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L’Umbria migliora i tempi delle liste di attesa del 25%

(AUN) – Perugia, 23 aprile 2026 – Ad affermarlo lo scorso 20 aprile è stato il ministro della Salute Schillaci dichiarando che ‘le liste di attesa per la prima volta da 20 anni si riducono’ e citando l’Umbria tra le regioni più virtuose. Il ministro Schillaci in un'intervista sulle liste d'attesa al quotidiano La Stampa cita dati inediti della piattaforma nazionale di Agenas che ha analizzato 50 milioni di prenotazioni e che saranno resi pubblici a maggio. Il raffronto dei dati è tra il primo bimestre del 2025 e quello del 2026 e riguarda gli esami diagnostici e le visite specialistiche. I forti miglioramenti ottenuti e le strategie di intervento tecnico-politico per superare le criticità delle liste d’attesa in Umbria stanno quindi avendo impatto positivo attestato da Agenas e a breve confrontabile anche con i dati delle altre Regioni.
     “L'impegno di questa amministrazione per garantire il diritto alla salute dei cittadini prosegue con la massima trasparenza e determinazione. L'analisi dei dati relativi alla percentuale dei tempi di attesa tra i primi mesi del 2025 e del 2026 effettuata da Agenas ci restituisce la fotografia di un sistema sanitario in trasformazione, con risultati positivi e miglioramenti significativi, ma anche con specifiche sfide che stiamo già affrontando”. A parlare così è la presidente della Regione Stefania Proietti che ha mantenuto le deleghe e responsabilità sulla sanità in Umbria.
I miglioramenti raggiunti   
A livello regionale, il lavoro svolto ha portato a un netto incremento delle performance in numerose specialità. Per quanto riguarda le prime visite, abbiamo aumentato la tempestività in quasi tutte quelle sottoposte a monitoraggio alcune in settori cruciali quali la Neurologia (dal 60,8% al 72,8%), l'Otorinolaringoiatria (dal 68,8% all'86,4%) e l'Oculistica (dal 39,2% al 55,3%).    
Anche sugli esami diagnostici ad alta complessità vi sono stati miglioramenti. Grazie a un grande sforzo organizzativo, a livello regionale i tempi rispettati per la risonanza magnetica (RM) all'addome sono passati dal 58,2% all'85,8% e quelli per la RM encefalo e colonna dal 57,7% all'82,1%.   
Inoltre, i dati evidenziano gli aspetti positivi di alcuni nostri presidi ospedalieri e territoriali:
• Presso l'Usl Umbria 2, i tempi rispettati per la prima visita pneumologica sono raddoppiati (dal 37,4% al 79,4%) e quelli per la visita cardiologica sono saliti all'88,5%.   
• L'azienda ospedaliera S. Maria di Terni ha avuto miglioramenti sulla salute femminile: i tempi rispettati per le mammografie sono passati dal 28,1% ad un ottimo 97,2%, e quelli per l'ecografia della mammella dal 12,7% al 97,7%.    
• Anche l'azienda ospedaliera di Perugia ha registrato ottimi progressi sulle mammografie (dal 56,3% al 90,2%).    
Le criticità in via di risoluzione    
La tutela della salute pubblica impone però di guardare con lucidità alle aree che, nel periodo in esame, hanno registrato una flessione. A livello regionale abbiamo rilevato criticità nei tempi delle visite di medicina fisica e riabilitazione (scese dal 76,3% al 62,4%) e nelle visite urologiche (dal 71,7% al 59,5%). Anche gli esami vascolari come l'ecocolordoppler (arti e tronchi sovraortici) hanno subito ritardi generalizzati. Alcune aree restano più critiche come ad esempio le colonscopie.  
Linee strategiche nel piano socio sanitario regionale
L'assessorato, di concerto con le direzioni sanitarie, ha già predisposto le seguenti strategie di intervento tecnico-politico:
1. Task-force diagnostica mirata: abbiamo attivato un piano di recupero immediato del pregresso ancora inevaso per riuscire ad avere solo prestazioni in tempi utili  
2. Riorganizzazione delle agende specialistiche: per arginare le liste d'attesa stiamo ridisegnando le agende di prenotazione su base aziendale e regionale, ottimizzando il carico tra i vari distretti sanitari.  
3. Condivisione delle best-practice: i dati ci dicono che le soluzioni esistono. I modelli virtuosi applicati per alcune prestazioni e in alcune aree verranno esportati e implementati con rigore tecnico anche nelle strutture che oggi mostrano maggiore sofferenza.
4. Appropriatezza prescrittiva: l’impegno è governare la domanda e per le prestazioni con tempi di attesa più critici sono stati istituiti dei team multidisciplinari per strutturare percorsi di appropriatezza prescrittiva da condividere e diffondere fra prescrittori ed erogatori.     
     “Il nostro impegno - conclude la presidente Proietti - rimane costante e inflessibile: i dati ci guidano nell'individuare i problemi per applicare soluzioni immediate. Continueremo a lavorare affinché la sanità umbra sia sempre più equa, efficiente, tempestiva e vicina ai bisogni di tutti i cittadini”. 


Inserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro, approvato lo schema di convenzione tra Regione, Arpal Umbria e Inail per azioni integrate e personalizzate. De Rebotti: “Importante passo in avanti per garantire a tutti un’occupazione dignitosa”

Perugia 22 aprile 2026 – Centralizzare in un solo polo tecnologico d’eccellenza la lavorazione, il frazionamento e la qualificazione biologica di circa 40 mila donazioni annue di sangue: è questo l’obiettivo dell'Officina trasfusionale unica regionale che verrà istituita in Umbria grazie a una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta della Presidente con delega alla Sanità, Stefania Proietti. 
  La realizzazione del progetto definitivo dell’Officina approvato dal Centro regionale sangue, è assegnato al Servizio immuno-trasfusionale dell’Azienda ospedaliere di Perugia. Ciò trova un suo fondamento nel fatto che già oggi, l’Azienda si occupa della lavorazione e qualificazione biologica del 70 per cento di tutte le donazioni di sangue intero effettuate in Umbria che, negli ultimi 5 anni, ammontano a 38 mila in totale. 
  Attraverso questa riorganizzazione, le attività di produzione attualmente suddivise tra più siti verranno concentrate in un'unica struttura all'avanguardia, capace di fungere da banca regionale del sangue per garantire la conservazione e la disponibilità costante di emocomponenti, piastrine e plasma per tutte le strutture ospedaliere del territorio. 
Il vantaggio strategico di questa operazione risiede nella massimizzazione dei livelli di qualità e nella riduzione dei costi di gestione, permettendo al contempo una standardizzazione dei processi di validazione che elimina ogni disparità territoriale nel trattamento del sangue. 
   “Con l’Officina trasfusionale regionale si compie un importante passo in avanti per ottimizzare una risorsa preziosa per la nostra vita e per la cura di molte patologie. Questa rete inoltre, permetterà maggiori risparmi e un ulteriore incremento della qualità della lavorazione degli emocomponenti – ha sottolineato la presidente Proietti - Unire le forze in sanità significa fare sistema, raggiungere risultati significativi e offrire al cittadino risposte concrete. Ciò vale anche nell’ambito della donazione dove la generosità dei donatori di sangue incontra un’organizzazione che è prima di tutto una garanzia di sicurezza per i pazienti. Con questa innovazione quindi, si crea una rete solida e interconnessa dove la centralizzazione tecnologica dell’Azienda ospedaliera di Perugia diventa il motore che alimenta con efficienza e rapidità ogni ospedale della regione. Grazie a questo polo unico, non solo valorizziamo il gesto dei donatori, ma assicuriamo a ogni cittadino umbro l'accesso immediato a terapie trasfusionali validate secondo i più rigorosi protocolli di sicurezza, rendendo il nostro sistema sanitario capace di rispondere con prontezza a qualsiasi necessità o emergenza”.


Nasce in Umbria l'officina trasfusionale unica: garantirà più sicurezza e efficienza per il sistema regionale per la produzione e qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti

Perugia 22 aprile 2026 – Centralizzare in un solo polo tecnologico d’eccellenza la lavorazione, il frazionamento e la qualificazione biologica di circa 40 mila donazioni annue di sangue: è questo l’obiettivo dell'Officina trasfusionale unica regionale che verrà istituita in Umbria grazie a una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta della Presidente con delega alla Sanità, Stefania Proietti. 
  La realizzazione del progetto definitivo dell’Officina approvato dal Centro regionale sangue, è assegnato al Servizio immuno-trasfusionale dell’Azienda ospedaliere di Perugia. Ciò trova un suo fondamento nel fatto che già oggi, l’Azienda si occupa della lavorazione e qualificazione biologica del 70 per cento di tutte le donazioni di sangue intero effettuate in Umbria che, negli ultimi 5 anni, ammontano a 38 mila per anno. 
  Attraverso questa riorganizzazione, le attività di produzione attualmente suddivise tra più siti verranno concentrate in un'unica struttura all'avanguardia, capace di fungere da banca regionale del sangue per garantire la conservazione e la disponibilità costante di emocomponenti, piastrine e plasma per tutte le strutture ospedaliere del territorio. 
Il vantaggio strategico di questa operazione risiede nella massimizzazione dei livelli di qualità e nella riduzione dei costi di gestione, permettendo al contempo una standardizzazione dei processi di validazione che elimina ogni disparità territoriale nel trattamento del sangue. 
   “Con l’Officina trasfusionale regionale si compie un importante passo in avanti per ottimizzare una risorsa preziosa per la nostra vita e per la cura di molte patologie. Questa rete inoltre, permetterà maggiori risparmi e un ulteriore incremento della qualità della lavorazione degli emocomponenti – ha sottolineato la presidente Proietti - Unire le forze in sanità significa fare sistema, raggiungere risultati significativi e offrire al cittadino risposte concrete. Ciò vale anche nell’ambito della donazione dove la generosità dei donatori di sangue incontra un’organizzazione che è prima di tutto una garanzia di sicurezza per i pazienti. Con questa innovazione quindi, si crea una rete solida e interconnessa dove la centralizzazione tecnologica dell’Azienda ospedaliera di Perugia diventa il motore che alimenta con efficienza e rapidità ogni ospedale della regione. Grazie a questo polo unico, non solo valorizziamo il gesto dei donatori, ma assicuriamo a ogni cittadino umbro l'accesso immediato a terapie trasfusionali validate secondo i più rigorosi protocolli di sicurezza, rendendo il nostro sistema sanitario capace di rispondere con prontezza a qualsiasi necessità o emergenza”.


Turismo, l’Umbria accelera sul digitale: nuovi portali, strumenti per bike e cammini e la piattaforma “Umbra” per analizzare flussi e programmare le attività. Assessore Meloni: “Potenziamo la promo-commercializzazione delle destinazioni regionali. Molto positivi i primi dati del 2026”

Perugia, 22 aprile 2026 – Una strategia digitale integrata per rafforzare l’attrattività dell’Umbria, migliorare l’esperienza dei viaggiatori e dotare la Regione di strumenti più avanzati per leggere i flussi turistici e orientare le politiche di promozione. È questo il senso della prima tranche di strumenti digitali presentata oggi dall’assessore regionale al Turismo, Simona Meloni, in collaborazione con Sviluppumbria.

   Il pacchetto di innovazioni comprende il restyling del portale ufficiale Umbriatourism, il consolidamento di spazi digitali verticali dedicati al cicloturismo e ai cammini, nuovi strumenti di consultazione come calendari eventi, mappe interattive e QR code per l’accoglienza, oltre al lancio di “Umbra”, piattaforma proprietaria per l’analisi dei dati generati dall’ecosistema turistico regionale.

  “La presenza e le attività digitali sono un cantiere operativo permanente – ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Simona Meloni –. Il riscontro positivo c’è e ora, grazie a questi nuovi strumenti, lavoreremo per migliorare ulteriormente l’incrocio tra domanda e offerta. Non basta una vetrina digitale per fare promozione: serve un facilitatore intelligente per la promo-commercializzazione. I numeri ci dicono che i turisti cercano sempre più esperienze autentiche e l’Umbria, da questo punto di vista, ha un vantaggio competitivo strutturale che viene testimoniato anche dal trend positivo dei flussi che stiamo registrando. Il 2025 è stato un anno eccezionale e anche i primi tre mesi di quest’anno sono molto positivi con gli arrivi in crescita del 24% e le presenze che fanno segnare un +17,8%”.

 

Umbriatourism si rinnova

Al centro del progetto c’è il nuovo umbriatourism.it, il portale ufficiale della destinazione Umbria, rinnovato nel design e nell’organizzazione dei contenuti per rendere più efficace e intuitiva la navigazione di chi sta programmando una vacanza nella regione.

  Il catalogo degli attrattori è stato ripensato in chiave più orientata all’esperienza, trasformandosi in una proposta di viaggio pratica e tematizzata, costruita per tipologia di esperienza e per provenienza dell’utente. Ampio spazio viene riservato ad ambiti considerati strategici, come l’Umbria nascosta, i sapori della terra, le attività sportive e i cammini, con l’obiettivo di accompagnare il turista dalla fase di ispirazione fino alla costruzione concreta del soggiorno.

  Nel 2025 il portale ha registrato oltre 2 milioni di utenti, con una quota di visitatori esteri superiore al 40 per cento. Sulla piattaforma sono inoltre presenti le offerte di oltre 2.300 operatori del territorio, tra strutture ricettive, frantoi, cantine, birrifici, guide culturali ed escursionistiche, ristoranti e servizi turistici, che trovano così una vetrina digitale direttamente collegata alle azioni di promozione messe in campo dalla Regione.

 

Focus sul turismo slow: bike e cammini

Una parte rilevante della strategia digitale è dedicata al turismo slow, in particolare a cicloturismo e cammini, oggi tra i prodotti più dinamici e richiesti a livello nazionale ed europeo. Una scelta che nasce sia dall’evoluzione della domanda, sempre più orientata verso esperienze attive, sostenibili e autentiche, sia dalle caratteristiche dell’Umbria, che offre un paesaggio integro e variegato, ideale per la mobilità dolce.

Dall’analisi delle precedenti stagioni è emersa infatti una richiesta precisa da parte dei viaggiatori: poter contare su spazi digitali dedicati, completi e facilmente consultabili, senza dover cercare le informazioni su più siti o all’interno di contenitori generalisti.

  In questo quadro si inserisce il portale Bike in Umbria, presentato a febbraio alla Bit di Milano, che ha già evidenziato un marcato profilo internazionale: circa il 55 per cento degli utenti è straniero, con presenze significative in particolare da Stati Uniti e Germania. Il portale integra i tracciati con i servizi utili alla pianificazione dell’esperienza, come noleggi bici, punti di ricarica per e-bike, officine, oltre a strutture ricettive, ristoranti e punti di interesse.

Accanto a questo strumento nasce ora un altro portale, Cammini d’Umbria, nuovo spazio digitale che raccoglie in un unico sito tutti i cammini riconosciuti dalla Regione. Per ogni itinerario sono disponibili informazioni tecniche e organizzative: descrizione del percorso, tappe, dislivelli, segnaletica, punti di appoggio, ospitalità, ristori, fonti e collegamenti di trasporto. L’obiettivo è consentire al viaggiatore di organizzare l’intera esperienza attraverso un solo ambiente digitale.

 

Nuovi servizi per i viaggiatori

L’ecosistema digitale regionale si arricchisce anche di strumenti concreti pensati per accompagnare il turista prima e durante la permanenza sul territorio. Tra questi, i calendari degli eventi, introdotti perché sempre più spesso manifestazioni culturali, sportive ed enogastronomiche rappresentano una motivazione diretta di viaggio. Umbriatourism propone un calendario completo, organizzato per tipologia e località, mentre Bike in Umbria offre una sezione dedicata specificamente agli appuntamenti legati al cicloturismo.

  Sono state inoltre integrate nuove mappe interattive Gpx, che mettono in relazione i tracciati e le loro caratteristiche tecniche – come profilo altimetrico, superficie e livello di difficoltà – con i servizi e i punti di interesse geolocalizzati lungo il percorso. In questo modo, chi organizza un’escursione può visualizzare subito alberghi, ristoranti, cantine e altre opportunità presenti nelle vicinanze. A supporto dell’accoglienza è stato infine sviluppato un sistema di QR code pensato per l’utilizzo diretto da parte delle strutture ricettive. Uno strumento che permette agli operatori di fornire agli ospiti informazioni immediate, multilingue e personalizzate sulle attività da svolgere nei dintorni durante la giornata.

 

Umbra, la piattaforma per leggere i dati e orientare le politiche

L’elemento più innovativo dell’intero progetto presentato dall’assessore Meloni insieme alla dirigente del Turismo, Antonella Tiranti e Sandra Placidi di Sviluppumbria, è rappresentato da Umbra, piattaforma proprietaria di analisi che consente di trasformare i flussi informativi generati dall’ecosistema turistico regionale in indicazioni operative per le strategie di promozione e sviluppo.

  Umbra non si basa sull’acquisto di dati da fonti esterne, ma analizza in modo esclusivo le informazioni prodotte direttamente dal sistema turistico umbro, dalle presenze fisiche alle interazioni digitali. Una scelta che punta a garantire controllo pubblico, trasparenza e rispetto della privacy, mettendo a disposizione dell’amministrazione uno strumento utile a comprendere il profilo dei visitatori, misurare l’efficacia delle politiche adottate e ricalibrare le azioni in tempo reale.

  I primi insight confermano già le potenzialità della piattaforma. Il mercato francese mostra una concentrazione tra aprile e ottobre, con un picco fisiologico in agosto, ed è caratterizzato da soggiorni brevi ma di qualità, in media di tre giorni in strutture a 3 e 4 stelle. Il target statunitense, invece, si conferma particolarmente interessante sul fronte della destagionalizzazione, con una domanda distribuita soprattutto nelle stagioni di mezzo, primavera e autunno, una elevata capacità di spesa e una preferenza per l’ospitalità di fascia medio-alta, dalle 3 alle 5 stelle. Si tratta di un pubblico che ricerca mete autentiche, accoglienti e sicure, e rispetto al quale l’Umbria può posizionarsi con forza attraverso la propria offerta legata al turismo lento, ai cammini e al cicloturismo.

   “In un contesto di incertezza internazionale, disporre di strumenti che ci permettano di cogliere per tempo i segnali è fondamentale – ha aggiunto Meloni –. Le analisi di Umbra consentiranno di monitorare anche l’impatto di variabili esterne, come i costi energetici, sui comportamenti di viaggio, aiutando la Regione a intercettare tempestivamente nuovi modelli di offerta e promozione. I dati che emergono sono preziosi non solo per comprendere il presente, ma per agire sul futuro. Per questo li utilizzeremo anche per mettere a punto politiche sempre più mirate alla destagionalizzazione, con l’obiettivo di trasformare i picchi stagionali in un flusso più costante e distribuito durante tutto l’anno, valorizzando le eccellenze dell’Umbria in ogni stagione: l’autunno dei sapori, l’inverno della spiritualità e delle tradizioni, la primavera della natura e dell’outdoor.”


Umbria dallo smaltimento all'economia circolare, presentato il percorso di partecipazione sulla nuova legge economia circolare e sull'aggiornamento del piano rifiuti. Proietti e De Luca: "La gestione dei rifiuti non deve più essere un problema, ma una risorsa capace di generare valore"

Perugia, 21 aprile 2026 – "La Regione Umbria si avvia a compiere un passo decisivo verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi per famiglie e imprese, attraverso due percorsi paralleli di partecipazione. L’obiettivo è uscire dalla logica dell'emergenza per una soluzione strutturale. Da un lato il nuovo disegno di legge sull'economia circolare e dall'altro l'aggiornamento del piano rifiuti". Questo il messaggio lanciato nel corso della sua presentazione dall’assessore all’ambiente, Thomas De Luca, e dalla presidente della Regione Stefania Proietti. Un percorso che prevede ora un nutrito programma di incontri con stakeholder e rightsholder intorno alle linee guida individuate dalla Giunta regionale.

  “La transizione verso l’economia circolare – ha spiegato l’assessore De Luca - è una scelta strategica per il futuro della Regione. Riduciamo i costi, tuteliamo la salute pubblica e favoriamo crescita e occupazione, promuovendo una simbiosi tra il sistema produttivo regionale e la disponibilità di materie prime seconde”.  

  “La visione – ha proseguito De Luca - è chiara: coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. La gestione dei rifiuti non deve più essere percepita come un problema, ma come una risorsa capace di generare valore, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita, nel rispetto del principio europeo del “do no significant harm”, cioè senza arrecare ulteriori danni significativi alla salute e all’ambiente. In questo quadro, la direzione è netta: nessun inceneritore e la progressiva riduzione del conferimento in discarica. Saranno introdotti meccanismi premiali per incentivare comportamenti virtuosi, a partire dalla tariffazione puntuale, in cui chi inquina paga. Vi saranno poi i risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi di conferimento in discarica e i maggiori proventi della vendita delle materie prime seconde recuperate, per 1,5 milioni, mentre prevediamo l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e di rivedere il sistema tariffario incentivando i comuni che hanno comportamenti virtuosi”.

  “Nella Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione – ha detto la presidente Stefania Proietti - è giusto ricordare che l’Umbria è una terra di innovazione, una terra che ha dato contributi scientifici di livello internazionale, arrivando anche a esprimere eccellenze premiate con il Nobel. Il piano sull’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma, promosso dalla Giunta più ambientalista che l’Umbria abbia mai avuto, in base all’esperienza amministrativa e professionale accumulata nel tempo. Anche temi complessi come il Css vengono affrontati non in modo ideologico, ma dentro una visione più ampia di sviluppo: non solo come strumento per ridurre emissioni, ma come leva per innovare il sistema produttivo”.

  “Questa visione si colloca chiaramente – ha concluso la presidente Proietti - in una dimensione europea. Lo dimostrano il fatto di essere stati scelti per redigere il parere ufficiale delle Regioni europee sull'Eir 2025, che sarà presentato ad Assisi il 18 e 19 giugno prossimi, quando si riunirà in Umbria la Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia dell’Unione Europea, e progetti strategici come la rete dell’idrogeno, che interesserà anche l’Umbria e che rappresenta un’infrastruttura decisiva per il futuro energetico. Ancora una volta, la nostra regione può giocare un ruolo centrale, in un’ottica di Italia Mediana, perché ha il know-how le dimensioni giuste per farsi battistrada dell’innovazione”.

  Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica. Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere attraverso l’adozione del Piano regionale ci sono:

•    Obiettivo Residual Waste Cap 2030: massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante.

•    Raccolta differenziata: incremento fino all’80% entro il 2030.

•    Riciclo effettivo: raggiungimento del 65% di materia recuperata.

•    Riduzione dello smaltimento in discarica: dal 30% al 20% entro il 2030.

•    Tariffa puntuale (PAYT): sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza, per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti.

•    Stop all’inceneritore: nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo inceneritore, in linea con il principio nessun danno significativo su ambiente e salute.

•    Innovazione impiantistica: trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici.

•    Nuovo piano per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti: incentivi per la riparazione, il riuso e la seconda mano, introduzione nelle pubbliche amministrazioni dei dispenser per l’acqua potabile, la promozione del commercio sfuso, eliminazione dell’usa e getta, contrasto allo spreco alimentare e incentivazione del compostaggio domestico e di comunità.

  Il nuovo piano prevede una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, limitando il totale a 410.000 tonnellate entro il 2030, e un aumento della raccolta differenziata a 328.000 tonnellate. Il percorso di partecipazione prevede sei incontri territoriali, aperti a cittadini, amministratori e stakeholder, per raccogliere proposte e criticità e costruire insieme una Umbria più sostenibile. Questi gli incontri già calendarizzati:

•    Spoleto, Villa Redenta - 29 aprile, ore 16

•    Magione, Officina La Piazzetta - 5 maggio, ore 21

•    Orvieto, Sala Digipass - 8 maggio, ore 16

•    Marsciano, Sala Capitini - 12 maggio, ore 21

•    Terni, Sala Santoloci di Arpa - 14 maggio, ore 21

•    San Giustino, Museo del tabacco - 15 maggio, ore 21


Umbria per la prima volta al Macfrut. Assessora Meloni: “al fianco della nostre aziende dell’ortofrutta per promuoverci a livello internazionale”

(AUN) – Perugia, 21 aprile 2026 - Da oggi e fino a giovedì 23 aprile l’Umbria sarà tra le 10 regioni protagoniste di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta in corso al Rimini Expo Centre, un evento che riunisce produttori, tecnologie e top buyer da tutto il mondo.
     “Siamo molto orgogliosi di aver portato la regione Umbria per la prima volta a Macfrut, la più importante fiera nazionale dell’ortofrutta”, spiega con soddisfazione l’assessora regionale all’Agricoltura e Turismo Simona Meloni. “Abbiamo allestito uno stand — prosegue — che racconta la produzione e la qualità del territorio. Sono presenti con noi alcune aziende umbre del settore che stanno riscuotendo successo a livello nazionale con prodotti di eccellenza coltivati e trasformati nella nostra terra”.
     “L’ortofrutta — ha sottolineato l’assessora — è un settore che in questi anni è cresciuto del 5%, segno che si sta comprendendo sempre più l’importanza di consumare frutta e verdura per un’alimentazione corretta, sempre più legata al benessere e alla salute. Tuttavia il settore sta risentendo fortemente dell’aumento dei costi energetici e della scarsità di fertilizzanti, conseguenza dei conflitti in corso. Anche per questo vogliamo esprimere un sostegno concreto alle nostre imprese agricole che, con impegno e innovazione, producono beni di grande qualità ormai riconosciuti a livello nazionale e internazionale”. “Siamo certi — conclude — che offrire loro una vetrina così importante porterà i suoi frutti”.
     Già nella serata di ieri si sono tenuti incontri con alcuni importanti buyer provenienti dall’India e dalla Repubblica Dominicana, segno dell’interesse che l’Umbria sta riscuotendo a livello internazionale.
     La 43ª edizione della fiera internazionale dell’ortofrutta è stata inaugurata questa mattina dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, alla presenza, tra gli altri, dei ministri dell’Agricoltura del Libano e della Siria. In fiera: 1.400 espositori, oltre 800 top buyer, saloni tematici e circa 100 eventi.


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