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Programma Strategico Territoriale

Il Programma Strategico Territoriale (PST) è stato istituito dalla legge regionale 21 gennaio 2015, n. 1, concernente "Testo unico. Governo del territorio e materie correlate" (legge), pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 6 S.o. n. 1 del 28-01-2015, successivamente modificata con legge regionale 26 novembre 2015, n. 17).

 

Ai sensi della legge (artt. 8 e 9) il PST deve sviluppare la propria azione strategica «in coordinamento con gli strumenti regionali di programmazione economico-finanziaria, nonché con i riferimenti programmatici europei e nazionali», perseguendo le finalità generali di governo del territorio che si sostanziano nel:

 

  • fornire elementi per la territorializzazione delle politiche regionali di sviluppo nonché dei contenuti propri degli strumenti di programmazione economico-finanziaria;

  • configurarsi come strumento di riferimento per l'integrazione di temi e competenze settoriali della Giunta regionale e degli enti locali, nonché strumento per la costruzione e la condivisione delle scelte di sviluppo sostenibile del territorio comprensive della valorizzazione del paesaggio;

  • esercitare l'integrazione e il raccordo tra la dimensione politico-programmatica dello sviluppo e il governo del territorio, nonché esplicitare le opportunità, in chiave di sussidiarietà, per lo sviluppo locale dei vari territori;

  • promuovere la concertazione con le regioni contermini al fine di realizzare le necessarie integrazioni programmatiche per lo sviluppo delle relazioni territoriali, nazionali e interregionali;

  • individuare i temi settoriali di riferimento per la costruzione della visione strategica ed integrata del territorio regionale sulla base delle potenzialità paesaggistico-ambientali e territoriali perseguendo il rapporto coerente tra la localizzazione delle funzioni e dei servizi, il sistema della mobilità e delle infrastrutture tecnologiche ed energetiche.

 

La legge delinea il PST come uno strumento programmatico territoriale fortemente legato alle scelte strategiche regionali declinate in coerenza con le politiche di sviluppo statale e comunitarie, caratterizzanti i programmi economico finanziari di questi livelli istituzionali; strumento che ha pure l'ambizione di stimolare una progettualità organica e integrata dai territori, fornendo uno sfondo coerente delle opportunità di sviluppo messe in campo dalle varie politiche settoriali. Di queste politiche, che si esprimono con piani e programmi, la legge fornisce una precisa indicazione su quali possono essere ritenute di maggior significato per dare un ordine allo sviluppo antropico nel territorio attraverso il PST che infatti deve indicare:

 

  • la rete delle infrastrutture lineari, ferroviarie, stradali ed escursionistiche, d'interesse regionale nonché quelle energetiche e per le telecomunicazioni;

  • la rete delle infrastrutture puntuali e dei principali nodi di interconnessione e scambio, passeggeri e merci, ivi compresi gli attracchi lacuali;

  • l'area di sedime dell'aeroporto regionale dell'Umbria, definendo le servitù e i vincoli gravanti sulle aree contigue al fine di garantire l'agibilità e la sicurezza dello stesso;

  • le azioni necessarie alla mitigazione del rischio territoriale ed ambientale, al risanamento delle singole componenti dell'ecosistema ed alla valorizzazione delle specificità.

 

Con tali presupposti normativi, si può affermare che per il PST:

 

  • la base delle conoscenze dello stato, delle dinamiche e delle scelte di sviluppo della Regione risieda innanzitutto nel Quadro Strategico Regionale approvato per il settennio 2014-2020 (QSR)

  • gli obiettivi strategici e le azioni debbono correlarsi innanzitutto a quelli stabiliti per il QSR, che è costruito in coerenza anche con l'Accordo di Parternariato e al quale sono riconducibili i programmi attuativi delle politiche di coesione e di sviluppo della UE;

  • la visione strategica dello sviluppo territoriale deve essere espressa come territorializzazione delle scelte programmatiche che caratterizzeranno maggiormente il settennio 2014-2020;

  • la strategia programmatica espressa dal PST deve rispettare quella di assetto paesaggistico definita dal Piano Paesaggistico Regionale PPR);

  • lo schema di assetto di riferimento per le azioni territoriali deve fondarsi principalmente sul sistema delle infrastrutture – non solo per il trasporto – che qui può essere inteso come rete nodale di connessione di insediamenti e territori (non solo umbri).

 

Le finalità generali stabilite dalla legge richiamano il Disegno Strategico Territoriale (DST) approvato con D.G.R. 1903/2008 e, con D.G.R. 1373/2009, posto alla base del Piano Urbanistico Strategico Territoriale (PUST) istituito dalla L.R. 13/2009, successivamente abrogata dalla L.R. 1/2015.

 

Le affinità sono nella concezione stessa di piano/programma, perché si presentano come strumenti programmatici di natura dinamica fortemente legati alla programmazione economica finanziaria, di cui vogliono territorializzare le scelte indirizzando azioni top-down e bottom-up.

 

 

 


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