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Task force per la cattura del lupo dopo l’aggressione a una bimba di 4 anni ad Arrone: vertice in prefettura a Terni, Regione mobilitata

(aun) – Perugia 10 lug. 026 - In seguito alla notizia dell’aggressione di un lupo ai danni di una bambina di 4 anni che giocava ieri sera in un parco pubblico ad Arrone, si è tenuto un vertice in Prefettura a Terni, al quale hanno partecipato la Regione Umbria con l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca e i tecnici Macrì e Grohman, il Comune di Arrone con il sindaco Fabio Di Gioia, i Carabinieri Forestali, il Vice Questore, la Polizia Provinciale e i servizi regionali competenti, tra cui Usl Umbria 2 e i tecnici del Cras, gestito dall'associazione Wild Umbria.  

La Regione Umbria sta collaborando strettamente da ieri sera con il Comune di Arrone, supportando e condividendo passo passo con il sindaco Di Gioia la gestione della vicenda. 

Tutte le istituzioni sono impegnate per garantire quanto prima la cattura dell'animale. Durante il summit state coordinate le azioni necessarie e obbligatorie per il caso, le autorità competenti hanno già attivato tutti gli interventi previsti per la cattura del lupo, operando secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente, trattandosi di una specie protetta. E’ stata attivata una task force dedicata all’avvistamento con l'allertamento di tutte le sale operative delle forze dell'ordine.

 Inoltre sono stati rafforzati i servizi di vigilanza e controllo del territorio e che ai carabinieri forestali è stato affidato il coordinamento del flusso delle segnalazioni e il reperimento degli strumenti necessari per intercettare l'animale. Il Comune di Arrone, d'intesa con la Usl Umbria 2, informerà la popolazione sui comportamenti da adottare in caso di avvistamento, mentre la polizia locale opererà con il supporto della Protezione civile comunale.

Accogliendo con assoluto sollievo la notizia che la bambina sta bene, nonostante il grande spavento suo e della famiglia, tutti i soggetti competenti e le forze dell’ordine stanno lavorando per risolvere al più presto la situazione 

Per questo è necessario mantenere un corretto comportamento evitando di avvicinare l'animale e segnalando prontamente al 112 ogni avvistamento. Si invita la cittadinanza a mantenere la calma e ad adottare la massima prudenza, nonostante la comprensibile preoccupazione.


Progetto nazionale Insinergia: entra nella fase di coinvolgimento della popolazione per lo studio su ambiente e salute

Perugia, 10 luglio 2026 – Il progetto nazionale Insinergia, lo studio osservazionale promosso dal ministero della Salute, entra nel vivo con l’avvio della fase di coinvolgimento della popolazione per le attività di biomonitoraggio umano. I prelievi biologici e la raccolta dei dati sanitari, infatti, prendono ufficialmente il via sabato 11 luglio, nelle strutture del distretto di Terni dell’azienda Usl Umbria 2. L’azienda sanitaria ha inoltre già provveduto a inviare le lettere informative alla popolazione campionata e nei prossimi giorni cominceranno le telefonate per le convocazioni e per la somministrazione di un questionario sugli stili di vita.
  Il progetto, che si sviluppa in 13 Siti di interesse nazionale (Sin) distribuiti in 9 Regioni italiane, nasce con l’obiettivo prioritario di studiare l’interazione tra ambiente e salute direttamente sulla popolazione residente. I Sin sono da anni sotto l’attenzione dello studio nazionale Sentieri dell’Istituto superiore di sanità (il cui ultimo report risale al 2023), ma è la prima volta in assoluto che viene avviata un’indagine di biomonitoraggio umano di questa portata. L’aspetto innovativo dell’iniziativa risiede nell’ampio spettro delle sue analisi. Per comprendere l’esposizione ai contaminanti, lo studio non si limita ai dati epidemiologici ma abbraccia una visione globale che mette in rete: Il biomonitoraggio umano, per misurare, tramite matrici biologiche, le sostanze realmente assorbite dall’organismo; e il biomonitoraggio ambientale e vegetale, per analizzare lo stato di salute dell’ecosistema e la qualità delle matrici naturali del territorio.
  Trattandosi di uno studio di popolazione, i risultati non consentiranno conclusioni sanitarie individuali, poiché non esistono valori di riferimento collegati a effetti sulla salute del singolo.  Il valore dello studio è invece di tipo collettivo ed epidemiologico. I dati raccolti saranno confrontati con quelli di popolazioni residenti in altre aree d’Italia, permettendo di capire se e come l’ambiente circostante influenzi statisticamente la comunità nel suo insieme. Questo offrirà un quadro scientifico fondamentale per orientare le future politiche di tutela del territorio e guidare le istituzioni nelle scelte di sanità pubblica. Insinergia non si esaurirà con la raccolta dei dati. Uno dei principali risultati a lungo termine sarà la creazione di un patrimonio permanente per l’Italia, caratterizzato dalla costituzione di una rete nazionale stabile di biomonitoraggio umano, che comprenderà istituzioni sanitarie, ambientali e di ricerca; e dal consolidamento di una rete laboratoriale altamente qualificata a livello regionale e nazionale, che rimarrà operativa anche al termine del progetto.
  Questo patrimonio conoscitivo e infrastrutturale fornirà una “fotografia” scientificamente validata della situazione attuale, ponendo le basi per futuri programmi di ricerca, monitoraggio epidemiologico e per la futura valutazione degli effetti degli interventi di bonifica.


Eolico Phobos, approvata all'unanimità la mozione in Consiglio Regionale: l’Umbria chiede al Governo la revoca immediata del progetto

Perugia, 9 luglio 2026 – Oggi il Consiglio Regionale dell’Umbria ha compiuto un atto di fondamentale importanza non solo per il territorio orvietano ma per l'intera regione. Con l’approvazione all'unanimità della mozione riguardante il parco eolico 'Phobos', la Giunta Regionale è stata formalmente impegnata ad attivarsi con la massima urgenza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Ambiente (MASE) per richiedere il riesame e la revoca in autotutela della delibera n. 41 del 27 giugno 2023, che concedeva il via libera ambientale all'impianto attraverso l'autorizzazione il silenzio-assenso rilasciata alla precedente Giunta Tesei.

 

  Il progetto 'Phobos' prevede l’installazione di 7 aerogeneratori alti 200 metri nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto autorizzati in silenzio assenso, senza quindi la presa in carico di tutte le prescrizioni previste dai vari enti ed autorità chiamate ad esprimersi all'interno della conferenza dei servizi in sede di autorizzazione unica.

 

  Nel mese di aprile 2026, la sotto-commissione PNIEC, ha accolto le richieste del proponente sulla prescrizione 4 della VIA che aveva imposto il fermo delle turbine per velocità del vento inferiori a 7 m/s per la salvaguardia dei chirotteri (fauna protetta). Il Governo ha recentemente concesso, infatti, la rimodulazione di tale limite a 5 m/s.

 

  "È inconcepibile — ha detto l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Thomas De Luca rispondendo alla mozione presentata da Luca Simonetti — che un impianto di tali dimensioni possa essere autorizzato sotto la forma di silenzio assenso. Accolgo con estremo favore che dalla massima   assise regionale, arrivi la richiesta unanime al Governo di rivedere questa scelta”.

 

  La richiesta di revoca direttamente al Governo che si basa su un precedente fondamentale e speculare avvenuto proprio nel mese di giugno 2026. Quando il Consiglio dei Ministri ha disposto la revoca definitiva del via libera al parco eolico 'Energia Viterbo' nel vicino territorio laziale, accogliendo le istanze di salvaguardia contro la saturazione selvaggia di aree di pregio.

 

  “Chiediamo per la vicenda Phobos il medesimo provvedimento con cui il Governo ha bloccato l’impianto nel viterbese. È un atto di coerenza e di giustizia verso una comunità chiede rispetto" ha aggiunto l'assessore De Luca, ribadendo al tempo stesso "l'impegno della Regione Umbria per una transizione energetica basata su pianificazione e governo del territorio, contro un'idea di deregulation che non ci appartiene".


La Regione investe oltre 3,6 milioni di euro in 38 nuove borse di dottorato. Presidente Proietti: “Investiamo nei giovani e nella ricerca”

(AUN) – Perugia, 9 luglio 2026 - La Regione Umbria investe oltre 3,6 milioni di euro per sostenere la formazione di una nuova generazione di ricercatori. Elemento qualificante è che i dottorandi che vinceranno il bando in Umbria avranno, grazie alla Regione, una borsa di studio superiore del 40% rispetto al valore ministeriale.      
     La Giunta regionale ha infatti approvato i criteri per il finanziamento dei dottorati di ricerca del XLII ciclo (anno accademico 2026/2027), nell'ambito del programma regionale Fondo sociale europeo plus (FSE+) 2021-2027 – asse Istruzione e formazione.
     L’intervento consentirà l’attivazione di 38 borse di dottorato, in aggiunta a quelle sovvenzionate dal Ministero nelle disponibilità dell’Università, con un finanziamento complessivo di 3.654.191,72 euro, per rafforzare il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione, con particolare attenzione alla ricerca applicata, favorendo lo sviluppo di competenze altamente qualificate e la competitività del territorio.
     “Con questo stanziamento significativo – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – la Giunta conferma il proprio impegno strategico verso i giovani meritevoli e per il rafforzamento dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione. Intendiamo offrire ai giovani talenti e ai ricercatori condizioni concrete per sviluppare competenze avanzate, contribuendo così alla competitività e alla modernizzazione del nostro territorio. In Umbria vogliamo valorizzare il merito e rendere la ricerca sempre più attrattiva, garantendo ai dottorandi un sostegno economico tra i più elevati a livello nazionale. Ai giovani ricercatori diciamo: la regione Umbria crede in voi, nel vostro talento, per questo vi garantisce uno stipendio dignitoso. Sostenere la formazione dottorale con maggiori risorse che arriveranno direttamente ai dottorandi significa investire nel futuro dell’Umbria, nella sua capacità di attrarre investimenti, innovare e affrontare con successo le sfide globali, significa ‘innestare’ anche nel sistema delle piccole e medie imprese umbre la possibilità di avvalersi dei progetti di ricerca applicata portati avanti dai nostri giovani più meritevoli”.
     L’iniziativa punta a rendere ancora più attrattivo il sistema umbro della ricerca, valorizzando il capitale umano e sostenendo percorsi di alta formazione strettamente collegati ai processi di innovazione. Particolare attenzione sarà riservata ai poli regionali dell’innovazione, alle tecnologie della piattaforma STEP e all’intelligenza artificiale applicata ai processi formativi, produttivi e del mercato del lavoro, nonché alle strategie di transizione digitale ed ecologica.
     Le borse garantiranno ai dottorandi un sostegno economico di circa 1.650 euro netti al mese, un livello di sostegno che rende l’Umbria una delle realtà più attrattive per chi sceglie di intraprendere un percorso di ricerca, contribuendo a rafforzare l’attrattività dei percorsi di dottorato. L’importo mensile lordo sarà di 1.868,14 euro, elevabile fino a 2.802,21 euro per un massimo di sei mesi di attività di ricerca all'estero.     
L’intervento sarà attuato attraverso un avviso di manifestazione d’interesse rivolto alle università pubbliche e agli istituti di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) con sede in Umbria, con i quali la Regione stipulerà specifici accordi. Le risorse saranno ripartite garantendo almeno una borsa di dottorato per ciascun soggetto ammesso al finanziamento e almeno due borse complessivamente per ciascuna delle due province umbre; le restanti saranno assegnate in proporzione al numero dei laureati e alle richieste presentate. Saranno poi gli atenei e gli istituti beneficiari a pubblicare i bandi e a selezionare i dottorandi.


Non autosufficienza, al via il percorso regionale per l'attuazione del Piano nazionale 2025-2027. Istituito il Coordinamento regionale

(AUN) – Perugia, 9 luglio 2026 - La Giunta regionale ha avviato il percorso di programmazione che porterà all’attuazione in Umbria del Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, elemento fondamentale per dare concretezza al Piano di azione regionale a favore delle persone con disabilità “Umbria per tutti” e potenziare gli interventi e i servizi per la popolazione anziana non autosufficiente. Contestualmente ha istituito il Coordinamento regionale, organismo permanente di indirizzo strategico, coordinamento e confronto che seguirà la programmazione, l’attuazione e il monitoraggio delle politiche per la non autosufficienza.  
     Con il provvedimento adottato la Regione prende atto del nuovo Piano nazionale e del riparto del Fondo nazionale per la non autosufficienza, dando avvio alle attività necessarie per predisporre il Programma attuativo regionale, passaggio indispensabile per la programmazione e l’utilizzo delle risorse del fondo ministeriale assegnate all'Umbria e per tradurre in interventi concreti le recenti riforme nazionali in materia di non autosufficienza, in particolare quelle introdotte dal decreto legislativo n. 29 del 2024 in materia di politiche per le persone anziane e dal decreto legislativo n. 62 del 2024 sulla disabilità.   
     “Con questo provvedimento avviamo il percorso che consentirà all’Umbria di dare piena attuazione al nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, costruendo una programmazione condivisa con tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – L’obiettivo è rafforzare l'integrazione tra servizi sociali e sanitari e garantire una risposta sempre più coordinata ai bisogni delle persone anziane non autosufficienti, delle persone con disabilità e delle loro famiglie. La costituzione del Coordinamento regionale rappresenta uno strumento stabile di governance e confronto, che garantirà il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti, valorizzando il contributo dei territori e delle realtà che operano quotidianamente nell’assistenza e nella presa in carico delle persone più fragili. Il Coordinamento regionale garantirà in questa prima fase la co-programmazione del nuovo Prina 2025-2027, garantendo costantemente la qualità della programmazione, l'uniforme attuazione del Piano sull'intero territorio regionale e il miglioramento continuo del sistema integrato degli interventi e dei servizi rivolti alle persone non autosufficienti”.   
     La fase partecipativa prenderà avvio con la consultazione delle organizzazioni sindacali e si articolerà in incontri di approfondimento singoli e in seduta plenaria con federazioni e associazioni rappresentative a livello regionale in materia di persone anziane non autosufficienti, di persone con disabilità e delle loro famiglie. “Sarà un percorso di concertazione che garantirà la più estesa partecipazione di tutti gli enti del Terzo settore, delle persone con disabilità e delle famiglie – dichiara la presidente Proietti – che condurrà a un Piano regionale per la non autosufficienza condiviso, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze attuali ma anche di definire un sistema strutturato e stabile nel tempo di interventi e servizi a favore della non autosufficienza, in grado di affrontare sfide emergenti e future”.
     Il nuovo Coordinamento regionale, istituito presso la direzione Salute e Welfare, avrà il compito di assicurare il raccordo tra tutti i soggetti coinvolti nella programmazione e nell'attuazione delle politiche per la non autosufficienza, promuovendo un’integrazione sempre più efficace tra servizi sanitari e sociali e un monitoraggio costante degli interventi sul territorio. Opererà in raccordo con il Tavolo regionale di coordinamento in materia di disabilità, con l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità e con il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, assicurando l'integrazione delle attività di programmazione, monitoraggio e attuazione delle politiche regionali e promuovendo il coinvolgimento continuativo dei soggetti istituzionali e sociali interessati.
     Il Programma attuativo regionale sarà elaborato attraverso un percorso di partecipazione e confronto che coinvolgerà le Aziende Usl, i Comuni capofila delle Zone sociali, l'Unione dei Comuni del Trasimeno, Anci Umbria, le organizzazioni sindacali, gli enti del Terzo settore e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, delle persone anziane e dei loro familiari.    
     Il percorso porterà inoltre alla predisposizione della proposta del nuovo Piano regionale integrato per la non autosufficienza (Prina) 2025-2027, che sarà successivamente sottoposto all'approvazione della Giunta regionale e quindi trasmesso all'Assemblea legislativa.
     Sempre sul tema della non autosufficienza, la presidente Stefania Proietti, rispondendo a una richiesta di informativa in Assemblea legislativa sull’assistenza indiretta a favore delle persone con disabilità grave e gravissima, ha ricordato che i due milioni di euro aggiuntivi stanziati dalla Regione nel 2025 hanno consentito di scorrere le liste d'attesa di circa 184 persone con disabilità gravissima e che la quota residua delle risorse è stata destinata al finanziamento del contributo per l’assistenza indiretta a favore delle persone con disabilità grave. Per queste ultime, l’avviso pubblico emanato dalle Aziende Usl ha raccolto complessivamente 1.300 domande (819 nell’Usl Umbria 1 e 481 nell’Usl Umbria 2), per un fabbisogno stimato di circa 1,56 milioni di euro. Lo stanziamento regionale complessivo destinato all’assistenza indiretta è stato così portato a quattro milioni di euro.         
“Si tratta di dati che confermano l’ampiezza del bisogno presente sul territorio regionale e l'efficacia della scelta della Giunta di destinare risorse aggiuntive a questa misura”, ha affermato la presidente Proietti, sottolineando che il monitoraggio della sperimentazione contribuirà alla definizione del nuovo Prina 2025-2027, con una programmazione sempre più aderente ai bisogni reali delle persone con disabilità grave, rafforzando il sistema regionale di presa in carico e il sostegno alla domiciliarità.


Uffici di prossimità, giustizia più vicina ai cittadini umbri. Presentato a Villa Umbra il progetto che offrirà servizi omogenei a livello territoriale in materia di volontaria giurisdizione

Perugia, 09 luglio 2026 - Al via il progetto degli Uffici di Prossimità in Umbria. L’iniziativa che avvicina la giustizia ai cittadini e rafforza i servizi sul territorio, cui ha aderito Regione Umbria nell’ambito del Programma Operativo Complementare al PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, promosso dal Ministero della giustizia, è stata presentata oggi a Villa Umbra registrando i saluti istituzionali della Presidente Stefania Proietti. 
  Il progetto, affidato a livello regionale alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, promuove un servizio giustizia più vicino al cittadino, realizzando una rete di “Uffici di Prossimità”, in grado di offrire servizi omogenei in materia di volontaria giurisdizione diretti soprattutto alle cosiddette "fasce deboli", decongestionando l’accesso ai Tribunali grazie alla collaborazione e il coinvolgimento degli Enti locali. Al momento, in Umbria, gli Enti aderenti all'iniziativa sono il Comune di Città della Pieve, il Comune di Assisi, Comune di Umbertide insieme al Comune di Lisciano Niccone e al Comune di Monte Santa Maria Tiberina, l'Unione dei Comuni Terre dell'olio e del sagrantino e il Comune di Todi.  
  “Grazie ad un deciso input politico regionale e al grande impegno dei soggetti istituzionali coinvolti - ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti - impiegheremo risorse, altrimenti perdute, finanziate dall’Unione europea mediante il Programma Operativo Complementare al Programma Operativo Nazionale Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, ma soprattutto realizzeremo anche in Umbria un progetto ambizioso e importate: avvicinare la giustizia ai cittadini, in particolare ai cittadini più fragili che potranno recarsi direttamente all’Ufficio di Prossimità, evitando di dover depositare atti e richiedere informazioni presso le Cancellerie dei Tribunali". 
  L'obiettivo è avvicinare la giustizia ai cittadini, in particolare a coloro che risiedono lontano dai Tribunale o hanno difficoltà a raggiungerli per ragioni di mobilità, età o condizioni di salute. Entro fine ottobre saranno aperti sportelli gratuiti, punto di accesso facilitato ai servizi giudiziari. Il personale, qualificato e appositamente formato, sarà a disposizione per fornire informazioni e assistenza su diverse procedure civili che non richiedono necessariamente l’ausilio di un avvocato.
  La formazione, realizzata da C.O.GRUPPO, si svolgerà da luglio a settembre e sarà articolata in una parte teorica e una parte pratica finalizzata da dare supporto informativo all'utenza e depositare telematicamente atti di volontaria giurisdizione presso i tre tribunali umbri. 
  "Con questo progetto - ha aggiunto l'Amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello - nasceranno sul territorio regionale nuovi punti di riferimento e di orientamento per rendere più accessibili e semplici i rapporti fra sistema giudiziario e cittadini. Un progetto complesso che coinvolge, su impulso della Regione Umbria, attori diversi e che prevede tre ambiti di intervento, in particolare formazione, digitalizzazione e comunicazione, già attivi".
  Numerosi i contributi rilevati all'avvio del progetto in Umbria. A cominciare da Luca Conti, Dirigente Servizio politiche di contrasto alla povertà, integrazione e inclusione sociale, terzo settore della Regione Umbria; Ilenia Miccichè, Tribunale di Perugia; Roberto Angiuoni, Referente del progetto complesso Uffici di Prossimità per la Direzione generale per il coordinamento delle Politiche di coesione, Dipartimento Innovazione Tecnologica, Ministero della Giustizia e Roberta Bardi, Dirigente Ufficio I della Direzione generale per il coordinamento delle Politiche di coesione Dirigente, Ufficio I, Dipartimento Innovazione Tecnologica, Ministero della Giustizia, responsabile dell'attuazione del Poc al Pon Governance 2014-2020, sotto la supervisione della dott.ssa Gabriella De Stradis, Direttore Generale della Direzione generale per il coordinamento delle Politiche di coesione, Ministero della Giustizia.
  "Parte oggi in Umbria un progetto complesso che si lega alla riforma della geografia della giustizia e che presta particolare attenzione ai cittadini più deboli. Un progetto che richiede la cooperazione e la collaborazione tra sistema giudiziario ed enti locali, fondato sulla formazione degli operatori, con l'obiettivo di rendere la giustizia più vicina alle persone ed ai territori” ha dichiarato Roberto Angiuoni, Ministero della Giustizia e Responsabile del progetto. 
  "Partecipiamo con entusiasmo ad una iniziativa molto importante perché tende all'obiettivo nobile di rendere la giustizia più prossima ai cittadini, soprattutto i cittadini più fragili" ha sottolineato Ilenia Miccichè, Tribunale di Perugia. 
  La realizzazione dell’Ufficio di Prossimità rientra in un progetto più ampio, finanziato dall’Unione europea mediante il Programma Operativo Complementare al Programma Operativo Nazionale Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, coordinato dal Ministero della Giustizia sull’intero territorio nazionale. 


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