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Norcia, 19 aprile 2026 – È stato inaugurato questa mattina il Palazzo comunale di Norcia, restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di restauro e adeguamento sismico che segna una tappa di rilievo nel percorso di ricostruzione post sisma. L’intervento, dal valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro, ha consentito di recuperare un edificio di origine medievale gravemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 2016, coniugando tutela storico-artistica e innovazione tecnologica.
Il progetto ha affrontato le criticità strutturali emerse dopo il sisma, in particolare nelle connessioni tra le diverse parti del complesso, attraverso una soluzione tecnologicamente avanzata: l’isolamento sismico alla base. L’intervento ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 isolatori sismici, in grado di ridurre fino a otto-dieci volte le accelerazioni trasmesse all’edificio durante un terremoto e di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, salvaguardando al tempo stesso il valore architettonico e decorativo del palazzo.
“Con la riapertura del Palazzo Comunale restituiamo a Norcia non solo un edificio, ma un simbolo identitario e istituzionale che torna a vivere nel cuore della città”, ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. “Dopo l’inaugurazione della Basilica, avvenuta pochi mesi fa, la magnifica Piazza di San Benedetto torna ancor di più a nuova vita per essere fruita da abitanti e visitatori. Questo intervento dimostra concretamente come sia possibile coniugare la tutela del patrimonio storico con le tecnologie più avanzate in materia di sicurezza sismica: non più solo rafforzare, ma ridurre la vulnerabilità alla fonte. Norcia diventa così un modello di riferimento dove innovazione, sostenibilità e sicurezza costruiscono le basi per il futuro delle comunità colpite dal sisma”.
Prima del commissario Castelli è intervenuta la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “La restituzione del Palazzo comunale alla città di Norcia è un fatto di grande valore istituzionale e civile. Torna a vivere un luogo che rappresenta identità, memoria e appartenenza, nel cuore di una comunità che in questi anni ha saputo affrontare la prova del sisma con forza, dignità e visione. Questo risultato conferma che la ricostruzione è efficace quando unisce competenza, responsabilità e capacità di innovare”.
“La scelta di adottare soluzioni tecnologiche così avanzate su un edificio storico indica con chiarezza la direzione da seguire: proteggere il nostro patrimonio, renderlo più sicuro e consegnarlo alle future generazioni in condizioni migliori. Norcia continua a essere un simbolo potente della rinascita dell’Umbria e dell’Appennino centrale. Ogni opera che si compie in questi territori restituisce servizi, fiducia e prospettiva. Continuiamo a lavorare perché la ricostruzione proceda con concretezza e qualità, restituendo piena vitalità ai luoghi simbolo delle nostre comunità”.
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera: “Oggi è una giornata di grande emozione per Norcia. L’inaugurazione del Palazzo Comunale rappresenta molto più della riapertura di un edificio: è il recupero della casa dei nostri cittadini, di un luogo simbolo della nostra identità e della nostra storia. Grazie a un intervento di straordinaria complessità e all’operato del Commissario Castelli, della Presidente Proietti e dell’Usr, oggi abbiamo una struttura più sicura e moderna, capace di guardare al futuro senza perdere il legame con il passato. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra che riporta Piazza San Benedetto sempre più vicina alla piena fruibilità”.
L’intervento sul Palazzo comunale si colloca tra i casi più avanzati a livello nazionale ed europeo nell’applicazione dell’isolamento sismico su edifici storici ed è stato recentemente premiato ai Global Design and Innovation Awards 2025. Un riconoscimento che rafforza il profilo di Norcia come laboratorio di eccellenza nella ricostruzione e nella tutela del patrimonio in aree ad alta sismicità.
(AUN) - Perugia, 18 aprile 2026 – “Il diritto allo studio è uno dei pilastri su cui si misura la qualità di una comunità. Qui, all’Adisu, questo principio diventa realtà quotidiana attraverso servizi, accoglienza e opportunità per tante ragazze e tanti ragazzi” ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti alla sede dell’Adisu, dove è stata accolta dall’amministratore Giacomo Leonelli.
Nel corso della visita presso la struttura, di grande pregio e valore per la città, la presidente ha incontrato il personale dell’ente e ha espresso apprezzamento all’amministratore Leonelli per la cura, l’attenzione e l’impegno con cui viene gestita una realtà storica e strategica per l’intero sistema universitario.
Al centro della mattinata il ruolo dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario, snodo essenziale non solo per il sostegno agli studenti, ma anche per l’equilibrio sociale e la vitalità culturale del capoluogo umbro.
“Garantire l’accesso allo studio significa rimuovere ostacoli e consentire a ciascuno di costruire il proprio percorso indipendentemente dalle condizioni di partenza – ha sottolineato la presidente. È una scelta di equità, ma anche di responsabilità istituzionale, perché investire sui giovani significa investire sul futuro dell’Umbria”.
Nel corso della visita è stato evidenziato come i servizi offerti dall’Adisu – dalle borse di studio agli alloggi, dalla ristorazione universitaria al supporto alla vita studentesca – rappresentino una vera infrastruttura pubblica a sostegno della formazione e dell’autonomia dei giovani.
“Parliamo di un sistema che rende possibile vivere l’università – ha aggiunto la presidente Proietti. Costruire condizioni di accesso dignitose, sostenere i percorsi, accompagnare le persone in una fase decisiva della loro vita significa rafforzare la qualità della nostra comunità”.
La presidente ha quindi richiamato il legame diretto tra diritto allo studio e qualità urbana. La presenza studentesca, ha evidenziato, costituisce infatti uno dei principali fattori di dinamismo per Perugia, incidendo sulla socialità, sull’economia, sulla produzione culturale e sull’apertura internazionale della città.
“Gli studenti sono parte integrante dell’identità di Perugia: portano energie, relazioni, idee, linguaggi. Una città che li accoglie e li sostiene è una città che cresce, che si rinnova e che rafforza la propria capacità di attrarre e generare sviluppo”.
Accanto al profilo urbano, è stato ribadito anche il valore sociale dell’Adisu come strumento di contrasto alle disuguaglianze. In un contesto segnato dall’aumento dei costi della vita, il sistema del diritto allo studio assume un ruolo decisivo nel garantire continuità ai percorsi formativi e nel sostenere le famiglie.
“Rendere accessibile l’università significa offrire opportunità reali e non solo enunciazioni – ha osservato ancora la presidente. È una scelta che incide sulla coesione sociale e sulla mobilità, perché consente ai giovani di non interrompere il proprio percorso e di valorizzare competenze e talenti”.
Nel suo intervento, la presidente ha infine collegato il lavoro dell’Agenzia alla prospettiva di sviluppo regionale. “Una regione competitiva è una regione che investe sul capitale umano. Attrarre studenti, accompagnarli e metterli nelle condizioni di restare o tornare significa rafforzare il nostro sistema economico, culturale e sociale”.
Subito dopo la visita alla sede, la presidente si è recata alla mensa Adisu di via Pascoli, dove ha pranzato insieme a Giacomo Leonelli e agli universitari, condividendo con loro un momento di ascolto e confronto diretto.
“Essere presenti nei luoghi della quotidianità è fondamentale, è da questi luoghi che passa la qualità della vita degli studenti”.
L’amministratore dell’Adisu, Giacomo Leonelli, ha sottolineato il valore della visita come occasione di confronto sul lavoro che l’Agenzia svolge ogni giorno a sostegno delle studentesse e degli studenti universitari. “L’Adisu è impegnata nel rafforzare la qualità dei servizi e nel garantire equità e accessibilità. Il dialogo con la Regione è fondamentale per migliorare gli interventi e rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità studentesca. Ringrazio la presidente Proietti per il lavoro che stiamo portando avanti in sinergia, con l’obiettivo di rendere sempre più coordinata la risposta del sistema del diritto allo studio”.
(Aun) - Perugia, 18 aprile 2026 – Si è svolta nel Salone d’Onore di Palazzo Donini la premiazione di RuralCiak, il concorso video ideato dalla Regione Umbria – Autorità di Gestione dello sviluppo rurale in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) – Rete PAC, nell’ambito della XX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo.
L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha premiato le produzioni video delle Autorità di Gestione di Regioni e Province autonome italiane, registrando un’ampia partecipazione con 28 video candidati da 12 Regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana e Veneto.
«Si tratta – ha detto l’assessora all’Agricoltura della Regione Umbria Simona Meloni - di un’iniziativa che contribuisce a rafforzare il ruolo della nostra regione come punto di incontro tra agricoltura, comunicazione istituzionale e promozione del territorio valorizzando un modello integrato che punta a far emergere le opportunità e le migliori pratiche. Coltivare la terra é un atto di fiducia e questo concorso nazionale rappresenta anche un’occasione importante per dialogare con le altre regioni, condividere esperienze e mettere in luce le eccellenze, valorizzando il legame tra paesaggio, produzioni locali e accoglienza. Un racconto corale che dà voce ai nostri produttori, allevatori e agricoltori, protagonisti di un sistema che unisce qualità, bellezza e identità».
Le Regioni vincitrici sono state selezionate da una giuria di qualità composta da Sonia Broccatelli, Michela Angeletti e Francesco Bolo Rossini. Il concorso ha previsto tre categorie – Educational e Tutorial, Spot e video emozionali, Storytelling – oltre a due menzioni speciali assegnate per innovazione, originalità e qualità espressiva.
«Rural Ciak – ha dichiarato Paolo Ammassari, Dirigente MASAF Coordinamento Generale Rete PAC – contribuisce a diffondere la conoscenza delle politiche di sviluppo rurale, che sono fondamentali per sostenere imprenditori agricoli e comunità locali. Si tratta di un ambito complesso da comunicare, ma proprio per questo estremamente strategico. Per il Ministero questa è una manifestazione significativa. È un’occasionepreziosa per valorizzare il contributo delle diverse realtà regionali e rafforzare la capacità di raccontare lo sviluppo rurale in maniera chiara e accessibile».
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre approfondito il nuovo paradigma della comunicazione della Rete PAC, illustrato da Paola Lionetti.
Per la categoria Educational e Tutorial ha vinto la Regione Piemonte con il video “Scopri il Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Piemonte”. Il premio per la categoria Spot e video emozionali è andato alla Regione Basilicata con “Basilicata. Intrecci di futuro”, mentre per la categoria Storytelling è stata premiata la Regione Sardegna con “Tutto questo è sviluppo rurale Sardegna – La residenza artistica Nocefresca”.
«Ci daremo da fare – ha detto Graziano Antonielli del Servizio Sviluppo rurale della Regione Umbria – per far crescere questo appuntamento fino a renderlo un evento di livello europeo. Già lo scorso anno, la Commissione europea ha espresso apprezzamento per questa iniziativa, sottolineando proprio la necessità di valorizzarla ulteriormente in questa direzione. Apprezzare e mettere a confronto le esperienze provenienti da tutta Italia non è affatto scontato: significa condividere buone pratiche e costruire un patrimonio comune che migliora il lavoro quotidiano di tutti.»
Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali: alla Regione Abruzzo per “Abruzzo: un sogno rurale” e alla Regione Toscana per “Luppolo in Maremma: un progetto di imprenditoria giovanile innovativo per una birra 100% maremmana”.
La giornata è stata presentata da Giovanna Mottola per la Regione Umbria e da Matteo Tagliapietra, direttore responsabile di Pianeta PSR.
«Siamo orgogliosi – ha dichiarato Elena Ranfa, Presidente del Consiglio comunale di Perugia – di questa iniziativa. Nella nostra città si realizza così un incontro significativo tra radici e innovazione, tra agricoltura, cultura, bellezza e comunicazione. Crediamo che proprio questa integrazione tra sviluppo rurale, comunicazione e cultura rappresenti la chiave più efficace per raccontare chi siamo e per trasmettere all’esterno l’identità e il futuro che vogliamo costruire».
L’evento, trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube del Festival, ha visto la partecipazione da remoto dei Servizi della Commissione europea – DG Agri e si è concluso con “Radici Comuni”, un evento conviviale di networking istituzionale che ha favorito il confronto tra istituzioni e partecipanti, promuovendo relazioni e nuove connessioni.
Perugia, 18 aprile 2026 – L’Umbria che innova ha fatto tappa per la prima volta a “ItalyRestartup in Paris”, evento centrale del roadshow internazionale di Smau. L’iniziativa, sostenuta da Regione Umbria ed attuata da Sviluppumbria, si è tenuta a Parigi dal 14 al 16 aprile ed ha visto la partecipazione di 5 selezionate start up umbre che hanno presentato soluzioni pronte per il mercato internazionale in diversi settori, dall’intelligenza artificiale - con Red LynX Robotics che ha sviluppato soluzioni AI su misura per l’integrazione e la valorizzazione dei dati aziendali e Dentalhub che applica all’AI alla gestione avanzata di studi dentistici e Culture Aid che lavora sull’accessibilità dei servizi attraverso soluzioni AI per la comunicazione multilingue - fino a soluzioni di ricerca applicata ad alto contenuto scientifico con Prolabin & Tefarm, che sviluppa materiali funzionali avanzati per applicazioni industriali e Hypesound che con una tecnologia acustica proprietaria migliora l’efficienza dei processi biotech industriali. Moltissime le occasioni di connessioni concrete per le aziende presenti.
La serata inaugurale si è tenuta il 14 aprile presso l’Ambasciata d'Italia a Parigi che ha scelto Smau ItalyRestartup in Paris come evento ufficiale per celebrare la Giornata Nazionale del Made in Italy. Parlando delle capacità di innovazione del Made in Italy, l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro ha sottolineato che l'Italia va ben oltre le tradizionali 'tre F' (Forniture-Fashion-Food), essendosi affermata come un Paese dalla solida base industriale e settimo esportatore mondiale, patria di circa circa 13.000 startup innovative con ecosistema di Venture Capital in rapida crescita.
La giornata centrale del programma si è svolta il 15 aprile a Station F, hub di riferimento per l’innovazione a livello internazionale, dove si sono alternati incontri B2B, momenti di networking, pitch e panel tematici dedicati ai trend emergenti. Tra questi il panel “Founding the Future: creating new ecosystems” che ha messo a confronto incubatori, istituzioni e corporate sul ruolo degli ecosistemi nell’abilitare l’innovazione; “Emerging opportunities and strategic collaboration, shaping what comes next” focalizzato sulle nuove traiettorie di collaborazione tra media, ricerca e industria; “Futureproof: redesigning work and skills for the AI era” che ha esplorato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle competenze, con il coinvolgimento di aziende e community internazionali.
A chiudere l’esperienza il 16 aprile si è tenuto un tour nei principali luoghi dell’innovazione parigini, che ha offerto alla delegazione umbra l’opportunità di entrare in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’ecosistema francese ed internazionale dell’innovazione grazie ad incontri diretti con realtà come TotalEnergies On, Marble, Microsoft e HEC Paris Incubator, oltre a una tappa presso Le Village by Crédit Agricole e presso Sorbonne University - SCAI Center for Artificial Intelligence, una delle istituzioni simbolo dell’eccellenza accademica, culturale e scientifica europea.
“Essere presenti come Regione Umbria in uno dei contesti più dinamici d’Europa significa dare alle nostre imprese più innovative un’opportunità concreta per trasformare il loro potenziale in percorsi di crescita internazionale - ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, presente all’evento - ringraziamo Smau che, in collaborazione con Ice Agenzia (Italian Trade Agency), ha saputo portare all’estero un format di collaborazione tra territori, corporate e nuovi attori dell’innovazione al quale ho fortemente voluto che la Regione Umbria partecipasse per la prima volta. il Made in Umbria oggi è rappresentato anche da startup e Pmi innovative a favore delle quali vogliamo costruire un ecosistema sempre più aperto”.
“Questa tappa di Parigi – ha aggiunto Francesco De Rebotti - vuole essere l’avvio di un percorso che, partendo da contesti internazionali come questo, sia in grado di portare in Umbria investitori, corporate e stakeholder globali. Un evento tutto Made in Umbria da realizzare nella nostra Regione in collaborazione con Smau e con gli altri attori del Sistema Paese a livello nazionale e locale, con l’obiettivo di attrarre investimenti e strutturare il posizionamento internazionale dell’Umbria cogliendo tempestivamente le opportunità offerte dalla Zes”.
”Il coinvolgimento dell’ecosistema di Regione Umbria a Smau Parigi rappresenta un passaggio concreto nella costruzione di un dialogo strutturato tra territorio e contesti internazionali dell’innovazione”, ha dichiarato Valentina Sorgato, Amministratore delegato di Smau. “Il ruolo delle istituzioni regionali è determinante nel creare le condizioni affinché le startup possano crescere, accedere a opportunità di open innovation e confrontarsi con mercati e attori globali. Questa prima tappa condivisa segna l’inizio di un percorso che alimenterà nuove occasioni di collaborazione, scambio e contaminazione tra imprese, territori e hub internazionali”.
Perugia, 17 apr. 2026 - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sport Simona Meloni, ha approvato l’atto con cui vengono individuate le aree di intervento per il finanziamento del “Fondo per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori” per l’annualità 2025, previsto dalla legge 178 del 2020.
L’obiettivo del provvedimento è rafforzare le politiche di sostegno all’attività motoria e sportiva di base, favorendo la pratica sportiva per tutte le fasce della popolazione, la diffusione di stili di vita sani, il benessere psicofisico e i percorsi di inclusione sociale, con particolare attenzione ai giovani, agli anziani, alle pari opportunità e alle persone con disabilità.
Le risorse del Fondo andranno a sostenere gli interventi che verranno finanziati attraverso il Disciplinare per la concessione di contributi e benefici finanziari per l’attività sportiva, approvato dalla Regione ai sensi della legge regionale 19/2009, rivolto a enti pubblici, enti di promozione sportiva, federazioni, associazioni e società sportive dilettantistiche, circoli aziendali e altri soggetti senza scopo di lucro operanti sul territorio regionale.
Il provvedimento si colloca in continuità con il percorso già avviato dalla Regione sulle precedenti annualità del Fondo e punta a consolidare una programmazione che valorizzi strumenti regionali già attivi per la promozione dello sport di base e delle manifestazioni non professionistiche di qualità.
“Con questo atto – dichiara l’assessore regionale Simona Meloni – l’Umbria conferma una scelta chiara: investire sullo sport di base come diritto di cittadinanza e come strumento concreto di benessere, prevenzione e coesione sociale. Vogliamo sostenere attività e progettualità capaci di raggiungere i territori, coinvolgere le comunità e offrire opportunità reali a giovani, anziani, famiglie e persone più fragili. Lo sport non è soltanto pratica motoria, ma anche inclusione, qualità della vita e presidio sociale, soprattutto nelle aree dove è più importante rafforzare occasioni di partecipazione e aggregazione”.
Nomina di Fabio Ciciliano a commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica, presidente Proietti e assessora Meloni: “Scelta che garantisce stabilità, continuità e piena operatività”
(AUN) – Perugia, 17 aprile 2026 – “La nomina di Fabio Ciciliano a commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica garantisce continuità e piena operatività in una fase che richiede risposte rapide, coordinate e tecnicamente solide”. Lo afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, commentando il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che conferisce l’incarico fino al 30 giugno 2026.
“Parliamo di una figura con competenze riconosciute e con una capacità operativa già dimostrata nella gestione delle emergenze – prosegue Proietti. In un contesto segnato da criticità sempre più frequenti legate alla disponibilità della risorsa idrica, è fondamentale assicurare una guida autorevole e una regia unitaria degli interventi. La collaborazione tra livelli istituzionali è decisiva e serve proseguire con il lavoro avviato tra Governo, Regione e soggetti attuatori per accelerare gli interventi e rendere più efficaci le risposte ai cittadini e alle imprese”.
La presidente sottolinea come il tema della scarsità idrica rappresenti “una priorità nazionale che coinvolge direttamente anche i territori dell’Italia centrale e l’Umbria, dove è necessario continuare a investire in infrastrutture, prevenzione e gestione sostenibile delle risorse”. E aggiunge: “La nomina di Ciciliano si inserisce in un percorso già avviato e consente di dare continuità alle azioni in corso, evitando rallentamenti e rafforzando la capacità di intervento nei contesti più esposti, a partire dalle attività in atto sul lago Trasimeno”.
Proietti rivolge quindi “un ringraziamento sincero al commissario uscente Nicola Dell’Acqua per la grande collaborazione istituzionale assicurata in questi mesi, per l’attenzione riservata all’Umbria e per il lavoro svolto su un fronte così delicato e strategico. Il rapporto costruito con la struttura commissariale ha consentito di affrontare passaggi importanti e di accompagnare interventi attesi dai territori, a partire da quelli che riguardano il Trasimeno”.
Sul punto interviene anche l’assessora regionale con delega ai Laghi Simona Meloni: “La nomina del nuovo commissario è un passaggio importante perché permette di consolidare un lavoro tecnico e istituzionale già impostato e di accompagnare senza interruzioni gli interventi previsti per il Trasimeno. L’Umbria ha bisogno di continuità operativa, di tempi certi e di un confronto costante con la struttura commissariale nazionale. Desidero anch’io ringraziare il commissario uscente Nicola Dell’Acqua per la disponibilità, l’ascolto e la grande collaborazione istituzionale che ha accompagnato il lavoro svolto fin qui – aggiunge Meloni. Su aspetti complessi come quello del Trasimeno il metodo del confronto costante tra livelli istituzionali è decisivo, e il lavoro condiviso ha consentito di imprimere un’accelerazione concreta agli interventi”.
L’assessora Meloni richiama quindi le opere già programmate e quelle in corso sul bacino lacustre. “Sul Trasimeno infatti è già entrato in funzione l’impianto filtrante di Montedoglio a Tuoro, primo punto di adduzione attivo del sistema, con una portata di 200 litri al secondo. A questo si aggiungono le ulteriori analisi per il secondo punto di adduzione in area Paganico, gli interventi sulle darsene a San Feliciano e Sant’Arcangelo, il ripristino dello scalo merci di Isola Maggiore, i lavori sul sentiero di San Francesco e le opere sui fossi e sui canali a Moiano, Paganico e Maranzano, finanziate con risorse regionali e PNRR”.
“C’è poi tutto il lavoro sulla rete idraulica minore e sulla funzionalità del lago – conclude Meloni -. Parliamo di interventi concreti su fossi, canali, darsene e infrastrutture di adduzione che devono procedere con regolarità e senza battute d’arresto. Per questo la continuità della struttura commissariale nazionale è un elemento essenziale: serve a dare forza a un’azione coordinata e strutturale che riguarda il presente e il futuro del Trasimeno e dei territori che vi insistono”.
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