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Stadio-clinica, il Comune rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato: Giunta regionale: “Il percorso è stato riportato sui binari della legalità e legittimità. Adesso avanti con il nuovo ospedale pubblico di Terni”

Perugia,10 settembre 026 “La rinuncia del Comune di Terni ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar in merito al progetto Stadio-Clinica – afferma in una nota la Giunta regionale - conferma la legittimità delle posizioni e delle scelte espresse e intraprese sin dall'inizio della vicenda dalla Giunta regionale”.
“La legalità e la legittimità vincono sempre – e’ scritto ancora nella nota  - ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina comunale del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima.”.
“Ora che l'amministrazione comunale di Terni si è conformata al percorso previsto dalla legge – aggiunge la Giunta - il servizio regionale ha risposto nella giornata odierna in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente  (atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica) concludendo l'adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell'iter relativo al permesso di costruire. Va specificato altresì che l’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa, e infine voglio ricordare che è in dirittura d’arrivo il Piano socio sanitario regionale che manca da oltre 15 anni. Chiusa questa vicenda, per noi la priorità assoluta resta sempre e soltanto la sanità pubblica”.
“La Giunta regionale ha già avviato – conclude la nota - le attività per il dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Terni,  la partecipazione dei cittadini è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l'ospedale pubblico di alta qualità che merita”.


Cultura, pubblicato il bando “Umbria in scena”: 2,6 milioni per lo spettacolo dal vivo, l’eredità culturale e il futuro delle arti. Il nuovo avviso sostiene progetti annuali e triennali, puntando a valorizzazione del patrimonio culturale e sperimentazione tra arti, scienza e tecnologia

Perugia,10 settembre 026 “La rinuncia del Comune di Terni ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar in merito al progetto Stadio-Clinica – afferma in una nota la Giunta regionale - conferma la legittimità delle posizioni e delle scelte espresse e intraprese sin dall'inizio della vicenda dalla Giunta regionale”.
“La legalità e la legittimità vincono sempre – e’ scritto ancora nella nota  - ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina comunale del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima.”.
“Ora che l'amministrazione comunale di Terni si è conformata al percorso previsto dalla legge – aggiunge la Giunta - il servizio regionale ha risposto nella giornata odierna in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente  (atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica) concludendo l'adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell'iter relativo al permesso di costruire. Va specificato altresì che l’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa, e infine voglio ricordare che è in dirittura d’arrivo il Piano socio sanitario regionale che manca da oltre 15 anni. Chiusa questa vicenda, per noi la priorità assoluta resta sempre e soltanto la sanità pubblica”.
“La Giunta regionale ha già avviato – conclude la nota - le attività per il dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Terni,  la partecipazione dei cittadini è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l'ospedale pubblico di alta qualità che merita”.


Entra nel vivo il percorso partecipativo su Umbria 2030 e Defr 2027-2029. Presidente Proietti: “Si tratta di un percorso di dialogo che vogliamo autentico, aperto e capace di raccogliere tutte le energie del territorio attorno al Patto per il futuro dell’Umbria”

Perugia, 10 settembre 2026 – Si è tenuto ieri pomeriggio, presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini, il primo degli incontri previsti per il percorso di partecipazione e concertazione dedicato a ‘Umbria 2030: patto per il futuro dell’Umbria’ e al Defr 2027-2029 (Documento di economia e finanza regionale), due documenti attraverso cui la Regione intende definire le priorità e le strategie per lo sviluppo dell’Umbria nei prossimi anni.  
     L’appuntamento, al quale ha preso parte la presidente della Regione Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori e i rappresentanti di istituzioni pubbliche e società partecipate umbre, segna l’avvio di un modello di governance partecipativa che la presidente Proietti aveva annunciato accogliendo la richiesta delle rappresentanze economiche e sociali di un confronto anticipato e strutturato. Il percorso punta a costruire insieme alle rappresentanze del territorio le priorità di sviluppo e le strategie con cui l’Umbria intende affrontare le grandi sfide dei prossimi anni.
     “Oggi – ha detto ai presenti la presidente Stefania Proietti – abbiamo compiuto il primo, importante passo di un percorso che vogliamo davvero partecipato e condiviso. Ascoltare le rappresentanze economiche e sociali, le università, gli enti locali e il terzo settore non è un passaggio formale, ma la scelta di costruire insieme, fin dalle fondamenta, gli strumenti che orienteranno lo sviluppo della nostra regione nei prossimi anni. Il Defr e il Patto per il futuro dell’Umbria non sono documenti calati dall’alto: sono il risultato di un dialogo che vogliamo autentico, aperto e capace di raccogliere tutte le energie del territorio. Nei prossimi giorni continueremo a confrontarci, per arrivare a scelte di programmazione realmente condivise, capaci di rispondere al calo demografico, di modernizzare il nostro sistema produttivo e di rendere l’Umbria più attrattiva per nuovi investimenti”.  
     Nel corso della riunione sono state raccolte le osservazioni di tutti i partecipanti, chiamati ad approfondire e mettere a fuoco i temi principali. Ad aprire il confronto è stato Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, che ha sottolineato il valore del metodo partecipativo e la necessità di arrivare a una programmazione concreta, con pochi obiettivi chiari e raggiungibili entro il 2030. Presciutti ha richiamato inoltre l’importanza di una collaborazione istituzionale sempre più forte anche per rafforzare la capacità dell’Umbria di attrarre e intercettare investimenti nazionali.
     Raffaello Federighi, capo di gabinetto della Provincia di Terni, ha posto invece l’attenzione sulla condizione dei piccoli Comuni, molti dei quali, soprattutto quelli di dimensioni ridotte, faticano a sostenersi autonomamente. Federighi ha spiegato che la Provincia intende concentrare le proprie proposte proprio sul sostegno a queste realtà, trasformando le richieste dei territori in progetti da accompagnare anche attraverso adeguate risorse economiche.    
     Federico Gori, presidente di Anci Umbria, ha evidenziato come i Comuni siano il luogo nel quale le politiche regionali si trasformano concretamente in servizi e qualità della vita. Al centro del suo intervento lo spopolamento, l’invecchiamento e la desertificazione dei servizi, ma anche la necessità di affrontare la fase successiva al Pnrr, sostenendo i piccoli Comuni attraverso reti, digitalizzazione e una maggiore disponibilità di competenze.   
     Anche Erigo Pecci, presidente del Consiglio delle autonomie locali, ha richiamato alcune delle questioni su cui il Cal sta lavorando, a partire dalle ricadute del calo demografico sui servizi sanitari e sociosanitari. Ha inoltre indicato alcuni ambiti di approfondimento, tra cui la tutela dei talenti e la plusdotazione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle amministrazioni e il progetto Comuni d’Europa 2.0.
     Marco Damiani, amministratore unico dell’Agenzia Umbria Ricerche, ha sottolineato la necessità di rafforzare la capacità dell’Umbria di fare sistema, mettendo in relazione istituzioni, università e mondo produttivo. Ha poi dedicato particolare attenzione ai giovani, da considerare non solo in relazione alle criticità e alle devianze, ma anche come una risorsa per lo sviluppo della regione, grazie alla loro capacità di portare innovazione, energia e nuove iniziative. In questo quadro, Damiani ha evidenziato l’importanza di una collaborazione più stretta tra Regione e università.
     Giacomo Leonelli, amministratore unico di Adisu, ha richiamato l’importanza delle politiche per il diritto allo studio e del metodo della concertazione, ricordando l’esperienza del sostegno agli abbonamenti per il trasporto pubblico degli studenti. Leonelli ha inoltre evidenziato la necessità di intervenire anche nella fase successiva alla laurea, sostenendo percorsi di specializzazione e alta formazione affinché le opportunità non siano condizionate dalle disponibilità economiche delle famiglie.  
     Ottavio Anastasi, amministratore unico di Afor, ha concentrato il proprio intervento sulle sfide legate al cambiamento climatico, alla gestione delle reti e alla prevenzione degli incendi boschivi, sottolineando la necessità di continuare a investire nell’adeguamento dei mezzi e nella capacità di risposta del sistema. Anastasi ha inoltre illustrato alcune progettualità europee in fase di sviluppo, tra cui un possibile progetto sperimentale per il Lago Trasimeno, e richiamato il valore della collaborazione con Comuni e università.   
     Sul tema della condivisione delle competenze e delle risorse è intervenuto Alfonso Morelli, direttore generale di Arpa, che ha sottolineato la necessità di mettere a sistema conoscenze, professionalità e infrastrutture delle diverse agenzie regionali. Morelli ha indicato questo approccio come particolarmente importante anche in relazione alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, ribadendo la disponibilità di Arpa a condividere ciò che può essere condiviso per costruire una programmazione più efficace.  
     Paolo Fratini, amministratore unico di Umbraflor, ha posto l’accento sulla necessità di promuovere soluzioni basate sui processi naturali per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Tra le proposte illustrate, la realizzazione di un prototipo di foresta urbana rimovibile, per rendere più vivibili gli spazi pubblici fortemente pavimentati, e il rafforzamento del ruolo di Umbraflor, che ha già fornito milioni di piante per interventi di forestazione in diverse città italiane.
     Devis Cruciani, amministratore unico di 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, ha sottolineato l’importanza di sostenere le imprese agricole nel percorso di innovazione e di cambiamento. Tra i temi richiamati, l’agricoltura di precisione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il risparmio energetico e una maggiore attenzione alla certificazione e alla tracciabilità delle produzioni.   
     Leonardo Esposito, amministratore unico di PuntoZero, ha evidenziato il valore della partecipazione della società al confronto strategico con Regione e territori, sottolineando la necessità di una programmazione strutturata dell’infrastruttura digitale regionale. Al centro dell’intervento anche il ruolo di data center, dati e intelligenza artificiale, con particolare attenzione non solo alle infrastrutture tecnologiche ma anche alla formazione delle persone e alla capacità concreta delle amministrazioni di utilizzare questi strumenti.   
     Joseph Flagiello, amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica, ha sottolineato come il Defr affronti alcune delle principali criticità regionali, a partire dalla sanità pubblica e dalla programmazione dei fondi europei. Flagiello ha richiamato quindi il ruolo della formazione come strumento per accompagnare le nuove sfide della Regione e dell’intero sistema delle amministrazioni umbre, indicando nella Scuola anche un possibile luogo di innovazione attraverso nuovi percorsi, come quello dedicato all’innovazione e alla generatività sociale.
     Sul fronte delle politiche del lavoro è intervenuto Paolo Sereni, direttore di Arpal, che ha richiamato l’attenzione sulla fascia dei giovani maggiorenni privi di una qualifica immediatamente spendibile nel mercato del lavoro, evidenziando la necessità di rafforzare formazione, accompagnamento alle crisi occupazionali e job placement. Sereni ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle fasce più fragili e sulle persone interessate dalla legge 68, anche attraverso gli strumenti del fondo regionale.  
     Umberto Solimeno, direttore di Sase, ha illustrato le prospettive di sviluppo dell’aeroporto umbro, a partire dai numerosi interventi infrastrutturali previsti nei prossimi tre-quattro anni e sostenuti anche attraverso le risorse disponibili. Solimeno ha sottolineato la necessità di inserire l’aeroporto nei tavoli dedicati ai trasporti e all’intermodalità e di rafforzarne il collegamento con le politiche turistiche, indicando nell’obiettivo del milione di passeggeri una prospettiva di crescita che riguarda non solo lo scalo ma l’intero territorio.
     Mauro Marini, intervenuto per Sviluppumbria, ha posto al centro il tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, richiamando il ruolo del portale Investumbria e le numerose opportunità legate a immobili, aree e strutture da rilanciare. Marini ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare la progettazione europea attraverso una maggiore collaborazione tra le società partecipate e le istituzioni, così da sviluppare nuove competenze e opportunità progettuali.
     Infine, Marco Tili, direttore generale di Gepafin, ha evidenziato la necessità che la concertazione diventi parte integrante anche della gestione e predisposizione dei bandi regionali, con l’obiettivo di utilizzare schemi, linguaggi e modalità amministrative il più possibile uniformi e semplici. Tili ha inoltre richiamato la collaborazione in corso con la Regione per lo sviluppo della piattaforma dei bandi e la necessità di orientare sempre più gli strumenti di sostegno alle effettive esigenze di imprese e cittadini.    
     Al termine dell’incontro la presidente Proietti ha ribadito che questa fase di concertazione rappresenta un passaggio fondamentale per costruire, attraverso il dialogo con il territorio, scelte di programmazione realmente condivise e capaci di rispondere alle esigenze e alle prospettive dell’Umbria. Il confronto proseguirà nei prossimi appuntamenti, con l’ingresso nel merito dei tavoli tematici settoriali e l’approfondimento delle osservazioni raccolte in questa prima fase. Tutti i soggetti coinvolti restano invitati a far pervenire ulteriori contributi, così da alimentare un percorso di partecipazione che la Regione considera centrale per costruire, insieme al territorio, le strategie di sviluppo dell’Umbria.


Sicurezza stradale, la Regione ricostituisce la Consulta regionale. Presidente Proietti: "Nessuna vita deve più essere spezzata sull'asfalto, la prevenzione degli incidenti si ottiene con un sistema che funzioni in modo integrato"

Perugia, 9 settembre 2026 – La Regione Umbria ha ricostituito ufficialmente la Consulta regionale sulla sicurezza stradale, l’organismo che non si è riunito dal 2019 dovrà coordinare istituzioni, enti locali, forze dell'ordine, gestori delle infrastrutture, università e società civile nella lotta agli incidenti sulle strade umbre. La Giunta regionale ha approvato all'unanimità i criteri e la composizione della Consulta, dando attuazione all'articolo 5 della legge regionale 17 aprile 2014, n. 8.

  Il provvedimento arriva dopo questi mesi segnati da gravi incidenti sulle arterie extraurbane e statali dell'Umbria, con un aumento di vittime e feriti che ha scosso profondamente la comunità regionale. La nuova Consulta nasce proprio dall’esigenza di rispondere a questa emergenza in modo concreto e urgente, mettendo a sistema competenze e risorse fin qui frammentate tra i diversi soggetti che si occupano di viabilità e prevenzione.

  "Far funzionare la Consulta sulla sicurezza stradale - commenta la presidente della Regione Stefania Proietti - rappresenta non solo una priorità amministrativa, ma un dovere etico verso ogni cittadino, in particolare verso i più giovani e le categorie vulnerabili, quali pedoni, ciclisti, motociclisti e utilizzatori di micro-mobilità elettrica, i soggetti più esposti ai rischi della strada. I recenti tragici eventi che hanno colpito la nostra regione ci impongono di agire subito, con determinazione e responsabilità, mettendo in campo tutte le risorse e le competenze disponibili. Con la Consulta vogliamo mettere insieme tutte le energie del territorio, poiché solo attraverso una visione d’insieme e una collaborazione costante potremo raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dall'Unione Europea: ridurre del 50% le vittime e i feriti gravi entro il 2030 e azzerarli entro il 2050”.

  “La Regione Umbria – conclude la presidente Proietti - ha già avviato importanti programmi di intervento e continuerà a investire nella formazione, nella sensibilizzazione e nella messa in sicurezza delle infrastrutture, ma ora serve un salto di qualità verso una mobilità più sicura, moderna e rispettosa di tutti. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, agli studenti e ai neopatentati, con campagne educative e progetti mirati. La sicurezza stradale non può essere demandata al solo senso di responsabilità individuale: è il risultato di un sistema che deve funzionare in modo integrato, prevedendo strade più sicure, controlli efficaci e una cultura diffusa della prevenzione. La Consulta sarà il motore di questo cambiamento, il luogo dove confrontarsi, proporre idee e trovare soluzioni concrete, con l'obiettivo di costruire un'Umbria dove nessuna vita venga più spezzata sull'asfalto".

  La Consulta sarà presieduta dalla Presidente della Giunta regionale o da un suo delegato, e riunirà attorno allo stesso tavolo l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, le Province di Perugia e Terni, Anci Umbria e Upi Umbria, le Polizie Provinciali e i Corpi di Polizia Locale, i gestori e proprietari delle infrastrutture viarie – Anas e Autostrade per l'Italia – l'Università degli Studi di Perugia e gli istituti di ricerca regionali, oltre alle associazioni dei familiari delle vittime della strada e alle rappresentanze di categoria del settore trasporti e mobilità.

  Un organismo che avrà il compito di promuovere il coordinamento intersettoriale e la cultura della prevenzione, elaborando strategie condivise in linea con i principi europei del Safe system approach e della Vision zero: analizzerà e monitorerà costantemente i dati sull'incidentalità per individuare i tratti più pericolosi della rete viaria regionale, esprimerà pareri e proposte sul Piano regionale della sicurezza stradale, indicherà interventi infrastrutturali mirati a tutela degli utenti più vulnerabili e promuoverà campagne di educazione e sensibilizzazione nelle scuole e per la popolazione anziana. Tra i suoi compiti anche il rafforzamento dei controlli sui comportamenti a rischio, dalla guida in stato di ebbrezza all'uso dello smartphone al volante, e il coordinamento con i servizi sanitari per il soccorso post-incidente.


Cultura e rigenerazione, al Broletto il Toolkit per i Partenariati speciali pubblico-privati. Vice presidente Bori e assessora Meloni: “Una nuova alleanza per restituire funzioni e futuro ai luoghi”

Perugia, 9 settembre 2026 – Strumenti operativi per accompagnare Comuni e Province nella costruzione di Partenariati Speciali Pubblico-Privati capaci di riqualificare e, soprattutto, rigenerare beni culturali e spazi pubblici, restituendoli alle comunità con nuove funzioni culturali, sociali e creative. È stato questo il tema dell’incontro che si è svolto questa mattina a Palazzo Broletto, a Perugia, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori e dell’assessora Simona Meloni, intervenuta in collegamento video.
Al centro della giornata la presentazione del Toolkit operativo predisposto da Fondazione Fitzcarraldo ETS nell’ambito del servizio specialistico di accompagnamento attivato dalla Regione Umbria per l’attuazione dell’Azione 4.6.1 del PR FESR 2021-2027. L’Avviso, approvato con DD n. 3111 del 3 aprile 2026, prevede che agli interventi strutturali su beni culturali e spazi pubblici da riqualificare a fini culturali si affianchi una collaborazione pubblico-privata, attraverso il Partenariato Speciale Pubblico-Privato previsto dall’articolo 134 del D.Lgs. 36/2023.
“Quello che stiamo costruendo insieme – ha affermato il vicepresidente Tommaso Bori – mette in relazione cultura, programmazione europea, impresa culturale e creativa e rigenerazione degli spazi. Abbiamo riprogrammato i fondi europei, destinato risorse importanti anche dal bilancio regionale e approvato il Testo unico della cultura e dell’impresa creativa, creando gli strumenti per aprire nuove opportunità. Il partenariato pubblico-privato, il co-design e la co-progettazione rappresentano una delle sfide del futuro e possiamo affrontarla solo lavorando insieme alle amministrazioni pubbliche, alle istituzioni, al privato sociale, alle imprese e a tutti i soggetti che credono in questo percorso”.
Per il vice presidente Bori, l’obiettivo va oltre il recupero materiale degli immobili. “Vogliamo recuperare tante realtà e aprire un nuovo capitolo, capace di generare partnership durature. Non parliamo soltanto di riqualificazione, ma di vera rigenerazione dei nostri borghi, dei quartieri periferici e dei centri storici. Ridare funzioni culturali, aggregative e creative a uno spazio significa compiere contemporaneamente un’azione urbanistica, economica e sociale. Significa anche rafforzare la sicurezza, perché un luogo vissuto, frequentato e restituito alla comunità torna ad avere un senso”.
Il vicepresidente ha inoltre sottolineato il valore del lavoro congiunto tra gli assessorati e gli uffici regionali: “La collaborazione che stiamo portando avanti sulla cultura, sul turismo a vocazione culturale e sull’impresa culturale e creativa è un elemento di grande valore. È importante che le nostre politiche non restino sulla carta, ma producano un impatto concreto nel tessuto della regione”.
Il Toolkit mette a disposizione degli enti locali un percorso operativo che comprende criteri di autovalutazione dei beni, procedure per l’attivazione dei partenariati, indicazioni sui contenuti delle proposte e sulla valutazione comparativa, facsimili degli atti amministrativi e dell’Accordo, oltre a modelli di governance e strumenti di monitoraggio e valutazione. L’obiettivo è ridurre l’incertezza procedurale, agevolare la predisposizione degli atti e innalzare la qualità delle proposte progettuali.
“Abbiamo voluto fortemente utilizzare una formula innovativa come quella del Partenariato Speciale Pubblico-Privato – ha spiegato in collegamento video l’assessora Simona Meloni – perché, percorrendo l’Umbria, ci siamo resi conto che esistono spazi pubblici che senza strumenti nuovi rischiano di non avere mai una reale possibilità di essere recuperati. Il punto, però, non è soltanto riqualificare un contenitore: è fare in modo che quello spazio diventi un servizio per il territorio e per le persone, con un’attenzione particolare anche alle aree interne. Si tratta – ha proseguito Meloni – di un Avviso più complesso rispetto a strumenti tradizionali, proprio perché richiede la costruzione di una collaborazione che deve essere solida e capace di durare nel tempo. Per questo abbiamo affiancato agli enti e al mondo associativo un percorso di formazione e oggi mettiamo a disposizione ulteriori strumenti tecnici. Ringrazio gli uffici regionali e Fondazione Fitzcarraldo per il lavoro svolto: vogliamo dare a Comuni, Province e soggetti privati gli strumenti necessari per costruire progetti completi e partenariati realmente sostenibili”.
Assessora Meloni ha inoltre riferito delle numerose richieste giunte dai territori per avere più tempo a disposizione, anticipando che sarà valutata la proroga dei termini dell’Avviso, considerata la complessità della costruzione dei partenariati. 
“Questa può essere una sperimentazione importante anche per il futuro – ha concluso Meloni – perché, se il modello funziona, potremo individuare ulteriori strumenti europei e regionali da integrare per proseguire sulla strada della collaborazione pubblico-privato. È una modalità innovativa, ma sempre più necessaria, per intercettare i bisogni dei territori e costruire risposte che possano durare nel tempo”.
L’incontro al Broletto, rivolto ai potenziali beneficiari dell’Avviso e ai soggetti coinvolti nella costruzione dei partenariati, è stato anche occasione per raccogliere quesiti e problematiche interpretative emerse dagli enti, che potranno confluire nelle successive FAQ predisposte a supporto dell’attuazione della misura.

 


Avviso "Rete umbra per il lavoro", 5 milioni per rafforzare i servizi per l'occupazione. Assessore De Rebotti: “Grazie al Fondo Sociale Europeo Plus e alla collaborazione pubblico-privato, nuove opportunità per chi vuole rientrare nel mondo del lavoro o migliorare la propria posizione”

Perugia, 9 settembre 2026 – La Giunta regionale dell'Umbria ha dato il via libera all'avviso pubblico "Rete umbra per il lavoro", un intervento strategico che punta a rendere più forte ed efficiente la rete dei servizi per l'impiego sul territorio regionale. La misura, finanziata con 5 milioni di euro nell'ambito del Programma Regionale Umbria Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, sarà pubblicata nelle prossime settimane e si propone di favorire l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro di persone disoccupate, inoccupate e percettori di ammortizzatori sociali in uscita dall'occupazione.

  "Con questo avviso – dichiara l'assessore regionale alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti – l’Umbria conferma il proprio impegno per una rete di servizi al lavoro moderna, efficace e inclusiva, capace di rispondere alle esigenze di chi cerca occupazione e delle imprese che cercano personale qualificato. Grazie al Fondo Sociale Europeo Plus e alla collaborazione tra pubblico e privato, rafforziamo le politiche attive e offriamo nuove opportunità a chi vuole rientrare nel mondo del lavoro o migliorare la propria posizione".

  L'iniziativa si colloca nel percorso di riforma delle politiche del lavoro e della formazione avviato con il programma Gol, la Garanzia per l'occupabilità dei lavoratori previsto dal Pnrr, e punta a costruire un modello integrato pubblico-privato per l'erogazione dei servizi. Attraverso l'avviso, saranno selezionate le Agenzie per il lavoro (Apl) accreditate, o in corso di accreditamento presso la Regione Umbria, che affiancheranno i Centri per l'impiego regionali in una rete comune di supporto a chi cerca occupazione. I servizi previsti si articolano su tre livelli di intervento:

•    Il primo riguarda l'orientamento specialistico, con percorsi personalizzati fino a 10 ore dedicati alle persone con maggiori bisogni di sostegno

•   Il secondo consiste nell'accompagnamento al lavoro, con percorsi che possono arrivare fino a 20 ore, pensati per facilitare concretamente l'ingresso o il rientro nel mercato occupazionale

•    Il terzo livello riguarda invece l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, con un sistema di incentivi differenziati a seconda della tipologia contrattuale attivata, per accompagnare in modo diretto l'inserimento lavorativo

  Potranno accedere a questi servizi le persone maggiorenni disoccupate o inoccupate che abbiano sottoscritto un patto di servizio personalizzato presso un Centro per l'impiego, oltre ai percettori di ammortizzatori sociali in uscita dal lavoro.

  Sul piano finanziario, i 5 milioni dell'avviso fanno parte di uno stanziamento complessivo di oltre 10 milioni di euro destinato al rafforzamento delle politiche attive del lavoro in Umbria, con risorse già formalmente impegnate dalla Regione. La gestione operativa dell'avviso è stata affidata ad Arpal Umbria, con le Agenzie per il lavoro selezionate che potranno richiedere un budget iniziale compreso tra 50mila e 300mila euro, calibrato in base alla capacità di erogazione dei servizi già dimostrata nell'ambito del programma Gol, mentre la rendicontazione delle attività dovrà essere completata entro 18 mesi dall'assegnazione delle risorse.

  Quanto ai criteri di selezione, le domande presentate dalle agenzie saranno valutate sulla base di parametri oggettivi di ammissibilità, che comprendono il possesso dei requisiti richiesti, la correttezza e completezza della documentazione presentata e la regolarità amministrativa dei soggetti proponenti. L'avviso, prima di arrivare all'approvazione definitiva, è stato oggetto di concertazione con le parti economiche e sociali del territorio e ha ricevuto il parere favorevole dell'Autorità di Gestione del Programma Regionale FSE+ Umbria.

 


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