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Perugia, 21 aprile 2026 – "La Regione Umbria si avvia a compiere un passo decisivo verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi per famiglie e imprese, attraverso due percorsi paralleli di partecipazione. L’obiettivo è uscire dalla logica dell'emergenza per una soluzione strutturale. Da un lato il nuovo disegno di legge sull'economia circolare e dall'altro l'aggiornamento del piano rifiuti". Questo il messaggio lanciato nel corso della sua presentazione dall’assessore all’ambiente, Thomas De Luca, e dalla presidente della Regione Stefania Proietti. Un percorso che prevede ora un nutrito programma di incontri con stakeholder e rightsholder intorno alle linee guida individuate dalla Giunta regionale.
“La transizione verso l’economia circolare – ha spiegato l’assessore De Luca - è una scelta strategica per il futuro della Regione. Riduciamo i costi, tuteliamo la salute pubblica e favoriamo crescita e occupazione, promuovendo una simbiosi tra il sistema produttivo regionale e la disponibilità di materie prime seconde”.
“La visione – ha proseguito De Luca - è chiara: coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. La gestione dei rifiuti non deve più essere percepita come un problema, ma come una risorsa capace di generare valore, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita, nel rispetto del principio europeo del “do no significant harm”, cioè senza arrecare ulteriori danni significativi alla salute e all’ambiente. In questo quadro, la direzione è netta: nessun inceneritore e la progressiva riduzione del conferimento in discarica. Saranno introdotti meccanismi premiali per incentivare comportamenti virtuosi, a partire dalla tariffazione puntuale, in cui chi inquina paga. Vi saranno poi i risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi di conferimento in discarica e i maggiori proventi della vendita delle materie prime seconde recuperate, per 1,5 milioni, mentre prevediamo l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e di rivedere il sistema tariffario incentivando i comuni che hanno comportamenti virtuosi”.
“Nella Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione – ha detto la presidente Stefania Proietti - è giusto ricordare che l’Umbria è una terra di innovazione, una terra che ha dato contributi scientifici di livello internazionale, arrivando anche a esprimere eccellenze premiate con il Nobel. Il piano sull’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma, promosso dalla Giunta più ambientalista che l’Umbria abbia mai avuto, in base all’esperienza amministrativa e professionale accumulata nel tempo. Anche temi complessi come il Css vengono affrontati non in modo ideologico, ma dentro una visione più ampia di sviluppo: non solo come strumento per ridurre emissioni, ma come leva per innovare il sistema produttivo”.
“Questa visione si colloca chiaramente – ha concluso la presidente Proietti - in una dimensione europea. Lo dimostrano il fatto di essere stati scelti per redigere il parere ufficiale delle Regioni europee sull'Eir 2025, che sarà presentato ad Assisi il 18 e 19 giugno prossimi, quando si riunirà in Umbria la Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia dell’Unione Europea, e progetti strategici come la rete dell’idrogeno, che interesserà anche l’Umbria e che rappresenta un’infrastruttura decisiva per il futuro energetico. Ancora una volta, la nostra regione può giocare un ruolo centrale, in un’ottica di Italia Mediana, perché ha il know-how le dimensioni giuste per farsi battistrada dell’innovazione”.
Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica. Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere attraverso l’adozione del Piano regionale ci sono:
• Obiettivo Residual Waste Cap 2030: massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante.
• Raccolta differenziata: incremento fino all’80% entro il 2030.
• Riciclo effettivo: raggiungimento del 65% di materia recuperata.
• Riduzione dello smaltimento in discarica: dal 30% al 20% entro il 2030.
• Tariffa puntuale (PAYT): sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza, per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti.
• Stop all’inceneritore: nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo inceneritore, in linea con il principio nessun danno significativo su ambiente e salute.
• Innovazione impiantistica: trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici.
• Nuovo piano per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti: incentivi per la riparazione, il riuso e la seconda mano, introduzione nelle pubbliche amministrazioni dei dispenser per l’acqua potabile, la promozione del commercio sfuso, eliminazione dell’usa e getta, contrasto allo spreco alimentare e incentivazione del compostaggio domestico e di comunità.
Il nuovo piano prevede una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, limitando il totale a 410.000 tonnellate entro il 2030, e un aumento della raccolta differenziata a 328.000 tonnellate. Il percorso di partecipazione prevede sei incontri territoriali, aperti a cittadini, amministratori e stakeholder, per raccogliere proposte e criticità e costruire insieme una Umbria più sostenibile. Questi gli incontri già calendarizzati:
• Spoleto, Villa Redenta - 29 aprile, ore 16
• Magione, Officina La Piazzetta - 5 maggio, ore 21
• Orvieto, Sala Digipass - 8 maggio, ore 16
• Marsciano, Sala Capitini - 12 maggio, ore 21
• Terni, Sala Santoloci di Arpa - 14 maggio, ore 21
• San Giustino, Museo del tabacco - 15 maggio, ore 21
(AUN) – Perugia, 21 aprile 2026 - Da oggi e fino a giovedì 23 aprile l’Umbria sarà tra le 10 regioni protagoniste di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta in corso al Rimini Expo Centre, un evento che riunisce produttori, tecnologie e top buyer da tutto il mondo.
“Siamo molto orgogliosi di aver portato la regione Umbria per la prima volta a Macfrut, la più importante fiera nazionale dell’ortofrutta”, spiega con soddisfazione l’assessora regionale all’Agricoltura e Turismo Simona Meloni. “Abbiamo allestito uno stand — prosegue — che racconta la produzione e la qualità del territorio. Sono presenti con noi alcune aziende umbre del settore che stanno riscuotendo successo a livello nazionale con prodotti di eccellenza coltivati e trasformati nella nostra terra”.
“L’ortofrutta — ha sottolineato l’assessora — è un settore che in questi anni è cresciuto del 5%, segno che si sta comprendendo sempre più l’importanza di consumare frutta e verdura per un’alimentazione corretta, sempre più legata al benessere e alla salute. Tuttavia il settore sta risentendo fortemente dell’aumento dei costi energetici e della scarsità di fertilizzanti, conseguenza dei conflitti in corso. Anche per questo vogliamo esprimere un sostegno concreto alle nostre imprese agricole che, con impegno e innovazione, producono beni di grande qualità ormai riconosciuti a livello nazionale e internazionale”. “Siamo certi — conclude — che offrire loro una vetrina così importante porterà i suoi frutti”.
Già nella serata di ieri si sono tenuti incontri con alcuni importanti buyer provenienti dall’India e dalla Repubblica Dominicana, segno dell’interesse che l’Umbria sta riscuotendo a livello internazionale.
La 43ª edizione della fiera internazionale dell’ortofrutta è stata inaugurata questa mattina dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, alla presenza, tra gli altri, dei ministri dell’Agricoltura del Libano e della Siria. In fiera: 1.400 espositori, oltre 800 top buyer, saloni tematici e circa 100 eventi.
(AUN) – Perugia, 21 aprile 2026 – Sarà Narni ad aprire la stagione dei grandi eventi dell’Umbria con la 58esima edizione della Corsa all’Anello, in programma dal 23 aprile al 10 maggio. Una manifestazione che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama nazionale delle rievocazioni storiche, diventando un appuntamento di richiamo extraregionale capace di attrarre visitatori da tutta Italia.
La presentazione si è svolta alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, del sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, della presidente dell’associazione Corsa all’Anello Patrizia Nannini, del presidente del Consiglio comunale Michele Francioli e del vicepresidente dell’associazione Corsa all’Anello Marco Bontempo.
“È la prima grande manifestazione dell’anno, l’evento che apre la stagione e dà il via al calendario turistico della città e dell’intera regione - ha dichiarato De Rebotti. La Corsa all’Anello è oggi un appuntamento di richiamo extraregionale, costruito nel tempo grazie a un’identità forte. Racconta un Medioevo autentico, fondato su basi storiche, culturali e antropologiche, e rappresenta il miglior biglietto da visita con cui l’Umbria si presenta all’avvio della stagione degli eventi”.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è dedicato a Giovanni Boccaccio, nel 650esimo anniversario della morte. Una scelta coerente con l’impostazione culturale della manifestazione, che punta a restituire un Medioevo concreto e vissuto, fatto di relazioni, quotidianità e dimensione umana, come emerge anche dal Decameron.
Il sindaco Lucarelli ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “In una città come Narni si percepisce immediatamente la forza di una manifestazione giovane nello spirito ma radicata nella storia e nell’identità della comunità. Non raccontiamo solo una rievocazione, ma una visione condivisa. La scelta di Boccaccio rafforza questo percorso, restituendo un Medioevo vivo, fatto di volti e storie. Accanto a questo celebriamo anche un anniversario simbolico come quello della Porta di San Giovanni, che rafforza il legame tra tradizione civile, religiosa e comunitaria”.
Il 2026 coincide infatti anche con i 1650 anni dalla morte di San Giovenale, patrono della città, figura centrale attorno alla quale la rievocazione è nata e continua a rinnovarsi. Le radici della manifestazione affondano negli Statuta del 1371, che già descrivevano riti e giostra equestre dedicata al santo.
La presidente Nannini ha evidenziato la prospettiva di crescita della manifestazione: “Il tema dedicato a Boccaccio ci consente di ampliare gli orizzonti e costruire relazioni anche a livello europeo. Vogliamo rafforzare il ruolo della Corsa all’Anello come modello di divulgazione culturale e formazione, anche attraverso strumenti come l’Università dei Rievocatori e la partecipazione a programmi europei”.
Il programma è ampio e articolato, con oltre cento eventi tra rievocazioni, spettacoli, incontri culturali, mostre e momenti di approfondimento. Il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da oltre 800 figuranti, arti e mestieri, musica e rappresentazioni. Forte anche la dimensione religiosa, con appuntamenti come l’Offerta dei Ceri, la processione in onore di San Giovenale e le Benedizioni dei Cavalieri.
Il momento culminante sarà il 10 maggio al Campo de li Giochi con la tradizionale giostra equestre tra i Terzieri, mentre tra gli appuntamenti più attesi figura il grande corteo storico in notturna del 9 maggio. Tra le novità, la Tribuna Gold, pensata per offrire una visuale privilegiata e un’esperienza più immersiva.
È stato inoltre rafforzato il profilo scientifico della manifestazione con il ripristino della Commissione storico-scientifica, composta da studiosi di rilievo nazionale, a garanzia del rigore delle ricostruzioni. Ampio spazio anche all’arte, con numerose mostre diffuse nel centro storico.
In chiusura, il vicepresidente Bontempo ha sottolineato il percorso di crescita organizzativa dell’associazione: “Abbiamo completato la trasformazione in Ente del Terzo Settore con l’iscrizione al RUNTS, un passaggio che garantisce trasparenza, solidità e riconoscimento istituzionale. Questo ci ha consentito l’ingresso nel calendario regionale delle rievocazioni storiche, uno strumento che tutela l’identità dei territori, favorisce il coordinamento tra eventi e rafforza la qualità della ricerca. Oggi possiamo guardare con maggiore credibilità ai bandi regionali, nazionali ed europei per far crescere ulteriormente il valore della manifestazione”.
La Corsa all’Anello si conferma così un appuntamento capace di coniugare rievocazione storica, produzione culturale e sviluppo territoriale, trasformando la memoria in esperienza viva e condivisa.
(AUN) – Perugia, 21 aprile 2026 – La Giunta regionale ribadisce il corretto operato nel pieno rispetto della legalità e della legittimità amministrativa in merito al progetto stadio-clinica.
Dopo la decisione del Tar (Tribunale amministrativo regionale) che ha accolto il ricorso della Regione annullando la determina dirigenziale del Comune di Terni risalente a luglio scorso, il presupposto per la realizzazione dell’intervento è il suo inserimento nel binario di legittimità, tracciato dallo stesso pronunciamento.
Sullo stesso c'è stato un primo scambio di note tra i dirigenti del Comune di Terni e della Regione Umbria.
Il mancato avvio dell'iter, nonché della perdita di tempo che ha portato alle disastrose conseguenze attuali, è solo ed esclusivamente da attribuirsi alla volontà ostinata di proseguire sulla strada sbagliata.
La Direzione sanità e welfare, in merito agli 80 posti letto previsti nella Provincia di Terni dalla delibera di giunta 1399/2023, ha ribadito che l’assegnazione di tali posti non può essere oggetto di accordi informali o incontri preventivi ma deve necessariamente discendere dall’attivazione della corretta procedura prevista dalla legge: realizzazione della clinica, richiesta di accreditamento e solo dopo il convenzionamento.
La Giunta regionale è impegnata nella redazione del Piano socio sanitario, atteso da 15 anni che, dopo la preadozione, prevederà un periodo di partecipazione dove troverà spazio una discussione sul potenziamento della sanità pubblica e un riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private esteso all'intero territorio regionale.
Perugia, 20 aprile 2026 – Una giornata di partecipazione e ascolto a Palazzo Broletto che ha coinvolto gli studenti degli istituti tecnici, scientifici e delle scuole secondarie di primo grado della regione. L'Umbria è tra le quattro regioni italiane che ospita "Raccogliamo le idee!" (call for ideas), iniziativa promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in cui gli studenti sono chiamati a elaborare progetti concreti di sviluppo sostenibile.
"Il coinvolgimento delle nuove generazioni non è un mero esercizio di stile - ha detto l'assessore regionale Thomas De Luca - ma un pilastro fondamentale del cambiamento. Come nelle migliori pratiche internazionali, la partecipazione dei cittadini e in primo luogo dei giovani è il motore che deve guidare le scelte delle politiche. Lo sviluppo sostenibile abbraccia la giustizia sociale, la pace, le pari opportunità e il diritto universale all'accesso a risorse vitali come acqua e cibo".
Le idee scaturite dalla partecipazione al progetto degli studenti umbri non resteranno chiuse in un cassetto, ma diventeranno parte integrante della Youth Voluntary Review che l'Italia presenterà alle Nazioni Unite nel luglio 2026 e della nuova Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Quello che i ragazzi dicono oggi si trasformerà in progetti reali e finanziamenti per il domani.
"Ogni nostra scelta e ogni comportamento quotidiano, dall'evitare l'abbandono dei rifiuti alle decisioni di consumo critico, ha conseguenze dirette sul pianeta - ha aggiunto l'assessore De Luca nel suo intervento - la salute umana è indissolubilmente legata all'ambiente. Per questo, nel prossimo piano socio sanitario, promuoviamo una visione integrata con approccio one-health su tutte le dimensioni che hanno un riflesso sulla salute". Infine, un appello a non ignorare le minacce dei contaminanti esterni: "La lotta ai Pfas che hanno grave impatto sulla nostra salute, richiede azioni coraggiose. Grazie a tutti gli studenti e agli insegnanti per l'impegno, la passione e per averci ricordato che il futuro non si aspetta, si costruisce insieme".
(AUN) – Perugia, 20 aprile 2026 - Rendere pienamente accessibili i percorsi diagnostico-terapeutici per le persone con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali: è questo l’obiettivo del percorso Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), un modello di presa in carico regionale presentato stamattina in due affollatissime sale del Palazzo della Provincia di Perugia alla presenza dei direttori delle aziende ospedaliere e sanitarie, dei rappresentanti del mondo delle associazioni e dei dirigenti medici coinvolti nell'organizzazione dei percorsi.
Il progetto nasce dall’esigenza di abbattere le barriere, spesso insormontabili, che alcune persone incontrano nell’accesso alle cure: ostacoli che non derivano dalla mancanza di strutture, ma dall’assenza di percorsi adattati capaci di tenere conto delle loro specifiche complessità.
Ad aprire l’evento è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti la quale, proprio in virtù della delega alla Sanità e ai diritti delle persone con disabilità che ha voluto mantenere per sé, ha inserito il Dama nella cornice strategica di 'Umbria per tutti', il piano di azione regionale avviato con la delibera n. 109/2026 per la promozione dei diritti e dell'inclusione: “Dama è un modello personalizzato e avanzato di presa in carico delle persone con disabilità all’interno dei percorsi sanitari di accesso alle cure. Un modello costruito in modo personalizzato, quasi sartoriale, sulla persona. La novità del percorso Dama è che mette insieme il decreto legislativo 62, quindi il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, con il percorso di accesso alla rete ospedaliera o a un presidio sanitario per ogni necessità di cura. Rendere l’accesso alle cure il più possibile aderente ai bisogni della persona con disabilità – ha aggiunto la presidente - significa trasformare un momento difficile, segnato dal dolore o dalla necessità di un intervento sanitario, in un’esperienza di cura attenta, non traumatica, ma realmente rispettosa delle caratteristiche della persona”.
La direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, ha spiegato che il percorso Dama è un modello ospedaliero gratuito per la presa in carico di persone con disabilità grave, intellettiva, comunicativa o neuromotoria: “Non si tratta di un servizio separato, ma di un modo diverso di organizzare le cure esistenti, rendendole più flessibili e personalizzate – ha spiegato. - Il sistema ha l’obiettivo di ridurre le barriere d’accesso alle cure grazie a percorsi personalizzati in day hospital, ambulatorio e in emergenza-urgenza. Il cuore operativo del modello si fonda sul paradigma ‘All in one time’, che punta a concentrare in un unico accesso tutti gli esami e le valutazioni necessarie, riducendo il numero di accessi e lo stress per il paziente e per chi lo assiste. In Umbria – ha detto in conclusione la direttrice - abbiamo un’incidenza di persone con disabilità superiore alla media, l'8,7% rispetto alla media nazionale del 5%, abbiamo quindi un bisogno ancora maggiore di dare una risposta integrata e multidisciplinare con un sistema unico e integrato”.
La Regione Umbria ha predisposto le linee d’indirizzo per la costruzione del percorso Dama in tutto il territorio al fine di rendere omogenea la metodologia di presa in carico, uniformando le esperienze applicative già in essere e completando il quadro normativo regionale già definito dalla delibera n. 558/2025.
Il modello diffuso proposto nel Dama punta a garantire un’accoglienza su misura, permettendo di adattare i tempi e i modi della cura alle esigenze specifiche dei pazienti, ad esempio coordinando più specialisti in un unico accesso o prevedendo sedazioni per esami non invasivi. Il motore normativo di questa personalizzazione è il decreto legislativo numero 62 del 2024, che supera la logica della pura assistenza medica per abbracciare il progetto di vita, affermando il principio di accomodamento ragionevole e ponendo la salute come componente di un piano più ampio co-progettato con la persona. In questa prospettiva viene rinnovato il concetto di accessibilità, che richiede al personale sanitario la capacità di modulare il proprio approccio e non solo di eliminare barriere architettoniche. Per tradurre questa visione in operatività, le linee di indirizzo presentate oggi pongono al centro il lavoro in equipe e una presa in carico multidisciplinare supportata dal case manager. Affinché il modello sia efficace, inoltre, è stata ribadita l’importanza di una stretta integrazione tra ospedale e territorio che coinvolga il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, i punti unici di accesso delle case di comunità e le centrali operative territoriali. A questo si aggiunge la necessità di operare in sinergia con il terzo settore e le associazioni per assicurare una cura globale e superare il cosiddetto “silenzio assistenziale”, quella zona grigia in cui i bisogni di salute restano inevasi per mancanza di strumenti adeguati. L’implementazione del progetto richiede investimenti mirati per lo sviluppo delle competenze attraverso un piano formativo specifico accreditato ecm, accompagnato dalla valorizzazione della comunicazione e dall’uso di indicatori di processo e di esito per valutare l'efficacia reale dei percorsi stessi.
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