e al 28 per cento della popolazione regionale. Le risorse destinate alle strategie per le aree interne ammontano a 61,21 milioni di euro, tra fondi nazionali, FESR e FSE+.
Al centro dell’intervento, il tema dell’acqua come fattore decisivo per la permanenza delle comunità, la sicurezza dei territori e lo sviluppo economico locale. “L’acqua – ha dichiarato Proietti – non è soltanto una risorsa produttiva o ambientale, ma una vera infrastruttura di cittadinanza. Dove l’acqua è disponibile, gestita e governata in modo efficiente si rafforzano le condizioni per il lavoro, per l’impresa, per l’agricoltura e per la permanenza delle giovani generazioni nei territori”.
La presidente ha quindi indicato alcune priorità: infrastrutture idriche, capacità di accumulo, manutenzione del territorio, modernizzazione dei sistemi irrigui, prevenzione del rischio idrogeologico e valorizzazione delle filiere produttive locali. “Sono interventi – ha aggiunto – che producono benefici economici, ambientali e sociali, contribuendo a generare occupazione qualificata e sviluppo diffuso”.
La presidente Proietti ha poi richiamato il tema del diritto di rimanere e, per i giovani, anche del diritto di tornare. “Occorre garantire servizi essenziali, sanità territoriale, istruzione, mobilità, connessione digitale, opportunità di lavoro, spazi di aggregazione, sport, formazione e qualità dell’abitare. Solo così le aree interne potranno essere luoghi nei quali scegliere di vivere, lavorare, fare impresa e costruire il proprio progetto di vita”.
La presidente ha infine richiamato la necessità di rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, soprattutto nei piccoli comuni, e di guardare alla politica di coesione post 2027 come a una politica strutturale e non episodica. “Le aree interne possono diventare luoghi di innovazione, produzione, qualità della vita e coesione sociale, se sapremo riconoscere nell’acqua, nelle infrastrutture adeguate e nella valorizzazione delle risorse locali alcuni dei principali fattori di crescita e competitività del Paese”.
Nel corso dell’Assemblea nazionale sono intervenuti anche i ministri delle politiche di coesione e dell’agricoltura Tommaso Foti e Francesco Lollobrigida che hanno illustrato i programmi dei rispettivi ministeri e i risultati raggiunti.
Perugia, 1 luglio 2026 – La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha partecipato oggi alla seduta di insediamento del Consiglio della Camera di Commercio dell’Umbria, nel corso della quale Giorgio Mencaroni è stato confermato presidente per acclamazione.
Nel rivolgere a Mencaroni le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro a nome della Regione, la presidente Proietti ha sottolineato il valore personale e istituzionale della conferma: «È per me anche un’emozione salutare il rinnovo dell’incarico di Giorgio Mencaroni, figura prestigiosa, servitore dello Stato e punto di riferimento autorevole per il sistema economico umbro. La sua conferma unanime è il riconoscimento di qualità personali e istituzionali: equilibrio, concretezza, capacità di ascolto, rapidità decisionale e una visione sempre orientata all’interesse generale dell’Umbria».
La presidente ha evidenziato come Mencaroni abbia rappresentato negli anni una guida capace di tenere insieme grandi realtà produttive e piccole imprese, territori, associazioni di categoria, professionisti e istituzioni. «Ha sempre dimostrato di saper difendere anche le realtà più piccole pur provenendo da esperienze imprenditoriali importanti. È una qualità decisiva per una regione come l’Umbria, dove lo sviluppo passa dalla capacità di non lasciare indietro nessuno».
La presidente Proietti ha quindi ricordato la collaborazione tra Regione e Camera di Commercio, richiamando in particolare il percorso che ha portato al riconoscimento della Zona economica speciale quale opportunità per attrarre investimenti e favorire la semplificazione amministrativa.
Nel suo intervento la presidente ha ribadito la necessità di rafforzare la competitività del sistema regionale, superando ogni contrapposizione territoriale e valorizzando il contributo di imprese, università, professionisti e pubblica amministrazione. Ha inoltre richiamato l’importanza degli investimenti in innovazione, ricerca e alta formazione, annunciando il potenziamento delle politiche regionali per i poli di innovazione e per i dottorati di ricerca applicata, con l’obiettivo di trattenere e attrarre giovani altamente qualificati.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle infrastrutture. La presidente ha ribadito la necessità di una maggiore attenzione nazionale verso l’Umbria, richiamando le criticità legate ai collegamenti e ai cantieri, e ha confermato il sostegno della Regione allo sviluppo dell’aeroporto internazionale dell’Umbria attraverso il rafforzamento della partecipazione regionale.
La presidente Proietti ha infine collegato le prospettive di sviluppo dell’Umbria ai grandi progetti di ricerca internazionale, richiamando la candidatura italiana per l’Einstein Telescope e il ruolo che la regione intende svolgere in questo percorso.
Nel suo intervento, Giorgio Mencaroni ha ringraziato il Consiglio camerale per la conferma e la presidente Proietti per la collaborazione istituzionale, ricordando il percorso che ha portato alla Camera di Commercio unica dell’Umbria e il ruolo dell’ente a sostegno delle imprese, dell’internazionalizzazione, del turismo, dell’innovazione e delle infrastrutture.
Alla seduta è intervenuto anche Andrea Prete, che ha sottolineato il ruolo delle Camere di Commercio come istituzioni pubbliche al servizio delle imprese e dei territori, richiamando le priorità del sistema camerale nazionale: transizione digitale ed ecologica, turismo, internazionalizzazione e sostegno agli investimenti.
La seduta si è conclusa con il giuramento del presidente Mencaroni sulla Costituzione e con l’avvio formale della nuova consiliatura della Camera di Commercio dell’Umbria.
Perugia, 1 luglio 2026 – Oltre 2 milioni di euro per rafforzare la rete dei servizi territoriali, sostenere i Centri antiviolenza e le Case rifugio, accompagnare le donne nei percorsi di autonomia economica e sociale e promuovere iniziative di prevenzione, formazione e sensibilizzazione. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Pari opportunità Simona Meloni, ha approvato il Programma regionale di prevenzione e contrasto della violenza di genere per l’anno 2026, con una dotazione complessiva di 2 milioni 75 mila euro, derivanti da risorse statali e regionali.
Il Programma consolida il sistema umbro di protezione e presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro figli, rafforzando la collaborazione tra Regione, Comuni capofila delle Zone sociali, Centri antiviolenza, Case rifugio, associazioni, Centro per le Pari opportunità e reti territoriali interistituzionali. In quest’ottica si inserisce anche la serie di incontri svolti dal Centro per le pari opportunità con i Centri antiviolenza del Sistema regionale che sono serviti a raccogliere proposte, criticità e prospettive di sviluppo a testimonianza di una governance orientata al miglioramento dei servizi per la tutela delle donne vittima di violenza.
“Con questo Programma – dichiara l’assessore Simona Meloni – la Regione compie una scelta politica e istituzionale precisa: non lasciare sole le donne e rendere la rete antiviolenza sempre più solida, accessibile e vicina ai territori. La violenza di genere è un fenomeno strutturale che nasce da disuguaglianze profonde e da una cultura del possesso e della sopraffazione. Per questo servono servizi stabili, personale qualificato, prevenzione, educazione e strumenti concreti per riconquistare libertà e autonomia”.
Tra gli interventi previsti figurano 737.676,11 euro per il sostegno dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, oltre a 334 mila euro destinati all’acquisto o alla realizzazione di immobili da adibire a Case rifugio e 73.600,19 euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza. La Regione avvierà inoltre una ricognizione per ampliare l’offerta delle Case rifugio, aumentando il numero delle strutture e dei posti disponibili, potenziando i servizi e migliorandone l’accessibilità anche per le persone con disabilità, con particolare attenzione alle Zone sociali attualmente prive di tali presidi.
Il Programma, tra le altre, sostiene il percorso di trasformazione, entro dicembre 2026, degli sportelli di Marsciano e Assisi in Centri antiviolenza autorizzati. Per il funzionamento dello Sportello di Marsciano sono destinati 36.800 euro, mentre 21.800 euro finanzieranno l’avvio dello Sportello di Assisi. Inoltre lo Sportello di Marsciano riceverà un finanziamento di 36mila euro per l’istituzione di un CUAV per uomini maltrattanti.
Sono inoltre stanziati 15 mila euro per assicurare continuità allo Sportello di Umbertide, collegato al Centro antiviolenza di Città di Castello, e altri 15 mila euro per lo Sportello di Gualdo Cattaneo, presidio di prossimità a supporto del Centro antiviolenza di Foligno.
“Vogliamo costruire una rete realmente capillare – prosegue Meloni – perché la possibilità di chiedere aiuto non può dipendere dal luogo in cui si vive. Un presidio territoriale può rappresentare il primo spazio sicuro nel quale una donna trova ascolto, protezione e accompagnamento. Rafforzare gli sportelli significa avvicinare i servizi anche alle aree più periferiche e contrastare l’isolamento che spesso rende ancora più difficile uscire dalla violenza”.
Una delle misure centrali riguarda l’autonomia economica. La Regione destina 71.400 euro all’Inps per consentire lo scorrimento della graduatoria del Reddito di Libertà e finanziare le domande presentate da donne residenti o dimoranti in Umbria risultate idonee, ma rimaste escluse per l’esaurimento delle risorse statali. Ulteriori 50.100 euro saranno impiegati per rafforzare i percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.
“Uscire dalla violenza significa anche poter scegliere dove vivere, come mantenersi e come ricostruire la propria vita – sottolinea l’assessore –. Senza indipendenza economica il rischio è che molte donne siano costrette a rimanere o a tornare in contesti violenti. Il Reddito di libertà, la formazione e l’accesso al lavoro sono quindi strumenti essenziali di emancipazione, non semplici misure assistenziali”.
Tra le principali novità è previsto uno specifico avviso pubblico regionale da 155.273,50 euro, rivolto a enti pubblici, associazioni ed enti del Terzo settore, per sostenere progetti di prevenzione e contrasto della violenza di genere e delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Saranno valorizzate in particolare le proposte capaci di raggiungere le aree periferiche, isolate o caratterizzate da svantaggio strutturale. Il Programma destina inoltre 10 mila euro al Centro per le Pari opportunità, con il coinvolgimento dell’Agenzia Umbria Ricerche, per la ricostituzione e il funzionamento dell’Osservatorio regionale sulla violenza degli uomini contro le donne, al fine di migliorare la raccolta, l’analisi e il monitoraggio dei dati.
La Giunta ha inoltre approvato lo schema del Protocollo d’intesa “Zeus Perugia”, proposto dalla Questura di Perugia, finalizzato ad affiancare all’ammonimento del Questore per stalking o violenza domestica la possibilità, per l’autore delle condotte, di accedere volontariamente a percorsi specialistici di responsabilizzazione e recupero da attivare in collaborazione con il futuro CUAV di Marsciano.
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