Notizie

Sicurezza stradale, la Regione ricostituisce la Consulta regionale. Presidente Proietti: "Nessuna vita deve più essere spezzata sull'asfalto, la prevenzione degli incidenti si ottiene con un sistema che funzioni in modo integrato"

Perugia, 9 settembre 2026 – La Regione Umbria ha ricostituito ufficialmente la Consulta regionale sulla sicurezza stradale, l’organismo che non si è riunito dal 2019 dovrà coordinare istituzioni, enti locali, forze dell'ordine, gestori delle infrastrutture, università e società civile nella lotta agli incidenti sulle strade umbre. La Giunta regionale ha approvato all'unanimità i criteri e la composizione della Consulta, dando attuazione all'articolo 5 della legge regionale 17 aprile 2014, n. 8.

  Il provvedimento arriva dopo questi mesi segnati da gravi incidenti sulle arterie extraurbane e statali dell'Umbria, con un aumento di vittime e feriti che ha scosso profondamente la comunità regionale. La nuova Consulta nasce proprio dall’esigenza di rispondere a questa emergenza in modo concreto e urgente, mettendo a sistema competenze e risorse fin qui frammentate tra i diversi soggetti che si occupano di viabilità e prevenzione.

  "Far funzionare la Consulta sulla sicurezza stradale - commenta la presidente della Regione Stefania Proietti - rappresenta non solo una priorità amministrativa, ma un dovere etico verso ogni cittadino, in particolare verso i più giovani e le categorie vulnerabili, quali pedoni, ciclisti, motociclisti e utilizzatori di micro-mobilità elettrica, i soggetti più esposti ai rischi della strada. I recenti tragici eventi che hanno colpito la nostra regione ci impongono di agire subito, con determinazione e responsabilità, mettendo in campo tutte le risorse e le competenze disponibili. Con la Consulta vogliamo mettere insieme tutte le energie del territorio, poiché solo attraverso una visione d’insieme e una collaborazione costante potremo raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dall'Unione Europea: ridurre del 50% le vittime e i feriti gravi entro il 2030 e azzerarli entro il 2050”.

  “La Regione Umbria – conclude la presidente Proietti - ha già avviato importanti programmi di intervento e continuerà a investire nella formazione, nella sensibilizzazione e nella messa in sicurezza delle infrastrutture, ma ora serve un salto di qualità verso una mobilità più sicura, moderna e rispettosa di tutti. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, agli studenti e ai neopatentati, con campagne educative e progetti mirati. La sicurezza stradale non può essere demandata al solo senso di responsabilità individuale: è il risultato di un sistema che deve funzionare in modo integrato, prevedendo strade più sicure, controlli efficaci e una cultura diffusa della prevenzione. La Consulta sarà il motore di questo cambiamento, il luogo dove confrontarsi, proporre idee e trovare soluzioni concrete, con l'obiettivo di costruire un'Umbria dove nessuna vita venga più spezzata sull'asfalto".

  La Consulta sarà presieduta dalla Presidente della Giunta regionale o da un suo delegato, e riunirà attorno allo stesso tavolo l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, le Province di Perugia e Terni, Anci Umbria e Upi Umbria, le Polizie Provinciali e i Corpi di Polizia Locale, i gestori e proprietari delle infrastrutture viarie – Anas e Autostrade per l'Italia – l'Università degli Studi di Perugia e gli istituti di ricerca regionali, oltre alle associazioni dei familiari delle vittime della strada e alle rappresentanze di categoria del settore trasporti e mobilità.

  Un organismo che avrà il compito di promuovere il coordinamento intersettoriale e la cultura della prevenzione, elaborando strategie condivise in linea con i principi europei del Safe system approach e della Vision zero: analizzerà e monitorerà costantemente i dati sull'incidentalità per individuare i tratti più pericolosi della rete viaria regionale, esprimerà pareri e proposte sul Piano regionale della sicurezza stradale, indicherà interventi infrastrutturali mirati a tutela degli utenti più vulnerabili e promuoverà campagne di educazione e sensibilizzazione nelle scuole e per la popolazione anziana. Tra i suoi compiti anche il rafforzamento dei controlli sui comportamenti a rischio, dalla guida in stato di ebbrezza all'uso dello smartphone al volante, e il coordinamento con i servizi sanitari per il soccorso post-incidente.


Cultura e rigenerazione, al Broletto il Toolkit per i Partenariati speciali pubblico-privati. Vice presidente Bori e assessora Meloni: “Una nuova alleanza per restituire funzioni e futuro ai luoghi”

Perugia, 9 settembre 2026 – Strumenti operativi per accompagnare Comuni e Province nella costruzione di Partenariati Speciali Pubblico-Privati capaci di riqualificare e, soprattutto, rigenerare beni culturali e spazi pubblici, restituendoli alle comunità con nuove funzioni culturali, sociali e creative. È stato questo il tema dell’incontro che si è svolto questa mattina a Palazzo Broletto, a Perugia, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori e dell’assessora Simona Meloni, intervenuta in collegamento video.
Al centro della giornata la presentazione del Toolkit operativo predisposto da Fondazione Fitzcarraldo ETS nell’ambito del servizio specialistico di accompagnamento attivato dalla Regione Umbria per l’attuazione dell’Azione 4.6.1 del PR FESR 2021-2027. L’Avviso, approvato con DD n. 3111 del 3 aprile 2026, prevede che agli interventi strutturali su beni culturali e spazi pubblici da riqualificare a fini culturali si affianchi una collaborazione pubblico-privata, attraverso il Partenariato Speciale Pubblico-Privato previsto dall’articolo 134 del D.Lgs. 36/2023.
“Quello che stiamo costruendo insieme – ha affermato il vicepresidente Tommaso Bori – mette in relazione cultura, programmazione europea, impresa culturale e creativa e rigenerazione degli spazi. Abbiamo riprogrammato i fondi europei, destinato risorse importanti anche dal bilancio regionale e approvato il Testo unico della cultura e dell’impresa creativa, creando gli strumenti per aprire nuove opportunità. Il partenariato pubblico-privato, il co-design e la co-progettazione rappresentano una delle sfide del futuro e possiamo affrontarla solo lavorando insieme alle amministrazioni pubbliche, alle istituzioni, al privato sociale, alle imprese e a tutti i soggetti che credono in questo percorso”.
Per il vice presidente Bori, l’obiettivo va oltre il recupero materiale degli immobili. “Vogliamo recuperare tante realtà e aprire un nuovo capitolo, capace di generare partnership durature. Non parliamo soltanto di riqualificazione, ma di vera rigenerazione dei nostri borghi, dei quartieri periferici e dei centri storici. Ridare funzioni culturali, aggregative e creative a uno spazio significa compiere contemporaneamente un’azione urbanistica, economica e sociale. Significa anche rafforzare la sicurezza, perché un luogo vissuto, frequentato e restituito alla comunità torna ad avere un senso”.
Il vicepresidente ha inoltre sottolineato il valore del lavoro congiunto tra gli assessorati e gli uffici regionali: “La collaborazione che stiamo portando avanti sulla cultura, sul turismo a vocazione culturale e sull’impresa culturale e creativa è un elemento di grande valore. È importante che le nostre politiche non restino sulla carta, ma producano un impatto concreto nel tessuto della regione”.
Il Toolkit mette a disposizione degli enti locali un percorso operativo che comprende criteri di autovalutazione dei beni, procedure per l’attivazione dei partenariati, indicazioni sui contenuti delle proposte e sulla valutazione comparativa, facsimili degli atti amministrativi e dell’Accordo, oltre a modelli di governance e strumenti di monitoraggio e valutazione. L’obiettivo è ridurre l’incertezza procedurale, agevolare la predisposizione degli atti e innalzare la qualità delle proposte progettuali.
“Abbiamo voluto fortemente utilizzare una formula innovativa come quella del Partenariato Speciale Pubblico-Privato – ha spiegato in collegamento video l’assessora Simona Meloni – perché, percorrendo l’Umbria, ci siamo resi conto che esistono spazi pubblici che senza strumenti nuovi rischiano di non avere mai una reale possibilità di essere recuperati. Il punto, però, non è soltanto riqualificare un contenitore: è fare in modo che quello spazio diventi un servizio per il territorio e per le persone, con un’attenzione particolare anche alle aree interne. Si tratta – ha proseguito Meloni – di un Avviso più complesso rispetto a strumenti tradizionali, proprio perché richiede la costruzione di una collaborazione che deve essere solida e capace di durare nel tempo. Per questo abbiamo affiancato agli enti e al mondo associativo un percorso di formazione e oggi mettiamo a disposizione ulteriori strumenti tecnici. Ringrazio gli uffici regionali e Fondazione Fitzcarraldo per il lavoro svolto: vogliamo dare a Comuni, Province e soggetti privati gli strumenti necessari per costruire progetti completi e partenariati realmente sostenibili”.
Assessora Meloni ha inoltre riferito delle numerose richieste giunte dai territori per avere più tempo a disposizione, anticipando che sarà valutata la proroga dei termini dell’Avviso, considerata la complessità della costruzione dei partenariati. 
“Questa può essere una sperimentazione importante anche per il futuro – ha concluso Meloni – perché, se il modello funziona, potremo individuare ulteriori strumenti europei e regionali da integrare per proseguire sulla strada della collaborazione pubblico-privato. È una modalità innovativa, ma sempre più necessaria, per intercettare i bisogni dei territori e costruire risposte che possano durare nel tempo”.
L’incontro al Broletto, rivolto ai potenziali beneficiari dell’Avviso e ai soggetti coinvolti nella costruzione dei partenariati, è stato anche occasione per raccogliere quesiti e problematiche interpretative emerse dagli enti, che potranno confluire nelle successive FAQ predisposte a supporto dell’attuazione della misura.

 


Avviso "Rete umbra per il lavoro", 5 milioni per rafforzare i servizi per l'occupazione. Assessore De Rebotti: “Grazie al Fondo Sociale Europeo Plus e alla collaborazione pubblico-privato, nuove opportunità per chi vuole rientrare nel mondo del lavoro o migliorare la propria posizione”

Perugia, 9 settembre 2026 – La Giunta regionale dell'Umbria ha dato il via libera all'avviso pubblico "Rete umbra per il lavoro", un intervento strategico che punta a rendere più forte ed efficiente la rete dei servizi per l'impiego sul territorio regionale. La misura, finanziata con 5 milioni di euro nell'ambito del Programma Regionale Umbria Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, sarà pubblicata nelle prossime settimane e si propone di favorire l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro di persone disoccupate, inoccupate e percettori di ammortizzatori sociali in uscita dall'occupazione.

  "Con questo avviso – dichiara l'assessore regionale alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti – l’Umbria conferma il proprio impegno per una rete di servizi al lavoro moderna, efficace e inclusiva, capace di rispondere alle esigenze di chi cerca occupazione e delle imprese che cercano personale qualificato. Grazie al Fondo Sociale Europeo Plus e alla collaborazione tra pubblico e privato, rafforziamo le politiche attive e offriamo nuove opportunità a chi vuole rientrare nel mondo del lavoro o migliorare la propria posizione".

  L'iniziativa si colloca nel percorso di riforma delle politiche del lavoro e della formazione avviato con il programma Gol, la Garanzia per l'occupabilità dei lavoratori previsto dal Pnrr, e punta a costruire un modello integrato pubblico-privato per l'erogazione dei servizi. Attraverso l'avviso, saranno selezionate le Agenzie per il lavoro (Apl) accreditate, o in corso di accreditamento presso la Regione Umbria, che affiancheranno i Centri per l'impiego regionali in una rete comune di supporto a chi cerca occupazione. I servizi previsti si articolano su tre livelli di intervento:

•    Il primo riguarda l'orientamento specialistico, con percorsi personalizzati fino a 10 ore dedicati alle persone con maggiori bisogni di sostegno

•   Il secondo consiste nell'accompagnamento al lavoro, con percorsi che possono arrivare fino a 20 ore, pensati per facilitare concretamente l'ingresso o il rientro nel mercato occupazionale

•    Il terzo livello riguarda invece l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, con un sistema di incentivi differenziati a seconda della tipologia contrattuale attivata, per accompagnare in modo diretto l'inserimento lavorativo

  Potranno accedere a questi servizi le persone maggiorenni disoccupate o inoccupate che abbiano sottoscritto un patto di servizio personalizzato presso un Centro per l'impiego, oltre ai percettori di ammortizzatori sociali in uscita dal lavoro.

  Sul piano finanziario, i 5 milioni dell'avviso fanno parte di uno stanziamento complessivo di oltre 10 milioni di euro destinato al rafforzamento delle politiche attive del lavoro in Umbria, con risorse già formalmente impegnate dalla Regione. La gestione operativa dell'avviso è stata affidata ad Arpal Umbria, con le Agenzie per il lavoro selezionate che potranno richiedere un budget iniziale compreso tra 50mila e 300mila euro, calibrato in base alla capacità di erogazione dei servizi già dimostrata nell'ambito del programma Gol, mentre la rendicontazione delle attività dovrà essere completata entro 18 mesi dall'assegnazione delle risorse.

  Quanto ai criteri di selezione, le domande presentate dalle agenzie saranno valutate sulla base di parametri oggettivi di ammissibilità, che comprendono il possesso dei requisiti richiesti, la correttezza e completezza della documentazione presentata e la regolarità amministrativa dei soggetti proponenti. L'avviso, prima di arrivare all'approvazione definitiva, è stato oggetto di concertazione con le parti economiche e sociali del territorio e ha ricevuto il parere favorevole dell'Autorità di Gestione del Programma Regionale FSE+ Umbria.

 


Approvato il Paur discarica Ast, l'assessore Thomas De Luca: "Pieno rispetto dei tempi nell'attuazione dell'Accordo di programma, garantendo la continuità produttiva. Con revisione Ecotassa raddoppiamo la vita della discarica, disincentivando lo smaltimento e favorendo il recupero"

Perugia, 8 settembre 2026 – Con l'approvazione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), la Regione Umbria ha attuato, nel pieno rispetto dei tempi, gli impegni previsti all'interno dell'Accordo di Programma. Un atto strategico che coniuga la continuità operativa del polo siderurgico ai più rigidi standard di tutela del territorio. Con la Determinazione Dirigenziale n. 8949 del 8/9/2026 che ha concluso positivamente il procedimento per l'approvazione del "Progetto di ampliamento della discarica per rifiuti pericolosi con intervento di landfill mining e presidi ambientali" si è altresì formulato un giudizio favorevole di compatibilità ambientale (Via) la cui efficacia temporale è fissata 15 anni, integrando al contempo la modifica dell'Autorizzazione Integrata Ambientale e il decreto del Mase sulla Messa in Sicurezza Permanente (Misp). Questo atto autorizzativo consolida un modello attraverso prescrizioni improntate ai più elevati parametri di tutela ambientale in una più ampia pianificazione di rigenerazione, ponendo la salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio come presupposti per ogni sviluppo produttivo. 
  Questo provvedimento risolve una criticità storica che grava su Terni da decenni. Grazie al landfill mining, verranno rimossi 1.100.000 mc di vecchi rifiuti comunali (1987-1997), causa di infiltrazioni di percolato nella falda. Arvedi-Ast bonificherà l'area realizzando una barriera geologica isolante in argilla e geocomposito bentonitico, recupererà il 3% di metalli dai rifiuti estratti e costruirà una duna alberata alta fino a 20 metri per attenuare l'effetto di polveri, rumore e impatto visivo. Il progetto prevede zero consumo di nuovo suolo: l'ampliamento in estensione verticale avviene interamente entro il perimetro già occupato di 62 ettari, senza intervenire su aree vergini. Inoltre, Ast dovrà piantumare un bosco urbano di almeno 6 ettari per compensare le emissioni di CO2 e investire 1,2 milioni di euro nel ripristino paesaggistico finale. Parallelamente è in dirittura d'arrivo il completamento della nuova rampa scorie per la cattura delle emissioni.
  Il vero cambio di paradigma avverrà però con l'attuazione dell'articolo 4 dell'Accordo di programma, attraverso la riforma legislativa in corso di approvazione in Assemblea Legislativa sul cosiddetto DDL Umbria Circolare. Nel disegno di legge è prevista la riforma del tributo speciale di deposito in discarica, la cosiddetta Ecotassa. "L'applicazione non avverrà più, come accaduto dal 1997 ad oggi, con l'applicazione del minimo imponibile, ma attraverso un innovativo metodo di premialità ambientale - spiega l'assessore regionale Thomas De Luca - smaltire costerà proporzionalmente di meno quanto più i residuali delle scorie saranno riciclati. Ad esempio la tariffa si ridurrà al 70% con un recupero di scorie del 5%, al 25% con un recupero del 50%, fino a scendere al 10% se si supera l'80% di riciclo. Questo incentivo punta ad un doppio beneficio, da una parte riciclare converrà per abbattere i costi di smaltimento e dall'altra servirà a garantire il prolungamento della fase di operatività produttiva, fino a raddoppiarla o triplicarla. Con un recupero al 50% raddoppierebbe di fatto la vita della discarica che durerebbe 30 anni o più". 

Il Progetto di Landifill mining

Il progetto di Landfill mining costituisce un diretto intervento risolutivo di una criticità ecologica che grava sul comune di Terni da decenni. Attraverso il progetto di landfill mining che prevede lo scavo e la rimozione di circa 1.100.000 mc di vecchi rifiuti solidi urbani (RSU) depositati dal Comune di Terni prima del 1997, si interverrà eliminando in modo permanente i problemi ambientali ed economici legati alla generazione del percolato della vecchia discarica comunale, i cui elevati costi di gestione gravano sulla collettività. 
  Una volta rimossi i vecchi rifiuti Rsu l'azienda realizzerà una barriera geologica artificiale di fondo, composta da un metro di argilla compattata e 4 strati di geocomposito bentonitico, per isolare in modo stagno il nuovo catino ed evitare infiltrazioni verso la falda. I rifiuti estratti saranno trattati in un apposito impianto di vagliatura e selezione per recuperare materiali utili, in particolare metalli ferrosi e non ferrosi (stimati nel 3% del volume totale).
  Per mitigare l'impatto i terreni puliti derivanti dalla rimozione del cappellaccio della discarica verranno riutilizzati per realizzare una duna alberata, alta fino a 20 metri che ridurrà drasticamente l'impatto visivo, acustico e la diffusione di polveri verso le aree residenziali. Il progetto non sottrae nuove aree naturali o agricole, ma si sviluppa interamente all'interno del perimetro già precedentemente autorizzato e compromesso dalle vecchie attività di discarica.

La condizione ambientale numero 5

Questa attenzione al territorio locale si sposa con una precisa responsabilità climatica globale espressa nella Condizione Ambientale n. 5 inserita dalla Regione Umbria, che impone la compensazione integrale di 1.177 tonnellate di CO2 generate dalle attività di cantiere e logistica attraverso un Piano di Forestazione Urbana previsto dal provvedimento che vincola alla piantumazione di essenze arboree nelle aree immediatamente adiacenti allo stabilimento Ast o in alternativa su terreni messi a disposizione dal Comune di Terni. La Regione ha stabilito una superficie minima di 6 ettari di terreno effettivamente piantumato; qualora la disponibilità fondiaria non permetta di raggiungere tale estensione, è stato integrato da un meccanismo di compensazione a rimanenza basato su nuovi impianti di energia rinnovabile (FER) o interventi di efficientamento energetico da attuare entro due anni. 

Ecotassa e completo ripristino vegetale

Al termine della coltivazione della discarica, è previsto un ulteriore investimento di oltre 1,2 milioni di euro per un completo ripristino vegetale (con essenze erbacee, arbustive e arboree). Le profonde innovazioni e le prescrizioni del PAUR si integrano a quella che possiamo definire una vera e propria rivoluzione fiscale, governata dal nuovo Disegno di Legge sull'Economia Circolare in fase di approvazione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria. 
  Dal 2028, l'ecotassa per il conferimento dei rifiuti speciali in discarica che toccherà anche Arvedi-Ast cesserà di essere un prelievo punitivo per trasformarsi in una rendita ambientale a favore del territorio. Al nuovo tariffario, che prevede aumenti rispetto agli attuali conferimenti, è associato a un innovativo sistema di premialità in cui le azioni virtuose che massimizzeranno il recupero delle scorie permetteranno la riduzione del tributo secondo una scala meritocratica: si pagherà il 70% della tariffa con un recupero del 5%, il 25% con un recupero del 50%, fino a scendere ad appena il 10% del tributo qualora si superi la soglia dell'80% di riciclo delle scorie. Questo flusso finanziario chiude il cerchio della sostenibilità attraverso una redistribuzione etica delle risorse. 
  Il 5% del gettito sarà attribuito direttamente ai comuni ospitanti e limitrofi per finanziare il monitoraggio ambientale e la tutela igienico-sanitaria dei residenti. La quota restante alimenterà il Fondo regionale per l'economia circolare, destinato a sostenere la raccolta differenziata, la gestione delle aree protette, le attività di ARPA e, soprattutto, le bonifiche pubbliche dei siti contaminati e delle vecchie discariche dismesse. In questa nuova prospettiva istituzionale, ogni tonnellata conferita oggi contribuisce direttamente a risanare le ferite del passato e a edificare infrastrutture verdi d'avanguardia, garantendo che lo sviluppo del polo siderurgico umbro sia sempre sinonimo di sicurezza, trasparenza e rigenerazione del territorio.


Alzheimer e demenze, Regione Umbria e Istituto Superiore di Sanità insieme per formazione e prevenzione. Presidente Proietti: “Una collaborazione scientifica che rafforza qualità dei servizi e sostegno alle famiglie”

Perugia, 8 settembre 2026 - Rafforzare la formazione degli operatori sociosanitari e dei caregiver e sviluppare azioni di prevenzione per ridurre il numero dei casi evitabili di demenza. Sono gli obiettivi dell’accordo di collaborazione tra Regione Umbria e Istituto Superiore di Sanità, approvato dalla Giunta regionale nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le demenze 2024-2026.
  “La collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità rappresenta un elemento di particolare valore per l’Umbria, perché ci consente di mettere in rete le competenze del nostro sistema sanitario con quelle del principale organismo tecnico-scientifico nazionale in materia di salute pubblica – sottolinea la presidente della Regione Stefania Proietti. Affrontare il tema delle demenze significa intervenire sul piano sanitario e anche sulla qualità della vita delle persone e delle loro famiglie. Per questo vogliamo investire sulla preparazione degli operatori, sull’informazione di chi quotidianamente assiste le persone con demenza e, nello stesso tempo, sulla prevenzione”.
  Il progetto si articola in due principali linee operative. La prima riguarda l’attuazione di un piano nazionale di formazione degli operatori sociosanitari e di informazione e formazione dei caregiver, con iniziative rivolte sia ai professionisti sia ai familiari delle persone con demenza. La seconda è dedicata alla valutazione delle attività di promozione di strategie e programmi di prevenzione primaria e secondaria, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dei casi evitabili di demenza, anche in raccordo con le iniziative sviluppate a livello europeo.
  “La prevenzione, la diagnosi tempestiva e una presa in carico sempre più appropriata – prosegue la presidente Proietti – sono parti di una stessa strategia. Il lavoro con l’Istituto Superiore di Sanità ci permette di basare le nostre azioni sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e di tradurle in strumenti concreti per i servizi territoriali, gli operatori e le famiglie. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a sviluppare il sistema sanitario regionale: maggiore integrazione, competenze aggiornate e attenzione alla persona in ogni fase del percorso assistenziale”.
  L’Istituto Superiore di Sanità ha destinato alla Regione un finanziamento finalizzato alla copertura delle spese sostenute per le attività progettuali. L’accordo prevede inoltre una stretta collaborazione scientifica e organizzativa tra i due enti e individua, per la Regione Umbria, quale responsabile scientifico il dottor Federico Paolini Paoletti, dirigente medico della Struttura complessa Clinica neurologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, mentre per l’Istituto Superiore di Sanità il referente è il dottor Nicola Vanacore.
  L’accordo si inserisce nelle attività nazionali finanziate attraverso il Fondo per l’Alzheimer e le demenze e punta a consolidare un modello basato su prevenzione, formazione, appropriatezza degli interventi e collaborazione scientifica tra istituzioni nazionali e sistema sanitario regionale.
  Su questo fronte la presidente della Regione Stefania Proietti esprime profondo cordoglio per la morte dell’uomo di 80, affetto da Alzheimer, residente a San Venanzo, scomparso nella giornata di giovedì scorso e ritrovato senza vita ieri nel comune di Umbertide nonostante il grande impiego nelle ricerche delle forze dell’ordine compresi gli oltre 110 volontari della protezione civile umbra.


Ponte di Montemolino, venerdì 11 settembre riapre al traffico a senso unico alternato. De Rebotti: “Collaudi conclusi positivamente. Un primo importante ritorno alla normalità. L’inaugurazione ufficiale al termine delle opere integrative finanziate dalla Regione”

Perugia, 8 settembre 2026 – Venerdì 11 settembre, alle ore 12, il ponte di Montemolino riaprirà alla circolazione stradale a senso unico alternato. La riapertura sarà possibile dopo l’esito positivo dei collaudi effettuati sull’infrastruttura. Una notizia attesa dalle comunità e dai territori interessati, che potranno tornare a utilizzare un collegamento strategico per la mobilità dell’area.
  “La conclusione positiva dei collaudi – afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti – ci consente di riaprire il ponte alla circolazione e di restituire ai cittadini un’infrastruttura fondamentale per i collegamenti del territorio. Da venerdì si torna finalmente a una condizione di normalità, con il senso unico alternato, dopo un periodo che ha inevitabilmente comportato disagi per residenti, lavoratori e attività economiche”.
  La riapertura rappresenta però una prima, importante tappa. La Regione Umbria ha infatti deciso di finanziare ulteriori opere aggiuntive e integrative, stanziando le risorse necessarie nell’ambito dell’assestamento di bilancio approvato nel luglio scorso, con l’obiettivo di migliorare i raccordi stradali e rendere ancora più funzionale l’accessibilità all’infrastruttura.    
  “Abbiamo scelto di accompagnare la riapertura del ponte con ulteriori interventi – aggiunge De Rebotti – perché vogliamo consegnare al territorio un’opera pienamente funzionale e inserita in un sistema viario adeguato alle esigenze della mobilità. Le risorse stanziate dalla Regione serviranno proprio a migliorare i collegamenti e i raccordi con l’infrastruttura”.
  L’inaugurazione ufficiale del ponte si terrà dunque al completamento delle opere aggiuntive e integrative previste. “Oggi possiamo annunciare con soddisfazione la riapertura alla circolazione – conclude l’assessore – e ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo risultato. Continueremo a seguire gli interventi fino al loro completamento, per arrivare all’inaugurazione ufficiale con un’opera pienamente conclusa e ulteriormente migliorata grazie agli investimenti messi in campo dalla Regione Umbria”.


Altre informazioni dall'Ufficio stampa

Le altre news, il quindicinale AUN, il notiziario radiofonico, la rassegna stampa e i contatti sono sulle pagine dell'Ufficio stampa, alla voce Agenzia Umbria Notizie.