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Perugia, 11 maggio 2026 – La Giunta regionale dell’Umbria esprime cordoglio per la scomparsa di Sergio Repetto, che ha ricoperto fino a poco tempo fa l’incarico di Direttore dell’Ufficio scolastico regionale. La presidente Stefania Proietti e l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli partecipano al dolore dei familiari per la perdita del dirigente.
“La notizia dell’improvvisa scomparsa di Sergio Repetto ci addolora - sottolineano Proietti e Barcaioli -. Ne ricordiamo la serietà e il senso di responsabilità con cui ha svolto le proprie funzioni dirigenziali. In questo momento di lutto porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia, ai suoi cari, ai colleghi e a tutto il mondo scolastico, umbro e sardo”.
Perugia, 11 maggio 2026 – L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, ha presentato alle associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali i contenuti principali del bando, di prossima uscita, per la formazione continua del personale delle imprese e degli imprenditori per favorirne il miglioramento nell'acquisizione di competenze tecnico-professionale e trasversali, rispondendo ai nuovi fabbisogni di innovazione tecnologica, sostenibilità e internazionalizzazione delle imprese umbre.
La misura gestita da Arpal è finanziata con 4 milioni di euro a valere sul Pr Umbria Fse+ 2021-2027 e prevede il sostegno a progetti compresi tra i 40mila e i 200mila euro, presentati dagli organismi di formazione accreditati e in coprogettazione con le imprese.
Il capitale umano e le competenze, quindi, come motori per il consolidamento e la crescita economica della nostra Regione, attraverso una formazione personalizzata e flessibile a disposizione delle imprese.
Perugia 11 maggio 2026 - Il Consiglio di Stato ha messo un punto fermo sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria, riaffermando con forza il valore supremo della pianificazione pubblica e della tutela ambientale. Con la sentenza n. 03657/2026, la Sezione Quarta ha parzialmente riformato la precedente pronuncia del Tar Umbria, confermando definitivamente la legittimità dei provvedimenti con cui la Regione Umbria ha disposto l’archiviazione del progetto proposto dalla società Waldum Tadinum Energia Srl per un impianto di termovalorizzazione a Gualdo Tadino.
"Questa sentenza del Consiglio di Stato segna un momento di chiarezza fondamentale per la nostra Regione – commenta l'assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca – non si tratta di una vittoria contro un’iniziativa privata, ma dell’affermazione del primato dell’interesse pubblico e della programmazione ordinata su logiche estranee alle necessità dei nostri territori. Abbiamo sempre sostenuto che l’Umbria debba essere un modello di economia circolare, dove il recupero di materia e la riduzione della produzione di scarti siano il cuore pulsante delle politiche ambientali".
“Una decisione – prosegue De Luca – che rappresenta una vittoria fondamentale per i cittadini umbri e per il futuro della nostra terra. Il massimo organo di giustizia amministrativa ha riconosciuto che la difesa del paesaggio e della salute pubblica non può essere subordinata a logiche di mercato prive di coordinamento istituzionale”.
Il nucleo centrale della sentenza n. 03657/2026 risiede nel riconoscimento della Regione come titolare di un potere di pianificazione "molto ampio". I giudici hanno chiarito che l’amministrazione non ha solo il diritto, ma il dovere di orientare la localizzazione degli impianti e, soprattutto, di quantificare il bisogno impiantistico reale.
Secondo il Consiglio di Stato, la programmazione regionale non è un mero dato statistico, ma una previsione vincolante volta a garantire un "equilibrato sviluppo territoriale". Senza una guida pubblica forte, il rischio è quello di scivolare in una gestione frammentata e caotica che ignorerebbe i principi cardine di autosufficienza e prossimità stabiliti dalla normativa europea e nazionale. La sentenza conferma che l’archiviazione del progetto Waldum è stata giustificata proprio dalla sua contrarietà alle previsioni del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (Prgr), risultando non rispondente al fabbisogno regionale e ai criteri di localizzazione ivi determinati.
Il Consiglio di Stato ha evidenziato inoltre come la preclusione alla realizzazione di un impianto non sia un’illegittima limitazione della concorrenza, ma uno "strumento-chiave" per evitare il sovradimensionamento impiantistico che, nel caso dell'incenerimento, potrebbe disincentivare la raccolta differenziata e il riciclo. Poiché la termovalorizzazione è subordinata al riuso e al riciclaggio nel principio di gerarchia dei rifiuti, permettere la costruzione di impianti in assenza di un reale fabbisogno regionale comprometterebbe il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e salvaguardia ambientale.
La decisione di Palazzo Spada trova un solido ancoraggio negli articoli 9 e 41 della Costituzione. La sentenza n. 03657/2026 ricorda che l'attività economica, pur essendo libera, non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute o all'ambiente. La riforma costituzionale che ha dato rilievo espresso alla tutela degli ecosistemi rafforza, secondo i giudici, la centralità della pianificazione regionale come garante di interessi ambientali superiori rispetto alla mera iniziativa d’impresa.
Il Consiglio di Stato ha colto quindi l’occasione per fornire importanti specificazioni tecniche riguardanti il regime di concorrenza nel settore del recupero energetico. In sintesi, i giudici hanno stabilito che, sebbene i privati possano proporre la costruzione di impianti in regime di concorrenza, tali proposte devono obbligatoriamente rispettare i binari della pianificazione regionale. Nel caso di Waldum Tadinum Energia Srl, l'insussistenza del fabbisogno e la localizzazione non conforme rimangono "ragioni giustificatrici" autonome e sufficienti a sorreggere l’archiviazione del progetto.
Perugia, 11 maggio 2026 – “La Regione Umbria è impegnata a rispondere in modo sempre più puntuale alla complessità di bisogni che i minori e le loro famiglie manifestano nella società attuale. A tal fine, ha avviato un confronto con operatori del settore e con tutti gli attori di sistema. Primo risultato di questo percorso è stato l’aggiornamento dei limiti minimi e massimi delle rette per i servizi residenziali socioeducativi destinati ai minori. L’obiettivo è tutelare la qualità educativa e la dignità del lavoro sociale. Il prossimo passo sarà la revisione del Regolamento regionale n. 7/2017 per avviare una riforma non soltanto normativa, ma strutturale, capace di generare un modello fondato sulla precisione delle prestazioni erogate e su un monitoraggio costante della qualità degli interventi. Una riforma ispirata dalla consapevolezza che la vera forza di una società si misura dalla sua capacità di dare assistenza e voce ai più fragili e vulnerabili”.
È quanto affermato da Fabio Barcaioli, Assessore all’istruzione e alla formazione, al welfare della Regione Umbria in occasione del seminario di aperura del percorso formativo “Accoglienza residenziale delle persone di minore età in Umbria. Metodologia e strumenti” organizzato oggi a Villa Umbra in collaborazione con Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.
L’intervento formativo accompagnerà il percorso di revisione del Regolamento Regionale n. 7/2017, che disciplina i servizi residenziali per minorenni, recependo al contempo le più recenti Linee di indirizzo nazionali.
“Operiamo in un contesto complesso, soprattutto per i minori, che richiede una vera e propria azione strategica volta a costruire un sistema di accoglienza organico e sostenibile – ha aggiunto Daniela Donetti, Regione Umbria Direzione Regionale Salute e Welfare – In questo ambito parte oggi un percorso di co-progettazione, supportato dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, volto a superare la storica frammentarietà degli atti regolatori. La sfida è lavorare insieme e far convergere atti regolatori e atti di programmazione per perseguire obiettivi di salute e non solo obiettivi sanitari”.
Il cuore di questo intervento risiede nella scelta metodologica della formazione-intervento, un approccio che trasforma il percorso regolatorio in un laboratorio partecipativo e di confronto. “La sfida è attivare un processo di formazione e di co-progettazione che generi soluzioni operative e modelli di intervento innovativi – ha affermato Joseph Flagiello, Amministratore unico Scuola umbra di amministrazione pubblica –
Tale traguardo è raggiungibile solo attraverso una solida sinergia tra Scuola, istituzioni, magistratura minorile, servizi sociali, sistema sanitario e terzo settore, attori chiamati a operare in un’ottica di corresponsabilità”.
Il percorso formativo sull’accoglienza residenziale dei minorenni in Umbria, in programma da maggio a dicembre e coordinato per il Consorzio formativo umbro da Cristina Strappaghetti, si configura come un laboratorio dinamico, articolato in sette gruppi di lavoro che partiranno dall’analisi di contesto, confronteranno normativa regionale e linee di indirizzo nazionali fino alla presentazione di report finali. Previsti incontri di restituzione di tutti i gruppi in plenaria. Sarà coinvolta una platea vasta e qualificata che spazia dai vertici regionali alla magistratura minorile, dai servizi sociali alle ASL, fino al mondo accademico e agli enti gestori.
La cifra di questa iniziativa risiede nella collaborazione interistituzionale e nella contaminazione tra diverse professionalità. Collaborazione e confronto multidisciplinare già filo conduttore della tavola rotonda moderata oggi da Stefano Ricci, esperto di politiche per l’infanzia e l’adolescenza, cui hanno partecipato: Giuseppina Arcella, Presidente f.f. del Tribunale dei Minorenni di Perugia; Costanza Spera, Assessora alle politiche sociali Comune di Perugia in rappresentanza di Anci Umbria; Claudia Mazzeschi, Università degli Studi di Perugia; Francesca Tardioli, Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali dell’Umbria; Laura Berretta, Presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria; Paola Tomassoli, Direttore UOC Neuropsichiatria Infantile aziendale e Direttore del Distretto Alto Chiascio Usl Umbria1; Francesca Paolucci Dirigente, Responsabile del Servizio Sociale Usl2. L’intervento conclusivo è stato affidato a Luca Conti, Dirigente del Servizio Politiche di contrasto alla povertà, integrazione e inclusione sociale, terzo settore della Regione Umbria.
Perugia, 11 mag. 026 – “Un arricchimento prezioso per un appuntamento culturale di rilievo”: con queste parole il vicepresidente della Regione Umbria e assessore alla Cultura, Tommaso Bori, ha commentato il rinnovamento della giuria per la nona edizione del Premio letterario nazionale opera prima Severino Cesari.
Per il 2026 entrano a far parte della commissione Carolina Cucinelli, vicepresidente della casa di moda umbra e figura di rilievo nel panorama culturale e della comunicazione, Mattea Fo, presidente della fondazione Fo Rame, e Daniele Mencarelli, scrittore già vincitore della prima edizione del premio. La scrittrice Simona Vinci è stata confermata nel ruolo di presidente, completano la rosa dei giudici Daria Bignardi, Antonella Lattanzi, Francesca Montesperelli, Laura Meloni e Giacomo Papi.
“Una giuria di altissimo profilo – ha aggiunto Tommaso Bori - composta da personalità autorevoli e di riconosciuta competenza e che rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita del premio. Stiamo consolidando un appuntamento culturale di rilievo nazionale che onora la memoria di un grande intellettuale umbro. L’edizione 2026 del Premio sarà presentata al Salone del Libro di Torino, sabato 16 maggio alle ore 18, nello stand della Regione Umbria. Severino Cesari - ha sottolineato - è stato un innovatore capace di scoprire straordinari talenti, con il Premio a lui dedicato vogliamo continuare a sostenere le opere prime e la vitalità del settore editoriale, portando avanti una collaborazione preziosa con l'associazione culturale Cesari”.
Restano invariati i premi in denaro per i vincitori, con importi pari a 3mila euro per il primo classificato, 2mila euro per il secondo e mille euro per il terzo.
É uno dei pochi premi a livello nazionale a premiare opere prime di autori esordienti già pubblicate, dimostrando la grande attenzione ai nuovi talenti che ha caratterizzato la vita professionale di Severino Cesari a cui è intitolato.
Perugia, 11 maggio 2026 – È inaccettabile che, ancora una volta, nella nostra terra un uomo tenti di togliere la vita a una donna, colpendo al cuore la nostra comunità con una violenza che non può essere tollerata. Quanto accaduto a Stroncone conferma con drammatica evidenza che la violenza di genere non è un fatto privato, ma una questione di salute pubblica, sicurezza e dignità umana, da contrastare ogni giorno con un’azione istituzionale concreta, continua e coordinata.
La Regione Umbria sta già intervenendo in modo strutturale attraverso il piano “Umbria contro ogni genere di violenza”, che rafforza la rete tra sanità, scuola, servizi sociali, comuni e forze dell’ordine, per intercettare i segnali di rischio e non lasciare mai sole le vittime. Abbiamo inoltre destinato risorse specifiche al consolidamento dei servizi antiviolenza e all’attivazione di nuovi centri e sportelli sul territorio, perché la protezione deve essere capillare e immediata.
Accanto alla tutela, è decisiva la prevenzione: per questo la Regione continua a investire in percorsi educativi nelle scuole e in iniziative di formazione e sensibilizzazione, per promuovere un cambiamento culturale profondo fondato sul rispetto della donna e della dignità di ogni persona. Solo una rete solida e un impegno quotidiano possono spezzare la spirale della violenza. Non lasceremo sola la donna coinvolta né la sua famiglia, e continueremo a rafforzare con determinazione tutte le azioni di protezione e difesa delle donne, in particolare nel momento più delicato che segue la denuncia delle violenze subite, lavorando per garantire loro una rete efficace e tempestiva, capace di tutelarle concretamente da ogni forma di ritorsione o ulteriore violenza.
Stefania Proietti
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