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Agroalimentare, bando da 17,8 milioni per trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Assessora Meloni: “Più valore alle produzioni umbre e filiere più forti”

(AUN) – Perugia, 1 settembre 2026 - Diciassette milioni e 800mila euro per sostenere gli investimenti delle imprese umbre della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, rafforzare le filiere regionali e aumentare il valore aggiunto delle produzioni. È la dotazione dell’avviso SRD13 del Complemento di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2023-2027, per il quale le imprese possono presentare domanda fino al prossimo 21 settembre.
Il sostegno è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 50 per cento della spesa ammissibile. Si tratta di un bando innovativo perché le risorse sono state suddivise in categorie di prodotto, in particolare su sette comparti considerati strategici per il sistema produttivo regionale: 7 milioni di euro per cereali, legumi e semi oleosi; 3,5 milioni per il comparto zootecnico, latte e carne; 2 milioni per l’olivicolo-oleario; 1,8 milioni per l’ortofrutticolo; 1,3 milioni per il vitivinicolo; un milione per il tabacco; 200mila euro per il luppolo e un ulteriore milione per gli altri comparti. L’avviso, inoltre, prevede che eventuali risorse non spese in una categoria verranno redistribuite nelle altre nell’ottica del pieno utilizzo della dotazione. 
“Con 17,8 milioni di euro mettiamo a disposizione del sistema agroalimentare umbro uno degli strumenti più importanti per accompagnarne la crescita e la competitività – dichiara l’assessora regionale alle Politiche agricole e agroalimentari Simona Meloni. La nostra agricoltura deve poter creare sempre più valore qui, in Umbria: da una parte deve sostenere le produzioni più in difficoltà, a partire da quella cerealicola; dall’altra deve continuare a credere nelle produzioni locali, quelle che ci rappresentano di più come Umbria. Per questo abbiamo costruito un bando che premia l’integrazione delle filiere regionali, la qualità certificata, la sostenibilità e l’efficienza dei processi produttivi. Significa sostenere imprese più forti e riconoscere maggiore valore al lavoro degli agricoltori umbri e rendere più solido tutto il sistema agroalimentare regionale”.
Il bando finanzia interventi per la costruzione, ristrutturazione e ammodernamento delle strutture produttive, l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, nonché investimenti immateriali legati a software, tecnologie digitali e commercio elettronico. È previsto inoltre il sostegno a impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale e al recupero del calore prodotto dai processi produttivi.
Un ruolo centrale, come detto, assume la filiera regionale. Sono previste premialità per l’utilizzo delle materie prime provenienti da imprese agricole umbre, gli accordi tra imprese e i contratti di conferimento, insieme alle produzioni regionali DOP e IGP, al biologico e al Sistema di qualità nazionale di produzione integrata. Punteggi specifici sono inoltre previsti per gli investimenti in grado di migliorare le performance ambientali delle aziende e per quelli nelle energie rinnovabili.
Le domande devono essere presentate sulla piattaforma SIAN entro il 21 settembre 2026. Il testo completo dell’avviso e la relativa modulistica sono disponibili sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria e sul portale istituzionale dedicato al Complemento di Sviluppo Rurale.


Discarica Le Crete, l'assessore Thomas De Luca risponde alla sindaca Tardani: "Lettera giusta che andava spedita alla Tesei tre anni fa, quando la prima cittadina di Orvieto votava a favore dell'ampliamento de Le Crete"

Perugia, 31 agosto 2026 – In merito alla lettera aperta inviata dalla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, riguardante la gestione dei rifiuti e l'ampliamento della discarica Le Crete, l'assessore con delega, Thomas De Luca, ritiene doveroso intervenire per ristabilire la corretta cornice tecnica, amministrativa e politica della vicenda, aprendo al dialogo, ma respingendo al mittente ogni strumentalizzazione.
  "Ho letto con attenzione le parole della sindaca Tardani, la quale afferma che Orvieto non può colmare il vuoto delle non scelte. Tuttavia, la narrazione secondo cui l'attuale Giunta regionale sarebbe con le mani in mano e per di più responsabile dell'ampliamento in corso non solo sono infondate, ma profondamente scorrette. Le 'scelte' a cui Orvieto sta pagando pegno oggi sono state fatte, in maniera chiara e inequivocabile, dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra.
  L'istanza di ampliamento presentata dal gestore per 350.000 metri cubi si riferisce nero su bianco nell'avviso e ricalca esattamente la capacità prevista per il sito di Orvieto dalla Delibera di Giunta Regionale (DGR) n. 2 del 2022. È fondamentale chiarire sul piano tecnico che la revoca o il ritiro di tale delibera non sono strade oggi percorribili a causa di vincoli normativi e giurisprudenziali insuperabili. Quella delibera, infatti, non è più un atto isolato, ma è stata formalmente recepita ed è diventata parte integrante del Piano Regionale dei Rifiuti proposto dalla precedente Giunta regionale ed approvato nel 2023, ed oggi vigente.
  Il progetto dovrà essere valutato proprio sulla base del piano del 2023, in vigore al momento dell'istanza, quindi il gestore privato ha maturato un legittimo affidamento su quanto stabilito dalla precedente Giunta. Di conseguenza, una revoca arbitraria esporrebbe la Regione a un elevatissimo e certo rischio di risarcimento danni, a spese di tutti i cittadini umbri.
  Alla sindaca, che si chiede perché non si proceda a un'archiviazione come avvenuto nel 2022, ricordiamo che i presupposti di fatto e di diritto sono radicalmente mutati. Nel 2022 l'istanza fu archiviata unicamente perché la DGR 2/2022 prevedeva che l'ampliamento de Le Crete fosse subordinato al perfezionamento degli ampliamenti di Belladanza e Borgogiglione. Oggi, essendo stati autorizzati e attivati quegli impianti, già nella precedente legislatura, la condizione sospensiva è venuta meno e l'amministrazione regionale è obbligata per legge ad avviare il procedimento.

E c'è un ulteriore elemento, forse il più grave, che l'amministrazione comunale omette di ricordare. Il Piano Rifiuti approvato dalla Giunta Tesei prevedeva l'entrata in funzione di un termovalorizzatore regionale a partire dal 2028. Ebbene, nello scenario 'a regime', ovvero anche dopo l'entrata in funzione dell'inceneritore, il Piano stabiliva esplicitamente che le uniche due discariche destinate a rimanere attive e funzionali al ciclo integrato sarebbero state proprio Le Crete e Belladanza, mantenute al servizio dell'impiantistica presente nei rispettivi siti. Al contrario, per la discarica di Borgogiglione era prevista la chiusura definitiva non appena esaurito il volume attualmente autorizzato. Orvieto, dunque, nelle visioni della precedente amministrazione, era condannata a rimanere la valvola di sfogo regionale anche in futuro.
  Su quel piano il 16 novembre 2022, la sindaca Tardani ha espresso un voto favorevole (Atto n. 1510, deliberazione CAL n. 29). Voto determinante visto che il piano fu approvato con 10 voti favorevoli, 1 astenuto e 9 contrari e che in caso fosse stato opposto avrebbe ribaltato il risultato pregiudicando definitivamente l'ampliamento. Tra i voti contrari degli amministratori di centrosinistra anche quelli dell'assessora Veronica Cavallucci e del consigliere David Fantauzzi allora delegati della Presidente Stefania Proietti, rispettivamente per il Comune di Assisi di cui era sindaca e per la provincia di Perugia di cui era Presidente. 
  Contro quella scelta la contrarietà fu manifestata dalle sole forze di opposizione del centrosinistra, affiancate dai comitati e associazioni del territorio. Tutto questo avveniva nel silenzio più assordante degli amministratori di centrodestra, che oggi, paradossalmente, si ergono a paladini del territorio.
  Se queste sono le scelte irreversibili ereditate dal passato, è invece del tutto fuori dalla realtà dipingere l'attuale Giunta regionale come sprovvista di soluzioni. In appena un anno e mezzo di mandato, questa amministrazione ha ridotto del 23% il flusso di rifiuti in discarica, predisposto una Legge regionale sull'economia circolare, un Piano per la prevenzione dei rifiuti e la proposta di revisione del Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, attualmente in fase di verifica di assoggettabilità a VAS.
  In quest'ultimo documento, redatto con la massima trasparenza, è dettagliato minuziosamente ogni aspetto: dai flussi previsti, alle previsioni economiche, fino al puntuale utilizzo degli impianti per traguardare l'obiettivo europeo del 10% massimo di conferimento in discarica. Personalmente, come assessore all'ambiente, ho svolto numerosi incontri partecipativi in tutta l'Umbria, alcuni dei quali proprio ad Orvieto, per condividere questo percorso.
  Tutti i documenti sono pubblici, accessibili e scaricabili. Invitiamo pertanto la sindaca Tardani a leggerli con attenzione e a ribattere nel merito tecnico delle soluzioni proposte, congiuntamente ai propri rappresentanti regionali del centrodestra e qualora lo ritenga opportuno di proporre possibili miglioramenti.

L'istituzione che rappresento manterrà sempre un tono di massimo rispetto formale e di collaborazione istituzionale con tutti i sindaci dell'Umbria. Tuttavia, saremo altrettanto decisi nel difendere l'operato di questa Giunta da polemiche strumentali mosse da chi oggi reclama, ma è rimasto a capo chino quando le scelte che hanno pesato su Orvieto venivano scritte e approvate dalla sua stessa parte politica".


“Codice Rosa”, la Regione approva per la prima volta il percorso per l’accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza. Presidente Proietti: “Un percorso uniforme e protetto in ogni ospedale. Nessuna donna deve essere lasciata sola”

Perugia, 31 agosto 2026 – La Regione Umbria si dota per la prima volta di un protocollo unico e strutturato per l’accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza: il “Codice Rosa”, un percorso regionale che uniforma le procedure nei Pronto Soccorso e rafforza il raccordo con i servizi territoriali.
Il percorso è stato presentato questa mattina a Palazzo Donini dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme all’assessora alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione Simona Meloni, alla presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti, alla direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, al direttore del Pronto Soccorso dell’ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò, al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso e al direttore sanitario dell’Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro.
“Con il Codice Rosa l’Umbria compie un passo che mancava al nostro sistema di welfare e sanità: garantire alle donne vittime di violenza un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale della regione – ha affermato la presidente Proietti - Vogliamo assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto, evitando che la donna coinvolta debba raccontare più volte la propria storia. È un modello che mette al centro dignità e autodeterminazione e garantisce continuità assistenziale anche dopo la dimissione”.
L’assessora Simona Meloni ha sottolineato che il percorso si inserisce in una strategia più ampia contro la violenza fisica, psicologica ed economica. “Le donne  devono sapere che non sono sole, dall’ingresso in ospedale fino al ritorno sul territorio. La presa in carico deve accompagnarle anche verso l’autonomia economica e lavorativa, fondamentale per affrancarsi dalla violenza”.
La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha evidenziato la necessità e quindi l'obiettivo di superare le differenze finora esistenti nei percorsi di assistenza: “Abbiamo costruito un sistema integrato tra Pronto Soccorso, territorio e Centri Antiviolenza, con équipe multidisciplinari, operatori formati e procedure omogenee in tutta la regione”. Centrale anche la tutela della riservatezza attraverso la “Stanza Rosa”, un ambiente protetto nel quale la donna può essere ascoltata e assistita in sicurezza.
Il direttore sanitario dell’Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro ha richiamato il ruolo del territorio: “La dimissione dal Pronto Soccorso non conclude il percorso, ma apre una nuova fase di continuità assistenziale. Consultori familiari e Centri Antiviolenza devono accompagnare la donna, evitando che si trovi sola a orientarsi tra servizi diversi”.
“Il Codice Rosa è un passo concreto verso una Regione più attenta alla sicurezza e alla dignità delle donne – ha affermato la presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti. Nessuna donna deve sentirsi sola. La lotta alla violenza è una responsabilità di tutti”.
Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso ha sottolineato l’importanza della formazione degli operatori. “La violenza non sempre si manifesta in modo evidente: saperne riconoscere segnali, comportamenti e parole non dette può fare la differenza. Chi arriva in ospedale deve trovare professionisti capaci di curare, ascoltare senza giudicare, proteggere e accompagnare”. Particolare attenzione è prevista anche per i minori vittime di violenza, con percorsi adeguati all’età.
Il direttore del Pronto Soccorso dell’ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò ha illustrato il funzionamento operativo del Codice Rosa, che si attiva già dal triage. La persona viene accompagnata nella “Stanza Rosa”, in un ambiente protetto e riservato, e presa in carico da un’équipe multidisciplinare.
“La vera forza del Codice Rosa – ha spiegato Calabrò – risiede nella sua natura sinergica: alle cure mediche d’urgenza si affianca il raccordo con Forze dell’Ordine, Autorità giudiziaria, Centri Antiviolenza e strutture territoriali, per garantire sia la corretta repertazione medico-legale sia un percorso di protezione dopo la dimissione”.
Il protocollo prevede inoltre, quando necessario, il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica e un raccordo strutturato con consultori familiari e Centri Antiviolenza, con un primo contatto con la donna entro 72 ore dalla dimissione. La rete interessa Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno.
È prevista infine l’esenzione dal ticket per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente connesse alla violenza subita.
“Con questa decisione – ha concluso Proietti – rafforziamo le misure di prevenzione e contrasto della violenza di genere e vogliamo essere al fianco delle vittime passo dopo passo, anche dopo l’uscita dall’ospedale”.


Siccità, dalla Regione fino all’80% in più di carburante agricolo agevolato per l’irrigazione. Assessora Meloni: “Impegno costante per sostenere le imprese e tutelare le produzioni”

(AUN) – Perugia, 28 agosto 2026 - Una maggiorazione fino all’80% delle assegnazioni di carburante agricolo ad accisa agevolata destinate alle operazioni di irrigazione. È la misura adottata dalla Regione Umbria per rispondere alle eccezionali condizioni climatiche registrate nel corso dell’estate 2026 e sostenere le aziende agricole alle prese con un significativo aumento del fabbisogno idrico e, conseguentemente, dei costi legati all’irrigazione.
Con la Determinazione direttoriale n. 8614 del 28 agosto 2026, si riconosce infatti l’eccezionalità della situazione meteorologica e concede a tutte le aziende agricole umbre già assegnatarie, per il 2026, di carburante agevolato per l’irrigazione delle colture irrigue una maggiorazione fino all’80% delle attribuzioni già riconosciute.
Il provvedimento nasce dal quadro registrato durante i mesi estivi, caratterizzato da un rilevante incremento delle temperature medie rispetto ai valori storici e da una elevata frequenza di “notti tropicali”, con temperature costantemente superiori ai 20 gradi. Condizioni che hanno determinato un aumento dell’evapotraspirazione delle colture e, quindi, la necessità di maggiori apporti irrigui.
La Regione ha inoltre raccolto le segnalazioni avanzate dalle associazioni di categoria del comparto agricolo, che avevano segnalato l’aumento dei consumi necessari per garantire l’irrigazione e le conseguenti ricadute economiche sulle aziende.
“Di fronte a condizioni climatiche eccezionali era necessario intervenire con tempestività e con una risposta concreta – dichiara l’assessora regionale all’Agricoltura Simona Meloni –. Le temperature elevate e il maggiore fabbisogno irriguo stanno imponendo alle nostre imprese uno sforzo ulteriore, sia dal punto di vista produttivo sia sotto il profilo dei costi. Abbiamo ascoltato le esigenze provenienti dal territorio e dal mondo agricolo e attivato uno strumento che può rappresentare un sostegno importante in questa fase così delicata”.
“L’obiettivo – prosegue Meloni – è mettere le aziende nelle condizioni di continuare a irrigare e difendere le produzioni, evitando che un andamento climatico particolarmente sfavorevole si trasformi in un danno ancora maggiore per il comparto. È anche questo il compito della Regione: seguire costantemente ciò che accade nei territori e intervenire, quando necessario, con rapidità e attraverso tutti gli strumenti disponibili. Continueremo a mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione e sulle necessità delle imprese agricole umbre”.
La maggiorazione sarà riconosciuta entro i limiti dei quantitativi idrici previsti dai permessi di attingimento ancora utilizzabili e non revocati o sospesi da provvedimenti delle autorità competenti, nel rispetto della normativa nazionale che prevede la riduzione del 23% dei consumi medi standardizzati ammessi all’impiego agevolato.
Le imprese agricole titolari di macchine utilizzate per le attività irrigue potranno presentare la richiesta attraverso la procedura disponibile nell’applicativo GARI – Umbria, sezione UMA. Il provvedimento è immediatamente efficace.


La Regione tiene alta la memoria sulla Palestina e rilancia la difesa civile. Assessore Barcaioli: “Esiste un’altra strada oltre le armi”

Perugia, 28 agosto 2026 - La bandiera palestinese esposta all’esterno di Palazzo Donini è stata sostituita questa mattina perché usurata dalle condizioni atmosferiche. L’assessore regionale alla Pace, Fabio Barcaioli, ha provveduto alla sostituzione insieme alle associazioni e agli enti del Cantiere della Pace della Regione Umbria. La nuova bandiera continuerà a sventolare davanti alla sede della Regione per mantenere visibile l’attenzione dell’Umbria sulla popolazione palestinese e sulla situazione nella Striscia di Gaza.   
     Nel corso dell’iniziativa hanno preso la parola anche Tonio Dell’Olio, coordinatore del Cantiere della Pace; Francesco Asdrubali, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia; Simonetta Lumediluna, coordinatrice di Emergency Perugia; Lucia Maddoli, di Felcos Umbria e consigliera comunale di Perugia; Michele Greco, segretario organizzativo della Cgil Umbria; Fabrizio Germini, per Amnesty International. 
     “La bandiera che oggi sostituiamo è un richiamo alla nostra memoria, che deve rimanere viva - ha sottolineato Barcaioli - A Gaza ogni giorno muoiono persone, tra cui bambine e bambini, e non possiamo permettere che le loro vite e le loro storie vengano dimenticate. Dobbiamo continuare a guardare a ciò che accade nella Striscia e denunciare le condizioni in cui vive la popolazione palestinese, sottoposta alle incessanti operazioni militari israeliane. In questi giorni, persino gli aquiloni costruiti dai bambini con materiali di fortuna sono diventati motivo di paura, infatti dopo le minacce israeliane contro chi li fa volare, molti bambini sono stati costretti a rinunciare anche a questo semplice gioco”.   
     L’iniziativa è stata anche l’occasione per rilanciare la campagna “Un’altra difesa è possibile”, a sostegno della difesa civile, non armata e nonviolenta. “Mentre la spesa militare aumenta e i conflitti si moltiplicano, esiste un’altra possibilità, prevista dalla nostra Costituzione - ha aggiunto Barcaioli - Il dovere di difesa della Patria sancito dall’articolo 52 può essere assolto anche attraverso strumenti civili quali prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale. La Corte costituzionale lo ha riconosciuto già nel 1985”.    
     E ancora: “Ho firmato questa campagna perché credo nella necessità di costruire una sicurezza fondata sulla prevenzione e sulla capacità di affrontare i conflitti senza ricorrere alle armi. Mi auguro che tante cittadine e tanti cittadini scelgano di sostenerla e di contribuire a questa idea di difesa”, ha concluso Barcaioli.


Trasimeno, garantiti i collegamenti con Isola Maggiore e navetta gratuita tra Castiglione del Lago a Tuoro. Meloni: “Attivati con tempestività per assicurare continuità al servizio”

Perugia, 27 agosto 2026 – Collegamenti con Isola Maggiore garantiti anche nelle prossime settimane, mantenimento fino al 13 settembre degli orari dell’alta stagione e un bus navetta gratuita tra Castiglione del Lago e Tuoro sul Trasimeno. Sono le misure predisposte dalla Regione Umbria per ridurre al minimo i disagi conseguenti all’interruzione della linea di collegamento tra Castiglione del Lago e Isola Maggiore, così come comunicato da Bus Italia.
  A partire dal 31 agosto, con il livello idrometrico del lago arrivato a -194 centimetri, non sussistono infatti più le condizioni minime per garantire la navigazione e l’attracco sulla tratta, nonostante gli interventi che hanno consentito la prosecuzione del servizio fino ad oggi.
  “Era uno scenario che avevamo previsto e per questo non ci siamo fatti trovare impreparati – sottolinea l’assessore regionale con delega ai Laghi, Simona Meloni –. Di fronte a una criticità oggettiva legata al livello idrometrico del lago, ci siamo attivati in anticipo per individuare soluzioni con lo stesso gestore, capaci di garantire la continuità dei collegamenti e ridurre al minimo i disagi per residenti, operatori e turisti”.
Resteranno infatti regolarmente garantite le tratte Tuoro-Isola Maggiore e Passignano-Isola Maggiore. Inoltre, fino al 13 settembre, saranno mantenuti straordinariamente gli attuali orari previsti per l’alta stagione estiva, con collegamenti diretti e una maggiore frequenza delle corse, che di consueto vengono invece sostituiti dall’orario di bassa stagione a partire dal 1 settembre.
  Per agevolare in particolare i turisti e i visitatori in partenza da Castiglione del Lago, la Regione ha inoltre previsto una navetta gratuita tra Castiglione del Lago e Tuoro, attiva in entrambe le direzioni, che permetterà di raggiungere il punto di imbarco e proseguire verso Isola Maggiore.
  “Preso atto della criticità, abbiamo trovato e attivato immediatamente una soluzione alternativa – prosegue Meloni –. Isola Maggiore continuerà ad essere raggiungibile via lago, manterremo più a lungo gli orari dell’alta stagione e da Castiglione sarà disponibile gratuitamente il collegamento con Tuoro. In una fase complessa per il Trasimeno, la priorità è garantire servizi, accessibilità e piena fruibilità turistica del territorio”.
  “Continuiamo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione - conclude l’assessore - intervenendo sulle criticità e lavorando, allo stesso tempo, perché le loro conseguenze incidano il meno possibile sulla vita delle comunità e sull’esperienza di chi sceglie il Trasimeno come destinazione per le vacanze”.


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