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A scuola e all’università con “Umbria Vai”: la Regione lancia il nuovo abbonamento per studentesse e studenti a 70 euro. In una sola mattina acquistati già 1.400 abbonamenti

Perugia, 27 agosto 2026 - Un anno di trasporto pubblico a 70 euro per studentesse e studenti. È stato presentato oggi, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, “Umbria Vai”, il nuovo abbonamento finanziato dalla Regione Umbria per la scuola e l’università. L’intervento si inserisce in un investimento di 22 milioni di euro per la scuola umbra, a cui si aggiungono le risorse regionali destinate al trasporto universitario. Per gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, IFP, ITS e CPIA è previsto un ISEE ordinario inferiore o pari a 30 mila euro e la residenza in Umbria. Per chi frequenta l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia, l’accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia, il conservatorio Morlacchi di Perugia, il conservatorio Briccialdi di Terni, l’Istituto superiore per la mediazione linguistica di Perugia, l’Istituto italiano design Anwa S.r.l., ITS Umbria Made in Italy – Innovazione, Tecnologia e Sviluppo (ITS Umbria Academy), UNIDES-IEAO S.R.L. – NID Nuovo Istituto Design è invece sufficiente il domicilio in Umbria, senza alcun limite ISEE.
     “Vogliamo che ogni famiglia umbra con un ragazzo o una ragazza dagli 11 anni in su conosca questa misura e possa usufruirne - ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E i primi numeri ci dicono che l’interesse è già molto alto: in una sola mattina sono già stati sottoscritti 1.400 abbonamenti. Per questo puntiamo alla massima diffusione dell’informazione, anche attraverso i ragazzi stessi. Ce lo chiedono i giovani, per questo il trasporto pubblico era un punto cardine del nostro programma. Oggi la maggior parte delle famiglie umbre può accedere a un abbonamento fortemente agevolato: 70 euro all’anno, circa 20 centesimi al giorno, per muoversi non solo per andare a scuola, ma anche nelle tratte urbane e regionali e nel tempo libero. È anche una questione di sicurezza stradale – ha aggiunto la presidente – perché il mezzo di trasporto collettivo è più sicuro dell’auto privata o dei mezzi a due ruote. Incentivare il trasporto pubblico significa quindi promuovere sicurezza, sostenibilità e autonomia. È una rivoluzione culturale: vogliamo che i ragazzi crescano con la cultura del servizio pubblico e che imparino a considerarlo una parte naturale della propria mobilità. Sono convinta che, una volta sperimentata questa opportunità, saranno proprio i giovani e le famiglie a chiederne la continuità e a non voler tornare indietro”.
     L’assessore all’Istruzione e al Diritto allo Studio, Fabio Barcaioli, che ha illustrato l’abbonamento nel dettaglio, ha sottolineato: “Con i 22 milioni di euro destinati alla scuola stiamo portando avanti una scelta precisa, garantire pari opportunità a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, e sostenere le famiglie lungo il percorso educativo. Umbria Vai si inserisce in questa strategia e riduce una spesa che ogni anno pesa sui bilanci familiari, portando a 70 euro il costo dell’abbonamento annuale al trasporto pubblico per chi studia. Dopo gli interventi sugli asili nido, a settembre proseguiremo con il tempo integrato e con nuove misure per rafforzare i servizi educativi. L’obiettivo è accompagnare le famiglie dalla prima infanzia fino all’università, rimuovendo gli ostacoli economici che possono condizionare le opportunità di crescita e di studio. Anche così si affronta il calo demografico. Se vogliamo che l’Umbria torni a essere una regione nella quale fare figli sia una scelta possibile, dobbiamo costruire condizioni più favorevoli per le famiglie, sostenendole nei costi e nei servizi. È una responsabilità che abbiamo assunto e sulla quale continueremo a investire”.    
     “Questa misura rappresenta un sostegno concreto alle famiglie e, allo stesso tempo, un investimento sul futuro del trasporto pubblico locale”, ha sottolineato l’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti. “I nostri giovani mostrano una naturale propensione all’utilizzo del trasporto pubblico: il nostro compito è garantire loro servizi presenti, efficienti e accessibili a costi sostenibili. L’abbonamento scolastico va quindi oltre il semplice tragitto casa-scuola e può diventare uno strumento per incentivare una mobilità più ampia tra le nuove generazioni”. Secondo De Rebotti “l’aumento degli utenti ci permetterà inoltre di raccogliere dati importanti per programmare e rafforzare il servizio in relazione alle esigenze dei territori. È un intervento che guarda a 360 gradi al sistema del Tpl, anche in vista del nuovo modello organizzativo che dovremo costruire nei prossimi anni. Stiamo lavorando per creare le condizioni migliori per una riforma complessiva del trasporto pubblico locale, più moderno, efficace e rispondente alle esigenze dei cittadini”.    
     “La misura che presentiamo oggi – ha dichiarato il vicepresidente Tommaso Bori - non è un bonus, ma un servizio, e questa è una grande differenza culturale e ambientale: dare alle studentesse e agli studenti la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico locale significa avere meno auto in giro e meno inquinamento. È particolarmente importante in Umbria, che è la regione con il più alto tasso di motorizzazione d’Italia. L’abbonamento non serve soltanto per andare a scuola, ma permette ai ragazzi di muoversi nella vita quotidiana, anche nel tempo libero, con un costo quasi simbolico.” Tommaso Bori ha poi ricordato che questa misura si inserisce in un progetto più ampio, quello di ‘Umbria studiata per studiare’, che comprende diversi interventi a sostegno del diritto allo studio: “l’abbonamento al trasporto pubblico si aggiunge a un sistema di servizi e investimenti pensato per garantire pari opportunità alle studentesse e agli studenti e sostenere concretamente le famiglie”.
     Alessio Cinfrignini, direttore operativo Busitalia, società di Trenitalia (Gruppo FS), ha aggiunto: “Busitalia è lieta di partecipare a questa importante iniziativa promossa dalla Regione Umbria che incentiva gli studenti a scegliere il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani. Con la partecipazione di oggi confermiamo l'impegno al fianco della Regione e del territorio, mettendo a disposizione dei passeggeri la nostra esperienza, la capillarità dei nostri servizi e strumenti digitali pensati per rendere l’esperienza di viaggio sempre più semplice e immediata”.
     L’abbonamento mantiene le coperture previste dai precedenti servizi e, nei casi interessati, comprende anche il trasporto urbano di Perugia e il minimetrò. L’acquisto viene effettuato online. Per le famiglie che necessitano di assistenza saranno disponibili anche Digipass e patronati.


E45, a Collestrada lavori di notte per ridurre i disagi. De Rebotti: “Una scelta importante per intervenire sulla sicurezza senza penalizzare la viabilità”. Dal 31 agosto il risanamento della pavimentazione sulla curva di Collestrada. Interventi esclusivamente dalle 21 alle 6, in prosecuzione dei tratti già risanati

Perugia, 27 agosto 2026 – Proseguono gli interventi di risanamento e messa in sicurezza della E45. Da lunedì 31 agosto Anas avvierà nuovi lavori sulla pavimentazione in corrispondenza della curva di Collestrada, per complessivi quasi 3 chilometri nelle due direzioni, con la realizzazione di asfalto drenante.
  La scelta organizzativa è quella di concentrare tutte le lavorazioni in orario notturno, dalle 21 alle 6, così da ridurre l’impatto sulla circolazione nelle ore di maggiore traffico.
  “È una scelta importante perché ci consente di intervenire sulla sicurezza e sulla qualità della pavimentazione di un’arteria fondamentale per l’Umbria, limitando allo stesso tempo i disagi per cittadini, lavoratori e imprese”, sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti. “È questo il modo in cui devono essere programmati gli interventi su una infrastruttura strategica come la E45: lavori necessari, ma organizzati con attenzione alle esigenze della mobilità”.
  La prima fase partirà lunedì 31 agosto e si protrarrà per tre notti consecutive in direzione Cesena. Durante le ore di lavoro il traffico sarà deviato allo svincolo di Collestrada, con rientro sulla E45 attraverso la viabilità della SS75.
  “Il risanamento della E45 prosegue con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla gestione dei cantieri. L’obiettivo è garantire la continuità della viabilità diurna, intervenendo nelle fasce orarie in cui l’impatto sul traffico può essere contenuto”, conclude De Rebotti.

 


Nota dell’assessore regionale Thomas De Luca sulla discarica Le Crete di Orvieto: basta fake news, gli ampliamenti furono decisi e autorizzati dalla Giunta Tesei

Perugia, 26 agosto 2026 - In merito alle notizie false e gravemente diffamatorie diffuse da alcune testate è dovere primario ripristinare la verità dei fatti e fermare una narrazione del tutto distorta ed estranea alla realtà.
È del tutto inaccettabile che un organo di informazione, per quanto apertamente schierato, arrivi a mistificare atti istituzionali trasparenti e consultabili da chiunque, addebitando a questa amministrazione decisioni che appartengono interamente alla passata giunta Tesei.
  Ribadiamo nuovamente che l'ampliamento e la previsione di incremento volumetrico dell'impianto di Le Crete sono una decisione formale assunta e deliberata dalla Giunta Tesei con la DGR n. 2 del 05/01/2022. L'atto della precedente amministrazione ha stabilito chiaramente l'estensione della capacità residua delle discariche strategiche regionali prevendo per Orvieto l'aumento di 350 metri cubi.
  A ulteriore conferma inconfutabile di ciò, basta leggere lo stesso avviso pubblico presentato il 15 luglio 2026 dalla società proponente Orvieto Ambiente Srl per la procedura di PAUR: al suo interno è la stessa società proponente a dichiarare esplicitamente che il progetto di ampliamento viene presentato «in ottemperanza di quanto riportato nella DGR n. 2 del 05/01/2022 con la quale la Regione Umbria ha stabilito che si rende necessario assicurare la tenuta del sistema regionale mediante l'estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali».
Gli ampliamenti e le riprofilature delle altre due discariche strategiche che si vorrebbero imputare all'attuale giunta regionale sono in realtà già stati autorizzati ed eseguiti sotto la precedente amministrazione di centrodestra. L'estensione e la riprofilatura della discarica di Belladanza (Città di Castello) sono state autorizzate con la Determinazione Dirigenziale n. 12227 del 23/11/2022. Mentre per quanto riguarda l'ottimizzazione e l'utilizzazione dei volumi della discarica di Borgogiglione (Magione) sono state autorizzate con la Determinazione Dirigenziale n. 6018 del 06/06/2023.
  Diffondere informazioni palesemente errate attribuendo al sottoscritto responsabilità per ampliamenti deliberati anni fa dalla giunta Tesei costituisce una gravissima scorrettezza giornalistica ed editoriale. La libertà di opinione e di critica politica non può e non deve mai trasmodare nella diffusione di notizie false tese a sminuire l'operato istituzionale e a disinformare i cittadini umbri.

Thomas De Luca


Desertificazione bancaria, firmato a Palazzo Donini Protocollo d'Intesa per contrastarla. Presidente Proietti: “Umbria prima regione a istituire un Tavolo del Credito Regionale. Mantenere i servizi bancari è essenziale per contrastare lo spopolamento delle aree interne”

Perugia, 26 agosto 2026 – È stato sottoscritto oggi presso il Salone d'Onore di Palazzo Donini il Protocollo d'Intesa tra Regione Umbria, Anci Umbria e le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori del Credito (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin). Con questo atto, valido per i prossimi quattro anni, Regione, Comuni umbri e sindacati bancari si impegnano a lavorare insieme per contrastare la desertificazione bancaria, garantendo la qualità dei servizi e sostegno all'economia locale, e affrontare con determinazione le criticità del settore del credito, garantendo al contempo la stabilità occupazionale nel settore.
  L'intesa nasce da un percorso di confronto avviato già nella primavera del 2026 tra Regione, Anci Umbria e le sigle sindacali del credito, che ha portato a individuare strumenti condivisi per contenere un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito duramente il territorio umbro.
  I numeri che hanno motivato l'iniziativa, esposti prima della firma dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono allarmanti. Secondo i più recenti dati disponibili sulla desertificazione bancaria, in Umbria vivono ormai circa 53mila persone in Comuni completamente privi di sportelli bancari, un numero cresciuto del 10% solo nell'ultimo anno, mentre sono circa 3.400 le imprese che non hanno più una filiale di riferimento sul proprio territorio, anch'esse in aumento del 10%. Un terzo dei Comuni umbri è oggi senza alcuno sportello bancario, e altri 24 Comuni ne conservano soltanto uno: condizione che, se il trend non dovesse cambiare, rischia entro pochi anni di lasciare senza filiali oltre la metà dei Comuni della regione.
  “Un fenomeno – ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti – che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese, colpendo in particolare le aree interne, i borghi e i piccoli Comuni umbri, dove la chiusura di uno sportello significa spesso l'ultimo presidio di prossimità che viene meno. Da qui la scelta di istituzioni e parti sociali di costruire una risposta di sistema, la prima a livello nazionale, condivisa e non più affidata alla sola iniziativa dei singoli soggetti. Sono intenzionata a sottoporla alla Conferenza delle Regioni, affinché possa servire da paradigma per la sottoscrizione di altri documenti analoghi”.
  “La Giunta regionale – ha proseguito la presidente Proietti – si impegna a promuovere politiche di sostegno al credito e al lavoro, a coordinare queste azioni con le strategie già in campo per le aree interne e i piccoli borghi, e a intervenire direttamente presso gli istituti di credito affinché mantengano una presenza territoriale adeguata alle esigenze di cittadini e imprese, invitando i Comuni a fare altrettanto presso ad esempio l’istituto di credito che ne cura la tesoreria”. 
  “Quello di oggi – ha affermato Federico Gori, presidente di Anci Umbria – è un ulteriore passo avanti verso la tutela del credito territoriale, un servizio che rappresenta un presidio fondamentale per le nostre comunità. Da anni, come istituzioni e come Anci Umbria, siamo impegnati nel contrasto allo spopolamento e all’invecchiamento demografico. Questo protocollo si inserisce pienamente in tale percorso, con l’obiettivo di preservare nei territori, soprattutto quelli più piccoli e fragili, la presenza di servizi essenziali. Con la firma di questo protocollo, saremo nelle condizioni di strutturare percorsi concreti per mantenere attivi questi servizi e a individuare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze dei territori”.
  Le organizzazioni sindacali del credito, dal canto loro, si impegnano a favorire il confronto sulle politiche regionali, a collaborare nelle attività di formazione e nella raccolta di dati sulle dinamiche occupazionali e di mercato, e a monitorare costantemente le difficoltà di accesso al credito segnalate dal territorio.
  Il Protocollo si propone innanzitutto di contrastare la desertificazione bancaria e l'impoverimento dei servizi territoriali essenziali che ne deriva. A questo si affianca l'impegno a sostenere l'occupazione e la qualità del lavoro nel settore del credito, a facilitare l'accesso al credito per famiglie e imprese umbre e a promuovere una maggiore responsabilità sociale delle banche, chiamate a rafforzare la propria integrazione nel tessuto economico e sociale della regione.
  Per dare concretezza a questi obiettivi, l'intesa prevede l'istituzione, entro sei mesi dalla firma, di un Tavolo del Credito Regionale, al quale prenderà parte anche Gepafin, che avrà il compito di monitorare i flussi di finanziamento, sostenere gli investimenti e prevenire situazioni di crisi di liquidità sul territorio. Accanto al Tavolo nascerà un Osservatorio Regionale sull'attività bancaria, incaricato di seguire l'evoluzione del fenomeno e di elaborare classifiche di sostenibilità delle banche presenti in Umbria.
  Le parti si sono inoltre impegnate a promuovere iniziative congiunte di studio, ricerca e sensibilizzazione sui temi più rilevanti per il settore bancario e per i suoi lavoratori, così come programmi di formazione e riqualificazione professionale per il personale del credito e della finanza, anche facendo leva su fondi europei e nazionali. Un capitolo specifico dell'intesa è dedicato poi alla ricerca di soluzioni per i Comuni più esposti al rischio di desertificazione bancaria, con l'obiettivo di individuare risposte su misura per le situazioni più critiche.


Nidi, 260 richieste dai Comuni per nuovi posti da settembre. Assessore Barcaioli: “La risposta dei Comuni conferma il bisogno delle famiglie e la giusta strada intrapresa dalla Regione. A dicembre riapriremo i termini per coinvolgere ancora più territori”

Perugia, 26 agosto 2026 - “Le 260 richieste arrivate dai Comuni confermano che il bisogno di nuovi posti nei servizi per la prima infanzia è ampio e diffuso. Siamo soddisfatti della risposta, perché dimostra che creare nuovi posti nei nidi e nei micronidi significa rispondere a una necessità reale delle famiglie umbre. Stiamo lavorando per rafforzare le opportunità educative nei primi anni di vita e per fare dell’Umbria una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni”. È quanto dichiara l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, commentando gli esiti della manifestazione di interesse rivolta ai Comuni umbri per l’ampliamento dell’offerta di posti nei servizi nido e micronido per gli anni educativi 2026/2027 e 2027/2028. Sono 21 le amministrazioni che hanno presentato domanda, per complessivi 260 posti richiesti e un importo di 1.280.367 euro l’anno per i prossimi tre anni, che aiuteranno le casse comunali per sostenere le spese dei nidi.  
     Nel dettaglio, i posti richiesti da Allerona sono 3, da Assisi 58, da Baschi 2, da Bastia Umbra 8, da Castel Ritaldi 6, da Castel Viscardo 14, da Castiglione del Lago 18, da Città di Castello 11, da Fabro 2, da Foligno 5, da Gualdo Tadino 2, da Gubbio 5, da Monte Santa Maria Tiberina 2, da Montecchio 10, da Orvieto 10, da Perugia 32, da Porano 7, da San Venanzo 10, da Spoleto 8, da Todi 11 e da Valfabbrica 36.
     Le risorse rientrano nel programma regionale Umbria Fondo sociale europeo plus 2021-2027, asse occupazione, obiettivo specifico c), e sono destinate all’ampliamento dell’offerta dei servizi rivolti alle bambine e ai bambini fino a tre anni.    
     “Il lavoro non si ferma con questa prima fase. Diversi Comuni interessati ad ampliare i propri servizi non hanno potuto partecipare perché al momento della domanda non disponevano ancora dei requisiti previsti dall’avviso. A dicembre riapriremo i termini per consentire anche a queste amministrazioni di presentare i propri progetti. Nei prossimi mesi, inoltre, sarà pubblicato un nuovo bando dedicato alla fascia 0-6 anni, così da ampliare ulteriormente gli interventi a sostegno dei servizi educativi per l’infanzia”.   
     E ancora: “Vogliamo dare a tutti i territori che ne hanno necessità la possibilità di accedere alle risorse e ampliare l’offerta. In un contesto nazionale nel quale le risorse per l’educazione non sono ancora sufficienti a rispondere ai bisogni dei territori e delle famiglie, la Regione sceglie di intervenire per colmare carenze che nel tempo sono diventate strutturali e per rafforzare le condizioni educative e sociali delle nuove generazioni”, conclude l’assessore Barcaioli. 


Raccordo Perugia-Bettolle, da sabato 29 agosto riapre anche la galleria Pallotta. L’assessore De Rebotti: “Rispettati i tempi e anticipato il cronoprogramma”

Perugia, 26 agosto 2026 – La viabilità del raccordo Perugia-Bettolle si prepara a un ulteriore passo verso la normalità. Da sabato 29 agosto la galleria Pallotta tornerà infatti completamente fruibile sulle quattro corsie in orario diurno, con il cantiere che da lunedì 31 agosto sarà organizzato esclusivamente nelle ore notturne, dalle 21 alle 6. Una riapertura che arriva con due giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma previsto e che segue quella della galleria Madonna Alta, tornata pienamente percorribile durante il giorno già dal 14 agosto.
     “Avevamo preso un impegno preciso sulla gestione di questi cantieri e lo abbiamo rispettato”, sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti. “Con Madonna Alta abbiamo mantenuto i tempi programmati e ora, su Pallotta, riusciamo addirittura ad anticipare di due giorni la riapertura diurna. È un risultato importante, perché significa restituire progressivamente ai cittadini e a chi attraversa il raccordo una viabilità più fluida e sicura”.

     “Il risultato - sottolinea l’assessore - arriva al termine di una fase particolarmente impegnativa, nella quale i lavori sulle due gallerie hanno richiesto anche l’organizzazione dei cantieri a ciclo continuo, con oltre cento tra operai e tecnici impegnati complessivamente su più turni. Una scelta necessaria per concentrare nel periodo estivo le lavorazioni maggiormente incompatibili con la circolazione e ridurre il più possibile la durata dei disagi”.

     “Quello che stiamo facendo è anche affrontare interventi infrastrutturali che per troppo tempo sono stati rimandati”, aggiunge De Rebotti. “Li abbiamo presi di petto, costruendo una programmazione, insieme ad Anas e agli altri soggetti coinvolti, che tenesse insieme la necessità di realizzare lavori importanti e quella di non lasciare per tempi indefiniti il raccordo in una condizione di forte penalizzazione per gli automobilisti”.

     Da lunedì 31 agosto, dunque, ‘Pallotta’ sarà aperta al traffico dalle 6 alle 21. Nella fascia notturna, per consentire la prosecuzione delle lavorazioni, il traffico in direzione Bettolle sarà deviato sulla viabilità secondaria, con uscita obbligatoria allo svincolo di Piscille e rientro a Prepo. Proseguiranno invece in orario notturno anche le attività nella galleria ‘Madonna Alta’, con deviazione del traffico in direzione Ponte San Giovanni tra le 21 e le 6, attraverso l’uscita obbligatoria a Madonna Alta e il rientro a San Faustino.


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