Notizie
(AUN) – Perugia, 5 ottobre 2026 - “Mentre in molti Comuni dell’Umbria aumentano i posti nei servizi per la prima infanzia grazie alle risorse regionali, a Foligno il nido di Borroni si trova con un numero elevato di rinunce dopo il cambio di gestione e la retta troppo alta. È una situazione sulla quale il Comune deve interrogarsi e che, a mio avviso, richiede una revisione della scelta compiuta”. Lo sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, intervenendo sulla situazione del nido “F. Innamorati” di Borroni, a Foligno.
“La Regione sta lavorando per ampliare l’offerta e rendere i servizi per l’infanzia sempre più accessibili alle famiglie - continua Barcaioli - Nell’ultima manifestazione di interesse sono stati richiesti dai Comuni umbri 260 nuovi posti, tra cui 32 a Perugia, 18 a Castiglione del Lago, 36 a Valfabbrica e 11 a Città di Castello. Foligno ha richiesto solo cinque posti. A dicembre riapriremo i termini per consentire ai Comuni, che non hanno potuto partecipare alla prima fase, di presentare nuovi progetti e ampliare ulteriormente l’offerta. Spero che il Comune in questione possa attivarsi propositivamente”.
E ancora: “A Foligno infatti dopo l’esternalizzazione del nido di Borroni, 21 famiglie hanno rinunciato al posto e, nei primi giorni di apertura, il servizio ha registrato la presenza di una sola bambina. La retta, fissata inizialmente a 692 euro mensili, è stata successivamente ridotta a 625 euro. Sono numeri che impongono una riflessione sulla sostenibilità economica del servizio per le famiglie e sulle conseguenze delle scelte compiute”.
“Chiedo quindi al sindaco Stefano Zuccarini di fermarsi e di rivedere la decisione di non utilizzare fondi regionali - aggiunge l’assessore all’Istruzione - La Regione è disponibile a confrontarsi con il Comune di Foligno e a mettere a disposizione le risorse previste dai propri strumenti di finanziamento. L’obiettivo deve essere quello di aumentare i posti e favorire l’accesso ai nidi”.
“In Umbria abbiamo scelto di investire sui servizi per la prima infanzia e di rafforzare il sostegno alle famiglie. Foligno deve poter offrire alle proprie bambine, ai propri bambini e ai loro genitori la stessa possibilità di accesso che stiamo costruendo negli altri territori della regione” conclude Barcaioli.Perugia, 05 ottobre 2026 – Il richiamo pubblico all’Hospice pediatrico regionale fatto ieri ad Assisi dal Custode del Sacro Convento padre Marco Moroni, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente della Conferenza episcopale italiana cardinale Matteo Zuppi, rappresenta per la Regione Umbria un riconoscimento di straordinario valore: lo afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, anche a nome della Giunta regionale.
“La dignità di ciascuno - indistintamente - chiede di essere custodita sempre: nella dimensione personale e nelle relazioni, nella vita sociale e politica, nel tempo della forza come in quello della fragilità, nel nascere e nel morire. Per questo, insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della chiesa di Assisi, abbiamo rilanciato la proposta di un’opera-segno che rimanga a memoria del centenario e che l’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha approvato con votazione unanime: la nascita di un Hospice pediatrico inserito nella rete regionale delle cure palliative”.
La forza di queste parole pronunciate dal Custode e la centralità attribuita a questa iniziativa davanti al Capo dello Stato e ai vertici della Chiesa per la Regione rappresentano il segno tangibile che la scelta compiuta sia profondamente condivisa, apprezzata e riconosciuta ai più alti livelli istituzionali: la testimonianza chiara che la strada intrapresa per una sanità pubblica vicina, sensibile e concreta è quella giusta.
L’opera, concepita come “segno” per le celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi è stata istituita con Legge Regionale n. 1/2026 proposta dalla Presidente della Giunta e approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa il 20 febbraio 2026 e prevede una struttura a dimensione provinciale articolata su due moduli (uno per ciascuna provincia) in presìdi ospedalieri territoriali, per garantire una risposta equa, diffusa e di prossimità su tutto il territorio umbro.
Destinato a integrarsi nella rete regionale delle cure palliative pediatriche – guidata dal Centro specialistico dell'Azienda Ospedaliera di Perugia –, l'Hospice risponderà ai bisogni dei circa 500 minori con patologie complesse e inguaribili presenti in Umbria (di cui circa 150 a elevata specializzazione).
Pensato con ambienti a misura di bambino e di famiglia e con un’équipe multiprofessionale (sanitaria, psicologica, sociale ed educativa), offrirebbe accoglienza, sollievo e affiancamento nei casi in cui l'assistenza a domicilio non sia sufficiente.
“Aver citato l’annuncio dell’Hospice pediatrico davanti al nostro Presidente e al cardinale Zuppi ci riempie di immensa soddisfazione e orgoglio. Continueremo a lavorare per la nostra sanità pubblica – sottolinea la presidente Proietti – e la creazione dell’Hospice pone l’Umbria al servizio non solo della propria comunità ma c dell’intero Paese”.
“Trasformare il messaggio di San Francesco in un’eredità concreta – ha concluso la presidente - significa lasciare un monumento alla vita. Perché in sanità dietro i numeri ci sono le persone e, in questo caso, i bambini e famiglie che affrontano prove quotidiane difficilissime, e l’Umbria sceglie di esserci per non lasciare indietro e solo nessuno”
Il percorso per la realizzazione dell’Hospice prosegue in stretto raccordo tra la Regione, le Usl, le Aziende ospedaliere e il Centro regionale per le cure palliative, per definire le soluzioni strutturali e organizzative più idonee per gli ambiti provinciali.
(Aun) – Perugia, 5 ottobre 2026 – La Regione Umbria rafforza il proprio investimento sul patrimonio culturale immateriale con la pubblicazione dell’avviso “L’Umbria nel tempo”, dedicato alla salvaguardia e alla valorizzazione di pratiche, saperi ed espressioni che costituiscono una parte fondamentale dell’identità culturale regionale.
L’avviso, attuativo della legge regionale n. 8/2026, mette a disposizione 130 mila euro per il 2026: 100 mila per le manifestazioni di rievocazione storica, 10 mila per musica e danza popolare e folklorica e 20 mila per le infiorate artistiche. Per queste ultime viene introdotto un sostegno triennale, per complessivi 60 mila euro tra il 2026 e il 2028.
“Con questo avviso affermiamo una precisa direzione politica: il patrimonio immateriale non è un patrimonio minore né semplicemente la testimonianza di ciò che siamo stati. È un’infrastruttura viva attraverso cui le comunità costruiscono appartenenza, relazioni e futuro – dichiara il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori – Mettono insieme persone, competenze, generazioni e territori. Per questo vogliamo superare uno sguardo nostalgico sulla tradizione. Siamo convinti che valorizzarla non significa cristallizzare un’identità, ma creare le condizioni perché possa essere trasmessa, reinterpretata e trasformata”.
Il bando si inserisce nel più ampio disegno della nuova legge regionale sulla cultura, che dedica specifica attenzione al patrimonio culturale immateriale e ai paesaggi culturali, prevedendo attività di conoscenza, analisi e censimento. Una prospettiva che si richiama anche allo spirito della Convenzione di Faro che mette al centro il ruolo delle comunità e la relazione tra persone, patrimonio e territori. È un cambio di prospettiva: il patrimonio non esiste senza le comunità che lo abitano, lo interpretano e continuano a trasformarlo. Lo sguardo verso il futuro sta proprio qui: non nella conservazione nostalgica di un’immagine immobile dell’Umbria, ma nella capacità di riconoscere ciò che ci è stato trasmesso come una risorsa viva. Una comunità che sa da dove viene ha più strumenti per immaginare dove vuole andare.
La dimensione collettiva attraversa anche i criteri dell’avviso: insieme al valore storico e artistico vengono considerati radicamento territoriale, partecipazione delle comunità, coinvolgimento delle scuole e dei giovani, sostenibilità e capacità di costruire relazioni nazionali e internazionali. Per le infiorate artistiche viene inoltre introdotta una programmazione triennale, pensata per garantire maggiore stabilità e continuità progettuale.
“La triennalità è una direzione che vogliamo progressivamente consolidare – conclude Bori – perché le politiche culturali devono uscire dalla logica episodica del singolo evento e sostenere le infrastrutture sociali e culturali che tengono vivi i territori durante tutto l’anno. Investire sul patrimonio immateriale significa investire sulle persone, sulla trasmissione dei saperi e sulla capacità delle comunità di generare cultura”.
L’avviso e la modulistica sono disponibili nella Sezione Cultura e nel canale Bandi del sito istituzionale della Regione Umbria: le domande devono essere presentate entro il ventesimo giorno solare successivo alla pubblicazione sul BUR, esclusivamente tramite PEC all’indirizzo direzionerisorse.regione@postacert.umbria.it
Il contributo regionale può coprire fino all’80 per cento del valore del progetto, con un cofinanziamento minimo del 20 per cento.
Perugia, 5 ottobre 2026 – Si terrà domani, martedì 6 ottobre 2026, alle ore 17.00, presso la Sala Dante Quintiliani di Cascia (in via Pier Paolo Prosperi) il secondo appuntamento della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, dal titolo “Dai territori alla nuova Pac. Idee per il futuro dell’agricoltura umbra”.
L’incontro rientra nel ciclo di appuntamenti pubblici promosso da Regione Umbria, in collaborazione con Parco 3A-PTA, per avviare un confronto con i territori sul percorso di attuazione del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 e accompagnare il mondo agricolo umbro verso la programmazione europea 2028-2034. Il confronto sarà dedicato in particolare alle aree interne e montane della Valnerina e dell’Umbria. Al centro del dibattito: resilienza e contrasto allo spopolamento; sostenibilità ambientale e gestione forestale; tutela dell’agrobiodiversità; valorizzazione delle produzioni identitarie locali.
Intervengono:
- Graziano Antonelli, Autorità di gestione e dirigente del Servizio Sviluppo rurale e programmazione attività agricole, garanzia delle produzioni e controlli della Regione Umbria
- Francesca Maria Sarti, Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugia
- Elena Giovagnotti, responsabile della Sezione Tutela delle foreste e funzioni decentrate della Regione Umbria
Le conclusioni saranno affidate a Simona Meloni, assessore della Regione Umbria alle Politiche agricole. Modera Stefano Piccardi, Sezione comunicazione nel settore agricolo e agroalimentare della Regione Umbria.
Per motivi organizzativi si richiede la registrazione al seguente form https://form.jotform.com/262732236516355
Al termine dll’incontro è previsto un momento conviviale con degustazione di eccellenze enogastronomiche del territorio. L’evento è accreditato ai fini del riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) per gli iscritti al Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati dell’Umbria e all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali.
Assisi, 4 ottobre 2026 – Assisi celebra oggi l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, in una giornata di particolare rilievo civile, istituzionale e religioso. La ricorrenza del 4 ottobre torna inoltre a essere Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia (insieme a Santa Caterina da Siena, ndr), nel segno dei valori della pace, della fraternità, della tutela del creato e della solidarietà.
Alle celebrazioni ha partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto ad Assisi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dalla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sindaci e i presidenti di Regione Alessandra Todde, Eugenio Giani e Roberto Fico, oltre agli ambasciatori di molti Paesi.
Il momento centrale della giornata è stata la Messa solenne nella Basilica superiore di San Francesco, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante la celebrazione si è svolta la tradizionale offerta dell’olio da parte dei Comuni e delle istituzioni italiane e l’accensione della lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo.
La lampada è stata accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutte le Regioni, Province e Comuni italiani. Il gesto ha voluto rinnovare il legame tra San Francesco e l’intera comunità nazionale e richiamare l’unità del Paese attorno alla figura del Patrono d’Italia.
Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha posto al centro il messaggio francescano della pace, sottolineando che la guerra non è un destino e che la pace non può essere costruita attraverso le armi, ma mediante il dialogo, il diritto e la capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Il cardinale ha richiamato l’immagine di Francesco che disarma il lupo di Gubbio attraverso l’incontro e la relazione, indicando nella fraternità una responsabilità concreta e attuale.
Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, è intervenuto fra Marco Moroni a nome della Famiglia francescana. Il custode ha definito la presenza del presidente Mattarella “un regalo grande” per Assisi e per l’Italia, ricordando che San Francesco, pur essendo patrono d’Italia, appartiene all’intera umanità. L’offerta dell’olio e la partecipazione dei Comuni rappresentano, ha sottolineato fra Moroni, il segno di un’Italia riunita davanti alla tomba del Santo e aperta a un messaggio di fraternità universale. “Per questo – ha annunciato fra Marco Moroni – insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della Chiesa di Assisi, abbiamo lanciato la proposta di un’opera che rimanga come eredità del centenario e che l’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha fatto propria: la nascita di un hospice pediatrico, inserito nella rete regionale delle cure palliative. La proposta dell’hospice pediatrico nasce dalla volontà di tradurre concretamente i valori francescani della cura, della prossimità e dell’attenzione alla fragilità, offrendo sostegno ai bambini e alle loro famiglie nel momento più delicato della vita”.
Dalla stessa Loggia del Sacro Convento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha poi rivolto il proprio saluto alla Nazione. Nel suo intervento ha ricordato che, a ottocento anni dalla morte, il fascino e il carisma di Francesco restano vivi oltre i confini dell’Italia e della cristianità. Il Capo dello Stato ha indicato nel Santo un profeta di pace, un testimone dell’amore per il creato e una figura capace di parlare a credenti e non credenti.
Mattarella ha inoltre richiamato l’attualità della scelta francescana contro l’idolatria del denaro, della vicinanza agli ultimi e della responsabilità verso la natura. In un tempo segnato da guerre e conflitti, il messaggio di San Francesco torna così a proporre la dignità della persona, la solidarietà, la cura del creato e la ricerca del bene comune come fondamenti della convivenza.
La presidente Stefania Proietti ha portato il saluto della Regione, sottolineando il ruolo dell’Umbria, “terra francescana”, nell’organizzazione delle celebrazioni e nell’accoglienza delle autorità e dei pellegrini. Nel suo saluto, avvenuto all’interno del Comune di Assisi, prima della partenza del corteo verso la Basilica Superiore, ha richiamato il valore della pace, della cura del creato e dell’attenzione alle persone più deboli e fragili.
La giornata di oggi ha costituito il culmine delle celebrazioni dell’ottavo centenario e riunito ad Assisi la comunità francescana, le Istituzioni della Repubblica e le rappresentanze dei territori italiani. Una partecipazione corale che ha rinnovato il significato nazionale e universale della figura di San Francesco e affida al suo insegnamento una domanda di pace, fraternità e responsabilità.
Assisi, 4 ottobre 2026 – Anche nella giornata di oggi la Protezione Civile è stata in campo per garantire assistenza, sicurezza e supporto ai numerosi pellegrini giunti in occasione delle celebrazioni dell’Ottocentenario di San Francesco.
Sono stati circa 90 i volontari di Protezione Civile impegnati nelle attività di assistenza, insieme a 30 operatori sanitari della CO 118 – ASL Umbria 1 e ai volontari che hanno assicurato una presenza costante durante l’intera giornata. Nel corso delle celebrazioni sono stati effettuati 8 interventi sanitari, gestiti grazie al coordinamento e alla stretta collaborazione tra volontari e personale sanitario.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla mobilità dei pellegrini. Il volontariato di Protezione Civile ha messo a disposizione navette per agevolare gli spostamenti e consentire il raggiungimento dei luoghi della Santa Messa, contribuendo a rendere più sicura e ordinata la partecipazione alle celebrazioni.
Per rendere ancora più agevole e accogliente la giornata, sono stati inoltre distribuiti acqua e foulard commemorativi, simbolo e ricordo di un appuntamento di particolare significato.
Una giornata intensa, vissuta ancora una volta con impegno, professionalità e spirito di servizio, al fianco della comunità e dei pellegrini, nel segno di San Francesco e dei valori di accoglienza, solidarietà e prossimità che da sempre contraddistinguono il volontariato di Protezione Civile.
Altre informazioni dall'Ufficio stampa
Le altre news, il quindicinale AUN, il notiziario radiofonico, la rassegna stampa e i contatti sono sulle pagine dell'Ufficio stampa, alla voce Agenzia Umbria Notizie.