COMUNICATO STAMPA
Il Centro Pari Opportunità approva l’Ordine del Giorno sul principio del consenso:
“La violenza sessuale deve essere definita a partire dall’assenza di consenso”
L’Assemblea del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria ha approvato a maggioranza un
Ordine del Giorno che ribadisce con chiarezza la necessità che la disciplina del reato di violenza
sessuale sia fondata sul principio del consenso libero e attuale, in coerenza con la Convenzione di
Istanbul e con il testo approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati.
Pur registrando alcune astensioni, l’Assemblea ha condiviso il nucleo centrale dell’atto: una legge
che regola il reato di violenza sessuale deve essere improntata al principio del consenso. Spostare
l’asse sul “dissenso” o sulla “volontà contraria” rappresenterebbe un arretramento culturale e
giuridico che rischia di incidere concretamente sulla tutela delle donne.
L’Ordine del Giorno del CPO si colloca in piena sintonia con la Deliberazione n. 104 del 5 febbraio
2026 dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, che ha espresso netta contrarietà alla
riformulazione del disegno di legge volta a eliminare il principio del consenso, impegnando la
Presidente della Giunta e la Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi istituzionali competenti.
Con questo atto il Centro Pari Opportunità rafforza l’indirizzo espresso dal Consiglio regionale e
raccoglie l’invito a promuovere, in collaborazione con associazioni e centri antiviolenza del
territorio, iniziative di sensibilizzazione e formazione sulla cultura del consenso.
Il CPO è già impegnato su questo fronte, in collaborazione con i Cav e le associazioni femministe
della Regione Umbria, attraverso percorsi di educazione sessuo-affettiva e prevenzione della
violenza di genere rivolti alle giovani generazioni per promuovere relazioni fondate sul rispetto,
sull’autodeterminazione e sulla libertà di scelta.
In occasione dell’8 marzo, inoltre, il Centro ha promosso la campagna di comunicazione
istituzionale “Dizionario della Parità”, un percorso di sensibilizzazione costruito intorno a parole
chiave come democrazia, autodeterminazione, educazione e consenso. La voce dedicata al
consenso afferma con chiarezza che esso è la condizione minima della libertà: non basta l’assenza
di un “no”, serve la presenza di un “sì” libero e consapevole. Il consenso non è un dettaglio
linguistico, ma un principio di civiltà.
L’Ordine del Giorno approvato rappresenta anche un segnale concreto di sostegno alle tante
donne, alle associazioni femministe, ai centri antiviolenza e alle realtà organizzate che si sono
mobilitate nei territori umbri e a livello nazionale per una normativa fondata sul principio del
consenso.
Il Centro Pari Opportunità ribadisce il proprio impegno a contribuire, con strumenti culturali,
educativi e istituzionali, alla costruzione di una società in cui libertà, autodeterminazione e rispetto
siano principi effettivamente garantiti.
Dichiarazione della Presidente del CPO, Federica Moretti:
«Il principio del consenso non è un dettaglio tecnico né una formula linguistica: è il cuore
dell’autodeterminazione della persona. Una legge che definisce la violenza sessuale deve partire
da qui, dalla libertà di dire sì o di dire no senza paura, senza pressione, senza ricatto.
L’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea del Centro Pari Opportunità rappresenta un atto di
responsabilità istituzionale e un segnale chiaro: non possiamo arretrare su un terreno che riguarda
la dignità e i diritti fondamentali delle donne.
Siamo in sintonia con l’indirizzo espresso dall’Assemblea legislativa regionale e continueremo a
lavorare, sul piano culturale ed educativo, per diffondere una vera cultura del consenso. Lo stiamo
facendo attraverso i progetti di educazione sessuo-affettiva e attraverso la campagna “Dizionario
della Parità”, perché la prevenzione passa dalla formazione, dall’educazione e da una
trasformazione profonda del linguaggio e delle relazioni.
Difendere il consenso significa difendere la libertà. E su questo non sono possibili ambiguità.»
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