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Centro di riabilitazione di Trevi, confronto in Regione: “Sarà mantenuto, potenziato e qualificato come struttura ospedaliera specializzata”

(AUN) – Perugia, 14 marzo 2026 – Si è tenuto ieri un incontro tra la presidente della Regione Stefania Proietti, il direttore generale dell’Asl Umbria 2 Roberto Noto e il sindaco di Trevi Ferdinando Gemma sul futuro del Centro di riabilitazione di Trevi.

Il sindaco ha sottolineato l’importanza della struttura riabilitativa che è un bene della comunità e un’eccellenza nel campo della sanità regionale.

La presidente e il direttore sanitario hanno ascoltato le istanze del sindaco e hanno ribadito il ruolo importante del Centro nella rete ospedaliera e nella rete riabilitativa.

È stato evidenziato che nella nuova programmazione, che è in fase di completamento, il Centro di riabilitazione di Trevi sarà mantenuto, potenziato e qualificato nella rete come struttura ospedaliera specializzata in riabilitazione e recupero funzionale, di riferimento per la specifica missione per tutto il territorio quale struttura con alta professionalità e adeguato livello tecnologico realizzata in un’unica sede e focalizzata su  specifiche area di attività per ottimizzare risorse e competenze.

Al termine della riunione, si è valutata la possibilità di un successivo incontro di approfondimento da effettuarsi anche con una ampia rappresentanza della comunità e del consiglio comunale. 


Pubblicato l'Avviso per la formazione di una rosa di candidati idonei alla nomina di Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche «Togo Rosati»

(AUN) – Perugia, 14 marzo 2026 – La Giunta Regionale dell'Umbria, con deliberazione n. 207 del 4 marzo 2026, ha approvato l'Avviso pubblico per la formazione di una rosa di candidati idonei alla nomina del direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche «Togo Rosati» (Izsum), in vista della scadenza del mandato dell'attuale Direttore, fissata al 30 aprile 2026.
La procedura, concordata con la Regione Marche nella Conferenza di servizi del 3 marzo 2026, è aperta esclusivamente ai soggetti iscritti nella sezione dedicata agli istituti zooprofilattici sperimentali dell'Elenco nazionale degli idonei alla nomina di direttore generale del SSN (art. 1, comma 2-bis, d.lgs. 171/2016).
Le domande devono pervenire entro il 25 marzo 2026 esclusivamente tramite Pec personale del candidato all'indirizzo direzionesanita.regione@postacert.umbria.it.
 Il bando e il modello di domanda sono disponibili su www.regione.umbria.it/salute-avvisi.
La selezione sarà effettuata per titoli e colloquio da una Commissione regionale di tre esperti, nominata dalla Presidente della Giunta Regionale previa designazione da parte delle due Regioni e dell'Agenas.


Inaugurazione della mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. La presidente della Regione Stefania Proietti: “Occasione per celebrare il patrimonio artistico e spirituale dell'Umbria, vedendo a confronto questi due straordinari uomini”

 (AUN) – Perugia, 13 marzo 2026 – La presidente della Regione Stefania Proietti nel prendere parte alla Sala dei Notari all’inaugurazione della mostra “Giotto e san Francesco.  Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” che sarà ospitata fino al 14 giugno dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, ha dichiarato: “È un momento questo di grande bellezza, per cui io ringrazio fortemente il Ministero dei Beni e delle attività culturali che ci è stato sempre molto vicino in questo progetto culturale, il Comune di Perugia, il direttore generale della Galleria Nazionale dell’Umbria, Costantino D’Orazio, il Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario francescano e tutti quanti hanno reso possibile questo evento. È un momento che ci permette di vedere a confronto questi due straordinari uomini che sono stati Giotto e San Francesco, due grandi avanguardie nel campo artistico e morale che si sono incrociate nel tempo, anche se non si sono mai strette la mano. Questa mostra rappresenta un'occasione straordinaria per celebrare il patrimonio artistico e spirituale dell'Umbria, rendendo omaggio a due figure che hanno segnato profondamente la storia della nostra regione e dell'arte italiana. È un momento unico per promuovere la cultura locale e attrarre visitatori da tutto il mondo, consolidando il ruolo dell'Umbria come culla di bellezza e innovazione artistica”. 
  “Concludo – ha detto la presidente Proietti – chiedendomi e chiedendovi: cosa possiamo restituire noi, oggi, dopo 800 anni, a quell'amore che ha superato il tempo? La Sala di Notari gremita ce lo rende chiaro: questa bellissima comunità, fatta da tante generazioni, tante prospettive diverse, tutte unite questa sera. Quindi davvero sento che Giotto e Francesco, uniti dall'essere degli individui che ancora oggi ci parlano, ci dicono che dobbiamo perseguire quella unità che possiamo trovare intorno ai valori che ancora oggi loro testimoniano”.


Influenza aviaria H5N1: individuato focolaio in un allevamento di fagiani, attivate le misure di controllo

Perugia, 13 marzo 2026 – Le Autorità sanitarie veterinarie regionali e della Asl 1 rendono noto che, nell’ambito delle costanti attività di sorveglianza sanitaria sul territorio, è stato individuato un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1) in un allevamento di fagiani. Il caso rientra in un contesto nazionale in cui si segnalano episodi analoghi in diverse regioni. Non si segnalano criticità per la popolazione: il rischio per le persone è molto basso e legato a contatti diretti e prolungati con animali infetti.

  La conferma della presenza del focolaio arriva a seguito degli accertamenti di laboratorio effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche.   

  L’Istituto, oltre alle attività di laboratorio, supporta le autorità sanitarie nella sorveglianza epidemiologica e il controllo delle patologie infettive. L’individuazione tempestiva del virus è stata possibile grazie del sistema di monitoraggio e sorveglianza attivo sul territorio, che consente di rilevare precocemente eventuali casi e intervenire rapidamente per limitarne la diffusione.

  Attivate immediatamente tutte le misure previste dalla normativa sanitaria nazionale ed europea per la gestione dell’influenza aviaria. Tra queste il rafforzamento delle misure di biosicurezza nell’allevamento interessato, la gestione controllata degli animali e dei materiali potenzialmente a rischio, la sanificazione delle strutture e l’istituzione di specifiche attività di monitoraggio nell’area circostante.

  I Servizi veterinari stanno inoltre conducendo indagini epidemiologiche per ricostruire l’origine del virus e verificare eventuali collegamenti con la fauna selvatica o con altri allevamenti, al fine di garantire la massima tutela del patrimonio avicolo e del territorio.

  Le autorità sanitarie invitano gli allevatori e i detentori di volatili a mantenere elevata l’attenzione e a rispettare scrupolosamente le misure di biosicurezza previste, segnalando tempestivamente ai servizi veterinari eventuali situazioni anomale negli animali.

  Il sistema di sorveglianza sanitaria continuerà a monitorare attentamente la situazione e saranno forniti aggiornamenti qualora necessario.


L'acqua potabile degli umbri è sicura, ecco i primi dati del monitoraggio Pfas. Assessore De Luca: "Ulteriore conferma che bere dal rubinetto è privo di rischi oltre che economico. Il Governo acceleri la messa al bando senza ulteriori rinvii"

Perugia, 13 marzo 2026 – La Regione Umbria ha presentato oggi presso il Salone d'Onore di Palazzo Donini il primo report relativo alla fase iniziale di screening sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque destinate al consumo umano sul territorio regionale. L'attività, che pone l'Umbria come modello di governance nella tutela delle risorse idriche, è frutto del Protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione Umbria, le Aziende Usl 1 e 2, Arpa Umbria, Auri e i gestori idrici Umbra Acque, SII e VUS.            

  “Si tratta di una scelta all’avanguardia per mettere la salute dei cittadini sopra a tutto. L'Umbria – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca - è la prima regione in Italia insieme al Veneto ad aver adottato un protocollo di monitoraggio continuo e capillare, anticipando l'obbligo di legge previsto dalla normativa nazionale fissato inizialmente a gennaio 2026, poi rinviato dal Governo a luglio. Speriamo non ci siano ulteriori rinvii e auspichiamo una rapida messa al bando dei Pfas a livello nazionale. La Regione intanto prosegue il suo lavoro verso un’Umbria Pfas free e già oggi possiamo dire che le acque dei rubinetti dei cittadini umbri sono sicure: il monitoraggio dà un'ulteriore conferma che bere acqua pubblica è salubre, oltre che economico”.

  “L'Umbria – ha confermato il direttore generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli – ha anticipato i tempi dimostrando che era possibile prendere in carico questa sorveglianza in tempi congrui rispetto agli adempimenti. Questo periodo di screening ha confermato che i laboratori di Arpa Umbria sono all’avanguardia. Siamo quindi pronti a continuare il monitoraggio avvalendoci di strumentazioni avanzate e delle alte professionalità di cui disponiamo”.

  Nel trimestre ottobre-dicembre 2025 l'azione di controllo e monitoraggio è stata condotta su: 385 campionamenti complessivi effettuati su tutto il territorio regionale, 72 controlli esterni eseguiti dalle Aziende USL attraverso i laboratori di Arpa Umbria, concentrati strategicamente sui punti di erogazione in rete e 313 controlli interni effettuati direttamente dai gestori idrici per monitorare l'intera filiera, dalle captazioni ai serbatoi.

  Dall'elaborazione tecnico-scientifica dei dati è emerso che tutti i campioni prelevati in distribuzione, sia dalle Asl che dai gestori, sono risultati conformi ai limiti previsti dal decreto legislativo 18/2023. In particolare, i valori riscontrati sono risultati ampiamente al di sotto dei parametri stabiliti per la "Somma di Pfas" (limite 0,10 µg/L) e per la "Somma di 4 Pfas" (limite 0,02 µg/L).

  "Al momento, con i dati a disposizione – hanno spiegato il direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica della Usl Umbria1, Igino Fusco Moffa e il direttore del distretto Usl Umbria2, Danilo Serva - è possibile affermare che, sul territorio regionale, non si riscontrano criticità rispetto un'esposizione significativa della popolazione a questo genere di inquinanti. È comunque opportuno sottolineare, in questa prima fase del monitoraggio, il limitato numero di dati disponibili, per un determinato punto di campionamento, e la necessità di effettuare una valutazione dei dati che continueremo a raccogliere a lungo termine".

  Ulteriori conferme sulla sicurezza dell’acqua pubblica nella nostra regione sono arrivate infine da Ivan Pecorelli, responsabile del laboratorio contaminanti ambientali presso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Umbria: “Le analisi da noi condotte sugli animali selvatici, intesi come animali sentinella, ci hanno consentito di studiare la diffusione degli analiti in questione nel territorio umbro e di raccogliere dati rassicuranti riguardanti la non estensione di questi contaminanti negli animali”.

  L’attività di screening condotta sin qui ha quindi permesso di anticipare i termini previsti dalla normativa nazionale, garantendo ai cittadini umbri la massima sicurezza sull'acqua del rubinetto. Il monitoraggio proseguirà per assicurare che l'acqua pubblica rimanga un bene comune sicuro e protetto da ogni contaminazione.


Tracce ferroviarie e servizi regionali, l’assessore Francesco De Rebotti chiede un tavolo urgente al Ministero. Lettera a MIT, Antitrust e Regioni del Centro Italia: “Il parere AGCM rischia di penalizzare il trasporto pubblico locale e i pendolari”

(AUN) - Perugia, 13 marzo 2026 – La Regione Umbria chiede la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e le Regioni Toscana, Lazio e Marche per affrontare le ricadute del recente parere dell’Antitrust relativo all’assegnazione di nuove tracce a mercato sulla linea ad alta velocità. La richiesta è contenuta in una lettera inviata dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti al MIT e all’AGCM, con l’obiettivo di chiarire gli effetti del procedimento avviato a seguito della segnalazione della società francese SNCF e del parere che riconosce l’assegnazione di 18 tracce orarie all’operatore richiedente.

“Siamo di fronte a una decisione che rischia di produrre conseguenze molto pesanti sui servizi di trasporto pubblico locale su ferro – afferma De Rebotti – soprattutto relativamente alla possibilità d’utilizzo di un’infrastruttura decisiva come la linea Direttissima, già prossima alla saturazione. Senza una valutazione complessiva degli effetti sul sistema ferroviario nazionale e regionale connessi al parere recentemente emesso dall’Antitrust, ci si potrebbe trovare dinnanzi al rischio concreto di una forte penalizzazione dei servizi pendolari e interregionali”. Secondo la Regione Umbria, l’inserimento di nuove tracce a mercato potrebbe determinare una riduzione della capacità disponibile per i collegamenti regionali, con la possibilità che un numero sempre maggiore di convogli venga progressivamente spostato sulla linea lenta, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza. “Per i territori umbri l’ingresso di nuovi operatori a mercato – prosegue l’assessore – potrebbe significare l’ulteriore compromissione della qualità del servizio di trasporto pubblico ferroviario, incidendo ulteriormente sul diritto alla mobilità di migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro o studio”.

La questione si inserisce, inoltre, in una fase particolarmente delicata per le Regioni, impegnate nella definizione dei nuovi Accordi Quadro 2026-2031 con Rete Ferroviaria Italiana per l’utilizzo della rete nazionale. Proprio alla luce delle incertezze legate al parere dell’Antitrust, la Giunta regionale dell’Umbria ha deciso di sospendere temporaneamente l’approvazione dell’accordo relativo all’infrastruttura ferroviaria nazionale. “I livelli di capacità già preliminarmente concordati con RFI rappresentano per noi una soglia minima indispensabile – sottolinea De Rebotti – al di sotto della quale non possiamo scendere senza mettere a rischio la tenuta del servizio di trasporto pubblico regionale”.

Da qui la richiesta di un confronto immediato tra Ministero, Autorità Antitrust e Regioni interessate. “Serve un chiarimento a livello istituzionale – conclude l’assessore – per trovare soluzioni che garantiscano il rispetto delle regole della concorrenza ma che, allo stesso tempo, tutelino i servizi essenziali di trasporto pubblico locale e permettano alle Regioni di definire gli accordi con RFI in un quadro di certezze”.


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