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Esercizi extralberghieri

COUNTRY HOUSE
Le Country house sono esercizi extralberghieri gestiti unitariamente e imprenditorialmente in forma professionale organizzata e continuativa. Sono dotate di camere con eventuale angolo cottura e/o di appartamenti con servizio autonomo di cucina, per un minimo di 14 posti letto. Sono situate in aperta campagna o in piccoli borghi rurali; sono derivate dalla ristrutturazione e dall'ammodernamento di ville o casali e loro annessi e possono essere dotate di attrezzature sportive e ricreative (LR 8/2017, art. 18, comma 1).

Le Country house sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella B) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 1).

CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE
Le Case e appartamenti per vacanze sono esercizi ricettivi gestiti unitariamente per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in unità abitative composte da uno o più locali arredati, da servizi igienici e da cucina autonoma o da idoneo angolo cottura, poste nello stesso stabile o in stabili diversi ubicati nello stesso territorio comunale, all'interno delle quali non possono esservi persone residenti. Nelle Case e appartamenti per vacanze non è consentita la somministrazione di alimenti e bevande (LR 8/2017, art. 19, commi 1 e 2).

La gestione in forma imprenditoriale è organizzata e non occasionale ed è comunque obbligatoria nel caso in cui il numero di unità è pari o superiore a tre (LR 8/2017, art. 19, comma 4, lett. a). La classificazione è in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella C) Sezione 1, RR n. 8/2018

La gestione in forma non imprenditoriale è consentita a coloro che hanno la disponibilità fino a un massimo di due unità abitative e svolgono l'attività in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari (LR 8/2017, art. 19, comma 4, lett. b). In questo caso le unità immobiliari mantengono la destinazione residenziale e devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per i locali di civile abitazione (LR 8/2017, art. 19, comma 5). La classificazione è in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella C) Sezione 2, RR n. 8/2018

 

AFFITTACAMERE
Sono esercizi di Affittacamere le strutture gestite in modo unitario per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in non più di sei camere poste nello stesso stabile o in stabili diversi ubicati nello stesso territorio comunale per un massimo di dodici posti letto (LR 8/2017, art. 20, c. 1).
Gli esercizi di Affittacamere conservano le caratteristiche della civile abitazione e l'esercizio dell'attività di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso delle unità abitative (LR 8/2017, art. 20, c. 5).
Ciascuna unità abitativa è destinata all'alloggio di turisti esclusivamente nelle camere e non nella sua interezza (LR 8/2017, art. 20, c. 4).

La gestione imprenditoriale è organizzata e non occasionale e l'attività di affittacamere non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande (LR 8/2017, art. 20, c. 2, lett. a), e c. 3).
Gli esercizi di Affittacamere gestiti in forma imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella D) – Sezione 1 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 3).

 

La gestione non imprenditoriale è svolta in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari e l'attività non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande (LR 8/2017, art. 20, c. 2, lett. b), e c. 3).

Gli esercizi di Affittacamere gestiti in forma non imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella D) – Sezione 2 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 3).

 

BED AND BREAKFAST
Il Bed and breakfast è il servizio di alloggio e prima colazione esercitato all'interno dell'abitazione ove il titolare ha la residenza e dimora abitualmente, avvalendosi della normale organizzazione familiare.
Il soggetto titolare dell'attività di Bed and breakfast deve riservarsi una camera da letto all'interno della struttura (LR 8/2017, art. 21, commi 1 e 2).
Gli esercizi di Bed and breakfast conservano le caratteristiche della civile abitazione e l'esercizio dell'attività di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso delle unità abitative (LR 8/2017, art. 21, c. 4).

La gestione in forma imprenditoriale è svolta in modo continuativo in non più di cinque camere con un massimo di dieci posti letto. Qualora l'attività si svolga in più di una camera deve essere previsto l'uso di almeno due servizi igienici (LR 8/2017, art. 21, c. 3, lett. a)).
Gli esercizi di Bed and breakfast gestiti in forma imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella E) – Sezione 1 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 4).

La gestione in forma non imprenditoriale è svolta in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari in non più di tre camere con un massimo di sei posti letto. Qualora l'attività si svolga in più di una camera deve essere previsto l'uso di almeno due servizi igienici (LR 8/2017, art. 21, c. 3, lett. b)).
Gli esercizi di Bed and breakfast gestiti in forma non imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella E) – Sezione 2 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 4).

 

CASE PER FERIE
Le Case per ferie sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi, gestite al di fuori dei normali canali commerciali e promozionali, da enti pubblici, associazioni, società e enti religiosi, tutti soggetti operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari. (LR 8/2017, art. 22, c. 1)
Le Case per ferie sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella F) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 5).

 

CASE RELIGIOSE DI OSPITALITA'
Le Case religiose di ospitalità sono case per ferie caratterizzate dall'osservanza della finalità dell'ente religioso gestore che offrono, a pagamento, a chiunque la richiede, ospitalità nel rispetto del carattere religioso dell'ospitalità stessa e delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni del servizio (LR 8/2017, art. 23, c. 1).
Le Case religiose di ospitalità sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella F) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 5).

 

CENTRI SOGGIORNO STUDI
I Centri soggiorno studi sono esercizi ricettivi dedicati ad ospitalità finalizzata all'educazione e formazione in strutture dotate di adeguate attrezzature per l'attività didattica e convegnistica specializzata (LR 8/2017, art. 24, c. 1).
Sono gestiti da enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali e altri soggetti privati operanti nel settore della formazione (LR 8/2018, art. 24, comma 2).
I Centri soggiorno studi sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti previsti per gli alberghi classificati a 2 stelle (RR 8/2018, Tabella A), nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 6).

 

OSTELLI PER LA GIOVENTU'
Sono Ostelli per la gioventù gli esercizi ricettivi attrezzati per il soggiorno e il pernottamento di giovani e loro accompagnatori e di coloro i quali vogliono usufruire dei servizi propri degli ostelli. Negli Ostelli per la gioventù possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate (LR 8/2017, art. 25).
Gli Ostelli per la gioventù sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella G) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

KINDERHEIMER – CENTRI DI VACANZA PER RAGAZZI
I Kindeheimer – centri di vacanza per ragazzi sono strutture ricettive caratterizzate da clientela costituita, di norma, da ragazzi di età inferiore ai quattordici anni, aperte solitamente nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate anche allo sviluppo sociale e pedagogico (LR 8/2017, art. 26, comma 1).
Nei Kinderheimer possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate ed è assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nel settore pedagogico e di personale medico (LR 8/2017, art. 26, commi 2 e 3).
I Kindeheimer sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella G) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

RIFUGI ESCURSIONISTICI
I Rifugi escursionistici sono strutture idonee ad offrire ospitalità e ristoro in zone isolate. Sono gestite da enti pubblici, da enti e associazioni operanti nel settore dell'escursionismo o da soggetti privati. (LR 8/2017, art. 27).
Devono possedere i requisiti strutturali ed igienico-sanitari previsti per gli Ostelli, con la sola eccezione del locale soggiorno, dovendo essere dotata la struttura semplicemente di un locale comune utilizzabile anche per il consumo di alimenti e bevande (RR 8/2018 – Tabella H).
I Rifugi escursionistici sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella H) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

AGRITURISMI E FATTORIE DIDATTICHE
La disciplina degli Agriturismi e delle Fattorie didattiche è individuata nella legge regionale n. 12/2015 e nel Regolamento regionale n. 1/2019.
Informazioni di dettaglio per l'apertura e la gestione di tali attività sono disponibili al seguente link: http://www.regione.umbria.it/agricoltura/diversificazione-agriturismo-fattorie-didattiche-e-agricoltura-sociale.
La legislazione turistica regionale vigente annovera gli Agriturismi e le Fattorie didattiche tra gli esercizi extralberghieri e dispone che a tali tipologie di strutture ricettive, per quanto non disciplinato dalla normativa speciale in materia, si applicano le disposizioni della LR n. 8/2017 e dei relativi atti di attuazione (art. 28, c. 2, LR 8/2017).
Si precisa che sono soggetti alle disposizioni in materia di rilevazioni statistiche obbligatorie, previste nel programma Statistico Nazionale, gli Agriturismi e le Fattorie didattiche con pernottamento.

 

Classificazione e Riclassificazione 
La classificazione delle strutture ricettive extralberghiere avviene nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 2).
La classificazione ha validità quinquennale e decorre dal 1° gennaio 2019 (RR 8/2018, art. 29). Per le strutture ricettive che iniziano l'attività nel corso del quinquennio, la classificazione ha validità per la frazione residua (RR 8/2018, art. 6).

Per Agriturismi e Fattorie didattiche la normativa speciale dispone che la classificazione abbia una durata di tre anni



 
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Esercizi extralberghieri

COUNTRY HOUSE
Le Country house sono esercizi extralberghieri gestiti unitariamente e imprenditorialmente in forma professionale organizzata e continuativa. Sono dotate di camere con eventuale angolo cottura e/o di appartamenti con servizio autonomo di cucina, per un minimo di 14 posti letto. Sono situate in aperta campagna o in piccoli borghi rurali; sono derivate dalla ristrutturazione e dall'ammodernamento di ville o casali e loro annessi e possono essere dotate di attrezzature sportive e ricreative (LR 8/2017, art. 18, comma 1).

Le Country house sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella B) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 1).

CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE
Le Case e appartamenti per vacanze sono esercizi ricettivi gestiti unitariamente per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in unità abitative composte da uno o più locali arredati, da servizi igienici e da cucina autonoma o da idoneo angolo cottura, poste nello stesso stabile o in stabili diversi ubicati nello stesso territorio comunale, all'interno delle quali non possono esservi persone residenti. Nelle Case e appartamenti per vacanze non è consentita la somministrazione di alimenti e bevande (LR 8/2017, art. 19, commi 1 e 2).

La gestione in forma imprenditoriale è organizzata e non occasionale ed è comunque obbligatoria nel caso in cui il numero di unità è pari o superiore a tre (LR 8/2017, art. 19, comma 4, lett. a). La classificazione è in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella C) Sezione 1, RR n. 8/2018

La gestione in forma non imprenditoriale è consentita a coloro che hanno la disponibilità fino a un massimo di due unità abitative e svolgono l'attività in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari (LR 8/2017, art. 19, comma 4, lett. b). In questo caso le unità immobiliari mantengono la destinazione residenziale e devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per i locali di civile abitazione (LR 8/2017, art. 19, comma 5). La classificazione è in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella C) Sezione 2, RR n. 8/2018

 

AFFITTACAMERE
Sono esercizi di Affittacamere le strutture gestite in modo unitario per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in non più di sei camere poste nello stesso stabile o in stabili diversi ubicati nello stesso territorio comunale per un massimo di dodici posti letto (LR 8/2017, art. 20, c. 1).
Gli esercizi di Affittacamere conservano le caratteristiche della civile abitazione e l'esercizio dell'attività di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso delle unità abitative (LR 8/2017, art. 20, c. 5).
Ciascuna unità abitativa è destinata all'alloggio di turisti esclusivamente nelle camere e non nella sua interezza (LR 8/2017, art. 20, c. 4).

La gestione imprenditoriale è organizzata e non occasionale e l'attività di affittacamere non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande (LR 8/2017, art. 20, c. 2, lett. a), e c. 3).
Gli esercizi di Affittacamere gestiti in forma imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella D) – Sezione 1 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 3).

 

La gestione non imprenditoriale è svolta in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari e l'attività non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande (LR 8/2017, art. 20, c. 2, lett. b), e c. 3).

Gli esercizi di Affittacamere gestiti in forma non imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella D) – Sezione 2 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 3).

 

BED AND BREAKFAST
Il Bed and breakfast è il servizio di alloggio e prima colazione esercitato all'interno dell'abitazione ove il titolare ha la residenza e dimora abitualmente, avvalendosi della normale organizzazione familiare.
Il soggetto titolare dell'attività di Bed and breakfast deve riservarsi una camera da letto all'interno della struttura (LR 8/2017, art. 21, commi 1 e 2).
Gli esercizi di Bed and breakfast conservano le caratteristiche della civile abitazione e l'esercizio dell'attività di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso delle unità abitative (LR 8/2017, art. 21, c. 4).

La gestione in forma imprenditoriale è svolta in modo continuativo in non più di cinque camere con un massimo di dieci posti letto. Qualora l'attività si svolga in più di una camera deve essere previsto l'uso di almeno due servizi igienici (LR 8/2017, art. 21, c. 3, lett. a)).
Gli esercizi di Bed and breakfast gestiti in forma imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella E) – Sezione 1 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 4).

La gestione in forma non imprenditoriale è svolta in modo occasionale e senza la fornitura di servizi complementari in non più di tre camere con un massimo di sei posti letto. Qualora l'attività si svolga in più di una camera deve essere previsto l'uso di almeno due servizi igienici (LR 8/2017, art. 21, c. 3, lett. b)).
Gli esercizi di Bed and breakfast gestiti in forma non imprenditoriale sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella E) – Sezione 2 allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 4).

 

CASE PER FERIE
Le Case per ferie sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi, gestite al di fuori dei normali canali commerciali e promozionali, da enti pubblici, associazioni, società e enti religiosi, tutti soggetti operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari. (LR 8/2017, art. 22, c. 1)
Le Case per ferie sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella F) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 5).

 

CASE RELIGIOSE DI OSPITALITA'
Le Case religiose di ospitalità sono case per ferie caratterizzate dall'osservanza della finalità dell'ente religioso gestore che offrono, a pagamento, a chiunque la richiede, ospitalità nel rispetto del carattere religioso dell'ospitalità stessa e delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni del servizio (LR 8/2017, art. 23, c. 1).
Le Case religiose di ospitalità sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella F) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 5).

 

CENTRI SOGGIORNO STUDI
I Centri soggiorno studi sono esercizi ricettivi dedicati ad ospitalità finalizzata all'educazione e formazione in strutture dotate di adeguate attrezzature per l'attività didattica e convegnistica specializzata (LR 8/2017, art. 24, c. 1).
Sono gestiti da enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali e altri soggetti privati operanti nel settore della formazione (LR 8/2018, art. 24, comma 2).
I Centri soggiorno studi sono classificate in un'unica categoria sulla base dei requisiti previsti per gli alberghi classificati a 2 stelle (RR 8/2018, Tabella A), nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 6).

 

OSTELLI PER LA GIOVENTU'
Sono Ostelli per la gioventù gli esercizi ricettivi attrezzati per il soggiorno e il pernottamento di giovani e loro accompagnatori e di coloro i quali vogliono usufruire dei servizi propri degli ostelli. Negli Ostelli per la gioventù possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate (LR 8/2017, art. 25).
Gli Ostelli per la gioventù sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella G) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

KINDERHEIMER – CENTRI DI VACANZA PER RAGAZZI
I Kindeheimer – centri di vacanza per ragazzi sono strutture ricettive caratterizzate da clientela costituita, di norma, da ragazzi di età inferiore ai quattordici anni, aperte solitamente nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate anche allo sviluppo sociale e pedagogico (LR 8/2017, art. 26, comma 1).
Nei Kinderheimer possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate ed è assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nel settore pedagogico e di personale medico (LR 8/2017, art. 26, commi 2 e 3).
I Kindeheimer sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella G) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

RIFUGI ESCURSIONISTICI
I Rifugi escursionistici sono strutture idonee ad offrire ospitalità e ristoro in zone isolate. Sono gestite da enti pubblici, da enti e associazioni operanti nel settore dell'escursionismo o da soggetti privati. (LR 8/2017, art. 27).
Devono possedere i requisiti strutturali ed igienico-sanitari previsti per gli Ostelli, con la sola eccezione del locale soggiorno, dovendo essere dotata la struttura semplicemente di un locale comune utilizzabile anche per il consumo di alimenti e bevande (RR 8/2018 – Tabella H).
I Rifugi escursionistici sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori indicati nella Tabella H) allegata al Regolamento Regionale 8/2018, nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 7).

 

AGRITURISMI E FATTORIE DIDATTICHE
La disciplina degli Agriturismi e delle Fattorie didattiche è individuata nella legge regionale n. 12/2015 e nel Regolamento regionale n. 1/2019.
Informazioni di dettaglio per l'apertura e la gestione di tali attività sono disponibili al seguente link: http://www.regione.umbria.it/agricoltura/diversificazione-agriturismo-fattorie-didattiche-e-agricoltura-sociale.
La legislazione turistica regionale vigente annovera gli Agriturismi e le Fattorie didattiche tra gli esercizi extralberghieri e dispone che a tali tipologie di strutture ricettive, per quanto non disciplinato dalla normativa speciale in materia, si applicano le disposizioni della LR n. 8/2017 e dei relativi atti di attuazione (art. 28, c. 2, LR 8/2017).
Si precisa che sono soggetti alle disposizioni in materia di rilevazioni statistiche obbligatorie, previste nel programma Statistico Nazionale, gli Agriturismi e le Fattorie didattiche con pernottamento.

 

Classificazione e Riclassificazione 
La classificazione delle strutture ricettive extralberghiere avviene nel rispetto della normativa vigente, in particolare in materia di igiene a sanità, sicurezza, urbanistica, edilizia e prevenzione incendi (RR 8/2018, art. 3, comma 2).
La classificazione ha validità quinquennale e decorre dal 1° gennaio 2019 (RR 8/2018, art. 29). Per le strutture ricettive che iniziano l'attività nel corso del quinquennio, la classificazione ha validità per la frazione residua (RR 8/2018, art. 6).

Per Agriturismi e Fattorie didattiche la normativa speciale dispone che la classificazione abbia una durata di tre anni


REGIONE UMBRIA

Recupero e allestimento del percorso escursionistico del "Terzo Paradiso"

POR FESR 2007-2013

Foto: Roberto Berti (panorama) e Andrea Angelucci (sentiero)

 

 

Con i fondi POR - FESR  2007-2013 Attività B1 è stato finanziato il progetto di "Recupero e allestimento del percorso escursionistico del "Terzo Paradiso", ovvero il ripristino e la messa in sicurezza dei sentieri suddetti atti a consentire, alla collettività e ai turisti, la visita dei luoghi posti a ridosso della Basilica di Assisi. Il progetto si inquadra quale stralcio funzionale del progetto complessivo di "Restauro paesaggistico del Bosco di S. Francesco" che ha comportato il restauro paesaggistico del bosco, dei coltivi e degli edifici storici medievali presenti.
L'attuazione degli interventi è stata curata dalla Comunità Montana Subasio e Monti Martani che ha provveduto alla stipula di una apposita convenzione che prevede la disponibilità ventennale di parte dell'area.
Nello specifico le opere progettuali, per un importo che si aggira intorno ai 150.000-200.000 euro, sono riconducibili alla realizzazione di un nuovo tratto di percorso che, dalla radura panoramica prospiciente la Rocca di Assisi, attraversa il fiume Tescio e mediante un guado con pietre, livellate superiormente, prosegue lungo la sponda in sinistra idrografica fino a congiungersi, all'altezza della torre di avvistamento, al percorso esistente.
Si è completato così un tracciato ad anello che, partendo dal mulino e costeggiando il fiume prima in destra idrografica e poi in sinistra si conclude in prossimità della chiesa si S. Croce.
Grande attenzione è stata posta alle opere di riqualificazione ambientale dell'area che sono state peraltro oggetto di specifico studio botanico e faunistico.
Sono stati inoltre apposti arredi quali: cartellonistica, sedute, muretti a secco, piazzole e punti panoramici.
La realizzazione del progetto "Recupero e allestimento del percorso escursionistico del "Terzo Paradiso" prevede opere che sono in connessione diretta con gli interventi che, sempre con fondi POR attività b1, sono stati realizzati nell'area dell'Eremo delle Carceri e che, senza dubbio, conferiscono valore aggiunto ad un'area a fortissima vocazione turistica, ricca di biodiversità mutuata dalla presenza di numerosi siti Natura 2000 e di un Parco regionale.

 

REGIONE UMBRIA

Realizzazione dell'Itinerario Turistico delle Gole del Nera

POR FESR 2007-2013

La Regione Umbria considera l'ambiente un elemento cardine per lo sviluppo economico dellaRegione. Con i finanziamenti comunitari sono stati finanziati progetti volti a salvaguardare e valorizzare, secondo una logica di sviluppo economico sostenibile, le risorse naturali e culturali di cui la Regione dispone, apportando il proprio contributo fattivo al consolidamento del "Sistema Umbria".

Tra gli interventi finanziati si evidenzia la realizzazione dell'Itinerario Turistico delle Gole del Nera, nel Comune di Narni. L'itinerario inizia dai ruderi del Ponte d'Augusto, ai piedi della rupe di Narni, si insinua nelle Gole del Nera recuperando il tracciato dismesso della ferrovia e prosegue fino a raggiungere il Lago di San Liberato. L'intervento ha permesso la costruzione di un percorso ciclopedonale che valorizza siti Natura 2000, consentendone una fruizione pienamente rispettosa e più facilmente controllabile, arricchito dalla presenza di siti storici suggestivi. Sono presenti una serie di interconnessioni con la fitta rete sentieristica del CAI e sarà ancor più fruibile mediante i collegamenti con gli itinerari ciclopedonali individuati dalla Regione Umbria. L'intervento è stato finanziato con risorse FESR per un totale di € 850.000,00.

 

REGIONE UMBRIA

Interventi di sistemazione e valorizzazione dell'Eremo delle Carceri, Assisi (PG)

POR FESR 2007-2013

Alle pendici del Monte Subasio è situato l'Eremo delle Carceri, luogo suggestivo noto per essere stato luogo di preghiera e meditazione di S. Francesco e i suoi seguaci.

Nell'ambito del POR FESR 2007 - 2013 la Regione Umbria ha finanziato dei progetti di sistemazione e recupero dei luoghi di memoria francescana. I lavori hanno riguardato interventi di sistemazione del bosco di lecci circostante l'Eremo e la messa in sicurezza dei sentieri per i viandanti, con la posa in opera di una balaustra in ferro, il rifacimento della segnaletica e la sistemazione delle pendici scoscese, oltre ad altri interventi di manutenzione e conservazione dei luoghi.

Il progetto denominato "Sistemazione e valorizzazione Eremo delle Carceri in Comune di Assisi" si è sviluppato per tre stralci, per importi rispettivamente di euro 103.500, 128.000 e 58.000 euro.

 

REGIONE UMBRIA

Valorizzazione delle risorse naturali

 

La Cascata delle Marmore

DOCUP Ob. 2 1997 - 1999 e 2000 – 2006

La Cascata delle Marmore, opera artificiale di sistemazione idraulica dovuta ai Romani, si trova in Umbria, a pochi chilometri da Terni. E' una delle più alte d'Europa (165 metri di dislivello) ed è inserita in un contesto ambientale di altissimo pregio.

L'area della Cascata è stata oggetto di interventi cofinanziati dal FESR già a partire dal Documento unico di programmazione 1997 -1999. In particolare, tra i vari interventi realizzati, si segnalano un giardino botanico ed un sentiero naturalistico con funzioni didattiche, divulgative e di promozione. Il giardino botanico è inoltre dotato di un Centro Direzionale, attrezzato con strumenti di laboratorio ed informatici, di un laghetto e di una serra.

L'intervento, nel complesso, è costato 1.049.295,27 euro di cui 730.000 di finanziamento FESR.

La Cascata si inserisce in un'area di incomparabile bellezza naturalistica. L'ingresso al parco è consentito ad orari fissi (è consigliabile una consultazione sul sito internet della Cascata).

 

 

 

 

 

 

 


Una raccolta di risorse in rete e di documenti per favorire l'informazione sui saperi femminili

 

Archivi, biblioteche, centri delle donne | Italia

Biblioteca delle Donne – Associazione "Donatella Tellini" – L'Aquila
Nasce nel 1981 all'interno del consultorio AIED, con l'intento di raccogliere e diffondere materiale informativo su maternità, contraccezione e aborto. Nel corso degli anni la raccolta si è arricchita di testi della scrittura femminile in tutte le sue forme: narrativa, poesia, psicologia, storia, filosofia e saggistica. Ad oggi conta oltre 5.000 volumi, insieme a numerose riviste, opuscoli e tesi di laurea.

Biblioteca delle donne "Nosside" 
Connessa al sistema bibliotecario d'Ateneo dell'Università della Calabria e al Centro di Women's Studies MILLY VILLA, si costituisce nel 1986 come centro per lo studio, la ricerca e la documentazione su tematiche connesse agli studi delle donne e alle Pari Opportunità.

Biblioteca delle donne  – Soverato, Catanzaro 
La Biblioteca delle Donne Soverato è una biblioteca pubblica, specialistica di opere scritte dalle donne su varie tematiche: letteratura e poesia, narrativa, religione, antropologia, arte, politica, filosofia, psicologia, diritto, biografie e testimonianze, storia, sociologia, economia. 

Centro Documentazione Donna di Ferrara 
Circa 7.000 volumi tra narrativa e saggistica riguardanti i vari aspetti della storia e cultura delle donne, oltre a diverse annate complete di molti periodici femministi italiani e internazionali. Nell'archivio sono conservati documenti prodotti dal movimento delle donne negli ultimi decenni.

Biblioteca e Archivio del Centro documentazione Donna di Modena
Il patrimonio librario è costituito da circa 9000 titoli di saggistica, narrativa e letteratura specializzata in cultura di genere già inseriti nel catalogo unico del Sistema Bibliotecario Nazionale. L'archivio conserva 37 fondi archivistici – fondi personali (di singole donne) e fondi collettivi (di associazioni femminili e di organizzazioni del movimento delle donne tra gruppi informali e organismi di parità).

Casa internazionale delle donne, Centro di Documentazione Elca Ruzzier – Trieste
E' un'associazione temporanea di scopo (ATS) costituita da otto associazioni femminili e una cooperativa. Il centro di documentazione possiede un ampio patrimonio bibliografico e documentario, con sezione plurilingue e per l'infanzia; è costituito al momento da un migliaio di testi di genere e di letteratura.

Associazione Nazionale degli Archivi dell'Unione Donne in Italia 
Presentazione dei materiali presenti nei 40 Archivi delle sedi locali e nella sede centrale dell'UDI.

Archivio storico delle donne "Camilla Ravera", Roma 
Primo archivio pubblico femminile costituito nel 1987 e acquisito nel 1992 dalla Fondazione Istituto Gramsci. Contiene documenti sulla Sezione femminile del Pci, Carte di donne, Documentazione e materiale a stampa.

Biblioteca Archivia di Roma 
Biblioteca/archivio specializzata in storia e cultura delle donne, raccoglie le produzioni della teoria e della pratica del movimento femminista dalla fine degli anni '60.

Archivio e Biblioteca della Fondazione Elvira Badaracco Milano
Biblioteca e Archivio nascono nel 1979 (ex Centro studi storici) con un nucleo importante di testi sul movimento politico delle donne e successivamente si arricchisce di opere di diverse discipline e con il nucleo storico della raccolta Archivio del femminismo e si arricchisce nel tempo con l'acquisizione di fondi che interessano la storia politica e sociale delle donne.

Biblioteca e archivio dell'Unione Femminile Nazionale (UFN) – Milano
L'Archivio conserva un ricco patrimonio documentario, prodotto nel corso dell'attività istituzionale o pervenuto e acquisito a vario titolo, in particolare a partire dagli anni Novanta del secolo scorso.
La biblioteca mette a disposizione patrimonio e servizi per tutte le donne che amano la lettura, lo studio e il pensiero femminile.

Bibliomediateca delle Casa delle Donne di Milano 
Aperta alle fine 2017 con l'intento di raccogliere, diffondere, promuovere e valorizzare le varie espressioni dei saperi femminili.

Associazione Biblioteca delle donne – Ancona  
Dal 2008 la raccolta archivistica, bibliografica e iconografica dell'Associazione "Biblioteca delle Donne" è stata accolta alla Biblioteca Comunale "L. Benincasa" di Ancona. Il fondo, consultabile on-line sull'Opac provinciale, è costituito da opere di narrativa prevalentemente di scrittrici o con protagoniste donne e da opere di saggistica relative alla condizione femminile, pubblicate prevalentemente a partire dagli anni Settanta. 

Casa delle Donne di Torino – Archivi del Femminismo 
L'Associazione Piera Zumaglino che ha sede dal 1997 presso la Casa delle Donne è nata con la finalità prioritaria di conservare e valorizzare i documenti prodotti e/o raccolti da donne impegnate nel femminismo. Attualmente sono presenti i fondi, Piera Zumaglino e Alessandra Mecozzi.

Biblioteca del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile 
Biblioteca – unica in Piemonte – specializzata nella saggistica femminista pubblicata nel decennio 1970-1980, punto di riferimento anche per l'Università di Torino e per gli altri centri studi a livello nazionale.

Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere – CIRSDe
Costituito nel 1991 su proposta di un gruppo di docenti e ricercatrici dell'Università di Torino, come struttura di riferimento per iniziative di ricerca, formazione e incontro culturale, tra le studiose e gli studiosi che adottano la differenza di genere come questione e come punto di vista. Il fondo librario del Centro è conservato e catalogato come CIRSDe, presso la Biblioteca Norberto Bobbio Torino.

Archivi delle donne in Piemonte
L'ArDP, Archivio delle Donne in Piemonte, è un'associazione culturale senza fini di lucro che mira a conservare e a mantenere viva la storia e la memoria delle donne e del movimento delle donne a partire dal territorio in cui opera, la regione Piemonte, con losguardo rivolto alla dimensione nazionale e internazionale. 

Centro di Documentazione e Studi delle donne di Cagliari – Associazione la Tarantola
Aperta nel 1986 possiede circa 7.000 volumi; raccoglie, cataloga, gestisce e valorizza opere librarie, documentali e materiali diversi prodotti dalle donne a livello locale e globale, un'ampia scelta di riviste specializzate, di donne e non solo, pubblicate soprattutto in Italia, alcune riviste straniere e letteratura grigia.

Associazione "Archivio per la memoria e la scrittura delle donne" di Firenze
Nata allo scopo di valorizzare la scrittura delle donne del passato e del presente e per la conservazione e la salvaguardia di archivi che rischiano la dispersione.

Casa della donna – Pisa
La più grande biblioteca di genere della Toscana e una delle più antiche d'Italia, la Biblioteca "Anna Cucchi" è gestita da un gruppo di volontarie della Casa della donna. Raccoglie quasi 100 riviste italiane e straniere e 4000 testi (letteratura, psicoanalisi, storia delle donne e di genere, filosofia, sociologia, diritto, arte, pensiero femminista). Offre consulenze bibliografiche, ricerche internet e itinerari di lettura. 

Centro culturale delle donne Mara Meoni – Siena
Nata nel 1981, il cuore pulsante del Centro Mara Meoni è la biblioteca di genere, il cui patrimonio librario consta di circa 3000 volumi, fra saggistica e narrativa di donne, cui vanno aggiunte le riviste di teoria (Noi donne, LeggereDonna, Via Dogana, DWF, Memoria ecc.)  l'archivio dei primi 20 anni di attività, il materiale grigio di molte altre aggregazioni femminili (volantini, documenti, manifesti etc).

Archivio Storico delle donne di Bolzano
Istituita nel 1984 insieme al Centro documentazione ed informazione della donna, con lo scopo di raccogliere testi scritti da donne relativamente a quella che si definisce cultura di genere. Il patrimonio è costituito da oltre 7000 monografie, in lingua italiana e tedesca, suddivise per aree tematiche.

Centro Donna del Comune di Venezia
Il centro è dotato di una biblioteca che contiene gran parte della produzione editoriale esistente in Italia sugli studi di genere: il catalogo comprende più di 12.000 volumi.

Biblioteca Centro Donna – Mestre
La Biblioteca del Centro Donna è una biblioteca pubblica che raccoglie quanto viene scritto e pubblicato da donne e sulle donne.  

Archivio delle memorie delle donne di Napoli
Per conoscere e scoprire nel dettaglio le tappe importanti che, a livello nazionale e locale, hanno segnato la storia dell'attivismo delle donne e del femminismo napoletano.

Biblioteca e Archivio delle Donne e Centro di documentazione "Anna Nicolosi Grasso" UDI Palermo
Nata nel 1987 come luogo di valorizzazione e conservazione dei percorsi culturali e politici delle donne, possiede un patrimonio bibliografico che ha raggiunto una consistenza di circa 6.000 volumi regolarmente inventariati e catalogati, il cui nucleo originario è stato, in massima parte, frutto di donazioni individuali.

EFFE – Rivista femminista archivio storico di effe rivista mensile femminista autogestito. 
effe è una rivista nata nel febbraio del 1973 come "settimanale di controinformazione al femminile" chiusa nel 1982.

Fondazione Adkins Chiti
Nata a Fiuggi (FR) nel 1978 come movimento creato dalla musicista e  musicologa, Patricia Adkins Chiti e diventa Fondazione Internazionale non–profit nel 1996. Promuove e sostiene compositrici e creatrici di musica di ogni nazionalità, genere ed epoca storica, attraverso concerti, commissioni di lavori nuovi e grandi eventi in luoghi importanti con le musiche di donne del passato e del presente. La Fondazione dispone di una biblioteca e un archivio il cui patrimonio comprende musica (spartiti, partiture, manoscritti, microfilm), libri e pubblicazioni, banche dati di compositrici, riviste, iconografia, CD, video, cassette, DVD, manifesti e locandine.

( *a cura di 'Biblioteca italiana delle Donne ' Bologna)

Calendario regionale 8 marzo 2019

Calendario 8 marzo 2019


Attivazione del volontariato
Procedure di attivazione del volontariato

L'impiego del Volontariato è regolamentato dal D. Lgs n.1/2018 artt. 39 e 40, che garantisce, tra l'altro, il mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico/previdenziale del lavoratore, nonché il reintegro delle spese sostenute dall'Organizzazione di Volontariato.

Le Organizzazioni di Volontariato devono essere impiegate nelle attività previa formale attivazione ad opera dell'istituzione che ha il coordinamento e la responsabilità dell'intervento.

In ogni caso, per usufruire dei benefici di cui agli artt. 39 e 40, occorre che l'attivazione sia regolamentata da un atto amministrativo e/o da una nota a firma del Dirigente del Servizio regionale di Protezione Civile.

Per manifestazioni ed eventi che hanno le caratteristiche di "eventi a rilevante impatto locale", come da Direttiva del DPC del 13.11.2012 "Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile" e da Circolare del 06 agosto 2018 "Manifestazioni pubbliche: precisazioni sull'attivazione l'impiego del volontariato di protezione civile", il Sindaco dovrà richiedere i benefici artt. 39 e 40 del D. Lgs1 del 2018 e l'eventuale supporto di Organizzazioni di volontariato al di fuori del proprio territorio comunale al Dirigente del Servizio Protezione civile regionale inviando una PEC a centroprotezionecivile.regione@postacert.umbria.it. 

 

Fase ATTIVAZIONE del Volontariato 
Vengono impiegati in emergenza solo le Organizzazioni operative, vedi elenco e i volontari operativi secondo le disposizioni della D.G.R. n. 1444/2011.

 In caso di impiego di una o più Organizzazioni, regolarmente censite e quindi dichiarate operative, i Sindaci, i Prefetti o loro delegati (c.d. Pubblica Autorità), che chiedono l'intervento sul proprio territorio o che inviano i volontari sui luoghi dove si svolge l'evento, devono darne immediata comunicazione al Servizio Regionale di Protezione civile compilando il modello "INIZIO IMPIEGO" tenendo presente che:

- è da spedire entro le 24h dall'evento tramite posta elettronica certificata a: centroprotezionecivile.regione@postacert.umbria.it.

la squadra dei volontari deve portare con sé il modello ogni qualvolta che si reca sul luogo dell'evento.

- qualora l'emergenza richieda l'impiego dei volontari nei giorni successivi all'attivazione, lo stesso modello va redatto dalla Pubblica Autorità all'inizio di ogni giornata e comunque ad ogni variazione del numero dei volontari e dei mezzi impiegati.

 

FINE ATTIVAZIONE del Volontariato

L'Autorità Pubblica (Sindaco/Prefetto/.....) che ha chiesto l'intervento o che ha usufruito e coordinato l'impiego dei volontari, a conclusione dell'evento, deve dare immediata comunicazione di "FINE IMPIEGO" al Servizio Regionale di Protezione civile, compilando il relativo modello e trasmettendolo via posta elettronica certificata centroprotezionecivile.regione@postacert.umbria.it nel più breve tempo possibile.

La stessa Autorità Pubblica deve rilasciare alle Organizzazioni impiegate gli attestati sia per i singoli Volontari, sia per l'Organizzazione e sia per gli Automezzi; atti necessari anche per svolgere l'istruttoria delle pratiche di rimborso.

La mancata o ritardata comunicazione (INIZIO IMPIEGO/FINE IMPIEGO) da parte del soggetto attivante potrebbe non consentire l'applicazione dei benefici previsti dal D.Lgs. n.1/2018.

 

Il Responsabile dell'Organizzazione deve trasmettere al Servizio Regionale di Protezione Civile il documento "RAPPORTO DI INTERVENTO"a intervento concluso, facendo attenzione ad indicare il periodo di impiego dei volontari e l'attività svolta durante l'evento tramite posta elettronica certificata  centroprotezionecivile.regione@postacert.umbria.it.

Contemporaneamente all'invio delle suddette comunicazioni sarà necessario gestire l'evento e l'impiego del volontariato attraverso il portale zerogis.


Bandi di gara e contratti

In questa sezione sono pubblicati i dati concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture affidati dalla Regione Umbria come previsto dall'articolo 37 del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013.

La pubblicazione assolve anche agli obblighi previsti dall'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

 

Modalità di consultazione

All'interno dell'area "consulta i dati", è possibile effettuare una ricerca generica cliccando su "cerca" o inserire un criterio di ricerca (es. anno, provvedimento, etc).


Consulta i dati (decreto legislativo n. 33 del 2013, art. 37, comma 1, lettera a) 

 

Consulta tutti i dati

 

Assolvimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge 190/2012
(Deliberazione dell'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture n. 26 del 22 maggio 2013 e Deliberazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione n. 39 del 20 gennaio 2016).
I seguenti link permettono di scaricare gli elenchi dei contratti in formato XML.

Anno 2018

Anno 2017

Anno 2016

Anno 2015

Anno 2014 (aggiornamento al 2 marzo 2015)

Anno 2014

Anno 2013

Anno 2012

 

 

Dati pregressi

Dati relativi ai provvedimenti adottati precedentemente alla data del 21 novembre 2013.

Dati relativi ai provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 37, comma 2, del decreto legislativo 33/2013.

 

 

 


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