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(AUN) – Terni, 21 luglio 2026 – Nella sala conferenze di via Saffi a Terni presso gli uffici della Regione Umbria, la Presidente della regione Stefania Proietti, l'assessore all'Ambiente e all’ Energia, Thomas De Luca, e l'assessore allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, hanno illustrato i contenuti del nuovo disegno di legge preadottato dalla Giunta regionale che introduce integrazioni fondamentali alla disciplina delle grandi derivazioni idroelettriche in Umbria.
Il provvedimento punta a definire un modello di gestione strategico per la risorsa idrica regionale, un asset strategico in grado di vantare una potenza installata di circa 630 MW e una producibilità storica di 1.350 GWh/anno. Il cuore del Ddl è l'introduzione dell'articolo 9-bis alla legge regionale 1/2023 sulla disciplina dell'assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, che autorizza la Giunta regionale a costituire una società a capitale misto pubblico-privato per la gestione delle concessioni idroelettriche.
“L’Umbria si colloca con questo disegno di legge – ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti - all’avanguardia di un percorso che anche altre regioni stanno osservando con attenzione e che punta a una gestione mista pubblico-privata, con un ruolo forte del pubblico nella gestione delle infrastrutture strategiche di produzione di energia. Oggi presentiamo il risultato di un lavoro collettivo, costruito con un indirizzo politico chiaro e con un impegno eccezionale della struttura regionale. Un lavoro svolto con grande responsabilità, per rafforzare la credibilità della Regione e rispettare gli impegni assunti. Per questo desidero ringraziare tutte le persone che hanno contribuito, dai direttori coinvolti fino a Gepafin, che ha avuto un ruolo importante nell’analisi tecnico-economica e amministrativa”.
“Abbiamo rispettato scadenze precise – ha concluso la presidente Proietti - con la delibera di Giunta approvata ieri e con un percorso che prevedeva entro 12 mesi dalla firma al Mimit dell’accordo di programma l’avvio dell’iter di adozione del disegno di legge. Di questo risultato abbiamo informato i soggetti interessati, a partire da Arvedi Ast e dai ministeri competenti. Si tratta infatti di materie che incrociano norme nazionali ed europee, in particolare sui temi della concorrenza e dell’energia, e per questo motivo il confronto con gli uffici europei è costante”.
Il modello prevede una maggioranza pubblica in capo alla Regione Umbria (tra il 51% e il 70%), mentre la quota privata (tra il 30% e il 49%) sarà assegnata tramite una procedura di gara a evidenza pubblica per la selezione del socio operativo. La Regione può partecipare alla società conferendo il diritto d'uso delle cosiddette opere bagnate (dighe, canali di adduzione e condotte forzate) che rientreranno nella proprietà regionale alla scadenza delle concessioni.
Il disegno di legge prevede anche la possibilità di aprire all'acquisizione, tramite gara ad evidenza pubblica, di quote minoritarie della società a imprese appartenenti a settori industriali ad alta produzione di emissioni e ad alta intensità energetica, i settori cosiddetti hard to abate. L'obiettivo è quello di rendere l'idroelettrico una fonte capace di sostenere la transizione di siti strategici per la nostra regione e il nostro paese come il polo siderurgico ternano verso gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050.
“Le nostre acque – ha spiegato l’assessore Thomas De Luca - sono un patrimonio strategico, un vero e proprio ‘oro blu’, e lo sfruttamento idroelettrico deve tornare nelle mani degli umbri e dei ternani. Come Giunta regionale, abbiamo dato seguito all’impegno assunto anche nell’ambito dell’Accordo di programma Ast, preadottando un disegno di legge per la costituzione di una società regionale destinata alla gestione delle centrali idroelettriche. Si tratterà di una società mista, ma con il pieno controllo pubblico garantito dalla Regione. Questa scelta nasce dal fatto che l’energia idroelettrica è una delle poche fonti rinnovabili che consente programmabilità, anche attraverso sistemi di accumulo a pompaggio. Per questo può rappresentare uno strumento concreto di sostegno alla transizione energetica dei comparti industriali più difficili da decarbonizzare. Si tratta, a nostro avviso, di uno dei passaggi più importanti di questa legislatura”.
“Per il territorio ternano, in particolare, questa operazione – ha concluso l’assessore De Luca - può contribuire ad affrontare problemi storici e squilibri rilevanti, che riguardano l’offerta turistica della Cascata delle Marmore, le variazioni del livello idrometrico del lago di Piediluco e, più in generale, il ritorno delle risorse economiche sui territori”.
“Si tratta di un impegno – ha spiegato l’assessore Francesco De Rebotti - che abbiamo assunto all’inizio del mandato, condividendolo con l’azienda, con il Ministero e con il Comune di Terni attraverso la sottoscrizione dell’Accordo di programma. Se rileggiamo il titolo dell’accordo – Progetto integrato di messa in sicurezza e riconversione industriale del sito di Acciai Speciali Terni – troviamo il senso di tutto il lavoro che stiamo portando avanti. L’obiettivo è fare in modo che questo storico sito industriale, che rappresenta il passato ma soprattutto il futuro di questa città e dell’intera regione, possa rafforzare sempre di più le proprie caratteristiche di sostenibilità e di efficienza. Per questo abbiamo assunto precisi impegni nell’Accordo di programma, che ora dovrà essere aggiornato alla luce del lavoro svolto e dei cosiddetti compiti a casa che ciascuno dei soggetti coinvolti era chiamato a portare avanti”.
“Il modello che presentiamo oggi – ha spiegato ancora l’assessore De Rebotti - rappresenterà il riferimento per il lavoro delle prossime settimane, anche aprendo un confronto con le sigle sindacali, in vista dell’appuntamento dedicato all’aggiornamento dell’Accordo di programma, che ormai è imminente. Abbiamo svolto il lavoro necessario e messo a disposizione un modello costruito non soltanto in Umbria, ma attraverso un confronto articolato che ha coinvolto anche il livello europeo. Siamo quindi soddisfatti del percorso compiuto e motivati a proseguire nel rispetto degli impegni assunti. Ricordo che quell’intesa ha rappresentato un elemento importante per restituire fiducia alla comunità del lavoro e al sistema delle imprese ternane”.
Attraverso il modello prescelto, la Regione Umbria manterrà un ruolo attivo e permanente nella governance del sistema idroelettrico, partecipando alle decisioni strategiche e alla definizione delle politiche industriali. Il bando di gara per il socio privato includerà inoltre prescrizioni rigorose per il perseguimento di obiettivi ambientali, energetici e socio-economici, con un'attenzione specifica all'ammodernamento degli impianti, come nel caso della centrale di Pentima, e al miglior utilizzo delle opere idrauliche.
La scelta del modello di società mista, rispetto alla concessione, garantisce alla Regione un ritorno economico significativamente superiore e un'efficace protezione dei conti pubblici con un Van (Valore Attuale Netto) quasi raddoppiato: secondo le stime più prudenziali fatte dall'advisor Rse, garantisce un Van dei flussi regionali stimato in 683 milioni di euro su un orizzonte trentennale (con un potenziale incremento fino a 752 milioni di euro nelle configurazioni societarie ottimizzate). Si tratta di un guadagno quasi doppio rispetto ai 375 milioni di euro del Van atteso per una gara tradizionale. Con flussi attesi per l'azionista pubblico pari a 50 milioni di euro al 2030 rispetto alla stima dei 25 milioni di canoni demaniali che la Regione incasserebbe in caso di concessione al privato. A differenza del modello tradizionale, la Regione incasserà non solo i canoni demaniali fissi e variabili e la monetizzazione dell'energia gratuita spettante per legge, ma beneficerà anche della percezione diretta dei dividendi societari in proporzione alla quota azionaria. La gestione pubblica permetterà inoltre un maggiore equilibrio ambientale ed economico nei confronti dei territori dove sono insediati i grandi impianti idroelettrici, a partire dall'offerta turistica della Cascata delle Marmore fino ad arrivare al tema dello sfruttamento del Lago di Piediluco come bacino d'accumulo, finalmente riportando ricchezza sui territori interessati.
(Aun) - Perugia 20 lug. 026- Questa mattina, in Assessorato, un nuovo incontro con il tavolo tecnico dedicato al Lago Trasimeno e in particolare al fenomeno dei chironomidi, coinvolgendo gli uffici regionali, l’Università e i rappresentanti del territorio: lo rende noto l'assessora regionale, Simona Meloni.
"Dal confronto è emerso il percorso operativo che, come Regione Umbria, stiamo già adottando e su cui lavoriamo da tempo: l’installazione di altre due isole nel lago, il potenziamento delle tofolamp, il ripristino dell’hovercraft per raggiungere le aree con fondali più bassi e la ricerca di nuovi attrattori sonori per la cattura degli insetti.
Non si tratta di proposte isolate o di risultati riconducibili a singole iniziative politiche. Sono azioni programmate e coordinate dall’Assessorato, che si inseriscono nella più ampia strategia regionale per il Trasimeno.
Una strategia che comprende la gestione della risorsa idrica, gli interventi sul reticolo idraulico, la manutenzione delle darsene, la navigazione, i dragaggi, la tutela dell’ecosistema e il sostegno alle attività economiche e turistiche.
Il nostro obiettivo non è inseguire l’emergenza, ma costruire soluzioni strutturali affinché il territorio non debba ritrovarsi, nella prossima stagione, ad affrontare le stesse criticità.
Per questo colgo l'occasione per ribadire un elemento: la campagna di trattamento per ridurre zanzare e insetti, lanciata dall'Unione dei Comuni, non è altro che un intervento ulteriore che si inserisce negli interventi ripetuti di trattamenti per i chironomidi (stiamo procedendo una volta a settima e che portiamo avanti da mesi con metodo ed obiettivi chiari.
Il Trasimeno è un patrimonio dell'Umbria che come vale va trattato".
Perugia 19 lug. 026 - “Onorare la memoria e il sacrificio di Paolo Borsellino a 34 anni anni di distanza dalla strage di via D’Amelio e’ un dovere per tutti, in particolare per le istituzioni. E oltre a ciò deve rinnovarsi in questo anniversario la responsabilità di ispirarsi ai valori e all’esempio che hanno guidato ogni atto della sua vita, e cioè senso dello Stato e impegno contro la mafia”.
E’ quanto afferma la presidente della Regione Stefania Proietti, in occasione della ricorrenza dell’attentato del 19 luglio 1992, in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli.
“La vita di Paolo Borsellino - continua la presidente - è stata esclusivamente al servizio della legalità, testimone coerente e rispettoso delle istituzioni ed esempio di serietà e dedizione al proprio lavoro. Ricordarlo oggi significa omaggiare un grande uomo servitore dello Stato e della legge. Onorare la sua memoria e di tutti gli eroi dello Stato che hanno perso la vita per la legalità, significa ispirarsi a loro ogni giorno, nell'integerrimità dei comportamenti, nell'intransigenza del perseguimento della legalità e della trasparenza, anche quando questo costa molto: solitudine, incomprensione, maldicenze, odio e persecuzione, non solo sui social. Oggi i metodi della mafia e della malavita sono molto più subdoli e più vicini di quanto pensiamo: la mafia è un sistema, la mafia persegue e usa il denaro, la mafia vuole 'mangiarsi' la società senza che questa se ne accorga. Ma noi possiamo essere un 'boccone molto indigesto' come dice Don Luigi Ciotti, se non ci arrenderemo e sapremo riconoscere e combattere questi metodi ”.
“Come Regione - conclude la presidente - continueremo il nostro impegno nel promuovere una cultura fondata sulla responsabilità, sull’etica pubblica e sul rispetto delle istituzioni, anche attraverso istituti come la Fondazione Umbria per la Prevenzione dell'Usura presieduta da Fausto Cardella, che ha combattuto sul fronte delle indagini sulle stragi dei magistrati eroi. Paolo Borsellino continua a parlarci e a insegnarci che soltanto stando dalla parte della legalità e dell’onestà possiamo costruire un mondo più giusto per noi e per le nuove generazioni”.
(AUN) – Perugia, 17 luglio 2026 – “Umbria e Sardegna uniscono le proprie eccellenze scientifiche per sostenere una candidatura strategica per l’Italia e per l’Europa. L’Einstein Telescope rappresenta una straordinaria infrastruttura di ricerca e un investimento sul futuro, sui giovani, sull’innovazione e sulla capacità dei territori di generare sviluppo e occupazione qualificata”.
Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in Sardegna, in occasione dell’incontro dedicato alla collaborazione tra le due Regioni e al sostegno della candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, a Lula, in provincia di Nuoro.
La presidente Proietti e la presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, hanno formalizzato la volontà di rafforzare la cooperazione istituzionale nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica, dell’alta formazione e del trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo. E lo hanno fatto firmando una lettera d’intenti sancendo la cooperazione tra le due Regioni per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, anche attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni.
Una collaborazione definita “strategica” per rafforzare l’Italia nella corsa verso l’aggiudicazione del progetto.
L’Einstein Telescope sarà il più avanzato osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione. L’infrastruttura, costituita da un grande interferometro sotterraneo, consentirà di studiare con una sensibilità senza precedenti i buchi neri e altri fenomeni dell’universo, producendo importanti ricadute anche nei campi della tecnologia, della geofisica e della sismologia.
“La candidatura di Sos Enattos può contare su caratteristiche geologiche uniche, sul silenzio sismico e sulla stabilità del granito, ma anche su un sistema scientifico e tecnologico di altissimo livello – ha sottolineato Proietti -. L’Umbria mette a disposizione competenze decisive attraverso l’Università degli Studi di Perugia, la sezione perugina dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e il Laboratorio internazionale Caos, Centro per le applicazioni sulle onde gravitazionali e la sismologia”.
Il Laboratorio Caos, realizzato presso l’Università degli Studi di Perugia con il sostegno del progetto ETIC, dell’INFN e dell’Osservatorio gravitazionale europeo, sviluppa tecnologie avanzate per l’isolamento sismico e la riduzione del rumore termico, indispensabili per il funzionamento dell’Einstein Telescope. Le ricerche condotte nel centro umbro potranno inoltre contribuire allo sviluppo di sistemi innovativi per l’allerta precoce dei terremoti.
“La scienza deve diventare sempre più uno strumento concreto di crescita economica e sociale – ha proseguito la presidente. Questa collaborazione permetterà di costruire progetti comuni tra università, centri di ricerca e imprese, attrarre e trattenere talenti e offrire nuove opportunità ai giovani. Vogliamo dimostrare che anche dalle aree interne possono nascere infrastrutture e conoscenze capaci di competere a livello mondiale”.
L’intesa prevede la costituzione di gruppi di lavoro congiunti, lo sviluppo di attività di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico, la valorizzazione del rapporto tra il Laboratorio Caos e il futuro Et Sunlab e la partecipazione condivisa a programmi nazionali ed europei.
“L’Italia ha tutte le condizioni per ospitare questa infrastruttura – ha concluso Proietti. Occorre fare sistema e presentare una candidatura nazionale forte e unitaria. L’Umbria farà la propria parte, con convinzione e responsabilità, perché l’Einstein Telescope possa essere realizzato in Sardegna e diventi un grande progetto europeo di conoscenza, cooperazione e sviluppo”.
“Le nostre due Regioni stanno affrontando insieme un percorso che vuole rafforzare ancora di più la candidatura dell'Einstein Telescope - ha dichiarato la presidente Todde -. L'Umbria ha dei laboratori fondamentali, un progetto, una tessitura che ci serve proprio per portare a casa, ancora con più forza, l'Einstein Telescope. Oggi stiamo dimostrando che non è un progetto che riguarda solo la Sardegna, ma un Paese intero”.
Questa è una sfida italiana – hanno sottolineato sia la Proietti che la Todde - che può portare a far fare un salto al sistema Paese, soprattutto nell'attrarre giovani talenti e nel fare della ricerca un pilastro, perché solo quella ci può mandare avanti verso lo sviluppo”.
Perugia, 17 luglio 2026 - L'assessore regionale all'ambiente e all'energia, Thomas De Luca, commenta l'ordinanza firmata dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che dispone l'immediato taglio e la rimozione delle piante di ligustro giapponese, unitamente alla potatura del leccio, in piazza Solferino: "Apprendo con profonda preoccupazione del provvedimento che giustifica la rimozione di essenze arboree con la necessità di migliorare l'irradiazione dell'impianto di pubblica illuminazione e la visibilità dell'area. In una città come Terni, definita negli ultimi anni dal Sole 24 Ore come la più esposta al rischio ondate di calore in Italia, specialmente nei giorni di picco massimo delle attuali ondate di calore, ogni singola pianta rappresenta un presidio fondamentale per la salute dei cittadini. Sacrificare il verde urbano per sopperire a carenze di illuminazione, e non in presenza di oggettive situazioni di pericolo, è una scelta fuori da ogni logica".
Secondo quanto riportato dalle notizie pubblicate dalla stampa locale, l'intervento è stato sollecitato da una segnalazione della Prefettura riguardante zone di scarsa visibilità. "Pur rispettando le prerogative delle autorità coinvolte, è necessario fare una distinzione netta tra il rischio reale per l'incolumità pubblica, come nel caso di alberature instabili o ammalorate, e le eventuali criticità legate alla visibilità notturna - prosegue l'assessore De Luca - non è accettabile che un taglio di piante non sia connesso a un effettivo rischio strutturale o biologico. Se la vegetazione limita la luce, la soluzione deve essere il potenziamento o il riposizionamento degli impianti illuminanti, non l'eliminazione del patrimonio arboreo. Utilizzare questioni di decoro urbano per interventi così drastici rischia di stabilire un precedente pericoloso".
"Chiedo al sindaco di Terni di rivedere questa scelta - conclude l'assessore De Luca - sono a disposizione per collaborare a soluzioni alternative, anche attraverso le competenze interne alla Regione ed ARPA Umbria per coniugare le sicurezza dei cittadini con una visione urbanistica moderna basata sulle cosiddette Nature Based Solution. In una fase di emergenza climatica, la priorità nell'intera regione deve essere la protezione dell'ambiente urbano. Rimuovere piante sane in pieno luglio, in aree urbane, piazze e parcheggi è un segnale che va nella direzione opposta a quella della tutela del territorio e del benessere delle comunità".
(AUN) – Perugia, 17 luglio 2026 – Proseguono senza sosta le operazioni di contrasto agli incendi boschivi che da giorni interessano il territorio umbro. La situazione più delicata resta quella di Nocera Umbra, dove le fiamme continuano a interessare le aree di Case Basse, Aggi e Bagnara, mentre a Costacciaro l’incendio è in fase di bonifica e a Baiano di Spoleto il rogo è sotto controllo.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, continua a seguire costantemente l’evolversi dell’emergenza in stretto raccordo con la Sala operativa unificata permanente (SOUP), i sindaci dei Comuni interessati e tutte le strutture impegnate nelle operazioni di spegnimento.
“La situazione resta particolarmente impegnativa, soprattutto a Nocera Umbra, dove il dispositivo di intervento è stato ulteriormente rafforzato per sostenere il lavoro delle squadre a terra. Stiamo seguendo costantemente l’evoluzione dei diversi fronti, in stretto raccordo con i sindaci, la SOUP e tutte le strutture coinvolte. Il sistema regionale è pienamente mobilitato e sta operando con grande professionalità e capacità di coordinamento”, afferma la presidente Proietti.
Secondo l’ultimo aggiornamento a Nocera Umbra sono impegnate le squadre dei Vigili del fuoco di Perugia con 12 operatori e 5 mezzi, due squadre dell’Agenzia Forestale regionale, un’Unità di comando locale dei Vigili del fuoco e due direttori delle operazioni di spegnimento. A supporto delle squadre a terra stanno operando tre Canadair e un elicottero dei Vigili del fuoco del reparto volo di Arezzo.
Per consentire le operazioni aeree è stata disposta la chiusura temporanea di tratti della strada statale 361 “Septempedana” durante i lanci dei Canadair. Inoltre, in collaborazione con E-Distribuzione, sono state disalimentate alcune linee di media tensione, tra cui quella che alimenta i pozzi dell’acquedotto di Bagnara, con possibili disagi per la popolazione. Nei pressi di Case Basse le fiamme sono giunte a poca distanza da alcune abitazioni, costantemente presidiate dai Vigili del fuoco. È stato inoltre attivato il volontariato di Protezione civile e predisposto il supporto per l’eventuale evacuazione degli animali da cortile, mentre resta pronta, qualora le condizioni lo rendessero necessario, anche l’evacuazione preventiva di alcune abitazioni per consentire ai mezzi aerei di operare in sicurezza.
A Costacciaro, invece, l’incendio è in fase di bonifica. Sul posto operano il direttore delle operazioni di spegnimento dei Vigili del fuoco, due squadre dell’Agenzia Forestale regionale e un elicottero della Regione Marche, inviato a supporto delle attività.
È sotto controllo e in fase di bonifica l’incendio di Baiano di Spoleto, dove rimangono operative una squadra dei Vigili del fuoco, una squadra dell’Agenzia Forestale regionale e il direttore delle operazioni di spegnimento.
“Desidero rivolgere vicinanza e un sentito ringraziamento ai Vigili del fuoco, ai direttori delle operazioni di spegnimento, agli operatori dell’Agenzia Forestale regionale, alle squadre antincendio boschivo, agli equipaggi dei mezzi aerei, al personale della Soup, alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, ai volontari, ai sindaci e a tutte le donne e gli uomini che stanno lavorando senza sosta per difendere le persone, le abitazioni e il nostro patrimonio ambientale. Un grazie va anche alle Regioni vicine, in particolare alla Regione Marche e al presidente Acquaroli, che stanno garantendo il loro prezioso supporto operativo. La collaborazione istituzionale è fondamentale per affrontare un’emergenza di questa portata”, conclude la presidente Proietti.
La Regione rinnova infine l’appello ai cittadini a non avvicinarsi alle aree interessate dagli incendi, a lasciare libere le vie di accesso ai mezzi di soccorso e a segnalare tempestivamente qualsiasi nuovo focolaio o situazione di pericolo.
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