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(AUN) – Perugia, 30 gennaio 2026 – “Il giorno di San Costanzo, patrono di Perugia, ha il profumo delle cose semplici, un gesto di cura che passa di mano in mano”. Lo ha ricordato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a margine della solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo, tenutasi ieri pomeriggio, presieduta dall’arcivescovo di Perugia–Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, insieme ai vescovi e ai sacerdoti diocesani.
È stata una giornata che, come ogni anno, tiene insieme rito e vita cittadina: la basilica di San Costanzo con le Messe del mattino, la Fiera Grande lungo Borgo XX Giugno e i momenti dedicati al torcolo, dolce simbolo della ricorrenza.
“San Costanzo è la memoria viva di una città che, anche quando corre, sa fermarsi per riconoscersi negli occhi delle persone”, è il messaggio della presidente Proietti. “Dentro questa cattedrale ci sono storie diverse, fatiche diverse e speranze diverse: il compito delle istituzioni è trasformare quella speranza in servizi, vicinanza e scelte che migliorano la vita vera, quella di tutti i giorni. E condivido il richiamo dell’arcivescovo: non siamo ‘padroni’ di questa storia, siamo chiamati a custodirla con responsabilità, come amici”.
Nel cuore dell’omelia mons. Maffeis ha affidato alla comunità una traccia importante “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” indicando nella parola “amicizia” il centro della festa: appartenenza che diventa cura, fede che diventa legame, memoria che diventa servizio. Ha ripercorso il valore storico della devozione cittadina e il senso profondo del riconoscimento del patrono, sottolineando che non si tratta di un rito “di calendario”, ma di un’eredità che domanda coerenza: custodire un patrimonio spirituale e civile fatto di coraggio, perseveranza, accoglienza e carità, capace di superare la logica della vendetta e di farsi prossimità, soprattutto verso chi è più fragile. Nel tempo del Giubileo, ha aggiunto, la speranza è autentica quando diventa concreta attenzione alla persona e alle famiglie, senza cedere a paure e chiusure.
La festa porta con sé anche aneddoti popolari e tradizioni che continuano a parlare al presente. Il torcolo, con ingredienti “di casa” e la forma a ciambella, viene raccontato come un dolce nato da un impasto semplice e legato alla data del 29 gennaio; la memoria storica ricorda che già nel Cinquecento alcune congregazioni cittadine ne acquistavano quantità per distribuirlo ai poveri. E resta viva anche la consuetudine popolare che lo affidava alle ragazze nubili come segno d’auspicio.
“Queste storie parlano di legami - ha aggiunto la presidente Proietti - e ci chiedono di fare in modo che nessuno si senta invisibile, soprattutto chi è solo, chi è in difficoltà, chi sta attraversando un momento fragile. La politica migliore è quella che si vede nella vita quotidiana, quando una famiglia trova risposte, quando un anziano non è lasciato indietro, quando un ragazzo sente che questa città ha posto anche per lui”.
Foligno, 29 gennaio 2026 - Vent’anni possono sembrare un tempo breve per misurare l’impatto di una struttura sanitaria. Eppure, a due decenni dall’apertura del nuovo ospedale “San Giovanni Battista”, Foligno può rivendicare qualcosa di più di un semplice anniversario: un’esperienza che ha inciso profondamente sul modo di pensare e organizzare l’assistenza ospedaliera in Umbria.
Il 2006 ha segnato per la città e per la comunità una svolta. L’abbandono della sede storica nel centro cittadino non ha rappresentato soltanto un cambio di indirizzo, ma l’avvio di una trasformazione culturale. Il nuovo ospedale è nato infatti con l’ambizione di superare l’assetto tradizionale per reparti, puntando su un’organizzazione capace di adattarsi ai bisogni reali dei pazienti.
“Una scommessa vinta” - ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti intervenuta alla cerimonia di celebrazione del Ventennale del presidio ospedaliero di Foligno, promossa dall'Azienda Usl Umbria 2 e tenuta in una sala Alesini gremita in ogni ordine di posti.
“Oggi - ha aggiunto - l’ospedale di Foligno si colloca all’interno della rete ospedaliera umbra con un ruolo da protagonista in coerenza con il Piano sociosanitario. È riconosciuto come polo ospedaliero fondamentale nel sistema sanitario regionale e punto di riferimento per la gestione iniziale delle emergenze tempo-dipendenti e delle patologie acute e croniche a media e bassa complessità. Un ruolo che va consolidato e rafforzato insieme ad un piano di assunzione con l'ingresso di nuovi professionisti e la copertura di ruoli chiave oggi vacanti quali la direzione della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia. Gli investimenti in tecnologie e innovazione, insieme all'integrazione ospedale territorio, qualificheranno ulteriormente la risposta ai cittadini".
A tal proposito la Presidente, anche in questa occasione, ha confermato l'impegno della Regione Umbria a realizzare anche a Foligno la Casa della Comunità, "un punto di accesso unico - ha spiegato - per l'assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale di prossimità. Il suo ruolo è integrare medici, infermieri e assistenti sociali per gestire la cronicità, prevenire malattie e ridurre l'affollamento negli ospedali, offrendo cure personalizzate".
“La prospettiva dei prossimi anni - ha spiegato la Presidente Proietti - guarda al digitale e alle nuove tecnologie quali la telemedicina, l’integrazione dei dati e la sperimentazione responsabile dell’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni cliniche. Tecnologie pensate non per sostituire il professionista, ma per rafforzarne il ruolo”.
“La direzione è chiara e tracciata: continuare a tenere insieme innovazione e centralità della persona, perché il futuro della sanità - ha concluso Stefania Proietti - passa dalla capacità di curare meglio, senza perdere l’umanità”.
Alla celebrazione sono intervenute numerose personalità che a vari livelli hanno consentito la nascita del “San Giovanni Battista”. Da Maria Rita Lorenzetti, presidente della Giunta Regionale dal 2000 al 2010, al management che ha gestito il passaggio dalla sede storica al complesso di via Arcamone fino al personale di allora che ha contribuito alla crescita delle attività ospedaliere.
“In un contesto nazionale ancora fortemente ancorato alla divisione per discipline - è stato ricordato nel corso della cerimonia - Foligno ha scelto una strada diversa, diventando uno dei primi siti pilota del modello per intensità di cura. Un’impostazione che ribaltava la logica classica del ricovero: non più il paziente che si sposta tra reparti, ma un sistema che si organizza attorno alla gravità clinica e alla complessità assistenziale”.
A questa visione si è affiancato un forte investimento tecnologico. Dalla PET-TC, tra le prime attivate nel Centro Italia, alla telecardiologia, fino alla progressiva digitalizzazione dei processi clinici e organizzativi, il nosocomio ha puntato su strumenti in grado di migliorare diagnosi, efficienza e sicurezza delle cure.
La presa in carico più continua e personalizzata, la necessaria collaborazione strutturata tra professionisti e specialità, l’idea dei “reparti aperti” e di una rianimazione pensata non come spazio chiuso, sono scelte ancora oggi attuali di un presidio profondamente legato alla città come confermato anche dall’adesione delle massime autorità civili, militari religiose, ma anche di tanti cittadini e rappresentanti delle associazioni alla giornata promossa dall’Azienda Usl Umbria 2.
Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini che ha portato i saluti della città, il presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica Francesco Zaffini, l’ex presidente della Regione Lorenzetti che ha ripercorso le tappe più significative della nascita del presidio ospedaliero fino agli interventi del direttore del dipartimento di Riabilitazione Mauro Zampolini, del direttore del DEA, Dipartimento Emergenza Accettazione nonché direttore del Pronto Soccorso e della Medicina di Urgenza Giuseppe Calabrò, della direttrice del “San Giovanni Battista” Orietta Rossi, della direttrice Salute e Welfare Regione Umbria Daniela Donetti e del direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto che con la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha concluso l’evento.
"Sicurezza delle cure e integrazione territoriale sono i pilastri su cui stiamo costruendo il Piano socio sanitario della Regione - ha dichiarato Daniela Donetti, Direttrice regionale salute e welfare. Le innovazioni funzionano quando durano nel tempo, come dimostra l'esperienza dell'Ospedale di Foligno, anche sulla base dei principali dati di monitoraggio che mostrano miglioramenti nel 2025 rispetto al 2024. L'ospedale rappresenta un punto di riferimento importante. I professionisti che vi operano lo stanno facendo crescere con la consapevolezza che la strada è lunga, ma possibile e di successo se si lavora insieme. Una volta ultimate le tecniche di funzionamento - ha concluso la Direttrice regionale - lavoreremo insieme ai professionisti alla realizzazione delle reti di patologia e per la costruzione del Piano sociosanitario nei diversi punti".
“L’azione di governo aziendale - ha spiegato il direttore generale della Usl Umbria 2 Roiberto Noto - in linea con il Piano Socio Sanitario regionale e con la programmazione regionale della riorganizzazione di una rete ospedaliera più efficace ed efficiente, mira a rafforzare la struttura Folignate, potenziando i setting assistenziali nel fine di innalzare in modo significativo gli attuali standard quali-quantitativi prestazionali e puntando sull’alta tecnologia, sull’innovazione e sull’organizzazione per intensità di cura”.
La giornata di ricordo ma anche di festa per l’ospedale e la città si è conclusa con la scopertura di una targa, alla presenza della figlia Stella, in memoria del prof. Orfeo Carnevali, scomparso nel 2009, protagonista della sanità umbra, capace di visione, grande innovatore e determinante, sia nella veste di consigliere comunale che in quella di Presidente del Comitato di Gestione, per la realizzazione del nuovo Ospedale.
Perugia, 29 gen. 026 – Mentre la Regione Umbria conferma il proprio impegno per la tutela del territorio, il Governo Meloni taglia ulteriori risorse alle azioni di adattamento climatico. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha stabilito un taglio di 20 milioni di euro delle risorse complessive per le annualità 2026 e 2027 inerente la dotazione finanziaria del fondo per il contrasto al consumo di suolo. La riduzione dello stanziamento è stata stabilita in sede di Legge di bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Tale riduzione richiede una rimodulazione in diminuzione delle risorse economiche ripartite complessivamente alle regioni per le annualità dal 2023 al 2027 pari al 25% che sarà operata nell'ambito degli accordi previsti al comma 3 dell'art. 1 del DM 2/2025.
Con la Determinazione n. 10555 del 10 ottobre 2025, la Regione aveva approvato l'avviso pubblico che metteva a disposizione degli Enti locali umbri una somma complessiva di 3.796.130 euro per finanziare progetti di forestazione urbana, de-impermeabilizzazione e bonifica, volti a trasformare aree degradate in spazi verdi pubblici. Tuttavia, la recente comunicazione del MASE impone una riduzione di 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026 e 2027, una sforbiciata che incide pesantemente sulla programmazione degli interventi necessari per la resilienza climatica.
"Un ostacolo alle azioni di adattamento ad eventi estremi - dichiara l'assessore regionale Thomas De Luca - si tratta di una scelta sbagliata, la cui notizia arriva a pochi giorni dalla frana di Niscemi. Mentre i territori lavorano per depavimentare e deimpermeabilizzare per prevenire gli effetti disastrosi delle alluvioni lampo, anche attraverso la forestazione urbana, il taglio delle risorse nazionali frena queste misure imprescindibili per l'adattamento del territorio".
(AUN) – Perugia, 28 gennaio 2026 - Un segnale concreto di attenzione verso le persone con disabilità e non autosufficienti e le loro famiglie: la Giunta regionale dell’Umbria ha deliberato per il triennio 2026-2028 l’assegnazione di 12 milioni di euro del Fondo regionale per la non autosufficienza a favore delle Aziende sanitarie territoriali, con vincolo di destinazione ai Distretti sanitari.
Lo stanziamento, previsto nel bilancio regionale 2026–2028 e pari a 4 milioni all’anno, è stato disposto per assicurare la prosecuzione degli interventi e delle prese in carico già attivate sul territorio, in attesa dell’adozione del nuovo Piano regionale per la non autosufficienza e in coerenza con la programmazione regionale vigente.
Le risorse saranno ripartite tra le Aziende sanitarie territoriali secondo i criteri previsti dalla normativa regionale, tenendo conto dei dati aggiornati della popolazione residente per distretto e dei livelli di invalidità con riconoscimento di accompagnamento, e saranno destinate al finanziamento dei servizi e degli interventi socio-sanitari rivolti alle persone non autosufficienti. In particolare, per il 2026 all’Azienda Usl Umbria 1 sono stati assegnati 2.136.812 euro, mentre all’Azienda Usl Umbria 2 1.863.188 euro.
L’atto tiene conto delle recenti novità normative introdotte dal Decreto legislativo n. 62 del 2024, che rafforza il principio del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, prevedendo che, laddove richiesto, le risorse concorrano alla composizione del relativo budget di progetto.
“Con questo provvedimento – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – la Regione conferma il proprio impegno concreto a tutela delle persone con disabilità e non autosufficienti e delle loro famiglie. Garantire continuità agli interventi e alle prese in carico significa non lasciare sole le persone più fragili e sostenere il lavoro quotidiano dei servizi territoriali. Le risorse stanziate per il prossimo triennio, a partire dal 2026, rappresentano una scelta di responsabilità e di attenzione verso i bisogni reali delle comunità, in coerenza con i nuovi indirizzi nazionali sul progetto di vita e con una visione di welfare inclusivo e vicino alle persone. Nei prossimi giorni presenteremo questa ed altre azioni incisive, con cui abbiamo raddoppiato risorse e sforzi verso i più fragili, con il piano d’azione regionale L’Umbria per tutti”.
(AUN) – Perugia, 28 gennaio 2026 – Le immagini che arrivano dalla Sicilia, colpita duramente da frane e smottamenti, non sono solo l'ennesimo bollettino di una tragedia annunciata, ma il simbolo di un fallimento politico che ha nomi e cognomi. Come denunciato dall'Ordine regionale dei geologi di Sicilia, la frana di Niscemi non è stato un evento eccezionale, ma un fenomeno inserito in un contesto geologico già noto e documentato.
Mentre il territorio crolla, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni continua a definire le politiche ambientali dell'Europa come "follie verdi" o "ottusità ideologica", sostenendo che la transizione ecologica metterebbe in ginocchio le nostre industrie. Questa narrazione negazionista, usata per frenare il Green Deal, ignora la realtà dei fatti: la tutela ambientale non è un "costo" insostenibile, ma l'unico investimento sensato per la nostra economia.
Nel parere sul nuovo Environmental Implementation Review che stiamo redigendo per conto del Comitato delle Regioni abbiamo messo nero su bianco che la mancata o ritardata attuazione delle norme ambientali costa all'UE circa 180 miliardi di euro l'anno, mentre l'investimento necessario per attuare pienamente le norme è stimato in 122 miliardi. In termini semplici: attuare le norme conviene. Ogni euro non speso oggi in prevenzione genera un debito ambientale ed economico di 1,5 euro che le future generazioni dovranno ripagare, senza contare il peso incalcolabile dei danni morali di chi perde la casa e i propri ricordi. Questi costi non sono astratti: si traducono in spese sanitarie per malattie respiratorie e oncologiche, in giornate lavorative perse, in danni agli ecosistemi che sostengono l'agricoltura e in costi di bonifica che gravano sui bilanci pubblici. Ogni ritardo nelle politiche verdi rappresenti un debito economico insostenibile per le future generazioni.
Persino l'Assemblea regionale siciliana, di fronte alla drammatica situazione del territorio colpito dalle frane, ha votato per sottrarre fondi al Ponte sullo Stretto per destinarli contro il dissesto idrogeologico. Una scelta di buonsenso che si scontra con un Governo centrale che, invece di favorire il governo del territorio, impugna le leggi regionali come accaduto con la nostra legge regionale sulle aree idonee per le energie rinnovabili e accentra le decisioni con leggi come il Decreto Transizione 5.0 che cancella la possibilità per le Regioni di individuare le aree non idonee, aprendo la strada a impianti sovradimensionati e speculativi.
In Umbria stiamo cercando di invertire questa rotta, superando la logica dell'emergenza. Abbiamo approvato un piano pluriennale da oltre 12,4 milioni di euro per la messa in sicurezza e la prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico. La transizione energetica e la difesa del suolo si attuano con la logica del governo del territorio, non con gli slogan ideologici di chi, per difendere interessi di parte, condanna l'Italia all'insicurezza permanente.
Assessore
Thomas De Luca
(AUN) – Perugia, 28 gennaio 2026 – Nella sede del Broletto la presidente della Regione Stefania Proietti ha ricevuto la direttrice regionale dell’Inps EIisa Maria Spagnolo.
È stato un incontro di cortesia e anche operativo sulle varie questioni che interessano i due Enti.
Sul tavolo, ad esempio, sono state espresse idee per rafforzare la collaborazione tra Regione e Inps sui programmi e gli investimenti che sono già in corso sul tema delicato delle disabilità, in particolare sulla sperimentazione del progetto di vita, che richiede un approccio integrato tra i due Enti, programmi e investimenti che rientrano nel rispetto dei valori della solidarietà nei confronti dei più fragili. Ma anche proposte per lavorare insieme e meglio per assicurare servizi sempre più efficaci e fornire risposte certe e il più possibile rapide a cittadini e imprese con la massima tempestività, ponendo la massima attenzione ai bisogni del territorio.
Sia la presidente Proietti che la direttrice Spagnolo hanno sostenuto che punteranno a una sinergia tra le due amministrazioni nell’interesse della comunità regionale, coinvolgendo la rete delle Zone sociali del territorio umbro e delle Aziende Usl territoriali nelle fasi di ascolto e dialogo.
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