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(aun) – perugia, 18 set. 015 – "Nel suo DNA Giuseppe Pannacci aveva una straordinaria capacità di guardare al futuro, di innovare, fino a considerare con concretezza l'utopia. Perdiamo con lui un indiscusso e autorevole protagonista della storia della sinistra in Umbria". E' quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nell'esprimere a nome suo personale e di tutta la Giunta regionale profondo cordoglio per la morte di Giuseppe Pannacci, e "sincera ed affettuosa vicinanza a suo figlio Gianfranco".
"Sembrerà contraddittorio – prosegue la presidente -, ma Giuseppe Pannacci era capace di un grande pragmatismo ed allo stesso tempo era un politico che amava l'utopia. Non a caso, con lui sindaco PCI di Città di castello, negli anni '80 nacque la Fiera delle utopie concrete il cui spirito di fondo era pensare in grande per realizzare in piccolo, con l'obiettivo della conversione ecologica dell'economia. Progetto che vide protagonista anche Alex Langer, leader dei primi movimenti ‘grünen', altoatesino di lingua tedesca, che stabilì con Pannacci un connubio indissolubile e portò Città di Castello ad essere uno dei luoghi principali dell'elaborazione del pensiero ambientalista ed ecologista".
"Ma Pino, come affettuosamente lo chiamavamo – aggiunge la presidente - , era anche un amministratore pubblico mosso o motivato da passione, generosità, competenza, sempre ispirato dal suo fortissimo sentimento democratico. E' sempre con lui che nascono le ‘assise della democrazia', luoghi nei quali le amministrazioni locali, appunto, si aprivamo alla partecipazione popolare. Ed è da quelle esperienze che sono poi nati – come lo stesso Pannacci ha scritto ‘nuovi istituti di democrazia volti a favorire la partecipazione consapevole, il controllo popolare, la trasparenza, la qualità e l'equità del potere locale".
"Di Giuseppe Pannacci potremmo scrivere e ricordare molto altro, ma mi piace concludere questo breve ricordo sottolineando il fatto che questa sua profonda e convinta coscienza democratica affondava le radici – conclude Marini - nella storia della resistenza che lo vide volontario nel gruppo di combattimento ‘Cremona'. Ci mancherà molto la sua testimonianza di vita ma ci conforta il grande patrimonio ideale che ci lascia".
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