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Perugia, 20 agosto 2026 – Ad agosto la tentazione della dialettica politica sotto l’ombrellone è ammissibile, tranne per chi in cinque anni di governo non è riuscito a portare un bicchiere d’acqua al Trasimeno, negando il problema per un’intera legislatura.
Mentre l’attuale Giunta regionale lavora a testa bassa — riavviando manutenzioni ferme da vent’anni, dragaggi, tagli vegetazionali e pulizia dei canali — dalla destra arriva un’unica proposta: la danza della pioggia. Dietro al loro grottesco countdown idrometrico non c’è una sola soluzione. Costruire richiede studio e approfondimento per affrontare problemi complessi. Le teorie negazioniste climatiche sposate da una destra campione di chiacchiere non costano nulla, ma non risolvono niente.
Invertire la rotta richiede due azioni complementari: apportare nuova acqua e ridurre l’evaporazione. Entrambe esigono un approccio infrastrutturale, tempo e investimenti che stiamo faticosamente programmando, segnando un vero "anno zero" per il Trasimeno.
Sull’apporto idrico abbiamo ottenuto il primo risultato sbloccando il collegamento con Montedoglio, che stiamo potenziando. A questo seguirà un piano integrato per interconnettere il lago ad altri corpi idrici, inclusi la diga del Chiascio e il Niccone, e per realizzare una rete di invasi artificiali di stoccaggio. Il progetto Basin4energy, lanciato alla COP30, va proprio in questa direzione per recuperare le infrastrutture abbandonate negli anni.
Tuttavia, anche l'insieme di queste misure rischia di non bastare in uno scenario in cui l’uso delle acque diventa sempre più conflittuale, come vediamo nei territori di Nocera Umbra e Foligno.
Per questo è imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale come il fotovoltaico galleggiante, tra le soluzioni più affidabili per abbattere l’evaporazione. Già nel 2019 la Banca Mondiale pubblicava il rapporto "Where Sun Meets Water". Una vasta letteratura scientifica conferma che questi impianti riducono l'evaporazione tra 0,8 e 2,2 metri cubi all'anno per ogni metro quadrato coperto, creando anche micro-habitat favorevoli alla biodiversità, oggi soffocata dal fango.
I grandi impianti FPV (Floating Photovoltaic) sono realtà consolidate in tutto il mondo: basti pensare a quello della diga di Hapcheon in Corea del Sud, integrato nel paesaggio con la sua forma a fior di prugno. L'Umbria non può permettersi di rifiutare la scienza.
Perugia, 20 agosto 2026 – Da lunedì 24 agosto riprenderà, in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto, la circolazione dei treni tra le stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Perugia Fontivegge, dove sono stati completati importanti interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico. La riattivazione del servizio ferroviario tra Perugia Ponte San Giovanni e Perugia Fontivegge assicurerà circa il 70% dei collegamenti ordinari tra le due stazioni, mentre resterà sospesa fino al 6 settembre la circolazione tra Perugia e Terontola.
“Con la riapertura da lunedì prossimo della tratta Ponte San Giovanni-Fontivegge si chiude una fase importante dei lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico della linea tra le due stazioni, un nodo strategico per la mobilità ferroviaria regionale” – dichiara l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti. “Ringrazio – conclude l’assessore - i pendolari e i viaggiatori per la comprensione dimostrata in queste settimane di disagio, reso necessario da interventi che renderanno più efficiente questo tratto della linea ferroviaria regionale, e Rfi per il rispetto delle tempistiche previste. Continueremo a seguire con attenzione anche il cantiere sulla Perugia-Terontola, che si concluderà come da programma il 6 settembre, per riportare quanto prima alla piena normalità l'intero servizio ferroviario regionale in Umbria”.
Perugia, 20 agosto 2026 – Cara Ludovica Cioria,
ho letto le tue considerazioni sul soggiorno a Orvieto e anche le parole con cui, nelle ultime ore, hai accolto l’invito al dialogo arrivato dagli operatori di Destinazione Orvieto. Mi fa piacere che la vicenda abbia preso questa direzione e che tu abbia riconosciuto il valore e la complessità del lavoro di chi ogni giorno si occupa di accoglienza.
Proprio per questo credo sia necessario chiarire alcuni aspetti, perché da amministratrice regionale con delega al Turismo sento il dovere di tutelare Orvieto, l’Umbria e le tante persone che lavorano quotidianamente perché la nostra regione sia una terra capace di accogliere bene.
Mi dispiace che tu e la tua famiglia abbiate vissuto un disagio. Ascoltare un’esperienza negativa è sempre utile e nessuno pensa che non si debba lavorare continuamente per migliorare i servizi destinati alle famiglie, ai bambini, agli anziani e alle persone con disabilità.
Una singola esperienza, tuttavia, non può trasformarsi in un giudizio complessivo su una città e sul suo sistema dell’accoglienza. E soprattutto non può essere sufficiente per parlare di overtourism.
L’overtourism è un fenomeno serio, che riguarda territori nei quali la pressione dei visitatori supera la capacità della destinazione e incide sulla qualità della vita dei residenti, sui servizi e sull’equilibrio delle comunità. Trovare alcuni ristoranti pieni in una sera di agosto, presentandosi senza prenotazione, è una situazione molto diversa.
Un tavolo apparentemente libero, inoltre, non è necessariamente disponibile: può essere prenotato per un turno successivo o rientrare nell’organizzazione dei coperti che cucina e personale sono in grado di servire garantendo qualità. Questo non significa discriminare una famiglia o non volere bambini nel proprio locale.
Significa anche rispettare il lavoro delle persone.
Dietro un ristorante ci sono imprenditori, cuochi, camerieri, ragazze e ragazzi che nei periodi di maggiore affluenza sostengono ritmi molto impegnativi. Organizzare i coperti e non sovraccaricare il servizio significa tutelare il cliente, ma anche garantire condizioni di lavoro più sostenibili e una migliore conciliazione tra vita e lavoro.
E quando parlo di lavoro penso anche a quello degli amministratori, delle istituzioni locali e regionali e di tutti coloro che ogni giorno programmano servizi, infrastrutture, promozione e politiche turistiche. Costruire una destinazione accogliente è un lavoro collettivo, che richiede tempo, risorse e responsabilità. Per questo credo che chi rappresenta le istituzioni debba avere particolare attenzione prima di trasformare un singolo episodio in un giudizio generale.
E poi ci sono i fatti.
Nel 2025 Orvieto è stata riconosciuta da Booking.com come una delle dieci città più accoglienti al mondo e l’unica italiana presente nella classifica, elaborata sulla base delle recensioni verificate dei viaggiatori. È il risultato del lavoro quotidiano di strutture ricettive, ristoratori, commercianti, operatori turistici e istituzioni.
Anche i numeri del 2026 ci raccontano una città che sta crescendo, con aumenti a doppia cifra nel secondo trimestre sia negli arrivi sia nelle presenze. È una crescita che ci rende orgogliosi e che dobbiamo governare con intelligenza e sostenibilità, non rappresentare come un problema.
Ma vorrei allargare lo sguardo: non è soltanto Orvieto a essere così. È l’Umbria.
La nostra regione è naturalmente adatta alle famiglie: per le sue dimensioni, per la qualità della vita, per i suoi borghi, per la possibilità di alternare cultura, natura e attività all’aria aperta, per un turismo che può essere vissuto con tempi e modalità diverse. È una regione sulla quale stiamo lavorando perché sia sempre più accessibile e inclusiva.
Lo testimonia anche il recente Green Road Award, l’Oscar italiano del Cicloturismo, assegnato alla Ciclovia del Trasimeno, un percorso riconosciuto anche per la sua accessibilità e inclusività, pensato per essere vissuto da cicloturisti, famiglie e persone con differenti esigenze di mobilità. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare ad andare: un turismo nel quale nessuno debba sentirsi escluso.
E la bellezza del nostro modello è proprio nel territorio diffuso. Intorno a Orvieto non esistono soltanto altri splendidi borghi: ci sono parchi, aree naturali e spazi meravigliosi all’aria aperta, luoghi nei quali una famiglia può trascorrere una giornata, fermarsi, giocare, camminare, vivere il paesaggio e scoprire un’Umbria diversa a pochi minuti dalla città. Ci sono aree rurali, feste e tradizioni legate all’agricoltura, enogastronomia, cammini, ciclovie e natura.
Questa rete di luoghi e comunità è uno dei grandi punti di forza dell’Umbria e ci consente anche di distribuire meglio i flussi, offrendo esperienze diverse e autentiche.
Accoglienza, del resto, non significa soltanto trovare sempre e comunque un tavolo libero. Significa qualità dei servizi, accessibilità, attenzione alle diverse esigenze e capacità di far sentire chi arriva parte di una comunità. È il modello di turismo sul quale stiamo lavorando.
In questo 2026, anno dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco, parole come ospitalità, rispetto, comunità e condivisione assumono per l’Umbria un significato ancora più profondo. Sono valori che appartengono alla nostra storia e sui quali vogliamo continuare a costruire il futuro del turismo regionale.
C’è infine una questione che riguarda noi che rappresentiamo le istituzioni.
Quando incontriamo un problema in un territorio amministrato da altri colleghi, di qualsiasi colore politico siano, credo che il confronto diretto debba sempre precedere il giudizio pubblico. Una telefonata o una richiesta di chiarimento avrebbero probabilmente consentito di comprendere meglio quanto accaduto ed evitare che un disagio personale diventasse un giudizio sull’accoglienza di un’intera città e sul lavoro di centinaia di persone.
Per questo considero positivamente le tue parole successive e la disponibilità al confronto con Destinazione Orvieto. È quello il terreno giusto: confrontarsi sulle buone pratiche e capire come rendere le nostre città e i nostri territori sempre più accessibili e attenti alle famiglie.
Su questo saremo sempre disponibili a dialogare.
Ma con la stessa chiarezza rivendichiamo il lavoro di Orvieto e dell’Umbria e respingo l’idea che questa vicenda possa essere utilizzata per descrivere la nostra terra come poco accogliente verso le famiglie.
L’Umbria è una terra per le famiglie. È una terra accessibile, aperta e accogliente. Non ha paura di accogliere: vive di accoglienza.
E continuerà a farlo con professionalità, rispetto e quella capacità di far sentire a casa chi arriva che rappresenta uno dei patrimoni più preziosi della nostra terra.
Ti aspettiamo nuovamente a Orvieto e in Umbria, insieme alla tua famiglia, per scoprire le tante meraviglie che la nostra terra sa offrire.
Simona Meloni
(AUN) – Perugia, 20 agosto 2026 – Prenderanno il via da settembre in Umbria tre nuovi corsi base di Protezione civile rivolti ai cittadini che vogliono avvicinarsi al mondo del volontariato e acquisire le conoscenze necessarie per partecipare alle attività del sistema regionale in caso di emergenza.
I percorsi formativi, gratuiti e aperti a tutti, sono promossi dalle organizzazioni di volontariato in raccordo con il Servizio Protezione Civile ed Emergenze della Regione Umbria. Il corso base costituisce il requisito essenziale per poter operare come volontario nelle attività di soccorso e assistenza alla popolazione durante gli eventi emergenziali.
“La Protezione civile è prima di tutto preparazione, conoscenza, prevenzione e senso di responsabilità verso la propria comunità – sottolinea la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Il volontariato rappresenta una componente fondamentale del nostro sistema e una straordinaria espressione di cittadinanza attiva. Questi corsi offrono a chiunque lo desideri la possibilità di acquisire competenze concrete, ma anche di comprendere come ciascuno di noi possa contribuire alla sicurezza collettiva. L’esperienza ci insegna quanto sia importante poter contare, nei momenti più difficili, su persone formate, organizzate e consapevoli”.
Le lezioni consentiranno di conoscere l’organizzazione e il funzionamento del sistema di Protezione civile, i principali scenari di rischio, l’utilizzo delle radio, le nozioni di cartografia e alcuni elementi di primo soccorso. Una particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della cultura di Protezione civile e ai comportamenti di autotutela e di sicurezza che volontari e cittadini devono adottare prima, durante e dopo un evento emergenziale.
“Formare un volontario significa metterlo nelle condizioni di operare in sicurezza e in maniera coordinata all’interno di un sistema complesso, nel quale competenza, organizzazione e conoscenza delle procedure sono determinanti – evidenzia la presidente. L’obiettivo dei corsi è fornire le basi tecniche, ma anche diffondere una cultura della prevenzione che non riguarda soltanto chi sceglierà di diventare volontario: conoscere i rischi del proprio territorio e sapere come comportarsi in emergenza è un patrimonio utile a tutta la comunità”.
Ogni corso prevede otto lezioni della durata di due ore ciascuna, alle quali si aggiunge una prova pratica di montaggio delle tende. La giornata conclusiva comprende una parte valutativa e una esercitazione presso il Centro Regionale di Protezione Civile.
Tre, al momento, i corsi programmati sul territorio regionale:
• Todi, promosso da La Rosa dell’Umbria ODV, con inizio il 2 settembre. Per le iscrizioni: tel. 379 1907994, e-mail todi@larosadellumbria.it;
• Orvieto, promosso dall’Associazione VAB, con inizio il 21 settembre. Per le iscrizioni: tel. 345 6119044, e-mail vaborvieto@gmail.com;
• Bastia Umbra, promosso dal Gruppo comunale di Protezione civile, con inizio il 27 ottobre. Per le iscrizioni: tel. 328 0411077, e-mail protezionecivile@comune.bastia.pg.it.
Per partecipare è sufficiente contattare direttamente l’organizzazione di volontariato che promuove il corso prescelto.
(Aun) – Perugia, 19 agosto 2026 – “Oggi abbiamo bisogno di luoghi nei quali tornare a incontrarsi, ascoltarsi e riconoscere ciò che unisce. Il Meeting di Rimini continua ad essere uno di questi luoghi e il tema scelto per questa edizione ci richiama a una responsabilità molto concreta: rimettere la persona e le relazioni umane al centro delle scelte pubbliche, dell’economia, dell’innovazione e della vita delle nostre comunità”. Lo afferma la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti alla vigilia della 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma alla Fiera di Rimini dal 21 al 26 agosto con il titolo “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia.
Sei giornate di incontri, testimonianze, mostre, spettacoli e appuntamenti dedicati ai grandi temi dell’attualità, dalla pace alle crisi internazionali, dall’Europa al lavoro, dalla scuola alla sanità, fino alle trasformazioni prodotte dalla scienza, dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale.
La Regione Umbria sarà presente al Meeting anche con uno spazio pensato per raccontare il territorio attraverso un’esperienza diretta, mettendo insieme natura, spiritualità, mobilità lenta, turismo e identità. Al centro dello stand un percorso analogico e interattivo dal titolo “Corpo in movimento, spirito in cammino”, costruito attorno all’immagine del “Cuore Verde” e concepito per accompagnare i visitatori alla scoperta di cammini e ciclovie umbre.
Sul pavimento una grande mappa dell’Umbria introdurrà il visitatore al percorso, mentre una parete interattiva proporrà il “Bivio delle Emozioni”: da una parte “Il vento sul viso”, dedicato al mondo delle ciclovie e a chi sceglie il movimento e l’avventura; dall’altra “La terra sotto i piedi”, riservato ai cammini, alla lentezza e alla scoperta del territorio a passo d’uomo. Attraverso una serie di domande sarà possibile arrivare a uno dei 32 itinerari proposti, 16 cammini e 16 ciclovie, e ricevere la scheda del percorso più vicino alle proprie aspirazioni di viaggio.
Uno spazio particolare sarà dedicato al Cammino di Francesco, che nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo assume un significato centrale nella proposta dell’Umbria. Non soltanto un itinerario turistico, ma un percorso capace di unire paesaggio, storia, spiritualità e un modo diverso di attraversare e conoscere i territori. È anche un’occasione importante per la presentazione dell’Associazione Cammini di Francesco, di cui l’Umbria è socio fondatore, che in questo anno speciale dell’ottavo centenario della morte di San Francesco presenterà anche le altre iniziative in cantiere.
“Come Umbria – sottolinea la presidente Proietti – sentiamo una responsabilità particolare in questo 2026. Ottocento anni dopo il Transito di Francesco, la nostra terra custodisce e consegna al mondo un messaggio che non appartiene soltanto alla storia. Francesco parla all’oggi. Parla della pace quando sceglie il dialogo invece dello scontro, della fraternità quando riconosce nell’altro un fratello, della cura del creato quando contempla ogni elemento della natura come parte di una relazione universale. E ci ricorda soprattutto che la pace comincia dal disarmo del cuore”.
Accanto ai cammini, il Meeting sarà anche occasione per valorizzare il cicloturismo umbro. Nello stand sarà allestita un’area fotografica con una bicicletta inserita in una grande cornice a forma di cuore, collegata alla promozione delle ciclovie regionali e in particolare della Ciclovia del Lago Trasimeno, l’anello di circa 60 chilometri vincitore del Green Road Award 2026. Un riconoscimento che premia una proposta turistica fondata sulla sostenibilità, sull’accessibilità e sulla fruizione lenta del paesaggio.
Il racconto dell’Umbria passerà anche attraverso uno dei prodotti più riconoscibili della sua tradizione. La Scuola del Cioccolato Perugina collaborerà infatti con la Regione Umbria animando gratuitamente lo stand con le dimostrazioni del maestro cioccolatiere Alberto Farinelli. Lo show cooking sarà accompagnato anche dalla distribuzione di Baci Perugina confezionati e diventerà un ulteriore momento di incontro con il pubblico. Sabato 22 agosto allo stand sarà presente anche l’assessora regionale Simona Meloni, che parteciperà all’appuntamento insieme al maestro cioccolatiere, in una giornata particolarmente significativa per il Meeting. La presenza della Scuola del Cioccolato Perugina diventa così anche un’occasione per raccontare, accanto ai cammini, al paesaggio e alla mobilità sostenibile, una componente fortemente identitaria del sistema produttivo e agroalimentare umbro.
Le dimostrazioni sono previste venerdì 21 agosto, con due appuntamenti a partire dalle 11.30 e due nel pomeriggio a partire dalle 17; sabato 22 agosto alle 11.30; domenica 23 agosto con due appuntamenti pomeridiani a partire dalle 17.
“Vogliamo raccontare un’Umbria che invita a fare esperienza dei suoi luoghi – evidenzia la presidente. Camminare, pedalare, conoscere un paesaggio, entrare in contatto con le comunità e con le nostre eccellenze significa scoprire una terra che può offrire contemporaneamente bellezza, autenticità, cultura e qualità della vita. Il Cuore Verde è il racconto di un territorio nel quale natura e presenza umana continuano a dialogare”.
Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 ci sarà la visita di Papa Leone XIV alla Fiera di Rimini sabato 22 agosto. Una presenza che per l’Umbria arriva a pochi giorni dall’incontro del Pontefice con migliaia di giovani ad Assisi, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in occasione del “GO! Franciscan Youth Meeting”.
“Accoglieremo la presenza di Papa Leone XIV al Meeting con la stessa gioia con cui l’Umbria lo ha accolto pochi giorni fa ad Assisi – prosegue Proietti. Il 6 agosto, davanti alla Porziuncola e insieme a migliaia di giovani, abbiamo vissuto un momento di straordinaria intensità. Ora il Santo Padre porterà a Rimini ancora una volta una parola rivolta soprattutto alle nuove generazioni e a un mondo che ha un enorme bisogno di pace, di fraternità e di coraggio”.
“Il verso di Dante scelto come titolo del Meeting – conclude la presidente –parla di una forza capace di muovere, generare e tenere insieme. In un appuntamento che mette in relazione persone, culture, fedi e responsabilità differenti, l’Umbria porta la propria esperienza e la voce della terra di Francesco: la convinzione che fraternità, pace e sviluppo sostenibile abbiano bisogno di relazioni, gesti concreti, scelte pubbliche e responsabilità quotidiane”.
Perugia, 18 agosto 2026 - La Presidente della Regione esprime profondo cordoglio per la tragica morte di Aldo Biselli, avvenuta questa mattina a Deruta durante un intervento sul tetto di un capannone.
“A nome della Giunta regionale e dell’intera Amministrazione regionale rivolgo alla famiglia di Aldo Biselli sentite condoglianze e la più sincera vicinanza in questo momento di immenso dolore. Una tragedia che colpisce una persona conosciuta e stimata, impegnata nel proprio lavoro e nella vita della sua comunità. Di fronte a un nuovo, drammatico incidente sul lavoro, il pensiero va anche al dovere collettivo di rafforzare ogni azione utile a garantire sicurezza, prevenzione e tutela per tutte le lavoratrici e i lavoratori. La sicurezza sul lavoro deve essere e sarà una priorità assoluta per l’Umbria: già dal 2025 abbiamo avviato un importante lavoro nel rafforzamento delle politiche regionali di prevenzione, ponendo le basi per interventi più coordinati, continuativi e orientati ai comparti a maggiore rischio.
Particolare attenzione è rivolta al settore edilizio e agli altri ambiti caratterizzati da esposizioni critiche, con Piani mirati di prevenzione affrontano rischi prioritari quali cadute dall’alto, ribaltamento dei mezzi agricoli, esposizione ad amianto, stress lavoro-correlato e rischi ergonomici, promuovendo autovalutazione, miglioramento continuo e riduzione delle condizioni di pericolo.
In questo percorso, un ruolo strategico è affidato ai tavoli regionali e ai gruppi di lavoro tematici, sedi permanenti di confronto, programmazione e integrazione che costituiscono il cuore del metodo di lavoro avviato nel 2025 e che ha portato a sensibili miglioramenti, almeno nel numero di incidenti mortali, anche se ogni morte sul lavoro è un fallimento per tutti.
Per questo avvieremo nei prossimi mesi una campagna mirata e incisiva sulla sicurezza sul lavoro, perché vogliamo e dobbiamo arrivare a zero morti sul lavoro.
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