regolamento posizioni organizzative, nota assessorato regionale al personale

Perugia – I principi alla base della riorganizzazione della "governance" dell'amministrazione regionale e della definizione del nuovo "Regolamento delle posizioni organizzative" sono quelli della assoluta trasparenza, del merito e della rotazione negli incarichi. Esattamente il contrario di quanto vuol far credere chi, in maniera anonima e strumentale, invia lettere ed esposti a media, organi giudiziari e quanto altro, intrise di affermazioni false e denigratorie per le quali la Giunta regionale si riserva azioni legali a tutela dell'immagine dell'ente e dei dipendenti regionali. È quanto si afferma in una nota dell'Assessorato al personale della Regione Umbria.

   Vale la pena precisare che l'atto assunto dalla Giunta regionale null'altro è che l'adeguamento alla nuova disciplina dell'area posizioni organizzative introdotta dal CCNL Comparto Funzioni locali del 21 maggio 2018.

  Così come previsto, è stato adottato l'avviso per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte dei dipendenti che ne hanno i requisiti, e si precisa inoltre  che non si tratta certo di "concorsi interni", ma del conferimento di incarichi afferenti l'organizzazione interna (più esattamente incarichi relativi alle unità organizzative che costituiscono la micro-organizzazione della Giunta regionale) da parte dei Dirigenti dell'amministrazione che operano in piena autonomia, e previa valutazione dei curriculum e colloquio con tutti i dipendenti che hanno presentato le candidature, secondo criteri e regole conformi alle indicazioni del CCNL.

    Sempre con delibera della Giunta regionale è stata sospesa l'applicazione delle nuove disposizioni laddove introducono la possibilità di un'ulteriore maggiorazione della indennità correlata all'incarico delle posizioni di maggiore pesatura. Infine, con altra delibera la Giunta regionale, condividendo e recependo le importanti direttive emesse dall'ANAC (Autorità nazionale anti corruzione) in materia di lotta e contrasto alla corruzione nell'ambito della pubblica amministrazione, ha stabilito un criterio che comporta la rotazione degli incarichi per alcuni specifici ambiti di attività, caratterizzati da funzioni di particolare rilevanza, ad esempio le attività finalizzate alla erogazione, tramite le procedure pubbliche previste dalla normativa vigente, di contributi sovvenzioni e aiuti economici.