Notizie

UmbriaCON 2026 al via a Bastia Umbra. Vicepresidente Bori: “Un motore per le industrie creative e per i giovani”

(aun) – Perugia 16 gennaio 026 - “UmbriaCON è la dimostrazione di come la cultura pop, il fumetto, il gaming e l’audiovisivo siano oggi parte integrante delle politiche culturali e giovanili”: lo ha detto il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, intervenendo oggi all’ inaugurazione della terza edizione di UmbriaCON, il festival dedicato al fumetto, ai videogiochi, all’animazione, alle serie tv e alla cultura pop, in programma fino a domenica 18 gennaio a Bastia Umbra. 
Quella che ha preso il via oggi è la terza edizione di UmbriaCON, organizzata anche con il supporto della Regione Umbria e del Comune di Bastia Umbra e si conferma come uno degli eventi di riferimento nel Centro Italia per il mondo delle industrie culturali e creative, capace di coniugare intrattenimento, formazione e promozione dei linguaggi contemporanei, richiamando ospiti di primo piano del panorama nazionale e internazionale.
“Qui si incontrano creatività, innovazione e nuove professionalità - ha detto vicepresidente Bori - in un contesto che parla il linguaggio delle ragazze e dei ragazzi e che costruisce opportunità concrete per le filiere delle industrie creative. La Regione sostiene questo percorso perché significa investire in competenze, attrattività e sviluppo, rafforzando il posizionamento dell’Umbria come laboratorio di sperimentazione culturale capace di dialogare con i grandi circuiti nazionali e internazionali. La Regione investe sempre di più sulla nona arte che è già stata protagonista a UmbriaLibri e poi con uno spazio a Lucca".
Bori ha inoltre sottolineato il valore educativo e orientativo della manifestazione: “UmbriaCON è anche un luogo di incontro, di scoperta e di crescita, dove i giovani possono avvicinarsi ai mestieri del fumetto, dell’animazione, del digitale e dell’audiovisivo, immaginando il proprio futuro all’interno di un ecosistema creativo che la Regione intende continuare a sostenere con politiche mirate e investimenti strutturali”.
Per tre giorni Umbriafiere ospiterá autori, illustratori, doppiatori, musicisti, content creator e professionisti del settore, insieme a spazi dedicati al gioco, alle performance cosplay, a mostre, panel tematici e workshop, oltre a iniziative rivolte alle scuole, confermando UmbriaCON come una piattaforma nazionale di riferimento per i linguaggi della cultura pop e dell’immaginario contemporaneo e come un appuntamento capace di unire dimensione culturale, creativa e generazionale.


Lavoro e sostenibilità: al via in Umbria il progetto “Verde Inclusivo”. De Rebotti: “Il lavoro è la chiave per autonomia, dignità e futuro”

Perugia, 16 gennaio 2026 – È stato presentato venerdì mattina ad Amelia, nella sede di Comunità Incontro ETS, il progetto “Verde Inclusivo”, iniziativa che punta a creare valore sociale e ambientale attraverso l’inserimento lavorativo di giovani che hanno vissuto situazioni di fragilità. L’evento di kick-off ha visto la partecipazione di circa 200 persone tra partner di progetto, stakeholder locali e ragazzi delle comunità. Partner dell’iniziativa insieme a Fondazione Snam, Comunità Incontro, Umbra Servizi, Confapi Umbria, Confartigianato Terni e alle imprese del verde del Gruppo Snam coinvolte.
  Il progetto “Verde Inclusivo” nasce con l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’inclusione sociale di giovani vulnerabili, attraverso un percorso formativo certificato nel settore della manutenzione del verde, integrato da esperienze pratiche e tirocini retribuiti presso le aziende aderenti. Un modello che unisce sostenibilità ambientale, responsabilità sociale d’impresa e sviluppo di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i contenuti del progetto, il ruolo dei partner coinvolti e le opportunità offerte ai giovani, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con enti promotori e imprese, approfondendo le prospettive occupazionali e formative.
  “Progetti come Verde Inclusivo - dichiara l’assessore regionale alle politiche del lavoro Francesco De Rebotti - dimostrano che il lavoro può essere uno strumento fondamentale di inclusione, dignità e riscatto personale. Come Regione Umbria sosteniamo con convinzione percorsi che mettono insieme politiche attive del lavoro, attenzione alle fragilità e sostenibilità ambientale. La collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo settore è la chiave per costruire opportunità concrete e durature, soprattutto per i giovani”.


Calvi dell’Umbria, dalla Regione 95 mila euro per la messa in sicurezza della viabilità comunale. De Rebotti: “Risposte concrete ai territori, anche quelli più periferici”

(AUN) – Perugia, 16 gennaio 2026 – Nell’ambito delle risorse messe a disposizione dalla giunta regionale per il 2026 a sostegno delle priorità legate alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico e delle infrastrutture, per un importo complessivo di quasi 3 milioni e 400 mila euro, un contributo regionale di 95 mila euro è stato assegnato al Comune di Calvi dell’Umbria per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico su due tratti della viabilità comunale: la strada di Fontanacanale e la strada di San Giacomo.

Gli interventi sono stati inseriti tra quelli ritenuti prioritari con apposite deliberazioni della giunta regionale, sulla base delle richieste di fabbisogno presentate dagli enti locali e della necessità di intervenire su situazioni di criticità che avevano già comportato disagi significativi per residenti e utenti.

Nel dettaglio, sulla strada comunale di Fontanacanale, chiusa con ordinanza sindacale nel marzo scorso a seguito di eventi franosi e movimenti del terreno, il finanziamento regionale consentirà la realizzazione di una corretta regimentazione delle acque meteoriche attraverso nuovi canali di scolo e attraversamenti stradali, oltre al consolidamento del costone interessato dal cedimento mediante un intervento di rinforzo corticale con tiranti e rete di imbrigliamento. Un’opera fondamentale per ripristinare in sicurezza un collegamento strategico per alcune abitazioni e per il raggiungimento di terreni agricoli.

Sulla strada comunale di San Giacomo, invece, l’intervento finanziato dalla Regione prevede la messa in sicurezza di un’area interessata da un fenomeno franoso di scorrimento-colata, mediante la realizzazione di una doppia fila di pali di profondità differenziata, collegati da un cordolo in cemento armato, che consentirà anche una più efficace regimentazione delle acque superficiali.

“I finanziamenti destinati al Comune di Calvi dell’Umbria - dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti - rappresentano un esempio concreto dell’attenzione che la Regione Umbria riserva anche ai territori più piccoli e periferici, spesso caratterizzati da una viabilità complessa e da fragilità geomorfologiche importanti. Si tratta di interventi mirati e risolutivi, che permettono di restituire sicurezza e funzionalità a strade fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. Investire in prevenzione e messa in sicurezza significa garantire il diritto alla mobilità, sostenere le comunità locali e ridurre il rischio di ulteriori emergenze”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Calvi dell’Umbria, Guido Grillini: “I due interventi sono risolutivi di problematiche che interessano territori periferici del nostro Comune, dove le strade oggetto di intervento rappresentano spesso le uniche vie di accesso alle abitazioni e alle proprietà agricole. Grazie ai contributi regionali si vanno a sanare situazioni che difficilmente, con il solo bilancio comunale, sarebbe stato possibile affrontare, migliorando in modo significativo la sicurezza e la qualità della vita dei residenti”.


Comuni montani, Meloni: “Criteri ancora penalizzanti. A rischio fino a 20 Comuni umbri e servizi essenziali ai cittadini”

(AUN) – Perugia, 15 gennaio 2026 – “Ci vediamo costretti a ribadirlo: l’attuale impostazione complessiva delle norme che definiscono i nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani e il loro elenco è sbagliata e profondamente penalizzante per l’Umbria. Non solo rischia di tagliare fino a venti Comuni, ma prima ancora mette in discussione servizi ai cittadini, ne penalizza le possibilità di crescita e genera conseguenze negative sui territori”. Così l’assessore regionale con delega alle Aree interne, Simona Meloni, sull’esito della riunione della Conferenza delle Regioni all’interno della quale, tre giorni dopo la Commissione sulle Politiche della montagna in cui l’Umbria aveva già annunciato il suo “no” alla proposta di decreto, è tornata sul tavolo della discussione la bozza d’intesa con i nuovi criteri e parametri del cosiddetto decreto Calderoli.     
 “Anche con i correttivi che sono stati avanzati da alcune regioni negli ultimi giorni, per l’Umbria il documento resta inaccettabile - prosegue l’assessore Meloni -. Se si procedesse su questa linea, la nostra regione, al pari della Sardegna, si ritroverebbe a subire una penalizzazione fortissima che metterebbe in discussione la tenuta di territori e di comunità fondamentali per l’Umbria nel suo complesso. Si rischia infatti di smantellare un’azione amministrativa cruciale per l’Umbria e su cui da tempo stiamo lavorando con l’obiettivo di garantire un presidio fondamentale per i residenti, per la tutela del patrimonio paesaggistico e rurale e per lo sviluppo economico dell’intera regione”.     
Escludere 20 Comuni attualmente considerati montani significa “privare queste realtà e l’Umbria tutta di misure fiscali e incentivi per combattere lo spopolamento, mantenere i servizi e creare sviluppo economico - conclude Meloni -. Parliamo, tra le altre cose, di agevolazioni per chi vuole acquistare casa in quelle aree e per i lavoratori della sanità e della scuola che vogliono trasferirsi a vivere nelle aree di montagna, ma anche di incentivi e sgravi contributivi per le imprese e per favorire l’insediamento di nuove attività da parte di giovani. Occorre ricordare che lo spirito della legge è superare gli svantaggi strutturali delle aree montane trasformandole da aree marginali a aree centrali per lo sviluppo e la tenuta demografica del nostro paese e delle singole regioni. La proposta di decreto non risponde, a nostro giudizio, a queste primarie finalità”. 


Intelligenza artificiale per la medicina di famiglia: l’Umbria partecipa alla sperimentazione nazionale. La presidente Proietti: “Un’opportunità concreta per rafforzare la medicina di prossimità e migliorare l’appropriatezza delle cure”

(AUN) – Perugia, 15 gennaio 2026 – L’Umbria entra nella sperimentazione nazionale sull’intelligenza artificiale applicata alla medicina di famiglia. La giunta regionale ha approvato l’adesione alla fase 2 del progetto ministeriale che prevede l’utilizzo di una piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) a supporto dell’assistenza primaria, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure e rendere più efficiente l’assistenza territoriale. Il progetto, realizzato all’interno del PNRR Missione 6 Salute, si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale.  
     A partire da gennaio 2026, per dodici mesi, 165 medici di medicina generale delle Aziende sanitarie umbre utilizzeranno la piattaforma nell’attività clinica quotidiana. Lo strumento fornirà suggerimenti clinici non vincolanti basati su linee guida e percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, senza sostituirsi al giudizio del medico, con particolare attenzione alla gestione delle patologie croniche, alla prevenzione e alla promozione della salute. Nella fase iniziale la piattaforma sarà accessibile in cloud tramite browser e non utilizzerà dati personali dei pazienti, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati.    
     “Abbiamo scelto di partecipare a questa sperimentazione nazionale – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – perché rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la medicina di prossimità e supportare il lavoro dei medici di famiglia. L’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo responsabile e validata sul campo, può contribuire a migliorare l’appropriatezza delle cure e la presa in carico dei pazienti, soprattutto di quelli cronici”.  
     La Regione Umbria avrà un ruolo attivo nel coordinamento territoriale della sperimentazione, nel monitoraggio delle attività e nella raccolta dei dati di valutazione, che serviranno a validare l’efficacia e l’affidabilità della piattaforma prima di una possibile estensione su scala nazionale.


Bruxelles, la presidente Proietti a un evento sulla sanità al Parlamento europeo: “Priorità alla salute partendo dai territori”

Bruxelles 15 gen. 026 - Portare la tutela della salute al centro di tutte le politiche europee, a partire dai territori e dal livello regionale. È questo il messaggio che la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha ribadito al Parlamento europeo, intervenendo a Bruxelles all’evento del gruppo Socialists & Democrats intitolato “Health Across All Policies”, dedicato al tema dell’equità nell’accesso alle cure e della resilienza dei sistemi sanitari europei.
Nel corso del confronto, la presidente ha richiamato i contenuti del position paper S&D, che afferma come la salute debba essere riconosciuta come un diritto fondamentale e come una priorità trasversale dell’azione dell’Unione europea, non limitata alle sole politiche sanitarie. L’esperienza della pandemia da Covid-19, è stato sottolineato, ha dimostrato la necessità di rafforzare l’Unione europea della salute, rendendola più equa, coordinata e preparata ad affrontare possibili crisi. In questo quadro, la presidente ha evidenziato come l’accesso alle cure rappresenti una questione che incrocia coesione sociale, uguaglianza e qualità democratica. “La parità di accesso alle cure non è solo una questione sanitaria. È una questione di coesione, equità e democrazia”, ha affermato.
Partendo dall’esperienza dell’Umbria, cuore verde d’Italia, regione prevalentemente rurale e montana, la presidente ha posto l’accento sul rapporto diretto tra organizzazione territoriale dei servizi e diritti di cittadinanza. “Quando i servizi sanitari sono lontani, il diritto alla salute diventa diseguale”, ha spiegato, richiamando la necessità che le politiche europee tengano conto delle specificità territoriali, della geografia, delle dinamiche demografiche e dell’invecchiamento della popolazione. Elementi che, se non considerati, rischiano di ampliare le disuguaglianze e di lasciare indietro le aree rurali e interne.
Nel suo intervento, la presidente Proietti ha affrontato in modo puntuale il tema dei cosiddetti deserti medici, una criticità comune a molte regioni europee e che in Umbria si manifesta nella carenza di medici di medicina generale, nelle difficoltà di attrazione del personale sanitario e nelle distanze dai servizi. La risposta, ha sottolineato, non può essere emergenziale. “I deserti medici si combattono con la prossimità, non con soluzioni temporanee”, ha dichiarato, richiamando un modello fondato sul rafforzamento dell’assistenza primaria, sulle case della comunità, sull’integrazione tra sanità e sociale e su un utilizzo mirato della telemedicina. Un’impostazione coerente con il position paper S&D, che pone la prevenzione al centro delle politiche sanitarie europee e sottolinea come investire in ambienti sani, corretti stili di vita e informazione contribuisca a ridurre l’incidenza delle malattie croniche e i costi futuri per i sistemi sanitari.
Un ulteriore aspetto affrontato ha riguardato l’approccio “One Health” e il concetto di “exposome”, richiamati nel documento S&D come chiavi di lettura fondamentali per le politiche pubbliche. La salute umana, è stato evidenziato, è strettamente connessa a quella animale e ambientale, e l’esposizione cumulativa a fattori ambientali, sociali e commerciali incide in modo determinante sullo sviluppo delle patologie. In questo contesto, Proietti ha collegato il tema della salute alle politiche ambientali e climatiche, ricordando come aria pulita, acqua sicura, riduzione dell’inquinamento chimico e contrasto al cambiamento climatico rappresentino condizioni essenziali per la salute pubblica e come sia necessario dare piena attuazione al Green Deal europeo.
Nel contributo è stato inoltre richiamato il ruolo delle politiche su alimentazione e consumi, con riferimento alla promozione di diete sane e sostenibili, a un’etichettatura alimentare chiara a livello europeo, alla tutela del benessere animale e al contrasto a obesità e malnutrizione. Allo stesso modo, il position paper S&D evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di contrasto ai principali fattori di rischio, dal tabacco – compresi i nuovi prodotti – all’alcol, alle droghe e alla pubblicità di cibi ultra-processati, con particolare attenzione alla protezione di giovani e minori.
La presidente ha quindi richiamato l’attenzione sulle malattie non trasmissibili, sottolineando l’importanza di rafforzare a livello europeo screening, prevenzione e strategie comuni su cancro, malattie cardiovascolari, diabete e salute mentale. Quest’ultima, come indicato nel documento S&D, è riconosciuta come una priorità assoluta, soprattutto per le giovani generazioni, e richiede un piano europeo ambizioso fondato su prevenzione, accesso universale alle cure e attenzione ai determinanti sociali.
Proietti ha inoltre affrontato il nesso tra lavoro e salute, richiamando la necessità di migliorare sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro, affrontare stress, burnout e rischi psicosociali, tutelare i lavoratori sanitari e garantire il diritto alla disconnessione. Un passaggio è stato inoltre dedicato alla preparazione alle crisi sanitarie, che secondo il position paper S&D deve essere rafforzata attraverso una risposta europea più efficace alle emergenze, la cybersicurezza degli ospedali, il contrasto all’antimicrobico-resistenza e politiche vaccinali coordinate.
Un punto centrale del contributo ha riguardato il ruolo delle Regioni nella resilienza dei sistemi sanitari. Proietti ha ricordato come la pandemia abbia dimostrato che la capacità di risposta si costruisce anche a livello regionale, attraverso una governance in grado di garantire coordinamento, continuità assistenziale e interventi adeguati ai bisogni dei territori. In questa prospettiva, l’approccio “Health Across All Policies” richiede un rafforzamento del ruolo delle Regioni, un maggiore coordinamento tra Stati membri, finanziamenti adeguati – anche attraverso strumenti come EU4Health – e un investimento strutturale nelle infrastrutture sanitarie locali, fino all’ipotesi, richiamata nel documento S&D, di una Agenzia europea della sanità pubblica.

 


Altre informazioni dall'Ufficio stampa

Le altre news, il quindicinale AUN, il notiziario radiofonico, la rassegna stampa e i contatti sono sulle pagine dell'Ufficio stampa, alla voce Agenzia Umbria Notizie.