vertenza nestlè, manifestazione a perugia; marini: "coesione fondamentale per successo trattativa, la nestè si presenti a prossimo incontro con nuovo piano industriale"

 

 

(aun) – perugia, 7 ott. 017 -  "La piazza di oggi con la presenza di tanti lavoratori della Perugina e delle aziende umbre che hanno vertenze volte al mantenimento dei posti di lavoro (ex Novelli, Colussi, Merloni etc..) rappresenta  un elemento di forza e coesione non solo dei lavoratori, delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, ma di una intera comunità che si stringe e sostiene la grande vertenza di Nestlè Perugina": lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia  Marini, a margine della manifestazione di lavoratori e cittadini che, indetta dalle  Rsu della Perugina,  si è tenuta oggi a Perugia in difesa del lavoro in tutta la regione e contro i 364 esuberi annunciati da Nestle. "Lo stabilimento di San Sisto non è solo simbolo di una storia prestigiosa e di qualità – ha aggiunto la presidente, ma rappresenta una realtà centrale di presenza industriale , produttiva e del lavoro di questa regione. Per questo motivo considero impensabile che Nestlè si sottragga dal confronto nel merito di un vero piano industriale fondato su investimenti certi, su innovazione e ricerca e sull'utilizzo pieno delle reti commerciali e di marketing di cui Nestlè dispone da metter al servizio anche dei prodotti, dei marchi e della piena capacità produttiva realizzabile qui a Perugia. E' questo quello che stiamo chiedendo con forza insieme, istituzioni e lavoratori. Noi vogliamo che le imprese rimangano in Umbria e assumano fino in fondo la responsabilità industriale e sociale di dar certezze per il presente e per il futuro al lavoro e alle produzioni. So bene – ha sottolineato Marini - che Nestlè può cambiare concretamente atteggiamento nei confronti di questa vertenza ed è impensabile che ci venga sottoposta la proposta di quasi dimezzare i posti di lavoro a tempo pieno e indeterminato. All'interno della grande multinazionale si può trovare uno spazio innovativo e strategico che faccia della fabbrica di Perugia un vero punto di riferimento per la produzione mondiale del cioccolato. Una multinazionale può fare questo perché ha mezzi finanziari e capacità di ricerca e management.  La vertenza della Perugina è anche una vertenza simbolo che riafferma la necessità che le imprese diano sempre più concretamente valore alla ricchezza prodotta dalla finanza, ma soprattutto alla qualità del manufatto che ha dietro competenze professionali, posti di lavoro e persone che hanno bisogno della produzione reale e non degli algoritmi della finanza. Come istituzioni –ha concluso la presidente -  ci aspettiamo che al prossimo incontro al ministero pe rlo sviluppo economico, del 9 novembre, Nestlè venga non più con il piano sociale, ma con un nuovo piano industriale sul quale anche le istituzioni potranno dare un apporto in termini di investimenti e di strumenti per l'occupazione".