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Perugia, 24 agosto 2026 – La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'ambiente Thomas De Luca, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra la Regione Umbria e ARPA Umbria per l'istituzione del Nucleo P.U.M.A. (Piattaforma Umbra per il Monitoraggio Ambientale). L'iniziativa mira a potenziare le attività di controllo e tutela del patrimonio naturale attraverso l'impiego sistematico di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR) e tecnologie geomatiche di ultima generazione.
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a sistema competenze e dotazioni strumentali già presenti nei due enti, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di costi. Il Nucleo P.U.M.A. opererà in ambiti strategici quali monitoraggio delle matrici ambientali, discariche, aree industriali e siti contaminati, rilievo cartografico del territorio, controllo volumetrico delle attività estrattive (cave e miniere), sorveglianza del rischio idrogeologico, delle frane e delle aree naturali protette tramite l'utilizzo di droni, laser scanner, georadar e sensoristica avanzata.
"Con la nascita del Nucleo P.U.M.A. - dichiara l'assessore Thomas De Luca - l'Umbria compie un passo decisivo verso una gestione del territorio moderna, digitale e sostenibile. Questa piattaforma non è solo un potenziamento tecnologico, ma un nuovo modello di collaborazione istituzionale con ARPA che ci permetterà di vigilare con estrema precisione sulle nostre risorse naturali, prevenire i rischi idrogeologici e supportare i Comuni nelle loro attività di controllo. L'utilizzo strategico dei dati acquisiti tramite droni e sensoristica avanzata, in coerenza con gli obiettivi del DEFR 2026-2028, garantisce una maggiore resilienza ai rischi ambientali e una tutela più efficace per i cittadini e per l'ambiente umbro. Un ringraziamento particolare al responsabile della sezione Risorse Minerarie e Vigilanza e ingegnere capo della Polizia Mineraria della Regione Umbria, Simone Padella".
"Il Nucleo P.U.M.A. - aggiunge il direttore di ARPA Umbria, Alfonso Morelli - ci consente di integrare competenze tecniche, strumenti di rilievo e capacità di elaborazione dei dati al servizio delle attività di monitoraggio e controllo ambientale - dichiara il Direttore Generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli -. L'utilizzo di droni, sistemi GPS, fotogrammetria e strumenti GIS permette di acquisire informazioni puntuali sul territorio e di disporre di dati utili per le attività tecniche dell'Agenzia e per il supporto agli enti locali. La collaborazione con la Regione ci permette inoltre di utilizzare queste tecnologie in modo coordinato, anche nelle situazioni di emergenza, mettendo a disposizione competenze e strumenti quando è necessario intervenire rapidamente".
L'accordo, ai sensi dell'art. 15 della legge 241/1990, avrà una durata di sei anni e vedrà il coinvolgimento di personale tecnico specializzato e piloti abilitati ENAC/EASA. La dotazione iniziale del Nucleo comprende droni multirotore (come i modelli DJI Mavic 3 Enterprise e Mini 4 Pro), stazioni totali, antenne GPS e software avanzati per la fotogrammetria e l'elaborazione GIS. Oltre al monitoraggio ordinario, il Nucleo P.U.M.A. fornirà supporto cruciale alla Protezione Civile in caso di emergenze ambientali e collaborerà alla verifica del layout autorizzativo di impianti industriali complessi. Per il funzionamento e l'aggiornamento tecnologico della piattaforma, gli enti hanno previsto un impegno economico minimo di riferimento di 10.000 euro annui ciascuno, a conferma della volontà di investire in una struttura operativa permanente e all'avanguardia.
(AUN) – Perugia, 24 agosto 2026 - Ricordare le vittime con commozione e partecipazione, essere accanto alle loro famiglie e alle comunità colpite, continuare a trasformare, con dedizione assoluta, la ricostruzione in una vera opera di prevenzione e contemporaneamente nella rinascita dell’Appennino centrale. Con questo spirito la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti partecipa oggi ad Amatrice alle commemorazioni per il decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016.
Una presenza nel segno del raccoglimento e della vicinanza dell’Umbria a un territorio con il quale condivide una delle pagine più dolorose della propria storia recente. Alle 3.36 di dieci anni fa la terra sconvolse Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerosi centri dell’Appennino centrale, provocando 299 vittime. Fu l’inizio di una lunga sequenza sismica che nei mesi successivi avrebbe colpito duramente anche l’Umbria, fino alla scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre con epicentro nel territorio di Norcia.
“Dieci anni non cancellano il dolore di quella notte e il tempo non potrà mai cancellare il ricordo delle 299 persone che persero la vita – afferma la presidente Proietti - Oggi siamo ad Amatrice innanzitutto per loro, per le loro famiglie e per le comunità che hanno attraversato una prova immensa. La memoria richiede rispetto e raccoglimento, ma ci affida anche una grande responsabilità: continuare a lavorare con impegno e cura perché questi territori possano rinascere pienamente, nel segno di una ricostruzione che diventa prevenzione e rinascita sociale”.
Da Amatrice a Norcia, da Accumoli ad Arquata del Tronto, da Cascia a Preci e Castelluccio, il terremoto ha disegnato una geografia del dolore che ha superato i confini amministrativi e, allo stesso tempo, ha dato vita a una straordinaria rete di solidarietà tra territori e comunità.
“Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo hanno condiviso l’emergenza e condividono oggi la grande sfida della ricostruzione e della prevenzione del rischio sismico – sottolinea la presidente Proietti. Dietro ogni edificio ricostruito c’è una famiglia che può tornare a casa, un’attività che può ripartire, un servizio che torna a essere disponibile, ragazzi e ragazze che tornano a scuola, un pezzo di comunità che ritrova il proprio luogo di culto o di socialità. È questa la misura più autentica della rinascita”.
A dieci anni dal sisma, il processo di ricostruzione ha registrato un’accelerazione, pur in un quadro nel quale resta ancora molto lavoro da compiere. I cantieri aperti nei territori colpiti riguardano abitazioni, edifici pubblici, scuole, strutture sanitarie, chiese, infrastrutture e interi centri storici. Ad Amatrice la ricostruzione del cuore della città procede attraverso un intervento unitario che interessa il tessuto urbano e i suoi servizi essenziali.
“Anche in Umbria la ricostruzione sta restituendo progressivamente luoghi e simboli alle comunità, da Norcia a Cascia, Preci e Castelluccio. Ma la sfida – evidenzia la presidente - non si esaurisce nella ricostruzione materiale.
Dalle macerie devono poter rinascere innanzitutto le comunità. Ricostruire una casa è fondamentale, ma dobbiamo contemporaneamente garantire servizi, lavoro, collegamenti, opportunità per le famiglie, per tutte le categorie sociali in particolare gli anziani e i più fragili, per le imprese e dobbiamo dare prospettive ai giovani. Il vero impegno dei prossimi anni per il Paese, non solo per l’area del cratere, è fare in modo che questi territori siano ricostruiti con il massimo livello di innovazione nella prevenzione, e tornino ad essere pienamente vissuti. Non dimenticheremo mai le vittime, otto sono stati i nostri corregionali uccisi dal sisma, ci sentiamo fraternamente vicini alle famiglie e ai parenti di tutte le 299 persone decedute, per le quali ci impegneremo attivamente per sollecitare l’istituzione di un Fondo nazionale dedicato ai familiari”.
“Amatrice e Norcia – conclude la presidente – sono state simboli della devastazione provocata dal terremoto. Oggi devono diventare, insieme a tutti i borghi dell’Appennino colpito, simboli della capacità di fare prevenzione e al contempo rinascere. È il modo più concreto per onorare chi non c’è più: custodirne la memoria facendo vivere i luoghi ai quali apparteneva, ricostruendo il più velocemente meglio possibile mettendo al centro ogni accorgimento e ogni innovazione per la prevenzione dal rischio sismico. Affinché la tragedia della notte del 24 agosto 2016 non accada mai più”.
Perugia 22 ago. 026- "Più redditività, primato nazionale per densità di municipi culturali e una forza propulsiva capace di accendere l’economia anche al di fuori dei grandi centri urbani. È un’Umbria viva sul versante culturale e ad alto potenziale di crescita quella fotografata dagli ultimi dati divulgati dalla Camera di Commercio, numeri che danno linfa e pieno valore alla svolta strategica messa in campo dalla Regione": a commentare il report è il vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori, che legge negli indicatori dello studio "la dimostrazione concreta che fare della creatività e della cultura la vera anima vitale del sistema economico umbro, sia stata la scelta giusta".
"I dati della Camera di Commercio non sono semplici statistiche, ma la prova tangibile che la strada intrapresa dalla Regione è quella corretta e che la nostra azione politica sta andando esattamente nella direzione della crescita - dichiara Bori - i numeri dimostrano con forza che la cultura in Umbria non è una vetrina da contemplare, ma un generatore di ricchezza, benessere e lavoro per l'intero territorio, dai capoluoghi fino ai borghi più interni".
"Proprio per dare struttura e continuità a questa energia - prosegue - abbiamo approvato la nuova legge regionale sulla cultura e le imprese creative, norma cornice pensata per valorizzare anche l'innovazione e la produzione culturale come asset strategici dell'Umbria contemporanea".
Il vicepresidente sottolinea quindi la concretezza delle misure finanziarie messe a terra dalla Regione:
"Alla visione politica facciamo seguire i fatti e le risorse. Con il pacchetto di avvisi pubblici recentemente presentati e già pubblicati, unitamente a quelli di prossima emanazione, mettiamo in campo un sostegno finanziario senza precedenti. Vogliamo offrire agli operatori, ai giovani e alle aziende creative gli strumenti adatti per fare impresa, digitalizzarsi e trasformare l'immenso patrimonio umbro in opportunità di crescita stabile e diffusa".
"Ringraziamo la Camera di Commercio per questo spaccato di analisi - conclude Bori - La sintonia tra lettura economica e programmazione regionale ci dice che siamo sulla rotta giusta per fare della cultura e della creatività i veri catalizzatori del futuro dell'Umbria".
Perugia, 22 agosto 2026 – L’Umbria protagonista oggi al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini con la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessora regionale al turismo e agricoltura Simona Meloni. Una giornata particolarmente significativa per la 47esima edizione della manifestazione, segnata dalla presenza di Papa Leone XIV e dalla partecipazione di migliaia di persone agli incontri e agli spazi della Fiera.
La presidente Proietti e l’assessora Meloni hanno visitato lo spazio della Regione Umbria, dove il Cuore Verde d’Italia si racconta quest’anno attraverso i cammini, le ciclovie, il turismo lento e le eccellenze enogastronomiche, con un’attenzione particolare al rapporto tra movimento, benessere e qualità della vita.
“Umbria protagonista al Meeting di Rimini. In occasione dell’ottavo centenario francescano abbiamo voluto mettere al centro del racconto dell’Umbria, Cuore verde d’Italia, la proposta dei cammini: un’esperienza che unisce spiritualità, turismo, benessere e salute – ha affermato la presidente Proietti. Il cammino diventa così non soltanto un modo per scoprire lentamente i nostri territori e il loro straordinario patrimonio naturale, culturale e spirituale, ma anche uno strumento di prevenzione e di promozione di stili di vita sani. Un percorso da vivere a piedi o in bicicletta, capace di offrire un modo diverso di conoscere l’Umbria e, allo stesso tempo, di prendersi cura di sé. Dal Cammino di Francesco – ha proseguito – parte il racconto di un’Umbria che pulsa di spiritualità, ma che è anche terra di straordinarie eccellenze enogastronomiche, di buon vivere e di qualità della vita. Un territorio in cui il buon cibo, la cura della persona e il rispetto della natura, dell’ambiente e del creato diventano parte di una stessa esperienza”.
La presidente Proietti ha quindi richiamato la rete regionale della mobilità lenta: “Dal Cammino di Francesco alle nostre ciclovie, come quella del Trasimeno, riconosciuta tra le più belle a livello internazionale, il viaggio attraverso l’Umbria assume molteplici significati: è cammino di fede e di spiritualità, cammino di scoperta di sé e dei territori, ma anche cammino di salute e di benessere. Un modo autentico e sostenibile di vivere l’Umbria, a piedi o in bicicletta, entrando in relazione con i suoi paesaggi, le sue comunità e le sue eccellenze”.
Nella giornata di oggi l’assessora Meloni ha partecipato anche all’appuntamento nello stand regionale con il maestro cioccolatiere Alberto Farinelli della Scuola del Cioccolato Perugina, una delle iniziative attraverso le quali la presenza umbra al Meeting mette in relazione la promozione turistica con le produzioni e le eccellenze che identificano il territorio.
“Abbiamo voluto portare a Rimini un’Umbria da vivere – ha sottolineato l’assessora Meloni. I cammini e le ciclovie permettono di entrare nei territori, incontrare le comunità, conoscere le produzioni locali e scoprire un patrimonio enogastronomico che è parte integrante della nostra identità. Turismo e agricoltura possono rafforzarsi reciprocamente e costruire un’offerta capace di generare valore anche nelle aree interne. Il cioccolato, che oggi raccontiamo insieme alla Scuola del Cioccolato Perugina e al maestro Alberto Farinelli, è una delle eccellenze più riconoscibili dell’Umbria nel mondo e rappresenta bene questa capacità di unire tradizione, competenze, impresa e attrattività”.
La giornata del 22 agosto è stata caratterizzata dalla presenza di Papa Leone XIV. Nel suo intervento il Pontefice ha richiamato le parole pronunciate anni fa da San Giovanni Paolo II sulla necessità della comunione, rivolgendosi in particolare ai giovani e indicando nell’amicizia e nel rispetto reciproco una strada per costruire la pace. “Il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità, della vostra fedeltà”, ha detto Leone XIV che ha così continuato: “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l'alienazione e la disperazione, l'altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia''. Il Pontefice ha quindi rivolto un appello particolare ai giovani: ''Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, 'l'amor che move il sole e l'altre stelle' - ha detto Leone citando il titolo di questa edizione del Meeting - sospinge ancora alla speranza''. Ma non ha evitato di parlare di pace sostenendo che “prima dei confini ci sono sempre le persone”. “La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi - ha detto il Pontefice richiamando anche l’enciclica di Papa Francesco - e la ‘Fratelli tutti’ ci ha insegnato a coltivare l'amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”.
Parole che si intrecciano con il messaggio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’apertura della manifestazione. Il Capo dello Stato ha richiamato la necessità di un’umanità non “chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo”, ma “aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”.
“Il richiamo alla comunione, all’amicizia e alla costruzione della pace che oggi Papa Leone XIV ha rivolto soprattutto ai giovani parla in modo particolare anche alla nostra Umbria – ha concluso Proietti. È la terra di Francesco, che ottocento anni dopo continua a ricordarci la forza dell’incontro, della fraternità e della cura del creato. Ed è significativo poter essere qui oggi per raccontare una regione che prova a tradurre questi valori anche in un modello di sviluppo attento alle persone, alle comunità, alla salute e all’ambiente”.
Perugia, 20 agosto 2026 – Ad agosto la tentazione della dialettica politica sotto l’ombrellone è ammissibile, tranne per chi in cinque anni di governo non è riuscito a portare un bicchiere d’acqua al Trasimeno, negando il problema per un’intera legislatura.
Mentre l’attuale Giunta regionale lavora a testa bassa — riavviando manutenzioni ferme da vent’anni, dragaggi, tagli vegetazionali e pulizia dei canali — dalla destra arriva un’unica proposta: la danza della pioggia. Dietro al loro grottesco countdown idrometrico non c’è una sola soluzione. Costruire richiede studio e approfondimento per affrontare problemi complessi. Le teorie negazioniste climatiche sposate da una destra campione di chiacchiere non costano nulla, ma non risolvono niente.
Invertire la rotta richiede due azioni complementari: apportare nuova acqua e ridurre l’evaporazione. Entrambe esigono un approccio infrastrutturale, tempo e investimenti che stiamo faticosamente programmando, segnando un vero "anno zero" per il Trasimeno.
Sull’apporto idrico abbiamo ottenuto il primo risultato sbloccando il collegamento con Montedoglio, che stiamo potenziando. A questo seguirà un piano integrato per interconnettere il lago ad altri corpi idrici, inclusi la diga del Chiascio e il Niccone, e per realizzare una rete di invasi artificiali di stoccaggio. Il progetto Basin4energy, lanciato alla COP30, va proprio in questa direzione per recuperare le infrastrutture abbandonate negli anni.
Tuttavia, anche l'insieme di queste misure rischia di non bastare in uno scenario in cui l’uso delle acque diventa sempre più conflittuale, come vediamo nei territori di Nocera Umbra e Foligno.
Per questo è imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale come il fotovoltaico galleggiante, tra le soluzioni più affidabili per abbattere l’evaporazione. Già nel 2019 la Banca Mondiale pubblicava il rapporto "Where Sun Meets Water". Una vasta letteratura scientifica conferma che questi impianti riducono l'evaporazione tra 0,8 e 2,2 metri cubi all'anno per ogni metro quadrato coperto, creando anche micro-habitat favorevoli alla biodiversità, oggi soffocata dal fango.
I grandi impianti FPV (Floating Photovoltaic) sono realtà consolidate in tutto il mondo: basti pensare a quello della diga di Hapcheon in Corea del Sud, integrato nel paesaggio con la sua forma a fior di prugno. L'Umbria non può permettersi di rifiutare la scienza.
Perugia, 20 agosto 2026 – Da lunedì 24 agosto riprenderà, in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto, la circolazione dei treni tra le stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Perugia Fontivegge, dove sono stati completati importanti interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico. La riattivazione del servizio ferroviario tra Perugia Ponte San Giovanni e Perugia Fontivegge assicurerà circa il 70% dei collegamenti ordinari tra le due stazioni, mentre resterà sospesa fino al 6 settembre la circolazione tra Perugia e Terontola.
“Con la riapertura da lunedì prossimo della tratta Ponte San Giovanni-Fontivegge si chiude una fase importante dei lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico della linea tra le due stazioni, un nodo strategico per la mobilità ferroviaria regionale” – dichiara l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti. “Ringrazio – conclude l’assessore - i pendolari e i viaggiatori per la comprensione dimostrata in queste settimane di disagio, reso necessario da interventi che renderanno più efficiente questo tratto della linea ferroviaria regionale, e Rfi per il rispetto delle tempistiche previste. Continueremo a seguire con attenzione anche il cantiere sulla Perugia-Terontola, che si concluderà come da programma il 6 settembre, per riportare quanto prima alla piena normalità l'intero servizio ferroviario regionale in Umbria”.
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