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Adottato l'adeguamento del Piano regionale dei Rifiuti

Con l'obbiettivo di elevare la qualità ambientale ed economica del sistema di gestione integrata dei rifiuti dell'Umbria puntando decisamente sulla strategia "rifiuti zero", la Giunta Regionale, con D.G.R. 360 del 23 Marzo 2015, ha definitivamente adottato l'adeguamento del Piano Regionale Rifiuti ad alcuni provvedimenti legislativi Europei e Nazionali entrati in vigore dopo la sua approvazione, avvenuta nel 2009. Tale procedura è infatti prevista dalla Legge Regionale vigente in materia di rifiuti.

In primo luogo il Piano è stato adeguato al D.Lgs. 205/2010, col quale l'Italia ha recepito la Direttiva UE 2008/98/CE in materia di rifiuti, che rafforza il concetto in base al quale la prevenzione della produzione è la migliore opzione per il contenimento dell'impatto ambientale della gestione rifiuti, introducendo anche la fase della "preparazione per il riutilizzo" nella c.d. "gerarchia dei rifiuti".
In attuazione della nuova articolazione della gerarchia dei rifiuti, con D.G.R. 451 del 27 Marzo 2015 è stato adottato il Programma di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, che definisce le azioni attuabili, a livello regionale, per il contenimento della produzione di rifiuti.

In secondo luogo viene inserito, tra le possibili opzioni per la "chiusura del ciclo" di gestione dei rifiuti l'utilizzo della frazione secca dei rifiuti indifferenziati come Combustibile Solido Secondario da impiegare per l'alimentazione di impianti industriali e centrali termoelettriche. Tale possibilità è stata introdotta dal Decreto Ministeriale 22/2013 che, sotto certi requisiti tecnici e di tutela ambientale, consente a determinate tipologie di rifiuti dotati di elevato potere calorifico, di essere impiegati in processi per la produzione di combustibili che, come tali, sono collocabili nel libero mercato e pertanto utilizzabili in processi industriali in qualsiasi parte del territorio nazionale ed europeo, anziché essere smaltiti in discarica o in impianti di termovalorizzazione. 
Il Consiglio Regionale ha stabilito che l'impiego del Combustibile Solido Secondario dovrà essere effettuato fuori Regione.

L'adeguamento del Piano Regionale era stato già preadottato dalla Giunta Regionale lo scorso mese di settembre, ed è stato successivamente illustrato al Tavolo per lo sviluppo, agli enti locali, alle associazioni di categoria e alle associazioni ambientaliste; il documento preadottato è stato inoltre  sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica prevista dal Testo Unico dell'ambiente: il documento definitivo adottato dalla Giunta Regionale è stato pertanto rielaborato tenendo conto dei contributi pervenuti da parte di alcuni soggetti interessati e delle indicazioni della Valutazione Ambientale Strategica.

Per quanto riguarda gli obbiettivi della pianificazione, l'adeguamento del Piano prevede la contrazione della produzione complessiva di rifiuti (già calata di oltre l'11% nell'ultimo triennio) in misura di un ulteriore 1% annuo, anche grazie ad iniziative tese a favorire lo sviluppo, su tutto il territorio, di "centri di riuso" e/o "centri per la preparazione per il riutilizzo" finalizzati ad allungare il ciclo di vita di beni e prodotti.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, che grazie all'attuazione del Piano Regionale vigente ha superato il 50%  su tutto il territorio regionale con punte ben superiori al 70% in alcuni comuni virtuosi (Già da due anni il quantitativo di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata avviata a recupero è superiore a quello dei rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento), è previsto un ulteriore salto di qualità finalizzato soprattutto a risolvere situazioni di disomogeneità che attualmente vedono alcune aree del territorio regionale ancorate a livelli più bassi: grazie alla domiciliarizzazione della raccolta sull'intera popolazione regionale è previsto il raggiungimento del 68,6% come livello medio regionale di raccolta differenziata e, al contempo, l'incremento della qualità della raccolta in modo tale da ottimizzare i quantitativi effettivamente destinabili a processi di recupero.

A tale finalità sono anche indirizzate le azioni previste per quanto riguarda lo sviluppo del sistema impiantistico: l'adeguamento del Piano Regionale dispone infatti l'efficientamento dei processi di trattamento e recupero delle frazioni secche raccolte in forma differenziata, dei rifiuti organici, dei rifiuti ingombranti, dello spazzamento stradale e dei rifiuti indifferenziati  attraverso interventi di adeguamento e potenziamento dell'impiantistica esistente e, ove necessario, mediante la realizzazione di nuovi impianti.

L'obbiettivo complessivo delle suddette strategie della pianificazione regionale è coerente con quello della Direttiva europea di settore, ovvero la "valorizzazione" dei rifiuti e la progressiva marginalizzazione del ricorso ai processi di smaltimento, in particolare attraverso l'impiego delle discariche.  Oltre agli ovvi vantaggi dal punto di vista ambientale, ciò consente di abbattere i costi a carico dei cittadini sia mediante la riduzione degli oneri di smaltimento che attraverso la "creazione di valore" dai rifiuti tramite il collocamento sul mercato dei prodotti derivanti dai processi di recupero e riciclaggio. Già oggi, comunque, grazie all'attuazione delle azioni del Piano vigente il costo pro-capite di gestione dei rifiuti in Umbria è in linea con la media nazionale (157,5 euro/abxa) e molto al di sotto della media del Centro Italia (192 euro/abxa)

Scarica l'adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti

Scarica il programma regionale di prevenzione della produzione di rifiuti


Contatti

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Sezione Aree protette e progettazione integrata
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